Festa dei Gigli

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell'umanità
Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla
(EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
StatoItalia Italia
Inserito nel2013
ListaLista rappresentativa del patrimonio
SettoreArti dello spettacolo
Scheda UNESCO(ARENESFR) 00721
Festa dei Gigli
StatuadiSanPaolinodaNola.JPG
La statua di San Paolino in via Ottaviano Augusto a Nola
Tipo di festaReligiosa
DataDomenica successiva al 22 giugno
PeriodoCalendario festivo a cadenza annuale
Celebrata aNola
ReligioneCristiana cattolica
Oggetto della celebrazioneVoto a San Paolino per la liberazione dei cittadini schiavizzati dai Visigoti
Tradizioni religioseProcessione del busto argenteo di San Paolino
Tradizioni profaneSfilata dei Gigli trasportati a spalla attraverso le vie cittadine
Data d'istituzioneV secolo (431 d.C.)

« Mi si era parlato a Napoli della festa di San Paolino a Nola e mi si era anche assicurato che meritava di essere veduta. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d'idea e che mi fece dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d'argento, portata sulle spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne, decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e coperta ai due lati di numerose bandiere. Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano spettacolo, imperocché ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e sembrava ad ogni istante che volesse perdere l'equilibrio e cadere; tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; era un colpo d'occhio fantastico. »

(Ferdinand Gregorovius[1])

La Festa dei Gigli è una festa popolare cattolica che si tiene ogni anno a Nola in occasione della festività patronale dedicata a San Paolino. Con questo evento i nolani ricordano il ritorno in città di Ponzio Meropio Paolino dalla prigionia ad opera dei barbari avvenuto nella prima metà del V secolo. La festa rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane[2] inserita dal dicembre del 2013 nel Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Papa Gregorio I racconta il sacrificio personale del vescovo Paolino che donò i suoi averi e se stesso ai Visigoti in cambio della liberazione dei nolani resi schiavi a seguito delle invasioni di Alarico I del 410. La leggenda vuole che nel 431 la città abbia accolto il vescovo al suo rientro con dei fiori, dei Gigli per l'esattezza, e che i nolani lo abbiano scortato fino alla sede vescovile alla testa dei gonfaloni delle corporazioni delle arti e dei mestieri. In memoria di quell'avvenimento Nola ha tributato nei secoli la sua devozione a San Paolino portando in processione ceri addobbati posti prima su strutture rudimentali e poi su cataletti, divenuti infine 8 torri piramidali di legno.

I Gigli[modifica | modifica wikitesto]

Tali costruzioni lignee, denominate appunto "gigli", hanno assunto nell'800 l'attuale altezza di 25 metri con base cubica di circa tre metri per lato, per un peso complessivo di oltre venticinque quintali. L'elemento portante è la "borda", un'asse centrale su cui si articola l'intera struttura. Le "barre" e le "barrette" (in napoletano varre e varritielli) sono le assi di legno attraverso cui ogni Giglio viene sollevato e manovrato a spalla dagli addetti al trasporto. Questi assumono il nome di "cullatori" (in napoletano cullature), nome che deriva probabilmente dal movimento oscillante prodotto simile all'atto del cullare. L'insieme dei cullatori, di norma 128, prende il nome di "paranza".

Gli 8 Gigli vengono addobbati dagli artigiani locali con decorazioni in cartapesta, stucchi o altri materiali secondo temi religiosi, storici o d'attualità. Essi rinnovano una tradizione chiaramente individuabile sin dagli ultimi decenni dell'800, che amplia le radici storiche individuabili nelle decorazioni architettoniche barocche leccesi e rappresentano quindi una forma di macchina votiva a spalla. Oltre ai Gigli viene costruita anche una struttura simile ma più bassa con una Barca posta sulla sommità con riferimento a quella che riportò San Paolino a Nola.

