Sassari

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Sassari
comune
(IT) (SDC) Sassari
(SC) Tàttari
Sassari – Stemma Sassari – Bandiera
Sassari – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
Sindaco Nicola Sanna (PD) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 40°43′36″N 8°33′33″E / 40.726667°N 8.559167°E40.726667; 8.559167Coordinate: 40°43′36″N 8°33′33″E / 40.726667°N 8.559167°E40.726667; 8.559167
Altitudine 225 m s.l.m.
Superficie 547,04 km²
Abitanti 127 637[1] (31-08-2016)
Densità 233,32 ab./km²
Frazioni Argentiera, Bancali, Biancareddu, Campanedda, Canaglia, Caniga, La Corte, La Landrigga, La Pedraia, Mandra di l'Ainu, Marchetto, Monte Forte, Ottava, Palmadula, Pian di Sorres, Platamona, Saccheddu, San Camillo, San Giovanni, Tottubella, Truncu Reale, Villa Assunta, Villa Gorizia
Comuni confinanti Alghero, Muros, Olmedo, Osilo, Ossi, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino, Tissi, Uri, Usini
Altre informazioni
Cod. postale 07100, 07040
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090064
Cod. catastale I452
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sassaresi o turritani
Patrono San Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sassari
Sassari
Sassari – Mappa
Posizione del comune di Sassari all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Sassari (AFI: /ˈsassari/[2], Ascolta[?·info], toponimo in italiano e in sassarese,[3][4] Tàttari in sardo[5][6]) è un comune italiano di 127 637 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Sardegna.

Sede universitaria, arcivescovile e di sezione distaccata di corte d'appello, quinto comune nazionale per estensione e secondo centro dell'isola per popolazione Sassari costituisce il cuore di un'area vasta di circa 260 000 abitanti.[7]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Sassari da Monte Oro.

La città di Sassari è il polo urbano storico del Capo di sopra dell'isola. Con i suoi 546,08 km², è il comune più esteso della regione e il più esteso d'Italia dopo Roma, Ravenna, Cerignola e Noto. Essa sorge su un tavolato calcareo declinante a nord-ovest verso il golfo dell'Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il terreno è prevalentemente collinare. Il territorio urbano e suburbano è caratterizzato da valli e gole che incidono profondamente l'altopiano su cui è adagiata la città. Coltivazioni ortive, oliveti e boschi circondano il centro urbano e costituiscono l'aspetto paesaggistico peculiare di tutto il settore orientale del territorio comunale.
Appartiene al territorio di Sassari lo scoglio Businco.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Sassari gode di un clima temperato caldo di tipo mediterraneo. Gli inverni sono miti e umidi, le estati calde e secche. Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei mesi invernali e autunnali. I dati pluviometrici differiscono a seconda dell'altimetria e della distanza dal mare, la media nel territorio comunale è di 588,2 mm/anno, ma notevoli differenze si riscontrano nelle stazioni localizzate nell'area urbana e in particolare nei quartieri meridionali, fino a un massimo di 647,7 mm/anno presso la stazione meteorologica di Serra Secca, posta a 310 metri sul livello del mare[8]. Le nevicate sono sporadiche ma non eccezionali. Le precipitazioni a carattere nevoso si concentrano generalmente nei mesi di gennaio e febbraio. Il clima dell'area di Sassari risulterebbe, secondo la rivista statunitense Weatherwise, tra i 10 più confacenti alla specie umana. Più precisamente viene collocata al 4º posto mondiale, tra le 10 città con il clima più piacevole[9].

Sassari Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,1 12,0 15,0 19,0 23,1 26,4 29,0 29,3 26,0 21,8 16,8 12,8 12,0 19,0 28,2 21,5 20,2
T. min. mediaC) 5,4 5,7 7,5 10,0 13,0 16,4 19,4 19,5 17,0 14,0 10,0 6,5 5,9 10,2 18,4 13,7 12,0
Precipitazioni (mm) 58,6 52,0 49,2 47,9 39,3 22,5 5,2 12,3 45,4 81,7 96,0 81,5 192,1 136,4 40,0 223,1 591,6
Classificazione climatica

zona C

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine resta ignota e oggetto di speculazioni accademiche. L'odierno toponimo ricorre dalla metà del XII secolo in diverse forme, fra quali Sassaris, Sassaro, Sasser, Sacer alternato con Thathari, Thathar, Táttari, essendo non raro il passaggio ss-th in sardo. Secondo Massimo Pittau troverebbe riscontro in altre località sarde come Sassareddu (Olbia), Sassara (Genoni), sa Sássara (Tonara), Sassái (Olbia, Silius), Sassalái (Samugheo), Sassalu (Osilo), Sassuni (Sanluri), Satzái (Villagrande Strisaili) e sarebbe traducibile come "ciottoli di fiume" (sássari, sátzari, sátzeri, perda'e sássari, perda'e sassu, sássinu-a) dal sardiano, antecedente al latino saxum. Questo conferma l'origine non medioevale, bensì nuragica e prenuragica, dell'insediamento nelle valli sassaresi, ricche di sorgenti e corsi d'acqua.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria e storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Sassari è abitato dall'uomo sin dal periodo prenuragico come testimoniato dai resti di abitati neolitici, dalle numerose domus de janas, dai menhir e dal dolmen di San Bainzu Arca. Il monumento più importante ed enigmatico di quel periodo è però l'altare megalitico di Monte d'Accoddi, edificato dalle genti della cultura di Ozieri nel IV millennio a.C. e poi restaurato nel millennio successivo dalle popolazioni della cultura di Abealzu-Filigosa, che gli donarono il caratteristico aspetto a gradoni; il sito fu frequentato come luogo di sepoltura fino all'antica età del bronzo (cultura di Bonnanaro), quando era già in rovina, per poi essere abbandonato definitivamente[11].

Nell'età dei nuraghi il territorio sassarese era fortemente antropizzato come dimostrato dall'alto numero di siti nuragici, più di 150, suddivisi in nuraghi semplici e complessi, villaggi, tombe dei giganti e pozzi sacri. In epoca romana le campagne di Sassari erano costellate da numerose fattorie di proprietà dei latifondisti della colonia di Turris Libisonis, l'odierna Porto Torres[11].

La proclamazione della Repubblica sassarese (Il Consiglio della Repubblica sassarese), di Giuseppe Sciuti, circa 1880. Palazzo della Provincia, Piazza d'Italia, Sassari.

