Ettore Rosato

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Ettore Rosato
Ettore Rosato 2016 (crop).jpg

Sottosegretario di Stato al Ministero dell'interno
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Maurizio Balocchi
Successore Michelino Davico

Vicepresidente della Camera dei deputati
In carica
Inizio mandato 29 marzo 2018
Presidente Roberto Fico

Presidente nazionale di Italia Viva
In carica
Inizio mandato 30 settembre 2019
Cotitolare Teresa Bellanova
Predecessore Carica istituita

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 29 aprile 2008

Durata mandato 29 ottobre 2003 –
27 aprile 2006
Legislature XIV, XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XIV: La Margherita
XVI-XVIII:
- Partito Democratico
(fino al 19/09/2019)
- Italia Viva (dal 19/09/2019)
Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia
Collegio XIV: Trieste-Muggia
Incarichi parlamentari
XVII: Capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati (dal 16/04/2015 al 22/03/2018)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia Viva (dal 2019)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
PD (2007-2019)
Titolo di studio Diploma di ragioneria
Professione Funzionario

Ettore Rosato (Trieste, 28 luglio 1968) è un politico italiano, vicepresidente della Camera dei deputati dal 29 marzo 2018 e coordinatore nazionale di Italia Viva dal 30 settembre 2019.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato il 28 luglio del 1968 a Trieste, nel 1987 si diploma in ragioneria all'Istituto TC Gian Rinaldo Carli di Trieste, e poco dopo viene assunto dalla Banca Commerciale Italiana e poi dalle Assicurazioni Generali[1][2]. In quello stesso periodo viene eletto consigliere circoscrizionale a Trieste con la Democrazia Cristiana (DC).[2]

Dopo la crisi di tangentopoli, richiamato alla politica dall'allora commissario della DC Elettra Dorigo, viene eletto in consiglio comunale con una coalizione di centro-sinistra facente capo all'imprenditore Riccardo Illy, diventando il più giovane presidente del consiglio comunale dei comuni italiani.[2]

Nel 1994, con lo scioglimento della DC e la trasformazione in Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, aderisce al PPI.[2]

Corsa alla presidenza della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni amministrative del 2001 si candida a presidente della Provincia di Trieste, appoggiato da una coalizione di centro-sinistra formata dalle liste: L'Ulivo, "Con Illy" (collegata al sindaco uscente di Trieste Riccardo Illy) e Federazione dei Verdi. Al primo turno del 10 giugno arriva secondo classificato, ottenendo il 41,21% dei voti, accedendo al ballottaggio con il candidato primo classificato del centro-destra Fabio Scoccimarro, fermo al 48,04% dei voti. Al ballottaggio del 24 giugno viene sconfitto da Scoccimarro, con il 51,77% dei voti contro il 48,23% di Rosato. Viene comunque eletto consigliere provinciale di Trieste in qualità di secondo classificato.

Consigliere Regionale e deputato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 si candida alle elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia tra le file de La Margherita, nella mozione dell'ex sindaco di Trieste Riccardo Illy, ottenendo il più alto numero di preferenze e venendo eletto in consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia.

Inoltre, sempre nel 2003 viene eletto alla Camera dei deputati grazie alla vittoria al seggio nell'elezione suppletiva.[2]

Corsa a sindaco di Trieste e sottosegretario all'interno[modifica | modifica wikitesto]

Ettore Rosato con Romano Prodi (al centro) e Francesco Russo (a destra) nel 2005

Nel 2005 annuncia la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Trieste: vince con un ampissimo margine le elezioni primarie dell'Unione contro il candidato sostenuto dai Democratici di Sinistra e dal Movimento Repubblicani Europei, Claudio Boniciolli, ma l'anno seguente venne sconfitto al ballottaggio, seppur per pochi voti, dal sindaco uscente Roberto Dipiazza, candidato del centrodestra.[1][2]