La festa[modifica | modifica wikitesto]

La festa si svolge il 22 giugno di ogni anno, se cade di domenica, o quella successiva, se giorno infrasettimanale, e consiste nella processione danzante degli 8 Gigli e della Barca. Gli obelischi di legno prendono il nome delle antiche corporazioni delle arti e mestieri, nell'ordine:

  • Ortolano
  • Salumiere
  • Bettoliere
  • Panettiere
  • Barca
  • Beccaio
  • Calzolaio
  • Fabbro
  • Sarto

I Gigli e la Barca sfilano lungo un tradizionale percorso individuato nel nucleo più antico della cittadina al ritmo di brani originali e reinterpretazioni attinte dalla tradizione musicale napoletana, italiana e internazionale eseguiti da una banda musicale posta sulla base della struttura. La manifestazione copre l'intero arco della giornata. Nel corso della mattinata, i Gigli e la Barca vengono trasportati in piazza Duomo, la piazza principale di Nola, dove avviene la solenne benedizione da parte del vescovo. Dal primo pomeriggio all'alba del lunedì le strutture e i cullatori che li trasportano affrontano spettacolari prove di abilità e di forza.

Il cerimoniale[modifica | modifica wikitesto]

Un Giglio attraversa lo storico vico delle Munacelle

Il programma dei festeggiamenti va oltre la festa e segue un cerimoniale articolato e complesso, disciplinato da un preciso copione, su di un arco temporale di un anno intero. La tradizione della festa si intreccia con quella delle corporazioni in cui precisi erano gli obblighi di devozione in occasione delle feste patronali, finalizzati a consolidare i rapporti interni e a relazionale i consociati con la restante parte della società civile.

Il "Mastro corporativo" è colui che vantando la tradizione della più antica licenza del settore è investito, dopo averne fatto richiesta al comune, dell'onore di organizzare le celebrazioni per il patrono di un singolo Giglio o della barca.[3][4] Egli orchestra un "Maestro di festa", il "Maestro musichiere" e il "Capo paranza". L'attribuzione del Giglio o della barca al maestro di festa è sottolineato da un simbolico "passaggio della bandiera" rappresentante l'effigie del patrono dalle mani dell'organizzatore del precedente evento al nuovo. A questo rito segue la "cacciata", tradizionale festoso annuncio per i vicoli del centro storico del rinnovarsi ciclico dell'evento con l'organizzazione del processo che porterà alla nuova festa.

Ciascun maestro di festa organizza eventi vari tra cui le "tavuliate", pasti riffe destinati alla raccolta dei fondi necessari allo svolgimento della festa e finalizzati a opere caritatevoli.

Assegnazione dei giglio

La domenica successiva al 22 giugno, allo scadere della mezzanotte, nel Palazzo di città, dove ha sede il Comando dei Vigili, viene assegnato il giglio al nuovo maestro di festa.I criteri, nel passato, erano molto più semplici; l'assegnazione veniva fatta a titolo di anzianità cioè la si attribuiva a quel maestro di festa che portava alla firma il rappresentante più anziano della categoria di cui era interessato, sempre se quest'ultimo non avesse firmato già negli anni precedenti. Oggi, invece, i tempi sono cambiati e i gigli vengono assegnati in un tanti altri modi, e non sono rari gli anni in cui si combatte a carte bollate con ricorsi al TAR.

Il primo sparo

Lo si sente subito dopo che al maestro di festa è stato assegnato il giglio. Questi tramite dei botti (batteria), annuncia alla popolazione la sua investitura.

La prima uscita - ('A Cacciata)

Piccolo corteo con fanfara che dopo qualche giorno sfila per le vie della città con il nuovo maestro di festa.

L'impegno - ('A Caparra)

Somma di denaro che si usa dare ai vari rappresentanti delle paranze, delle fanfare e dei costruttori dei gigli dal maestro di festa durante la settimana successiva alla manifestazione, in modo da assicurarsi da questi la loro prestazione.

La bandiera - (Lo scambio)

Manifestazione molto sentita da tutta la popolazione. Essa avviene nel periodo che va dal mese di settembre ai principi di dicembre. Tale avvenimento viene annunziato alla città sin dalle prime luci dell'alba con colpi di mortai in aria. Si compone quindi un grande corteo con in testa il nuovo maestro di festa e ci si reca presso la casa del vecchio maestro di festa per ritirare la bandiera. Qui, dopo che la fanfara ha eseguito in onore del vecchio maestro di festa il motivo musicale del suo giglio, riprende il corteo verso il Duomo dove avviene il cambio. Questo passaggio di consegne, che a volte si attua con profonda commozione, è forse il momento in cui più forte si sente quel bisogno di religiosità che spesso manca.

La questua - ('A tavuliata)

I nuovi maestri di festa, al fine di ridurre i costi dell'intera manifestazione che è a loro carico, costituiscono a volte un comitato, i cui componenti chiedono un contributo agli artigiani e commercianti locali. Si svolge poi un banchetto al quale vengono invitati parenti ed amici. Sul finire del pranzo, il maestro di festa inizia il giro dei tavoli e grazie agli intervenuti riesce a raccogliere una certa somma di denaro che gli consentirà di sopportare gli oneri da sostenere.

Le canzoni - ('E canzoni).

Nella stessa giornata della questua, il maestro di festa ufficialmente presenta i motivi musicali che accompagneranno il giglio per le strade della città. In omaggio, poi, durante il banchetto, darà agli intervenuti la cassetta o il disco dove appunto sono incise le suddette canzoni.

Costruzione del giglio - (Aizata d'a borda).

Agli inizi di giugno gli artigiani iniziano la costruzione del giglio. La prima operazione è quella di montare la "borda" (lunga pertica che costituisce la spina dorsale del giglio ed è lunga 25 metri). Dopodiché si prepara la base che è di forma quadrangolare posata su quattro piedi ferrati avendo ognuno uno spessore di cm. 20x20. La base è alta 3 metri e larga mt. 2,60. Ultimata questa operazione, si passa all'innesto della borda che perpendicolarmente deve essere messa al centro della base. Quindi si procede a montare i sei pezzi che formano il prospetto (1 pezzo mt. 3,90; secondo mt. 3,70; terzo mt. 3,50; quarto mt. 3,30; quinto mt. 3,1 0; sesto mt. 3).Una volta terminata la costruzione si festeggia l'avvenimento con spari di mortaretti e bevute di champagne (brindisi beneauguranti). Il giglio spogliato risulta alto 25 metri con un peso complessivo di circa 20 quintali.

Trasporto dei gigli spogliati - ('O journo ch' se provano 'e spalle).

Una volta terminata la costruzione, i gigli vengono, il sabato e la domenica precedente alla festa, trasportati nelle varie piazze nolane. Tale avvenimento, oltre ad essere consuetudinario, serve come prova generale per le paranze.

La vestizione - ('A vesta nova).

Dopo che i gigli sono stati trasportati davanti alle abitazioni dei maestri di festa, inizia la vestizione con la struttura in cartapesta che serve per rivestire questi grandi obelischi di legno. Su tali strutture vengono rappresentati dei soggetti ben precisi (religiosità, cultura, sport attualità) ai quali si sono ispirati artisti famosi e non, coadiuvati dai bravi e valenti costruttori del luogo.

La processione - ('O Santo pe' vie).

Il 22 giugno giorno dedicato a San Paolino, nel tardo pomeriggio, verso le ore 19.00 ha luogo la solenne processione. L'intera popolazione ( circa 40.000 persone ) si stringe attorno al Busto argenteo del Santo, che sfila per principali strade della città. Vi partecipano, oltre alle autorità religiose, civili, politiche e militari, i vari comitati delle corporazioni.

I comitati - ('A serata magica).

Il sabato del giorno che precede la festa, ha luogo la sfilata dei comitati. Essi sono nove e rappresentano ognuno la propria categoria. Ogni comitato è formato da centinaia di persone che indossano la stessa "divisa", seguiti da una fanfara che ripropone continuamente i motivi musicali ('e canzon') del giglio di appartenenza. Durante il percorso si rende visita (omaggio) agli altri gigli recandosi alla loro postazione.

La domenica della festa - ('O journo chiu bell ).

Si apre il sipario su di una giornata che per i Nolani è tutto: amore, sentimento, follia.