Le origini della città e il Libero Comune[modifica | modifica wikitesto]

Gli Statuti Sassaresi nella versione in sardo logudorese (XIII-XIV secolo)

Le origini dell'attuale abitato di Sassari sono da ricercare nell'Alto Medioevo, quando la popolazione della città costiera di Turris Libisonis gradualmente si rifugiò verso l'interno, a causa delle incursioni dei pirati saraceni. Intorno al XI-XII secolo oltre a Sassari, sorgevano nei suoi dintorni altre ville, poi scomparse, come Silki, Bosove, Enene e Kiterone[11]. È solo nel 1131 che la città viene menzionata per la prima volta in riferimento a un tale Jordi de Sassaro, servo di Bosove, mentre nel 1135 viene citata la chiesa di San Nicola (Sancti Nicolai de Tathari)[11][12]. Queste informazioni circa la città provengono dal Condaghe di San Pietro in Silki, codice medievale scritto in logudorese e compilato dal 1150 al 1180[13], ma contenente anche atti più antichi risalenti al secolo precedente[14].

Fu l'ultima capitale del Giudicato di Torres, e nel 1294 diviene Libero Comune, confederato a Genova (dopo un primo periodo filo-pisano), a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi. Questo corpus di leggi, redatto sia in latino che in sardo logudorese, regolava l'organizzazione ed il funzionamento della città: dall'urbanistica, alle attività economiche, alla giustizia. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari, ma per l'intera isola[15]. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura e torri[11].

Sassari aragonese e spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Alla notizia dell'intervento aragonese, la borghesia cittadina si avvicinò ai reali d'Aragona, presentando nel 1323 una propria delegazione alla corte dell'infante Alfonso e offrendosi di essere parte del nascente Regno di Sardegna. Sassari contava all'epoca circa 10.000 abitanti[16].

Ciononostante i sassaresi mal tollerarono la sudditanza e la scarsa autonomia; così, sotto la spinta della Repubblica di Genova e dei Doria, la città si ribellò ai catalano-aragonesi, dando inizio ad un periodo di rivolte popolari[17] che culminò nell'espulsione degli abitanti e la loro sostituzione con sudditi catalani; tentativo di colonizzazione che tuttavia diede scarsi risultati[16]. Divenuta città regia nel 1331, Sassari fu poi conquistata dagli Arborea durante la guerra sardo-catalana; la città fu infatti l'ultima capitale del Giudicato di Arborea dal 1410 al 1420, fino alla vendita dei diritti di quest'ultimo da parte dell'ultimo giudice Guglielmo III di Narbona al re d'Aragona Alfonso V il Magnanimo per 100.000 fiorini d'oro[18]. Gli aragonesi costruirono il castello di Sassari con lo scopo principale di difendersi dalle rivolte degli stessi sassaresi; esso venne demolito nel 1877 per decisione del Consiglio comunale, in quanto simbolo dell'oppressione straniera e dell'oscurantismo religioso, essendo stato sede dell'Inquisizione spagnola. I resti del castello, comprendenti le fondazioni e due corridoi dell'antemurale cinquecentesco che ospitava le artiglierie, sono stati recentemente riportati alla luce e sono visitabili nell'omonima piazza.

Veduta di Sassari del XVII secolo, Juan Francisco Carmona
La fontana di Rosello, simbolo di Sassari

Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Sassari visse un periodo di grave crisi economica e sociale. Nel 1527-28 venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi guidati da Renzo degli Anguillara[19]; le continue incursioni piratesche nel Mediterraneo impoverirono l'economia cittadina, basata sul commercio, e diverse epidemie uccisero molti dei suoi abitanti.

Nella seconda metà del XVI secolo la città, che ospitava una folta comunità còrsa[20], si risollevò dopo anni di crisi, rinacque culturalmente, rifiorirono le arti, grazie all'introduzione della stampa, si diffuse il pensiero umanistico, grazie anche all'opera di Giovanni Francesco Fara e del vescovo Salvatore Alepus. Tra i pittori che svolsero la loro attività in città, a quel tempo, sono da menzionare Giovanni Muru, il Maestro di Ozieri (Giovanni del Giglio), Andrea Lusso, il fiorentino Baccio Gorini e vari artisti di scuola fiamminga. Nel 1562 venne istituito uno studio generale, aperto dai gesuiti, che, nel 1617, portò alla fondazione della prima università della Sardegna, cui contribuirono, fra gli altri, Alessio Fontana, funzionario della cancelleria di Carlo V, che, nel 1558, nel proprio testamento lasciò i suoi beni alla municipalità per l'istituzione dell'Ateneo, e l'arcivescovo Antonio Canopolo, che nel 1611 fondò un Seminario Tridentino (con annesso Convitto per esterni), per la diocesi di Oristano, affidato ai gesuiti e oggi evolutosi in Convitto Nazionale "Canopoleno".

La facciata barocca della cattedrale di San Nicola.

La cosiddetta "lotta per il primato" acuì la rivalità con la città di Cagliari; la competizione tra le capitali del Capo di sopra e del Capo di sotto porterà i sassaresi a rivendicare il diritto ad avere un Parlamento nella propria città, e la sede del Sant'Uffizio dell'Inquisizione.

Nel 1582 la città viene colpita da una grave epidemia di peste e, con la decimazione della popolazione a seguito di questa e di altre epidemie, Sassari cessò di essere il maggior centro dell'isola. L'ultima fase della dominazione spagnola comporta anni di decadenza per Sassari e per tutta la Sardegna, visto il minor interesse verso l'isola da parte degli iberici, dopo che la Corona di Spagna aveva iniziato la sua espansione nel Nuovo Mondo.

Sassari sabauda[modifica | modifica wikitesto]

Col trattato di Utrecht nel 1713, inizia la breve dominazione austriaca. Pochi anni dopo nel 1720, la Sardegna passa ai Savoia. Sul finire del XVIII secolo in città, sulla scia dei sommovimenti locali[21] e della diffusione delle idee della rivoluzione francese, la nobilità sassarese sfrutta l'occasione per chiedere al re l'autonomia da Cagliari.[22] Questo provocò la reazione dei cagliaritani, che cercarono l'appoggio dei vassalli locali, e degli abitanti di tutto il Logudoro per manifestare in città il 28 dicembre 1795 cantando il famoso inno Su patriotu sardu a sos feudatarios.[22]

Piazza Tola
Veduta dalla Valle di Rosello, 1849, John Warre Tyndale.

