Arturo Parisi

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Arturo Parisi
Arturo Parisi.jpg

Ministro della difesa
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Antonio Martino
Successore Ignazio La Russa

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 17 maggio 1996 –
9 ottobre 1998
Presidente Romano Prodi
Predecessore Lamberto Cardia
Successore Franco Bassanini

Leader de I Democratici
Durata mandato 1999 –
2002
Predecessore Romano Prodi
Successore Partito dissolto

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
PD-l'Ulivo
Coalizione L'Unione
Circoscrizione XXVI (Sardegna)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico MPU (1995-1999)
I Dem (1999-2002)
DL (2002-2007)
PD (2007- )
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Professore universitario

Arturo Mario Luigi Parisi (San Mango Piemonte, 13 settembre 1940) è un politico italiano. Ha ricoperto il ruolo di Ministro della difesa nel Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008 e di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Prodi I dal 17 maggio 1996 al 9 ottobre 1998.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia si trasferisce stabilmente a Sassari subito dopo la sua nascita, per il lavoro del padre, ispettore forestale, che muore in seguito a ferite riportate in servizio poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. Arturo Parisi cresce e studia a Sassari, ma nel 1955 si trasferisce nella sua regione di provenienza per frequentare gli ultimi 3 anni di liceo classico presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, fondata dal suo antenato Giuseppe Parisi, originario di Moliterno, in provincia di Potenza. Di nuovo a Sassari dal 1958 per l'università, si laurea in giurisprudenza, avendo Francesco Cossiga come professore di diritto costituzionale.

Dal 1963 al 1968, viaggiando tra Roma e Sassari, è dirigente di Azione Cattolica, allora presieduta da Vittorio Bachelet, ricoprendo le cariche prima di segretario, poi di vicepresidente nazionale dei giovani e infine di membro del comitato direttivo della Federazione internazionale della gioventù cattolica.

Dopo aver incominciato la carriera universitaria in qualità di assistente di Statistica a Sassari, nel 1968 lascia la Sardegna e, dopo aver insegnato a Parma e a Firenze, dal 1971 si trasferisce a Bologna, diventando negli anni ottanta ordinario della cattedra di sociologia dei fenomeni politici.

Dirige, dalla fine degli anni ottanta e per oltre dieci anni l'Istituto Cattaneo; è vicepresidente dell'associazione "Il Mulino" e direttore della rivista omonima. Negli stessi anni è presidente della Società italiana degli Studi elettorali, prende parte al comitato di esperti per il programma di governo 1987-1988 e nel 1987 è membro della Commissione Stragi.

Insieme con Mario Segni è, nella prima metà degli anni novanta, uno dei promotori del Movimento per le riforme istituzionali. Dal 1995, diviene consigliere politico di Romano Prodi, conosciuto all'associazione "Il Mulino" e all'Università di Bologna, e contribuisce a fondare i Comitati Prodi; dopo la vittoria elettorale della coalizione di centro-sinistra, assume la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Governo Prodi I. Nel febbraio 1999 fonda con Prodi I Democratici e gli succede pochi mesi dopo come presidente del partito.

Nel novembre del 1999 viene eletto deputato alle suppletive per il collegio 12 di Bologna, da cui Prodi si è dimesso per diventare Presidente della Commissione europea. Nel 2001 è tra i fondatori del partito politico Democrazia è Libertà - La Margherita, dove diviene Presidente dell'Assemblea federale. È stato tra i principali promotori delle elezioni primarie in Italia e ne ha deciso il regolamento, a partire da quelle della Puglia nel 2005.

Dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008 è stato Ministro della difesa del Governo Prodi II. In questa veste si è occupato del ritiro delle truppe italiane dislocate in Iraq, avvenuto il 2 dicembre 2006, nonché della sottoscrizione del Trattato di Velsen per la creazione dell'Eurogendfor, 18 ottobre 2007.

Dal 23 maggio 2007 è stato uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico, che riunisce i leader delle componenti del partito.

In seguito alle dimissioni del segretario del PD Walter Veltroni (nei confronti del quale era stato più volte critico), si è candidato a segretario del Partito, con lo scopo di indire in tempi brevi un congresso, che avesse lo scopo di rivitalizzare il PD in difficoltà, creando una vera e nuova cultura democratica. È stato sconfitto da Dario Franceschini, che ha però sostenuto alle primarie del 2009.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN91308 · ISNI (EN0000 0000 8349 1255 · SBN IT\ICCU\CFIV\080206 · LCCN (ENn81090659 · BNF (FRcb12378619d (data)