Serdiana

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Serdiana
comune
(ITSC) Serdìana
Serdiana – Stemma Serdiana – Bandiera
Serdiana – Veduta
Chiesa di Santa Maria Sibiola
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoAntonio Pala (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate39°22′28.14″N 9°09′32.37″E / 39.374483°N 9.158993°E39.374483; 9.158993 (Serdiana)Coordinate: 39°22′28.14″N 9°09′32.37″E / 39.374483°N 9.158993°E39.374483; 9.158993 (Serdiana)
Altitudine171 m s.l.m.
Superficie55,71 km²
Abitanti2 645[1] (31-08-2016)
Densità47,48 ab./km²
Comuni confinantiDolianova, Donori, Monastir, Sant'Andrea Frius, Sestu (CA), Settimo San Pietro (CA), Soleminis, Ussana
Altre informazioni
Cod. postale09040
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111076
Cod. catastaleI624
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) serdianesi
(SC) serdianesus
Patronosan Salvatore, santa Maria di Sibiola
Giorno festivo9 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Serdiana
Serdiana
Serdiana – Mappa
Posizione del comune di Serdiana all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Serdiana è un comune italiano di 2 645 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova lungo la strada statale 387 che nasce dall'incrocio Monserrato, Cagliari e Quartu Sant'Elena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abitata sin dall'epoca neolitica, l'area dove sorge oggi Serdiana vide nel corso dei secoli il passaggio della civiltà nuragica, punica e romana quando presumibilmente sorse l'abitato vero e proprio. Dopo la dominazione vandalica e bizantina, nel medioevo, Serdiana fu parte del giudicato di Cagliari nella curatoria di Dolia o Parte Olla. Al 1125 risale la costruzione della chiesa di Santa Maria di Sibiola quando nel territorio si insediarono i monaci benedettini e vittorini.

A seguito della scomparsa manu militari del giudicato cagliaritano nel 1257 passò per breve tempo al giudicato di Arborea e dal 1297 alla Repubblica di Pisa. Dal 1323 passò sotto il dominio aragonese. Serdiana venne concessa in feudo insieme ad altri villaggi, nel 1328, a Clemente Salavert. Nel 1358 la signoria passò ai Mont Pavon, al quale gli abitanti versavano una quota corrispondente alla tassa versata in precedenza al Comune di Pisa. In quel periodo Serdiana si spopolò completamente a causa della peste, delle carestie e delle guerre. Tra il 1440 e il 1540 si avvicendarono diverse famiglie di feudatari. Nel 1728, in epoca sabauda, il paese fu incorporato nel marchesato di San Saverio, e nel 1839 fu riscattato ai Brunengo, ultimi feudatari, con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Salvatore

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili-militari[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

  • Stagno salato (oggetto di studi) dal nome "Su Stani saliu", ove dimorano diverse specie di uccelli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Serdiana è il campidanese occidentale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Etnografico e Archeologico di Serdiana

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In origine era un centro abitato da umili agricoltori e allevatori. Ora la sua economia è basata sulla fiorente e rinomata produzione di uva, olive e sull'allevamento ovino e suino, anche se un gran numero di abitanti è impiegato nel terziario. Nel comune hanno sede le cantine Argiolas, famose in tutto il mondo per i loro vini[3][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione al 31 agosto 2016, su demo.istat.it. URL consultato il 19 gennaio 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ lestradedelvino.it - Articolo, "La Sardegna entra per la prima volta nel palmarès dei top brand più rappresentativi del made in italy enologico, riuniti nell'Istituto del vino Grandi Marchi e lo fa con le Cantine Argiolas di Serdiana (Cagliari) [...]"
  4. ^ divini.corriere.it - Ecco le 100 cantine migliori d'Italia per Wine Spectator"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN237073537
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