Il ViceRé Filippo Vivalda, preoccupato di una possibile degenerazione in rivolta inviò a Sassari Giovanni Maria Angioy, funzionario e giudice della Reale Udienza, con la carica di alternòs, ovvero rappresentante del Governo con delega dei poteri viceregi, dove fu accolto come un liberatore trionfante.[22] Angioy cercò per tre mesi di riconciliare feudatari e vassalli, ma resosi conto del diminuito interesse e sostegno governativo e cagliaritano, lavorò ad un piano eversivo con emissari francesi, mentre Napoleone Bonaparte invadeva l'Italia.[23] Tuttavia venendo meno ogni possibile appoggio esterno con l'Armistizio di Cherasco e la Pace di Parigi, decise di effettuare una marcia antifeudale su Cagliari[23] ma dal Viceré gli vennero revocati i poteri, e dovette arrestare la marcia dopo esser stato abbandonato da molti sostenitori all'accoglimento reale della cinque richieste degli Stamenti Sardi, fuggendo a Parigi.[23]

Veduta del centro storico

Ristabilito il controllo, i Savoia sedarono il dissenso senza tuttavia far cessare del tutto le rivolte e dissidi che continuarono sporadici fino alla metà dell'Ottocento, come nel 1833 quando il patriota sassarese Efisio Tola venne fucilato a Chambéry perché accusato di essere vicino agli ideali della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini.

Fra la fine del XVIII e tutto il XIX secolo, si vive un'era di rinascita culturale e urbanistica, l'Università viene riaperta, la città dopo cinque secoli si espande oltre il tracciato delle Mura di Sassari, fortificazioni pisane trecentesche, (quando in concomitanza di un'epidemia di colera venne dato il permesso di abbatterle in grande parte, dando così sfogo ad un abitato che era divenuto estremamente compatto e denso), si costruiscono nuovi quartieri, prendendo come modello la nuova capitale del regno, cioè Torino, con strade a maglia ortogonale, viene realizzato il nuovo ospedale, le carceri, il teatro civico, scuole e piazze, la rete ferroviaria e fognaria, l'illuminazione a olio, e più avanti, a gas, il vicino Porto di Torres, viene ristrutturato, si attivano i primi collegamenti navali di linea tra il porto sardo e Genova, con l'impiego di navi a vapore, come il Gulnara, prima imbarcazione che utilizzava questo tipo di propulsione, in Italia. La città si apre ad importanti attività imprenditoriali, l'industriale sassarese Giovanni Antonio Sanna, acquisisce la miniera di Montevecchio, si crea un'area industriale a ridosso della nascente ferrovia, diventa la seconda città italiana per la produzione del cuoio. La nuova espansione urbanistica seguì uno sviluppo geometrico regolare, costretto a fertili compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici. L'asse centrale, il corso Vittorio Emanuele, venne prolungato dando vita a via Roma, strada principale del quartiere umbertino.

Sassari contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

"Grattacielo nuovo"

Nel Novecento, i successivi piani regolatori ampliarono la griglia inserendo nuovi assi generatori verso le principali emergenze architettoniche dei dintorni, estendendo l'abitato oltre i limiti delle valli e procedendo con diverse zonizzazioni a carattere residenziale e commerciale. Passando indenne la seconda guerra mondiale e scampando a tre bombardamenti programmati che fecero cadere una sola bomba nei pressi della stazione causando una vittima, e diventando repubblicana suo malgrado avendo confermato la fedeltà alla monarchia sabauda col 71,7% dei voti,[24] la città crebbe principalmente per la migrazione dall'entroterra, grazie al costante afflusso dai paesi del nord Sardegna, esercitando una forte influenza nella vita pubblica italiana, sia in campo militare grazie alla Brigata Sassari, sia nelle vicende politiche (vedansi i Presidenti della Repubblica Italiana Antonio Segni e Francesco Cossiga, nonché Enrico Berlinguer), molti dei quali legati all'episodio dei cosiddetti giovani turchi. Fino alle creazione della provincia di Olbia-Tempio, Sassari era capoluogo della più grande provincia d'Italia, e nonostante il distacco della ex-frazione di Stintino è ancora il quinto comune italiano per estensione territoriale con una superficie di 546 km². Raggiungendo una popolazione di 130.000 abitanti, in leggera ma costante crescita, Sassari resta la seconda città dell'isola e il centro di riferimento del Capo di sopra.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune di Sassari

Il Comune di Sassari ha come segno distintivo lo stemma storico concesso con Regio Diploma del 15 gennaio 1767 dal Re Carlo Emanuele III e confermato dal Regio Decreto del 10 aprile 1936.

« Inquartato: Inquartato: al 1° e 4° di Savoia (di rosso alla croce d'argento); al 2° e 3° d'oro al castello merlato di rosso, aperto e finestrato. »

Lo scudo è inoltre cimato dalla corona marchionale, ornato da due fronde di palma ai lati e accompagnato da due cavalli quali onereficenza al podestà Cavallino de Honestis sotto cui Sassari si rese un libero Comune. Le torri riprendono la simbologia del Giudicato di Torres e della città di Turris Libisonis o Porto Torres. Fino al 1766, come nei sigilli di altre città sarde, permanevano le insegne della signoria iberica. Queste vennero poi sostituite dietro suggerimento del Ministro Giovanni Battista Lorenzo Bogino negli stemmi con la Croce di Savoia, anche nel caso di Bosa, Cagliari, Oristano e Alghero (che la rimosse nel 1991 per tornare ai colori iberici). La corona marchionale venne invece riservata solo a Cagliari e a Sassari.[25]

Stemma di Sassari nella tarda età spagnola

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Sassari, già libero Comune, ottenne il titolo di città regia il 20 agosto 1331, terza città nell'isola pochi anni dopo Iglesias (come Villa di Chiesa) e Cagliari (come Castel de Càller e in seguito solo Càller), che l'avevano ottenuto il 7 giugno e il 25 agosto del 1327.

Tale titolo fece seguito al diritto di mantenere i propri statuti comunali, ottenuto il 7 maggio 1323 da Giacomo II di Aragona, sebbene mutati nell'estensione dei privilegi barcellonesi. La città, ammessa così all'unione perpetua alla Corona, fondò il proprio status giuridico sugli speciali privilegi concessi dal sovrano. Questo portò ad una mutazione del diritto locale in favore di quello straniero, dove al modello comunale podestarile italiano venne sostituito il modello barcellonese: alla figura del podestà venne affiancata quella del vicario, limitandone la precedente totale giurisdizione, la nomina come la retribuzione divenne regia, la carica a tempo indeterminato e aperta anche ai feudatari. La carica di Governatore poi si intese estesa all'intero Capo di sopra.

