Guasila

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Guasila
comune
Guasila – Stemma
Guasila – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoPaola Casula (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate39°34′N 9°03′E / 39.566667°N 9.05°E39.566667; 9.05 (Guasila)Coordinate: 39°34′N 9°03′E / 39.566667°N 9.05°E39.566667; 9.05 (Guasila)
Altitudine210 m s.l.m.
Superficie43,51 km²
Abitanti2 690[2] (30-11-2015)
Densità61,82 ab./km²
Comuni confinantiFurtei, Gesico, Guamaggiore, Ortacesus, Pimentel, Samatzai, Segariu, Serrenti, Villamar, Villanovafranca
Altre informazioni
Cod. postale09040
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111033
Cod. catastaleE252
TargaSU[1]
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) guasilesi
(SC) Guasillesus
PatronoVergine Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guasila
Guasila
Guasila – Mappa
Posizione del comune di Guasila
nella provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Guasila (Guasiba o Guasìlla in sardo)[senza fonte] è un comune italiano di 2.690 abitanti della provincia del Sud Sardegna, nella Trexenta[3], antica regione cerealicola della Sardegna dove Guasila è ancora oggi una piccola capitale del grano duro sardo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa di Santa Maria Assunta è uno dei più importanti monumenti di Guasila, progettata dall'architetto cagliaritano Gaetano Cima ed eretta fra il 1842 e il 1852. I lavori vennero affidati all'impresario Cosimo Crobu. Di stile squisitamente neoclassico, la parrocchiale presenta una pianta ottagonale ed è sormontata da una cupola di notevoli dimensioni. Il campanile invece, di 35 metri di altezza, risale al diciassettesimo secolo, ed affiancava anche la preesistente parrocchiale anch'essa intitolata a santa Maria e attestata in un documento ascrivibile al 1340-50. Con bolla del 16 maggio 2002, in occasione del 150º anniversario di consacrazione della chiesa, l'arcivescovo di Cagliari Ottorino Pietro Alberti decise di erigerla in santuario diocesano.
  • La chiesa di Nostra Signora d'Itria, unica chiesa rurale presente nel territorio di Guasila, è situata nella zona di Bangiu a circa tre chilometri dal paese, nel medioevo pertinente al villaggio scomparso di Bangiu de Aliri [1]. Venne eretta nel XIII secolo, durante la dominazione pisana, in stile romanico. L'edificio è stato nel tempo pesantemente modificato, con l'aggiunta di un loggiato che poggia sul portale d'ingresso. Il lunedì pomeriggio che segue la Pentecoste viene accompagnato in questa chiesa il simulacro della Vergine d'Itria, muovendo dalla parrocchiale, dove viene poi riportato il martedì successivo.
  • La chiesa di Santa Lucia, eretta nel XVI secolo, piccola e semplice chiesa nelle vicinanze del santuario della Beata Vergine Assunta. Venne restaurata nel 1841, quando fungeva da parrocchiale durante i lavori di costruzione della nuova chiesa del Cima.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Guasila è il campidanese occidentale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo d'arte religiosa Scrinia sacra [5] è situato nel centro del paese, nel complesso architettonico costituito dall'ex Monte granatico e dall'ex municipio. Le sale espositive della sezione argenti e paramenti sono state ricavate negli ambienti delle ex carceri mandamentali, di recente ristrutturazione. Sono esposti oggetti liturgici e devozionali e paramenti sacri provenienti dal santuario della Beata Vergine Assunta. La struttura museale è nata nel 2008, grazie all'accordo tra l'amministrazione comunale di Guasila, la parrocchia e la curia arcivescovile di Cagliari.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sa cassa de s'acchixedda (La caccia alla giovenca): il 14 agosto all'alba una giovenca (in sardo (b)acchixedda), lasciata libera nelle campagne del paese, viene inseguita in una specie di caccia dai giovani scapoli del paese, rigorosamente a cavallo, in una gara in cui vince chi riesce a prenderla per le corna al laccio, a corrus limpius. Le origini del gioco rituale sono incerte, ma molto probabilmente precristiane [6] . Anticamente l'animale, dopo la cattura, veniva macellato e le carni distribuite ai poveri del paese, ora invece viene restituita al proprietario.
  • Il Palio di Santa Maria è una manifestazione sportivo - culturale che si tiene il pomeriggio del giorno di Ferragosto, noto anche come Palio dei comuni (in quanto ogni cavallo corre in rappresentanza di un comune) la cui principale peculiarità sta nel fatto che i cavalli vengono cavalcati a pelo cioè senza l'ausilio di sella. La manifestazione nasce nel 1986 per volontà della Associazione Ippica Guasilese[7] in collaborazione con il Comune di Guasila[8]. Al vincitore, con una cospicua somma di denaro e un trofeo offerto dal Comune, viene affidato, sino all'anno successivo, il Palio, un drappo ricamato in oro zecchino, raffigurante la Vergine Assunta che veglia sul paese
  • La Dormitio virginis è un'antica tradizione, dalle chiare origini bizantine, che si tiene solo in altre 138 chiese italiane. Il rito trae origine dalla diatriba, che dai primi secoli del cristianesimo si è trascinata a lungo, sul fatto che la Vergine possa essere morta oppure no. La diatriba viene risolta solamente nel 1954 dal Papa Pio XII, il quale stabilisce il dogma dell'Assunzione. Il 13 agosto nella cappella a Lei dedicata, le donne del paese provvedono alla vestizione della Vergine dormiente, che il giorno successivo verrà portata in processione sul suo letto dorato attraverso le strade del paese..

