Teulada

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Teulada
comune
Teulada – Stemma
Teulada – Veduta
Il paese visto da S'acqua salia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Sud Sardegna
Amministrazione
Sindaco Daniele Serra (lista civica) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 38°58′N 8°46′E / 38.966667°N 8.766667°E38.966667; 8.766667 (Teulada)Coordinate: 38°58′N 8°46′E / 38.966667°N 8.766667°E38.966667; 8.766667 (Teulada)
Altitudine 50 m s.l.m.
Superficie 246,19 km²
Abitanti 3 581[1] (28-02-2017)
Densità 14,55 ab./km²
Frazioni Foxi, Genniomus, Gutturu Saidu, Is Carillus, Malfatano, Masoni de Monti, Masoni de Susu, Matteu, Perdaiola, Perdalonga, Sa Portedda, Su de Is Seis, Su Fonnesu
Comuni confinanti Domus de Maria, Masainas, Piscinas, Pula (CA), Sant'Anna Arresi, Santadi
Altre informazioni
Cod. postale 09019
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 111089
Cod. catastale L154
Targa SU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti teuladini o teuladesi (in sardo)
Patrono Madonna del Carmelo
Giorno festivo 16 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Teulada
Teulada
Teulada – Mappa
Posizione del comune di Teulada all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Teulada (Teulada in sardo) è un comune italiano di 3 581 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna, nella subregione del Sulcis-Iglesiente[2], in Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Baia di capo Malfatano

Il comune di Teulada si trova a cavallo tra la costa del sud del Sulcis-Iglesiente e le montagne del Sulcis[2]. La costa frastagliata alterna promontori rocciosi che si tuffano a strapiombo sul mare ad insenature dove si trovano calette con sabbia bianchissima e acque cristalline. Di notevole interesse paesaggistico e naturalistico lo stagno di Malfatano, il capo Malfatano e il capo Teulada, la punta estrema sud della Sardegna. All'interno delle acque del comune vi sono anche l'Isola Rossa e l'isola di Tuerredda. L'interno è caratterizzato da colline e promontori montuosi come punta Sebera. Il territorio è diviso tra pascoli, campagne incolte e boschi (Gutturu Mannu). Le principali frazioni incluse nel territorio del comune sono: Cantoniera Nuraxi de Mesu, Casa de Foxi, Genniomus, Gutturu Saidu, Gutturu Sporta, Is Carillus, Masoni de Susu, Perdaiola, Sa Portedda, Su de Is Seis, Su Fonnesu, Su Rai.

Spiagge[modifica | modifica wikitesto]

Le principali spiagge del territorio di Teulada sono: Malfatano, Tuerredda, Perdalonga e, all'interno del campo militare NATO di capo Teulada, la spiaggia di Porto Zafferano, a cui si può accedere solo via mare e solo in certi periodi dell'anno. Altre spiagge importanti per Teulada sono quella di porto Tramatzu, suddivisa tra un'area pubblica e una riservata ai militari, e la parte meridionale della spiaggia di Porto Pino che è compresa nella base militare di capo Teulada con le dune di Is Arenas Biancas, dal 2007 visitabili durante il periodo estivo attraverso una strada realizzata all'interno del poligono militare o percorrendo la spiaggia di Porto Pino che appartiene nelle restanti parti al comune di Sant'Anna Arresi. Rientra nel territorio militare anche la spiaggia di S'ottixeddu (detta anche "degli americani"), che viene aperta al pubblico nel periodo estivo. Da segnalare anche Campionna, oltre alle varie calette sparse in tutto il territorio, mentre la spiaggia di Piscinnì è parte di un'enclave mariese in territorio teuladino.
Appartengono al territorio di Teulada gli isolotti di Ferraglione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Teulada è frequentato dall'uomo fin dagli albori dell'epoca nuragica (cultura di Bonnanaro), come sembrano testimoniare i molti nuraghi sparsi un po' in tutto il territorio comunale, ed i resti di una fortificazione sull'Isola Rossa. I fenici e i punici più tardi si stabilirono sulla costa come testimoniato dai resti del tophet punico a Malfatano, nell'isolotto davanti a Tuerredda e il porto di Melqart (ora sommerso)[3][4], sempre a Malfatano.