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— 20 agosto 1331

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Sassari piazzaItalia.jpg
Ingrandisci
Vista di piazza d'Italia da via Roma

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Vie[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della cupola della chiesa di Santa Maria di Betlem
Chiesa di Santa Caterina (XVI secolo)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palau Montanyans (XV secolo)

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Mura medievali con gli stemmi di Sassari, Genova e del podestà
  • Mura di Sassari, costruite nel XIII secolo, cingevano la città intervallate da 36 torri di cui ne rimangono solo 6, tra le quali l'unica torre tonda detta anche Turondola accessibile da piazza Università. Le mura sono visibili lungo il perimetro della città medioevale, ed in particolare in corso Vico, corso Trinità e via Torre Tonda.
  • Castello di Sassari, del 1330. Costruito dagli aragonesi, fu demolito nel 1877 e nell'area dove esso sorgeva fu in seguito edificata la caserma La Marmora, sede della Brigata Sassari e ricavata l'omonima piazza. Gli scavi archeologici nella piazza hanno portato alla luce le fondazioni dell'antica struttura ora in fase in valorizzazione.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

« Sassari non ha bisogno di formarsi un giardino pubblico,
se le sue circostanze formano un giardino così vario, ameno e vago,
che non potrebbe l’arte far di meglio
[...] »
(Vittorio Angius, Dizionario Angius-Casalis, 1851-1856)
Parco di Monserrato
Spiaggia di Porto Palmas

In città sono presenti vari giardini e parchi, fra i quali i giardini pubblici situati al centro della città fra viale Pasquale Stanislao Mancini e corso Margherita di Savoia, i giardini di via Venezia, i giardini di Monte Rosello, i giardini di via Di Vittorio nel quartiere di Luna e Sole, i giardini di Li Punti, il parco di Monserrato (del XVII-XIX secolo) recentemente restaurato e situato tra la SS 131 e l'asse viario di via Budapest, il parco di Baddimanna, grande pineta nel quartiere di Monte Rosello, e il parco di Bunnari, recentemente riqualificato, che offre un centro polifunzionale, una piscina, la ricostruzione di un villaggio nuragico e i due laghi artificiali del Bunnari, ora in secca.
Inoltre:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Demografia di Sassari.

Abitanti censiti[26]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Vicolo della città vecchia

Al 1º gennaio 2014[27] a Sassari risultavano residenti 3 368 cittadini stranieri, pari a circa il 2,6% della popolazione totale. Le principali nazionalità d'origine sono:[28]

La Provincia vanta il primato di rilascio di permessi di soggiorno per residenza elettiva con una media del 18,1%, contro una regionale del 14,4% e una nazionale di appena l'1,7%. È alta la percentuale di stranieri che svolgono un lavoro autonomo, pari al 20,2% contro una media nazionale del 7%, che pone Sassari, e tutta la Sardegna, al primo posto tra le regioni con maggiore imprenditorialità da parte dei nuovi cittadini. I principali settori di occupazione da parte degli stranieri sono l'alberghiero, i servizi alle imprese, le costruzioni, il commercio ed i trasporti.[29]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua sassarese e Sardo logudorese.
In arancio la zona di diffusione del sassarese

Oltre all'italiano nell'intero territorio di Sassari, come nei tre comuni confinanti verso nord, si parla il sassarese, lingua di transizione tra il sardo e il corso, essendo non del tutto assimilabile a nessuna delle due, con una componente fondamentale corsa fortemente influenzata dal sardo logudorese. Le città di Porto Torres, Stintino e Sorso condividono con Sassari la lingua, detta anche turritano dal nome del Giudicato di Torres. A Sennori, paese di lingua sarda logudorese, si ha la peculiarità, data la vicinanza con Sorso e Sassari, di avere al plurale solo sostantivi di genere maschile, proprio come nel turritano. L'uso della lingua sassarese si estende poi nella restante fascia costiera fino alla foce del Coghinas, nella sua variante castellanese di transizione verso il gallurese, nei comuni di Castelsardo, Tergu e Sedini.[30] Nella città di Sassari infine, per via dell'immigrazione dai paesi sardofoni, è diffuso anche il logudorese.

Sull'origine del sassarese vi sono varie teorie. Per esempio, lo storico sassarese Enrico Costa scrive: «Ai Pisani dobbiamo anche il nostro dialetto, che per la maggior parte è quasi lo stesso che vi si parla oggi - una specie di toscano del secolo XIII - corrotto più tardi da un po' di corso e da molto spagnuolo»[31], mentre lo studioso Mario Pompeo Coradduzza «il sassarese deriva dalla lingua italiana e, più precisamente, dal toscano antico, poi trasformatosi lentamente in dialetto popolare fin dal secolo XII, quando ancora i borghesi e i nobili parlavano in sardo logudorese. Durante l'età del Libero Comune (1294 - 1323), il dialetto sassarese non era altro che un pisano contaminato, al quale si aggiungevano espressioni sarde, corse e spagnole; non è quindi un dialetto autoctono, ma continentale e, meglio determinandolo, un sotto - dialetto toscano misto, con caratteri propri, diverso dal gallurese di importazione corsa»[32], dove entrambi non sembrano propendere per un'influenza più rilevante del sardo rispetto ad altri apporti linguistici.

Secondo il linguista Mauro Maxia il fondo toscano del sassarese è invece da derivare dalla lingua corsa, importata dalle numerose famiglie còrse che si stabilirono in città a partire dal periodo giudicale e che nel XVI secolo avrebbero costituito la maggioranza della popolazione cittadina[20]. Le influenze toscane sul sassarese, evidenziate da altri studiosi, sarebbero quindi indirette e riconducibili alla secolare dominazione pisana della Corsica[33].

Per Antonio Sanna la lingua che nacque a Sassari divenne patrimonio della popolazione e della classe mercantile, e viene oggi considerata un idioma a sé stante[34]. Anche il linguista Leonardo Sole rimarca come il sassarese sia una lingua a sé stante sostanzialmente di origine sarda[35][36], tesi ripresa da altri studiosi tra cui Pittau.[37]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Faradda di li candareri[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell'umanità
Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla
(EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
Sassari - La Discesa dei candelieri 2012 (02).jpg
La discesa dei candelieri
Stato Italia Italia
Inserito nel 2013
Lista Lista rappresentativa del patrimonio
Settore Arti dello spettacolo
Scheda UNESCO (ARENESFR) 00721

Il 14 agosto a Sassari è festha manna, ovvero "festa grande": la città è attraversata dalla Faradda di li candareri (discesa dei candelieri) una processione che viene conclusa da una cerimonia sacra per sciogliere il voto alla Vergine Assunta che, nel XVI secolo salvò la città dalla peste, che vede i cittadini distribuiti tra i diversi gremi (corporazioni medievali di arti e mestieri), portare sulle spalle i candelieri riccamente ornati per le vie della città, danzando fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Tale festa è molto sentita dalla popolazione che per l'evento si riversa per le vie del centro storico dal primo pomeriggio sino a tarda notte. Le varie piazze sono invase da musica e canti ma dominante rimane il rimbombo dei tamburi che accompagna la "discesa" dei gremi con i candelieri in spalla.

La Cavalcata Sarda[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1711, anno citato da Enrico Costa, la città è teatro anche della Cavalcata sarda, che dal 1951 è organizzata con cadenza annuale nella penultima domenica di maggio. La manifestazione, a carattere laico, consiste nella sfilata di gruppi folcloristici provenienti da varie zone della Sardegna che, appiedati o a cavallo e indossando i propri costumi tradizionali, mostrano al pubblico aspetti etnografici ed enogastronomici della cultura sarda.

Festa del Voto[modifica | modifica wikitesto]

Molto sentita è la festa del Voto, che si svolge l'ultima domenica di maggio, in ricordo del voto che, durante l'ultima guerra mondiale, fece l'allora arcivescovo di Sassari, Arcangelo Mazzotti, alla Madonna delle Grazie di San Pietro in Silki, dopo che una bomba cadde sulla stazione ferroviaria. L'arcivescovo promise con voto solenne, che ogni anno si sarebbe svolta una processione, dal duomo alla chiesa di San Pietro, per onorare l'esaudimento del voto. Sassari in effetti non subì più alcun bombardamento.[Chiarire con fonti attendibili la rilevanza della manifestazione]

Costume tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Costume di Sassari

Nel 2002 è stato ricostruito un costume tradizionale, quello rosso degli ortolani di Sassari, sulla base della documentazione iconografica esistente, per quanto frammentaria e lacunosa, e facendo riferimento all'immigrazione popolare dal Logudoro, specie dai centri prossimi alla città.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della vita (IlSole24ORE) Qualità della vita (Italia Oggi) Ecosistema urbano (Legambiente)
1995 -- -- 36º
1996 -- -- 83º (- 47)
1997 -- -- 80º (+ 3)
1998 -- -- 90º (- 10)
1999 50º -- 65º (+25)
2000 77º (-27) 70° 99º (-34)
2001 -- 60º (+10) 88º (+11)
2002 91º 79º (-19) 81º (+7)
2003 71º (+20) 81º (-2) 75º (+6)
2004 63º (+8) 72º (+9) 93º (-18)
2005 75º (-12) 84º (-12) 90º (+3)
2006 73º (+2) 92º (-8) 90º
2007 60º (+13) 67º (+25) 72º (+18)
2008 70º (-10) 71º (-3) 65º (+7)
2009 79º (-9) 94º (-23) 49º (+16)
2010 41º (+38) 94º 67º (-18)
2011 61º (-20) 77º (+17) 25º (tra le città medie)
2012 70º (- 9) 71º (+6) 22º (tra le città medie, +3)
2013 58º (+12) 84º (-13) 17º (tra le città medie, +5)
2014 44º (+14) 99º (-15) 25º
2015 67º (-23) 87º (+12) 34º (-9)
2016 63º (+4) 96º (-9) 31º (+3)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi di Sassari.
Sede centrale dell'Università

L'Università degli Studi di Sassari istituita tra il 1562 e il 1617 è tradizionalmente vocata allo studio del diritto, dell'agraria e della veterinaria, con posizioni di rilievo nella classifica stilata annualmente dal Censis, che considera come fattori di valutazione produttività, capacità d'attrazione, qualità della ricerca, offerta formativa e relazioni internazionali. Sassari è sede di un master in giornalismo riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana. Nel 2012 l'università sassarese ha celebrato i suoi primi 450 anni di storia e per l'occasione il 21 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è andato appositamente a Sassari per visitare l'ateneo cittadino.

La città è anche sede di un'accademia di belle arti e di un conservatorio di musica.

Nei giorni 4 e 5 dicembre 2014 l'Università di Sassari ha ospitato la dodicesima edizione del Premio nazionale dell'innovazione.

Scuole secondarie[modifica | modifica wikitesto]

A Sassari sono presenti diversi istituti di istruzione secondaria superiore, ad indirizzo umanistico, scientifico, tecnico e professionale:

  • Convitto nazionale Canopoleno con annesse scuole (materna - elementare - media - liceo classico con tre diversi indirizzi); è l'istituzione educativa più antica della città (1611)
  • Liceo classico Domenico Alberto Azuni
  • Liceo scientifico Giovanni Spano
  • Liceo scientifico Guglielmo Marconi
  • Liceo delle scienze umane Margherita di Castelvì
  • Istituto statale d'arte Filippo Figari
  • Istituto tecnico per geometri Devilla
  • Istituto tecnico industriale Angioy
  • Istituto tecnico agrario Nicolò Pellegrini
  • Istituto professionale per l'industria e l'artigianato Nicolò Pellegrini

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano storico della città è La Nuova Sardegna, fondato nel 1891 da Enrico Berlinguer, nonno dell'omonimo segretario del PCI, e ora parte del Gruppo Editoriale L'Espresso. Negli ultimi decenni, diversi editori hanno tentato senza successo l'apertura di un secondo quotidiano cittadino, come il Quotidiano di Sassari negli anni novanta, Il Sardegna Rosso appartenente del gruppo E Polis, fondato nel 2005 e chiuso nel 2010, infine l'edizione locale di Metro attiva dal 2010 e fermata nell'estate 2012.

Fra i periodici attivi troviamo L'Occasione[38] dal 1982, Sassari & Hinterland[39] dal 1996, Piazzaffari[40] dal 1998 e Qui Sardegna Nord dal 2001. Fino al 2012 si stampava Il sassarese, fondato nel 1973, fino alla scomparsa del direttore e fondatore Pino Careddu nel gennaio 2008 si stampava Sassari Sera, fondato nel 1961 e fino al 1886 si stampava il periodico La Stella di Sardegna, fondato nel 1875 da Enrico Costa. In città sono presenti diversi editori, fra cui Carlo Delfino Editore, Tipografia Gallizzi, Edizioni Segnavia, Isola Felice, Composita, Stampacolor, EDES Edizioni Democratiche Sarde, J. Webber Editore e Mare Nostrum Editrice.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

In città è presente una sede distaccata della Rai, di Videolina e Cinquestelle Sardegna, e gli studi delle emittenti Teleregione Sardegna, TeleGì, LiberaTV, TeleSassari.tv e Antenna 1 (chiusa nel 2012[2]).

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Tra le emittenti radiofoniche gestite per intero a livello locale si segnalano Radio Antenna 2000, Radio Venere e Radio Venere 2.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede dal 2006 del Sardinia Film Festival, premio cinematografico internazionale dedicato al cortometraggio. Nel 2012 le opere presentate, tra cui cortometraggi di fiction, animazione, documentari, videoarte e sperimentali, sono state circa mille, rappresentate da registi provenienti da sessanta nazioni.

Nel 2000 è stato girato in città il film Un delitto impossibile del regista Antonello Grimaldi tratto dal romanzo Procedura di Salvatore Mannuzzu, già vincitore del premio Viareggio. Nel 2007 il regista Malachi Bogdanov ha girato interamente nel centro storico di Sassari The Mandrake Root, dall'opera di Machiavelli La mandragola. Nel 2013 è stato girato in città il film drammatico Perfidia, del regista sassarese Bonifacio Angius, che ha partecipato all'edizione 2014 del Festival di Locarno.

In città sono state girate alcune scene del film d'esordio del trio comico Pino e gli Anticorpi Bianco di Babbudoiu, uscito nelle sale cinematografiche nel marzo del 2016.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Archeologico Nazionale G.A. Sanna

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Teatro civico

Sono attualmente presenti cinque teatri: il Teatro Verdi, il Teatro Ferroviario, il Teatro Civico, il Teatro Smeraldo e il nuovo Teatro Comunale. Esiste una lunga tradizione di recitazione in vernacolo sassarese, con decine di spettacoli in cartellone ogni anno e diverse compagnie attive, fra cui "Paco Mustela", "La Quinta", "La Frumentaria" e "Teatro Sassari". Altre compagnie attive in città sono la "Compagine Teatrale Ouroboros", i "Meridiano Zero", "Theatre En Vol" e "S'Arza", oltre a un Teatro Stabile d'innovazione per l'infanzia e la gioventù (ex teatro ragazzi) della compagnia "La botte e il cilindro" e dal 2007 un teatro di prosa, la "Compagnia delle Arti".

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Canzone sassarese.

Fra i principali cantautori in sassarese troviamo Ginetto Ruzzetta, Tony Del Drò, Giovannino Giordo, Franco Russu, Trio Latte Dolce e i gruppi Trio Folk "Sassari in carthurina" e La cumpagnia. In città si sono sviluppati gruppi di musica leggera di fama nazionale, come i Bertas e i Tazenda, che hanno partecipato al Festival di Sanremo, più altri gruppi come il Coro degli Angeli.

La città offre inoltre un panorama di associazioni che hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, come il Corpo bandistico Luigi Canepa, la più antica formazione bandistica sassarese, fondato alla metà del 1800 come banda civica dallo stesso illustre compositore, l'Associazione corale Luigi Canepa, il più antico gruppo corale in Sardegna, l'Associazione polifonica Santa Cecilia e il coro dell'Associazione musicale "Gioacchino Rossini". Il conservatorio cittadino è intitolato al musicista e compositore Luigi Canepa.

Dal 1942, l'Ente concerti Marialisa De Carolis è responsabile per la tradizionale stagione lirica che fino al 2011 era ospitata nello storico Teatro Verdi. Per la 69ª stagione lirica, l'opera Roméo et Juliette di Charles Gounod ha inaugurato nell'ottobre 2012 il più grande e tecnologicamente avanzato teatro comunale di piazza Cappuccini, spazio che dominerà la nuova cultura musicale di Sassari. Il panorama jazzistico offre vari interpreti rilevanti, essendo la città sede dell'Orchestra Jazz della Sardegna la quale organizza Scrivere in Jazz, importante concorso di composizione jazzistica, e vari eventi come Time in Sassari, legato al festival Time in Jazz di Paolo Fresu.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina tipica sassarese è ricca e variegata, composta da molte pietanze fortemente legate alla tradizione contadina della città ma diffusa e legata anche alle tradizioni dei centri vicini. Le verdure sono infatti regine nella maggior parte delle pietanze locali, assieme alle parti meno pregiate degli animali da macello, in particolare agnello e maiale. Gli ortaggi più conosciuti ed utilizzati della cucina sassarese sono la melanzana (mirinzana), la cipolla (ziodda) e le fave (faba).

Tra i primi piatti troviamo la mineshtra e fasgiori o mineshtra e patati, una zuppa preparata con fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodori secchi. La classica fabadda viene tradizionalmente preparata nel periodo di carnevale: è una zuppa molto densa a base di fave secche, cavolo, finocchi, cotenna e carne di maiale. In genere è consumata in occasioni conviviali, con larga presenza di parenti o amici. Tra i primi a base di pasta ricordiamo i giggioni, ossia gli gnocchi conditi con sugo di salsiccia. Altri piatti a base di verdure sono le fave cotte a ribisari, cioè lessate e condite con aglio e prezzemolo; e i carciofi, preparati tradizionalmente con le patate (ischazzofa e patati).

Tra i secondi piatti, principalmente a base di carne, troviamo la cordula con piselli, un piatto preparato con le interiora dell'agnello avvolte nell'intestino e cotte con piselli, cipolle e salsa di pomodoro; la trippa cotta nel sugo di pomodoro da mangiare spolverata di abbondante pecorino grattugiato; i pedi d'agnoni, ovvero i piedini dell'agnello cotti in salsa di pomodoro oppure con solo aglio e prezzemolo. Un posto importantissimo, ma peculiare in realtà dell'attiguo centro di Ossi, occupano le chiocciole (spesso chiamate lumache) nelle loro varie pezzature: dalle lumachine "Theba pisana"(ciogga minudda) lessate con delle patate, alle lumache "Eobania vermuculata" (ciogga grossa) preparate con un sugo piccante o con aglio a prezzemolo- i lumaconi "Helix aspersa" (coccoi) che vengono serviti ripieni di un impasto di formaggio, uova, prezzemolo spezie e pangrattato. Non mancano le monzette (lett. "suorine" per via del cappuccio bianco a chiusura del guscio), cotte in padella con aglio, olio, prezzemolo.

Il piatto tipico più conosciuto è invece lo ziminu, zimino, cotto in grabiglia, cioè le interiora del vitello come diaframma (parasangu), intestino (cannaculu), cuore, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace. Alla brace vengono preparate anche le sardine, anche queste molto apprezzate dai sassaresi.

