Gadoni

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Gadoni
comune
Gadoni – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
SindacoFrancesco Mario Peddio (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate39°55′N 9°11′E / 39.916667°N 9.183333°E39.916667; 9.183333 (Gadoni)Coordinate: 39°55′N 9°11′E / 39.916667°N 9.183333°E39.916667; 9.183333 (Gadoni)
Altitudine696 m s.l.m.
Superficie43,44 km²
Abitanti785[1] (28-02-2017)
Densità18,07 ab./km²
FrazioniFuntana Raminosa
Comuni confinantiAritzo, Laconi (OR), Seulo (SU), Villanova Tulo (SU)
Altre informazioni
Cod. postale08030
Prefisso0784
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091025
Cod. catastaleD842
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigadonèsi
PatronoBeata Vergine Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gadoni
Gadoni
Gadoni – Mappa
Posizione del comune di Gadoni
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Gadoni (Adòni in sardo) è un comune italiano di 785 abitanti della provincia di Nuoro, nella antica regione della Barbagia di Belvi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese offre oggi una varietà di paesaggi unica in Barbagia; Si passa dall'altopiano detto di "Corongia" di interessantissima conformazione geologica, molto simile alla notissima Giara Di Gesturi, alla valle del Flumendosa che attraversa i piedi del Gennargentu attraversando spettacolari canyon con cascate continue e laghetti immersi nella natura, al monte "Sa Scova" dal paesaggio quasi lunare presente sulla sua gobba superiore, per non parlare della zona Mineraria oggi ristrutturata e sede di un interessantissimo museo.

La qualità dell'aria, dovuta all'esposizione continua a venti e al posizionamento del paese quasi arroccato sulla montagna rendono Gadoni un interessantissimo punto di partenza per salutari trekking tra more e corbezzoli e tra ruscelli (sono presenti sorgenti di acqua di qualità nota da secoli).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La località fu abitata sia in epoca prenuragica che nuragica. In epoca romana faceva parte di quella regione chiamata Barbaria (Barbagia) che non fu mai totalmente romanizzata. L'attività estrattiva del rame presso la miniera di Funtana Raminosa risale probabilmente all'epoca nuragica, per il ritrovamento di alcuni utensili ora conservati nel museo archeologico nazionale di Cagliari, e si protrasse fino al 1980.

Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria della Barbagia di Meana; nel XIV secolo fu unito alla curatoria del Mandrolisai. Alla caduta del giudicato (1410) passò sotto il governo del Marchesato di Oristano, e alla sconfitta di quest'ultimo passò sotto il dominio aragonese, ove fece parte della signoria della Barbagia di Belvì.

Nel 1768 il paese venne incorporato nella contea di Santa Sofia, assegnata in feudo a Salvatore Lostia. Rimase sotto la signoria dei Lostia fino al 1839, quando fu riscattato con l'abolizione del sistema feudale.

La rivalutazione delle miniere nel primo dopoguerra, durante il fascismo, e nel secondo dopoguerra produsse notevole ricchezza per gli abitanti del circondario ma ha anche il parziale abbandono delle rigogliose terre presenti e una conseguente parziale perdita delle conoscenze agro-pastorali che per secoli hanno reso il paese importante per tutto il circondario. La tipologia del giacimento e il calo delle quotazioni del rame provocò il graduale abbandono dell'attività estrattiva, fino alla definitiva chiusura delle miniere negli anni ottanta; i successivi fallimenti di politiche di riutilizzo delle strutture presenti hanno creato un forte disagio economico determinando una continua emigrazione dei residenti verso la penisola (soprattutto Lombardia, Toscana, Veneto, Piemonte e Emilia-Romagna) o la costa (Cagliari).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale dell'Assunta
  • Chiesa di Santa Marta
  • Chiesa di San Nicola (rudere)
  • Chiesa di San Gabriele (pochi resti)
  • Convento francescano: ne rimane soltanto una cappella e le scale per salire al pulpito
  • Chiesa della Madonna d' Itria (Non più esistente)

Siti di archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

  • Miniera di Funtana Raminosa

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Foresta di Corongia
  • Voragine su disterru de Luritta
  • Tacco calcareo di Nurentulu

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese soffre oggi di una grave emorragia demografica. Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Gadoni è il campidanese barbaricino centro-meridionale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La Prussiera

Parola usata dai minatori sardi, specialmente dai minatori di Funtana Raminosa di Gadoni, in quanto questa miniera, per un certo periodo, è stata gestita dalla ditta Cogne, impresa francese. La parola viene dal francese Poussière, polvere artificiale.

Certamente veniva pronunziata da tecnici o minatori di lingua francese e che i minatori di Gadoni, digiuni di tale lingua, hanno trasformato in Prussiera. Il termine è ormai entrato nel linguaggio gadonese e per tutti, minatori e non, sta ad indicare quella polvere che si crea dopo la volata delle mine con il caratteristico odore della polvere per le mine.

Cussu nd'at pappau de prussiera, tenit sa penzioni de sa silicosi a su cento po centu.
Quel tizio ne ha mangiato di prussiera, ha la pensione come silicotico al cento per cento.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Sa burra[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sa burra.

Tappeto tipico di Gadoni[3][4] e di Sarule, fatto completamente di lana, inizialmente veniva usato come grossa coperta per ripararsi dal freddo nelle rigide notti invernali dagli abitanti di Gadoni, paesetto del centro Sardegna, ai piedi del Gennargentu. Con la messa in commercio di materiali più leggeri, “sa burra”, da coperta pesante venne usato come tappeto sottotavolo.

Sa Burra, come già detto, è un tappeto fatto completamente dal vello della pecora, dal quale si ricava lo stame e la lana. Lo stame è il filato più resistente e viene usato fare l'ordito. La lana invece, essendo più morbida, oltre a fare la trama nei tappeti, si usa per fare le calze soprattutto per gli uomini di campagna: contadini e pastori.

Si lavora col telaio orizzontale con la larghezza di due metri. Restringendo il telaio, si ottiene delle tessiture di una larghezza di 60 centimetri che prima utilizzavano per fare “sa bertela, la bisaccia dove gli uomini di campagna mettevano pane e cibarie varie, ora come guida negli anditi e giroletti. L'uso che non è mai cambiato dalla notte dei tempi, è quello di adornare i davanzali delle finestre o i balconi durante le processioni di Corpus Domini o nelle manifestazioni religiose più importanti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Michele Bonafede Mista di sinistra Sindaco [5]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Michele Bonafede lista civica di centro-sinistra Sindaco [6]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Nicolas Mario Rocca lista civica di centro-destra Sindaco [7]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Antonello Secci lista civica Sindaco [8]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Antonello Secci lista civica "Per Gadoni" Sindaco [9]
5 giugno 2016 - Francesco Mario Peddio lista civica "...Per Gadoni" Sindaco [10]

Persone legate a Gadoni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ LAVORO, AMBIENTE, STORIA, CULTURA E TURISMO del Comune di Gadoni
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  5. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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