La prima ubicazione dell'abitato va ipotizzata alle spalle dell'antico Kersonesus (Chersonesum Promontorium), ovvero l'istmo dell'odierno capo Teulada, dove sembra sia esistito un insediamento militare romano a presidio delle due baie di cala Piombo e porto Zafferano. È probabile che tale ubicazione sia resistita fino all'epoca romana, quando il paese prende il nome di Tegula, che probabilmente documenta la produzione di terracotta in epoca romana, attestata tra l'altro dalla recente scoperta di una fornace in prossimità di Tuerredda[5].

Nel Medioevo Teulada, rifondata nei pressi della chiesa di Sant'Isidoro, nella piana di Tuerra, in una zona più interna, entrò a far parte del giudicato di Cagliari, rimanendo nella sua sfera di influenza politica e culturale fino alla metà del XIII secolo, quanto il territorio fu assegnato ai della Gherardesca e in particolare agli eredi di Gherardo. Dal 1355 la villa fu inglobata nel regno di Sardegna aragonese e concessa in feudo a Bartolomeo Ces-Pujades[6]

A causa delle incursioni dal mare e delle epidemie, il paese si spopolò ma venne rifondato ancora una volta nel Seicento in una zona ancora più interna, dove esistevano alcune case nate intorno alla chiesa campestre di San Francesco, e dove attualmente si trova il paese. Proprio a causa delle scorrerie dei pirati vengono costruite lungo tutta la costa del golfo di Teulada, così come in tutta la Sardegna, delle torri costiere di avvistamento, ancora oggi esistenti ma non visitabili (tranne in piccola parte quella del Budello). Sono le torri di Malfatano, Piscinnì, Porto Budello, Porto Scudo e Cala Piombo.

Nell'Ottocento e nel primo Novecento l'economia del paese è essenzialmente agricola, e molta è la manodopera che servirà le miniere del Sulcis.

Nel corso della seconda guerra mondiale, nelle acque a sud della costa, avvenne la battaglia di capo Teulada tra la flotta britannica e quella italiana, finita senza vincitori ed una delle ultime battaglie navali del Mediterraneo. Dopo le guerre mondiali, il paese raggiunge il picco massimo degli abitanti, ma poi la fortissima emigrazione lo spopola fino agli attuali 4.000.

Negli anni cinquanta 7500 ettari del comune vengono venduti alla base militare Nato da cui deriva una lunga querelle con il Comune di Teulada perché secondo alcuni la base NATO impedirebbe al paese di sfruttare economicamente la parte migliore della costa[7].

Oggi Teulada è un paese che cerca non senza difficoltà di uscire dalla crisi e lo fa attraverso il turismo di qualità e non di massa, al binomio mare-montagna e alla splendida costa del sud.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Vergine del Carmine e piazzale di chiesa.
Chiesa di San Francesco a Teulada
Chiesa e torre di Sant'Isidoro

Fra gli edifici più rappresentativi della cittadina va segnalata la chiesa campestre di Sant'Isidoro del XVII secolo con l'omonima torre che sorge dove era anticamente situato il paese. Di rilievo anche la chiesetta di San Francesco, nel centro urbano, risalente alla prima metà del XVIII secolo, e la chiesa costruita a metà del Seicento della Beata Vergine del Carmelo (su Crammu in sardo) patrona del paese.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Di rilievo è presente l'ex casa baronale Sanjust (feudatari del territorio di Teulada), risalente ai primi anni del Seicento.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La torre di Capo Malfatano