Persone legate a Guasila[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Antonio Lonis (1720-1805), originario di Guasila e nato a Senorbì, scultore.
  • Raimondo Scintu (1889-1968), Medaglia d'Oro al Valor Militare caporale del 151º Reggimento fanteria della Brigata Sassari. Catturò, da solo e accompagnò alla trincea italiana, nonostante grave ferita, lo Stato Maggiore avanzato di una Divisione Austriaca (45 persone). La "flotta sarda" ha chiamato Scintu una delle sue navi.
  • Andrea Melas (Guasila 1954 - 2014) Scrittore, Poeta, Commediografo (vincitore tre premi città di Ozieri).
  • Pietrino Melas (Guasila 01/01/1906 - 23/08/1993) Poeta.
  • Giuseppe Melas (Guasila 1901 - Nuoro 1970), Vescovo di Nuoro dal 1947 al 1970.
  • Enrico Sailis, parlamentare, consigliere regionale, è stato uno dei padri dello Statuto Sardo.
  • Arturo Caria. Sacerdote, medaglia d'oro al Valore Civile per la Pubblica Istruzione. Fondatore del centro dei Salesiani a Perugia.
  • Antonino Medas, grande interprete del teatro sardo, insieme ai Figli d'arte Medas, dei quali, oltre ad Antonino, sono famosi Totoi, Plinio, Mario, Francesco, Redento, Camillo, Emma, Maria Rosaria, nonché la moglie di Antonino, Assunta Cocco. Tutti nativi di Guasila, dove Gianluca Medas, figlio di Mario, tiene attivo il Teatro Fratelli Medas.
  • Giulio Angioni (Guasila, 28.10.1939), scrittore, antropologo, pubblicista (che ha scritto molto di Fraus, identificabile con tante altre Fraus, ma più di tutte con Guasila).
  • Luciano Berio (1925-2003), uno dei maggiori musicisti del Novecento, per la sua celebre composizione Folk Songs del 1964 (1973 versione per orchestra) ha preso da Guasila musica e parole per il brano Mutettu de tristura: il localmente noto Tristu passirillanti [9].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Guasila è costituito da diversi piccoli rioni e isolati (in sardo: bixinaus, cioè "vicinati"), che hanno le seguenti denominazioni in lingua sarda: (Nel 1870, nel riferimento catastale, erano presenti a Guasila 27 rioni, ora inglobati nei 7 vecchi ancora ricordati);

  • Pajou o Paiolu, che comprendeva anche la Strada di Ninni Corda - ultimo tratto dell'attuale Via Trento;
  • Sa Serra, che andava da Piazza Eglesia a Piazza Su Zafferanu (ora Butteghedda) e comprende: Santa Luxia, Funtana Cardia, Valenticu, pinna Antoni Farci, Funtanedda e Is Perrias;
  • Funtana 'Idda, che comprendeva: Mulinu, Funtana Pisanu e calada Is Perrias;
  • Funtana Onnis, che comprendeva: Piazza Funtanone, Scala Is Pisanus, Funtana Vigilia, Pirroi , discesa Basili Maxia e Sa Prazza Mauredda;
  • Pardu Sidduche comprendeva: Turriga Manna, Turrighedda e Genna Brentuxus;
  • Is Sagrestanus che comprendeva: discesa de Sa Eglesia (Via Diaz) Mesu Idda e Stada de Mesu Idda, strada de Is Melas, Funtana Putzu, Pauli, Sa Planedda, Pala Is Ollastus, Is Guardieddas, Su Cuccureddu e Is Piricocus;
  • Giraniedda strada di Giraniedda, Is Argiolas Mannas e pinn' y Obray.

A questi si aggiungono ora le nuove zone di espansione, edificate a partire dal Novecento: Su Spainadroxiu, Santa Rita, Funtanedda, Pranu Sa Pira, Sant'Arremundu e Santu Marcu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigla provvisoria definita dal Consiglio di Stato con parere n° 1264 del 30 maggio 2017, in attesa di recepimento nella tabella allegata al Regolamento del codice della strada
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  3. ^ Giulio Angioni, voce Trexenta in Dizionario storico-geografico dei comuni della Sardegna, S-Z, (a cura di Manlio Brigaglia e Salvatore Tola), Sassari, Delfino, 2009]
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Museo d'arte sacra Scrinia Sacra
  6. ^ Giulio Angioni, Rapporti di produzione, pp. 244-260
  7. ^ Associazione Ippica Guasilese
  8. ^ Comune di Guasila
  9. ^ Salvatore Cambosu, Miele amaro, Firenze, Vallecchi, 1954, 176-177; Giulio Fara, L'anima della Sardegna: la musica tradizionale, Roma, Istituto delle Edizioni Accademiche, 1940, 58: il tutto ricostruito da Giulio Angioni, L'usignolo triste, in Tutti dicono Sardegna, Cagliari-Sassari, EDeS, 1990, 116-119

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV (a cura di Giulio Angioni), Guasila, un paese in Sardegna, Cagliari, Viali, 1984.
  • Giulio Angioni, Rapporti di produzione e cultura subalterna, Cagliari, EDeS, 1974.
  • Giulio Angioni, Sa laurera. Il lavoro contadino in Sardegna, Cagliari-Sassari, EDeS; 1976, Nuoro,Il Maestrale, 2003.
  • Andrea Melas, Guasila Canta e Prega-
  • Mario Medas, Medas istorias, Sassari, EDeS, 2013
  • Salvatore Atzori, Sa Massaria, Cagliari, CUEC, 2011.
  • Gino Cabiddu, Usi costumi riti tradizioni popolari della Trexenta, Cagliari, Editrice sarda Fossataro, 1966.
  • Salvatore Atzori, A frascùa, Sassari, Edes, 2015.
  • Giorgio Melas, "Guasila nell'Ottocento tra storia e storie".

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN234343595
Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna