Villamassargia

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Villamassargia
comune
(IT) Villamassàrgia
(SC) Bidda Matzràxia
Villamassargia – Stemma
Villamassargia – Veduta
Nostra Signora del Pilar
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoDebora Porrà (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate39°17′N 8°38′E / 39.283333°N 8.633333°E39.283333; 8.633333 (Villamassargia)Coordinate: 39°17′N 8°38′E / 39.283333°N 8.633333°E39.283333; 8.633333 (Villamassargia)
Altitudine121 m s.l.m.
Superficie91,39 km²
Abitanti3 561[1] (30-6-2017)
Densità38,96 ab./km²
Comuni confinantiDomusnovas, Iglesias, Musei, Narcao, Siliqua
Altre informazioni
Cod. postale09010
Prefisso0781
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111098
Cod. catastaleL968
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantimassargesi
PatronoMadonna della Neve
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villamassargia
Villamassargia
Villamassargia – Mappa
Posizione del comune di Villamassargia all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Villamassargia (Bidda Matzràxia in sardo) è un comune italiano di 3 561 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna, situato nella sub-regione del Sulcis-Iglesiente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria e storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Nuraghe Santu Pauli

Il territorio di Villamassargia è frequentato dall'uomo sin dal neolitico come dimostrano i rinvenimenti nelle grotte circostanti e la presenza delle tipiche tombe ipogeiche prenuragiche dette domus de janas[2]. La civiltà nuragica (II millennio a.C.) ha lasciato importanti tracce come testimoniato dai numerosi nuraghi, tra il nuraghe Santu Pauli e il nuraghe Monte Exi, e dalle tre tombe dei giganti, in località Monte Ollastu e in quella di Astia, dove è osservabile anche un pozzo sacro dedicato, nell'età del bronzo e del ferro, al culto delle acque.

In epoca romana venne costruito l'acquedotto di Caput Aquas, che riforniva Carales, e alcune fonderie. Lo stesso abitato trarebbe il nome dal latino: "Villa" (paese) e "Massaria" (da mansus o manso).

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il castello sul colle

In epoca altomedievale assunse importanza l'altopiano di Astia, centro amministrativo bizantino della zona[2].

Nel periodo giudicale Villamassargia era parte della curatoria del Cixerri, nel giudicato di Calari, e grazie alla fertilità dei suoi terreni divenne uno dei villaggi più popolosi del Sulcis-Iglesiente (fino alla nascita di Villa di Chiesa). Data al XII secolo la chiesa romanica di Santa Maria della Neve sorta ad opera dei monaci benedettini provenzali dell'Abbazia di San Vittore di Marsiglia[2] che aveavano ricevuto delle concessioni dai giudici di Cagliari. È probabile che in questo periodo venne edificato su di un colle situato a sud-est dell'abitato il castello di Gioiosa Guardia, forse durante il regno di Guglielmo I Salusio IV della casata dei Lacon-Massa.

Il paese passò poi, in seguito alla caduta del giudicato cagliaritano nel 1258, ai della Gherardesca gherardiani che ottennero le curatorie del sud-ovest sardo per meriti militari. Secondo alcuni studiosi il maniero di Gioiosa Guardia risalirebbe a quest'epoca, si trova infatti presso il confine con il Cixerri, passato all'altro ramo dei della Gherardesca.

Nei primi anni del decennio 1290 il castello di Villamassargia fu preso d'assalto da Guelfo della Gherardesca, signore del Cixerri e figlio del deceduto conte Ugolino, che reclamava la parte restante del terzo del giudicato cagliaritano passato agli eredi di Gherardo. La sua rivolta fu però presto soffocata dalle forze congiunte del comune di Pisa e dagli alleati arborensi.

Sotto il dominio dei conti di Donoratico, che qui possedevano un palazzo, venne costruita la chiesa in stile romanico-gotico di San Ranieri (1307), poi dedicata, in epoca iberica, alla Nostra Signora del Pilar[3].

Dopo la conquista aragonese del 1324-1326 la villa entrò a far parte del regno di Sardegna[4]. Durante il lungo conflitto sardo-aragonese (1353-1409) Villamassargia e il suo castello furono temporaneamente occupate a più riprese dalle armate giudicali guidate da Mariano IV di Arborea e Brancaleone Doria.

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nella fase storica seguente, Villamassargia, ritornata sotto l'autorità aragonese in seguito alla battaglia di Sanluri, finì nelle mani di diverse famiglie di feudatari, tra cui i De Acen, gli Aragal e i Bou-Crespi, fino al 1836 quando con l'abolizione dei feudi ebbe fine anche la Baronia di Gioiosa Guardia che comprendeva, oltre a Villamassargia, Domusnovas, Decimo e diversi territori del Sulcis[2].

Nel 1858, poco prima dell'Unità d'Italia, contava circa 1800 abitanti[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria della Neve

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Aree di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Ulivo, S'Ortu Mannu

A pochi chilometri dal comune, si trova un bosco di ulivi secolari, S'Ortu Mannu, oggi parco pubblico. Sa Reina, La Regina, è il più grande di tali ulivi, con una circonferenza alla base di 16 metri.

Miniere[modifica | modifica wikitesto]

Barite di monte Mesu

Nel territorio comunale di Villamassargia sono presenti le seguenti miniere dismesse:

  • miniera di Corti de Baccas (barite)
  • miniera di Furconixedda (Fruconixedda o Furconaxedda)
  • miniera di Giuenni
  • miniera di monte Filipeddu (barite)
  • miniera di monte Moddizzi o Modditzi (barite)
  • miniera di Orbai
  • miniera di Su Strintu de Sa Perda.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Abiti tradizionali di Villamassargia

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Villamassargia è il campidanese sulcitano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Villamassargia ha ospitato il set del film Il figlio di Bakunin di Gianfranco Cabiddu (1997)

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Villamassargia comprende anche le frazioni di Orbai e di Stazione Ferrovie dello Stato

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Villamassargia è collegata principalmente tramite due strade provinciali: la SP 2 (detta Pedemontana) lambisce l'abitato e lo collega con Carbonia e Portoscuso a ovest e con i centri del Cagliaritano ad est. La SP 86 permette invece il collegamento con Iglesias e Domusnovas, nonché con la stazione ferroviaria e con la SS 130.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Villamassargia-Domusnovas
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Villamassargia-Domusnovas.

Nel comune è presente dal 1872 la stazione di Villamassargia-Domusnovas, situata lungo la ferrovia Decimomannu-Iglesias e capolinea della Villamassargia-Carbonia, entrambe gestite da RFI. La stazione è collegata dai convogli Trenitalia con Cagliari ed il suo hinterland ad est e con i capolinea di Iglesias e Carbonia ad ovest.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è l'A.S.D. Polisportiva Villamassargia che nella stagione 2015-2016 ha militato nel campionato sardo di Prima Categoria. La compagine è nata nel 1970 ed i colori sociali sono il blu ed il rosso.

Pallavolo femminile[modifica | modifica wikitesto]

La squadra dell'A.S.D. Polisportiva Villamassargia milita nel campionato di Seconda Divisione. La sezione è stata costituita nel 1984.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ a b c d e Piano di zona Comparto C2 relazione - Comune di Villamassargia, su comune.villamassargia.ca.it. URL consultato il 16 marzo 2018..
  3. ^ Marco Tangheroni, La città dell'argento, 1985 p.86
  4. ^ Comunas, Storia di Villamassargia Archiviato il 5 novembre 2014 in Internet Archive.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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