Tra le architetture più imponenti vi è la torre del Budello, fatta costruire dal mercante Pietro Porta nel 1601 sul promontorio che domina la stretta insenatura di Porto Budello, per controllarne l'ingresso e difendere la peschiera di Teulada, situata nel bacino interno. L'imponente edificio, alto circa 12 metri e con una circonferenza alla base di ben 33 metri, presenta una camera interna sormontata da una cupola, sostenuta da una larga colonna centrale, ed è munita di camino, lucernario e due feritoie. Una porta interna immette alla scala che porta sul terrazzo[8]. Di importante rilievo è la torre di Sant'Isidoro prospiciente l'omonima chiesa di Sant'Isidoro in località Tuerra. Questa torre a pianta quadrata fu costruita dai bizantini e probabilmente servì come primo avamposto per la segnalazione delle invasioni saracene data la sua posizione privilegiata a monte della piana di Tuerra.

Monumenti scultorei[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole interesse la presenza di decine di sculture in marmo e granito in tutte le piazze e gli incroci del paese e nelle frazioni limitrofe, frutto della rassegna internazionale "Scultura e pietra" che si svolgeva in paese fino ai primi anni del nuovo millennio. Tra queste rientrano anche i bassorilievi della via Crucis (in un percorso antiorario per le vie intorno alla Chiesa della Madonna del Carmine, in ordine: via XI febbraio, via Lamarmora, via Vittorio Emanuele, via Umberto I), oltre a quelli dedicati a San Francesco, fuori dall'omonima chiesa.

Nuraghi[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Teulada sono presenti circa 70 nuraghi e diverse domus de janas a dimostrazione di come l'area fosse un centro d'interesse per la civiltà nuragica. Tra tutti il più significativo è il nuraghe Sa Perdaia.

Miniere[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune di Teulada sono presenti le seguenti miniere dismesse:

  • miniera di Guardia Manna (spuntone limonitico).
  • miniera di monte Lapanu.
  • miniera di Morettu.
  • miniera di Medau Piras (piccola mineralizzazione a galena e blenda).
  • miniera di Nuraxi de Mesu (filone quarzoso ad ossidati di rame con tracce di galena, coltivato da piccoli scavi e pozzetti, ubicato a sud-est di Teulada).
  • miniera di Rocca Maistu (giacimento di galena e blenda).
  • miniera di San Michele.
  • miniera di Santa Lucia.
  • miniera di Sa Palma.

Esplorazioni minerarie:

  • Argiola Narboni Mannu.
  • Is Argenteras.
  • Sa Marigosa de Susu.
  • Permesso di ricerca "Costa Peppi Melis".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Abiti tradizionali
Sa tracca in occasione della festa patronale il 16 luglio.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Anche a Teulada le festività religiose coinvolgono tuttora la vasta partecipazione popolare. La massa dei fedeli segue nelle varie occasioni il gruppo de "Is cunfradas", la confraternita teuladina, che trasporta i vari simulacri; spesso questi sono accompagnati dal gruppo folk della Pro Loco, con gli abiti tradizionali. A questi si aggiungono omologhi di altri paesi sardi, più o meno numerosi in base alla festività.

Sant'Isidoro[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo il patrono del paese, è a Sant'Isidoro che i teuladini riservano una più sentita reverenza. Al protettore dei contadini - fatto che rispecchia l'identità storica del paese - vengono dedicate infatti processioni durante due periodi dell'anno: maggio e agosto. In entrambi i periodi la processione parte da Teulada per raggiungere la chiesa di Sant'Isidoro, situata presso la località di Tuerra, fertile pianura (in un contesto - quello teuladino - prevalentemente collinare) in cui era situato il paese prima del ripopolamento seicentesco. In un secondo momento la statua del santo viene riportata in paese, trasportata da Sa tracca, carro per buoi adornato a festa. Essendo questa la festività più sentita è naturale la partecipazione di numerosi paesi da tutta la Sardegna, che con i differenti costumi tradizionali rendono la processione del 21 agosto un'attrattiva anche dal punto di vista turistico.