Intorno ai gigli sono già all'opera dalle ore 4.00 del mattino alcuni uomini che provvederanno a sistemare le "barre" (sono otto in legno di castagno della misura di mt. 6, con uno spessore di cm. 12) che vengono montate alla base. Operazione questa importantissima poiché dalla buona sistemazione delle barre (varre) dipende la riuscita di un'ottima prestazione. Verso le ore 9. davanti ad ogni giglio si celebra la Santa Messa, officiata da S.E. il Vesvovo di Nola. Subito dopo i gigli dal loro rione vengono trasportati a spalla in piazza Duomo. Qui, dopo essersi esibiti in una lunga e prolungata "ballata", restano poi fermi per un breve periodo ai lati d stessa piazza. Verso le 13 il Vescovo di NoIa dalla Cattedrale seguito dal Busto d'argento di San Paolino portato a spalla da un gruppo di persone, e tra l'entusiasmo del popolo, benedice i gigli. Con la solenne benedizione del Vescovo termina così la prima parte dei festeggiamenti. segue un breve intervallo, giusto per permettere ai comitati e alle paranze di consumare il pranzo, prima che si dia inizio alla famosa sfilata per le vie della città.

Essa avviene intorno alle ore 16.00 circa e con partenza da piazza Duomo tocca le seguenti strade:

via San Felice, via Mozzillo, Piazza Collegio, via Ciccone, via T. Vitale, Piazza Immacolata, via Principe di Napoli, Piazza Marconi, via Principessa Margherita, via Senatore Cocozza, piazza Paolo Maggio, via A. Leone, via Merliano, piazza Calabrese, via Tansillo; quindi di nuovo via San Felice, via San Paolino, piazza M. C. Marcello e in ultima via C. De Notaris. I gigli, in questo tradizionale percorso, fin dai tempi antichi, sfilano nel seguente ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

Si tratta senza dubbio di un percorso molto difficile, poiché in ognuna delle strade suddette ci sono tante difficoltà da superare. Perché tutto riesca bene occorre, oltre ad una buona paranza, un bravo capoparanza, che, coadiuvato dai cosiddetti "caporali", riesca alla fine col giglio a superare indenne alcuni di questi trabocchetti ("girata" di caparossa, 'o vico de' Monache, "Foro 'o largo", "for e carcere , o pésole alpino", "for 'o Salvatore , o palazza 'a catena" ed infine o vico e Piciocchi".

Centinaia di anni fa i gigli usciti dal vico di Piciocchi, vicolo strettissimo attraverso il quale, il giglio viene trasportato solo con le barre, poiché non c' è spazio per i "varrielli", cioè per i laterali e questo comporta una precaria stabilità all'obelisco, ritornavano di nuovo ai loro posti (abitazioni dei maestri di festa). Ora non più.

Con l'uscita del vico dell'ultimo giglio (Sarto) termina la festa. L'orario? Verso le 6 del mattino! E negli ultimi anni si è andato ben oltre questo orario.

Il lunedì - ('A strusciata).

I gigli vengono allineati davanti al palazzo di città e qui rimarranno fino alla conclusione dei festeggiamenti.

L'abbattimento - ('O colpo 'o core).

A chiusura dei festeggiamenti, i gigli vengono "svestiti" e abbattuti. Ciò avviene nella suddetta piazza.

Per abbattere un giglio è necessario alzarlo da dietro e farlo cadere sulla Piazza..) e si vedono spesso persone che piangono all'idea che la Festa è finita (ma intanto già fervono i preparativi per quella nuova....)

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha valorizzato la Festa con progetti di promozione socio-culturale dell'evento. Negli ultimi anni uno o più Gigli di Nola hanno sfilato per le strade di:

Festività simili[modifica | modifica wikitesto]

Festività ispirate a quella dei Gigli di Nola si svolgono a:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Avella, "La festa dei Gigli", edito da LER – Napoli Roma.
  • Leonardo Avella, "Annali della festa dei Gigli", (1500 – 1950) parte prima, edito da Istituto grafico editoriale italiano.
  • Alfonso M. Russo, “Arte e tecnica nei Gigli di Nola“, edito da SELLINO Edizioni Mezzogiorno.
  • Ambrogio Leone, "De Nola Patria", 1514.
  • Remondini, "De Nolana ecclesiastica historia".
  • Gregorovius, "Passeggiate in Campania e Puglia", 1848.
  • Manganelli, "La festa Infelice", 1975.
  • Aniello Petillo, "Il regolamento della Festa dei Gigli di Nola", 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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