In seguito alla nascita del secondo governo Prodi, il 17 maggio 2006 viene nominato dal Consiglio dei Ministri sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, affiancando il ministro Giuliano Amato, insediandosi il 18 maggio 2008 e mantienendo la carica verso la fine dell'esecutivo, l'8 maggio 2008[1]. In qualità di sottosegretario agli interni si è occupato in particolare di vigili del fuoco, difesa civile, contrasto al racket e all'usura.[2]

Ritorno alla Camera[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2008 è stato confermato alla Camera dei deputati con il Partito Democratico, diventando membro dell'ufficio di presidenza del gruppo in qualità di Tesoriere del PD alla Camera. Nel corso della XVI legislatura ha fatto parte della 4ª Commissione Difesa e del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR).[1][2]

Dopo aver vinto le elezioni primarie "Parlamentarie" indette dal PD per la scelta dei candidati alle successive elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, è stato candidato e rieletto alla Camera dei deputati nel 2013.[1] Diventa segretario del gruppo PD (con delega d'Aula) dal 19 marzo 2013 venendo confermato nell'ufficio di presidenza del gruppo pd alla camera e diviene membro della commissione Affari Costituzionali.[1]

Alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 appoggia la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del PD.[2]

Dal 28 novembre 2014 al 16 giugno 2015 è stato il vice-capogruppo vicario del PD alla Camera sostituendo la lettiana Paola De Micheli, nominata sottosegretario di stato all'economia nel governo Renzi.

Rosato come Capogruppo alla Camera a Bologna nel 2015

In seguito alle dimissioni di Roberto Speranza da capogruppo PD alla Camera dei deputati, il 16 giugno 2015, dopo l'esito deludente del PD alle elezioni regionali di quell'anno, viene eletto capogruppo del Partito Democratico alla Camera, su proposta del segretario del PD e Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ottenendo 239 voti su 291 presenti del gruppo di deputati PD composto da 309 in tutto.[1][3][4]

È l'ideatore della legge elettorale italiana del 2017, soprannominata per questo Rosatellum.[5]

Vicepresidente della Camera[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2018 viene rieletto deputato. Il 29 marzo 2018 viene eletto vicepresidente della Camera dei deputati con 145 voti.

A seguito della scissione del PD da parte del gruppo dei parlamentari renziani, nel 2019 abbandona il PD e aderisce all'Italia Viva, il partito fondato da Matteo Renzi di stampo liberale e centrista. Diventa successivamente coordinatore nazionale del nuovo partito insieme a Teresa Bellanova.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Ettore Rosato - Ultime notizie su Ettore Rosato - Argomenti del Sole 24 Ore, su Argomenti Argomenti del Sole 24 Ore. URL consultato il 30 settembre 2021.
  2. ^ a b c d e f g h i Quotidiano Nazionale, Ecco chi è Rosato, nuovo capogruppo Pd alla Camera, su Quotidiano Nazionale, 16 giugno 2015. URL consultato il 30 settembre 2021.
  3. ^ Renzi: "Legislatura da brividi, è il momento più difficile". Rosato nuovo capogruppo a Montecitorio, su Il Fatto Quotidiano, 16 giugno 2015. URL consultato il 30 settembre 2021.
  4. ^ Pd, Rosato nuovo capogruppo Camera. Renzi: "Legislatura arriverà a 2018", in La Repubblica. URL consultato il 16 giugno 2015.
  5. ^ Rosatellum day, la legge spiegata in 8 punti, su adnkronos.com, adnkronos, 25 ottobre 2017. URL consultato il 14 gennaio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno Successore Italy-Emblem.svg
Maurizio Balocchi 17 maggio 2006 – 5 maggio 2008 Francesco Nitto Palma
Predecessore Capogruppo del Partito Democratico
alla Camera dei deputati
Successore Partito Democratico Italy.svg
Roberto Speranza 16 giugno 2015 – 22 marzo 2018 Graziano Delrio