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

La processione dedicata al patrono, ovvero la Beata Vergine del Carmelo (Su crammu), si svolge il 16 luglio e attraversa il paese in un lungo percorso, a cui partecipano ugualmente vari gruppi folk, pur in misura decisamente minore rispetto a Sant'Isidoro.

Settimana santa[modifica | modifica wikitesto]

Un notevole spessore lo ricopre anche la settimana santa, con le varie processioni del giovedì santo, la via crucis del venerdì mattina e Su scravamentu la sera (ovvero la deposizione di Cristo dalla croce) per poi concludere con S'incontru la domenica di Pasqua. Quest'ultimo evento vede una doppia processione partire da due punti differenti del paese, per poi incontrarsi al centro del paese (in via Cagliari, tra piazza Fontana e piazza Mazzini), una (quella che parte dalla Chiesa della B.V. del Carmelo) con la statua della madonna, l'altra (quella che parte dalla parrocchia di San Giovanni Battista) con la statua del Cristo risorto. Una volta ricongiunti i due gruppi, i cunfradas che sorreggono le due statue svolgono dei rituali movimenti, per poi fare in modo che il Cristo levi il velo luttuale della Madonna. Seguono gli spari, le scampanate e la liberazione di due colombe; infine la processione si riunisce e risale verso la Chiesa della Madonna del Carmine.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà del Novecento, i maggiori artisti sardi (tra cui Cesare Cabras, Giuseppe Biasi, Mario Mossa de Murtas, Tarquinio Sini e Edina Altara) raffigurarono nelle proprie opere Teulada nei suoi vari aspetti: urbanistico, sociale, agro-pastorale, religioso ecc.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Vista parziale del golfo di Teulada dalla località Pranedda.

È presente un porto turistico. Costruito a partire dal 1956, doveva servire nelle intenzioni dei costruttori a proseguire l'attività di cabotaggio costiero dei prodotti agricoli che invece presero la via dei trasporti di terra, rendendo inutile la rovina di spiagge e scogliere nonché l'apertura di cave di granito per estrazione di massi. Il porto torna ad essere utile oggi, con nuovi finanziamenti, come approdo per il diporto nautico, ultima base verso la Tunisia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il campo comunale "Antonello Toro" è condiviso storicamente dalle due squadre di calcio del paese: l' S.S.D. Teulada, che milita nel girone B sardo di Seconda Categoria, e il Teulada Calcio, che milita nel campionato UISP.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ a b Il paese, Comune di Teulada. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  3. ^ http://wikimapia.org/#lat=38.8978801&lon=8.8043404&z=15&l=0&m=s&v=9
  4. ^ Gli Strumenti
  5. ^ Fabrizio Fanari, Una fornace per laterizi di età romana imperiale in località Tuerredda (Teulada – CA), in Quaderni della Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano, vol. 25, 2014.
  6. ^ Comunas, Storia di Teulada
  7. ^ Dalla sinossi del documentario "Piccola Pesca", cinemaitaliano.info. URL consultato il 28/11/2008.
  8. ^ Torri costiere di Capo Malfatano, di Torre Budello e di Piscinnì, montessu.it. URL consultato il 2/03/2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ester Zorco, La Baronia di Teulada, Domus de Janas, Cagliari
  • Siro Vannelli: Guida al Verde di Teulada e del suo territorio, Cuec, Cagliari
  • Salvatore Loi: Domus Furriadroxius Madaus, Domus de Janas, Cagliari, 2006
  • Salvatore Loi: Sa Tunda - Lavoro contadino e produzione di pane a Domus de Maria, Sant'Anna Arresi e Teulada - 1920 - 1940 Domus de Janas - Cagliari 2011
  • Salvatore Loi - Mario Paderas, S. A. Arresi, Genti in Movimento, Il popolamento di Arresi dalla Baronia di Teulada all'autonomia. Cirronis Editore, Carbonia 2014
  • Salvatore Loi - La sarta di Teulada - Storia del ricamo punt'e nu' - Edizioni Stampa, Cagliari, 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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