Tra i dolci, oltre a quelli tipici della Sardegna settentrionale come papassini, tiricche e seadas, sono proprie della città e dei dintorni le frittelle lunghe (li frisgiori longhi o "sas frigjolas"): preparate principalmente durante il carnevale, sono fatte di un impasto di farina, acqua, zucchero, anice e scorza d'arancia grattugiata, fritto in forma di lunghi cordoni. Piatto tipico "adottato" è la fainé genovese. È ottenuta da un impasto molto semplice di farina di ceci, olio, acqua e sale (spesso arricchita da più ingredienti a piacere come le cipolle o le salsicce), cotta in teglia ad alta temperatura e servita già tagliata, spesso con pepe nero tritato. Viene preparata in alcuni locali tipici (dove è l'unico piatto servito) ma anche in molte pizzerie e paninoteche.

Persone legate a Sassari[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Alberto Azuni in un'incisione del 1795-96

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Sassari visto da monte Oro: sullo sfondo Osilo e l'Anglona, in basso il vecchio tracciato della SS 131 Carlo Felice.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Sassari.

Suddivisioni storiche e amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisioni di Sassari.

La città era suddivisa in dieci circoscrizioni, ridotte a sei dalle elezioni comunali del 3 maggio 2000 e a quattro dalle elezioni del 31 maggio 2010. Dalle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 è rimasta una sola circoscrizione, la Circoscrizione Unica, che rappresenta il territorio della Nurra di Sassari.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo della Presidenza del Banco di Sardegna
Centrale termoelettrica E.ON di Fiume Santo

L'economia della città è incentrata sul terziario avanzato, in particolare nei servizi al territorio, la grande distribuzione e la gestione amministrativa del nord Sardegna; la grande industria è localizzata in località Fiume Santo ove è presente una centrale termoelettrica, mentre numerose sono le piccole e medie imprese, dislocate nell'area industriale di Predda Niedda, di Muros e nel nuovo insediamento produttivo di Truncu Reale, sito a poca distanza dal complesso petrolchimico di Porto Torres. Notevole importanza ha assunto il settore finanziario che vede Sassari sede delle principali banche dell'isola, il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari, oltre che della Sardaleasing, leader nella locazione finanziaria.

Nel territorio sono ancora in attività produzioni agricole tradizionali come quella olearia, ortofrutticola, vinicola, casearia e tessile.[57] È sede di numerosi enti di ricerca (come quelli universitari, del CNR, l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, il Servizio agro-meteorologico della Sardegna, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, l'Istituto zootecnico caseario della Sardegna, l'Ufficio studi della Confcommercio) ed istituzioni locali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La SS 131 Carlo Felice collega Sassari con Porto Torres, con il centro e con il sud della Sardegna. La SS 597 di Logudoro collega la città al Monteacuto, alla Gallura e ad Olbia, mentre la SS 291 della Nurra la collega ad Alghero. La SS 672 Sassari-Tempio a scorrimento veloce collega invece Sassari a Tempio Pausania, costituendo una variante del tortuoso tracciato della SS 127 Settentrionale Sarda che attraversa l'Anglona, dalla quale prende il nome anche la SS 200 dell'Anglona, che raggiunge Sennori, Sorso e Castelsardo. La Strada Provinciale 15/M a scorrimento veloce collega Sassari con Ittiri.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, Stazione di Sassari, Ferrovia Sassari-Sorso, Ferrovia Sassari-Tempio-Palau e Ferrovia Sassari-Alghero.
Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Stazioni ferroviarie di Sassari
Stazione ferroviaria e Tram Sirio

Sassari è attraversata dalla ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima di RFI, su cui Trenitalia esercita relazioni con Olbia, Cagliari (entrambe con snodo ad Ozieri-Chilivani) e Porto Torres. È inoltre collegata ai vari comuni limitrofi tramite linee regionali a scartamento ridotto (ARST). Queste ferrovie, come tutte quelle della Sardegna, sono non elettrificate, e l'intero parco rotabile è costituito da automotrici e locomotori a trazione termica (diesel). I collegamenti principali sono con Alghero e con Sorso, più uno esclusivamente turistico con Tempio e Palau. Numerose le stazioni attive sia in città che nella sua periferia per il servizio di trasporto pubblico. Presso la stazione centrale di Sassari è esistente anche un centro intermodale merci, che consente la movimentazione dei container tra il gommato ed il ferroviario, sebbene non in uso dal 2011.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Lo scalo aeroportuale a cui fa riferimento la città è l'Aeroporto Internazionale di Alghero-Fertilia, distante 25 km

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Minibus dell'ATP nel centro storico

I trasporti urbani e interurbani di Sassari vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dall'Azienda Trasporti Pubblici Sassari (ATP).

La tranvia di Sassari è gestita dall'ARST. La prima linea della metrotranvia, inaugurata il 27 ottobre 2006, collega il quartiere di Santa Maria di Pisa alla stazione e all'Emiciclo Garibaldi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ducale, sede del Comune
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Sassari.

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi folcloristici[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi artistici[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Serie C1: Yellow Team Sassari Baseball
Serie C1: A.S.D. Sassari Baseball Softball Club

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Eccellenza Sardegna: S.E.F. Torres 1903, la squadra più longeva della Sardegna, che ha visto la semifinale playoff per l'accesso alla Serie B come massimo risultato conseguito sul campo.
Serie D: U.S.D. Latte Dolce
Prima Categoria: Gymnasium Sassari, La Corte
Seconda Categoria: Lanteri Sassari, Cus Sassari, San Domenico Caniga, Ottava, Campanedda
Terza Categoria: U.S.D. Wilier, fondata nel 1949
Serie A femminile: Sassari Torres Calcio Femminile, vincitrice di 7 scudetti, 8 coppe Italia e 7 supercoppe italiane

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Serie C1 maschile: Ichnos Sassari

Equitazione[modifica | modifica wikitesto]

Società Ippica Sassarese

Karate[modifica | modifica wikitesto]

Shotokan Karate Club Sassari

Lotta[modifica | modifica wikitesto]

Athlon Sassari

Judo[modifica | modifica wikitesto]

Judo Club Torres

Muay thai[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. Accademia Moros
TARANTINI Kai Muay Fight Club Muay Thai Boxing

Nuoto[modifica | modifica wikitesto]

SPORTER Sassari
A.P.D. Sport Full Time Sassari

Scherma[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. Circolo schermistico sassarese
A.P.D. Sport Full Time Sassari

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Serie A (maschile): Dinamo Basket Sassari
Divisione Nazionale C (maschile): Sant'Orsola Sassari
Serie C regionale (maschile): SEF Torres Sassari
Serie D regionale (maschile): Dinamo 2000 Sassari
Serie A3 (femminile): Sant'Orsola Team 98 Sassari

Pallacanestro in carrozzina[modifica | modifica wikitesto]

Serie A-1: Anmic Sassari, vincitrice di sei scudetti.

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

Serie A1 femminile: ASD HC Sassari, vincitrice di sei scudetti
Serie A - 1^ maschile: Jchnusa Pallamano Sassari

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Serie C regionale maschile: Solo Volley Sassari e Silvio Pellico 3P
Serie C regionale femminile: San Giuseppe e Sassari Pallavolo 2001
Serie D provinciale femminile: La Fenice Sassari
1°,2ª e 3ª divisione: Punto Volley

Pugilato[modifica | modifica wikitesto]

Boxing Club Domenico Mura

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Serie C: ASD Rugby Sassari
Serie C: Bulldog Rugby Club Sassari

Scacchi[modifica | modifica wikitesto]

Serie A2-B e C: A.S.D. Scacchi Torres

Softball[modifica | modifica wikitesto]

Serie B femminile: A.S.D. Sassari Baseball Softball Club

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Serie A2 maschile: Torres Tennis Sassari

Tennistavolo[modifica | modifica wikitesto]

Serie B1 maschile: Libertas Sassari
Serie B femminile: Ping Pong Monterosello

Tiro con l'arco[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. Arcieri Torres Sassari

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

Tiro a Segno Nazionale - Sezione di Sassari
Palasport Serradimigni

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, demo.istat.it. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  2. ^ a b Luciano Canepari, Sassari, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ LA PUISIA IN SASSARI. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  4. ^ TOGO Dizionario Italiano-Sassarese, su www.togo.sassari.tv. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  5. ^ «Corraine, a cadaunu s'arte sua» - Regione - la Nuova Sardegna, in la Nuova Sardegna, 25 giugno 2011. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  6. ^ Toponimi della Sardegna settentrionale (PDF), luigiladu.it.
  7. ^ Insieme ai Comuni di Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso e Stintino con cui sta sviluppando il Piano Strategico Intercomunale, più Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Muros, Olmedo, Osilo, Ossi, Ploaghe, Tissi, Uri e Usini.
  8. ^ Sardegna Arpa
  9. ^ Sassari tra le 10 città con il clima migliore al mondo, in La Nuova Sardegna, 23 marzo 2014. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  10. ^ Massimo Pittau, Significato e origine del toponimo Sassari, pittau.it, 2 luglio 2008.
  11. ^ a b c d e Progetto “Recupero degli antichi toponimi della città murata” (PDF), su www.comune.sassari.it. URL consultato il 25 febbraio 2017.
  12. ^ Sassari, Cattedrale di San Nicola, su www.sardegnacultura.it. URL consultato il 26 febbraio 2017.
  13. ^ Oggi custodito nella sala manoscritti della biblioteca dell'Università degli Studi di Sassari
  14. ^ I Condaghi, su www.sardegnacultura.it. URL consultato il 25 febbraio 2017.
  15. ^ Gli Statuti sassaresi, su www.sardegnacultura.it. URL consultato il 25 febbraio 2017.
  16. ^ a b John Day, L'economia della Sardegna catalana in AA.VV, I Catalani in Sardegna, 1984
  17. ^ Giuseppe Meloni, Sassari tra Genova e Aragona, in "Atti del Convegno di studio: Gli Statuti Sassaresi, economia, società, istituzioni a Sassari nel medioevo e nell'età moderna, Sassari, 12-14 maggio, 1983", Sassari, 1987
  18. ^ Francesco Cesare Casula, p.372
  19. ^ Massimo Guidetti, Storia dei sardi e della Sardegna, Volume 3 p.55-56
  20. ^ a b Mauro Maxia, p.83-111, 243-251
  21. ^ Come la rivolta cagliaritana del 28 aprile 1794
  22. ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, ISBN 88-7741-760-9, pagine=468.
  23. ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, p. 470, ISBN 88-7741-760-9.
  24. ^ Manlio Brigaglia, La fucilazione di Efisio Tola che leggeva «libri sediziosi», in Corriere della Sera, 25 settembre 2010, p. 17. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  25. ^ Sergio Serra, Araldica Catalana: lo stemma della città di Alghero (PDF), revistes.iec.cat, p. 67. URL consultato il 25 aprile 2011.
  26. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  27. ^ Istat, Popolazione straniera al 2014, demo.istat.it.
  28. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2009 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza. Comune: Sassari, demo.istat.it. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  29. ^ InItalia. L'Italia e l'italiano per stranieri, Rai Educational e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
  30. ^ "Le innovazioni provenienti da Sassari, allora la maggiore città della Sardegna, conquistarono gradatamente le varietà còrse radicate in Anglona, che qui chiamiamo castellanese e sedinese, e questo processo continua tuttora con dinamiche che si colgono agevolmente sia in diacronia che in sincronia..." da Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 22
  31. ^ Enrico Costa, Sassari, vol. I, pag. 51, Edizioni Gallizzi, Sassari, 1992
  32. ^ Mario Pompeo Coradduzza, Il sistema del dialetto, Prefazione, Sassari, 2004
  33. ^ Mauro Maxia, Studi sardo-corsi. Dialettologia e storia della lingua tra le due isole, p.58
  34. ^ Sanna A., Il dialetto di Sassari (e altri saggi), Cagliari, 1975
  35. ^ Leonardo Sole, Sassari e la sua lingua.
  36. ^ Lingua sassarese | BRIGATA SASSARI VECCIU, in BRIGATA SASSARI VECCIU, 14 marzo 2014. URL consultato il 25 febbraio 2017.
  37. ^ Grammatica del sardo illustre, pittau.it.
  38. ^ L'Occasione
  39. ^ Sassari & Hinterland
  40. ^ Piazzaffari
  41. ^ museosannasassari.it
  42. ^ [1]
  43. ^ Sito
  44. ^ Museo etnografico Francesco Bande - Sassari - Link utili
  45. ^ [2]
  46. ^ Museo Diocesano
  47. ^ Sardegna Cultura - Luoghi della cultura - Musei
  48. ^ Centro di documentazione sulla storia della citta'
  49. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  50. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  51. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  52. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  53. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  54. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  55. ^ Uniss - Museo della scienza e della tecnica - Collezioni
  56. ^ Stefano Arieti, Micheli, Ferdinando in: Dizionario Biografico Italiano, Vol. 74 (2010), Ed. Treccani
  57. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 21.
  58. ^ Sassari, gemellaggio artistico con Barcellona, sindaco Ganau concede patrocinio - Adnkronos Sardegna

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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