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Fonni

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Fonni
comune
(IT) Fonni
(SC) 'Onne
Fonni – Veduta
Fonni – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Sardegna
Provincia Nuoro
Amministrazione
SindacoDaniela Falconi (lista civica) dal 6-6-2016 (2º mandato dall'11-10-2021)
Territorio
Coordinate40°07′07.6″N 9°15′12.88″E / 40.118778°N 9.253578°E40.118778; 9.253578 (Fonni)
Altitudine1 000 m s.l.m.
Superficie112,27 km²
Abitanti3 610[1] (31-8-2023)
Densità32,15 ab./km²
FrazioniPratobello
Comuni confinantiDesulo, Gavoi, Lodine, Mamoiada, Orgosolo, Ovodda, Villagrande Strisaili
Altre informazioni
Cod. postale08023
Prefisso0784
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091024
Cod. catastaleD665
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) fonnesi
(SC) 'onnesos/fonnesos
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fonni
Fonni
Fonni – Mappa
Fonni – Mappa
Posizione del comune di Fonni
all'interno della provincia

di Nuoro

Sito istituzionale

Fonni ('Onne, Honne o Fonne in sardo[3]) è un comune italiano di 3 610 abitanti della provincia di Nuoro in Sardegna. Si trova nell'antica subregione storica della Barbagia di Ollolai.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

«Un orizzonte favoloso circonda il villaggio: le alte montagne del Gennargentu, dalle vette luminose quasi profilate d'argento, dominano le grandi valli della Barbagia, che salgono, immense conchiglie grigie e verdi, fino alle creste ove Fonni, con le sue case di scheggia e i suoi viottoli di pietra, sfida i venti e i fulmini.»

Adagiato sulle pendici settentrionali del Gennargentu, ad un'altitudine di 1.000 metri, è il comune più alto della Sardegna.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Fonni.

Il clima non è di tipo caldo mediterraneo come nella gran parte dell'isola, bensì un clima leggermente più freddo. A Fonni si riscontra infatti un clima temperato mediterraneo ad estate tiepida con circa due mesi di siccità estiva (Csb): la temperatura media annua si aggira intorno agli 11,5 °C. L'inverno è più freddo della media isolana (media di febbraio di 4 °C), con gelate frequenti e nevicate, talvolta abbondanti anche grazie all'esposizione a nord del paese, mentre l'estate è tiepida, con possibili giorni di calura ma con temperature minime notturne fresche (media del mese di agosto di 21 °C). La temperatura più bassa mai registrata dal 1954 è stata di circa -18 gradi, mentre la più elevata è stata di 41 gradi. Talvolta il manto nevoso supera il metro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata in epoca prenuragica, nuragica (presenza di tombe dei giganti e nuraghi) e romana, nella quale fu fondata la mansio (stazione di posta) Sarabensis.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria della Barbagia di Ollolai. Alla caduta del giudicato (1420), passò sotto il dominio del marchesato di Oristano, per poi passare sotto la dominazione aragonese (1478). Nel 1604 fu incorporato nel ducato di Mandas, feudo dei Maza e poi dei Tellez-Giron. Nel 1708, per iniziativa del padre Pacifico Guiso Pirella, venne edificato il santuario della Beata Vergine dei Martiri presso il convento dei Padri Minori Osservanti. Nel 1821 il paese fu teatro di moti dei pastori contro l'Editto delle Chiudende (emanato l'anno prima dal re di Sardegna Vittorio Emanuele I). Il paese fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Complesso basilicale di Santa Maria dei Martiri
  • Basilica della Madonna dei Martiri
  • Chiesa San Giovanni Battista
  • Santuario campestre della Madonna del Monte
  • Chiesa del Rosario
  • Chiesa di Santa Croce
  • Chiesa campestre di San Cristoforo

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di "Gremanu"

Nel territorio comunale si contano almeno 40 nuraghi, numerosi menhir, varie domus de janas ed almeno due tombe dei giganti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le feste di Sos Martires e Santu Juvanne in onore della Madonna dei Martiri e di San Giovanni Battista, conservano antiche tradizioni che si rinnovano annualmente nel mese di giugno con grande partecipazione popolare.[5]

Di notevole rilevanza a livello folkloristico è il carnevale fonnese,[6] in cui sfilano le maschere più caratteristiche: Urthos e Buttudos, di radici ancestrali, su Ceomo, pupazzo carnevalesco accompagnato da un gruppo di uomini travestiti con il classico abito da vedova, e sas mascheras limpias, costume femminile completato da un cappello di paglia ornato da pizzi bianchi e nastri di vari colori, accompagnato da un velo bianco che cala sul viso.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Fonni è il barbaricino. Quella fonnese è una variante molto conservativa; in essa possiamo trovare alcuni fenomeni tipici come:

  • Conservazione del nesso -th-, pronunciato [θ], ad esempio in parole come pratha "piazza", puthu "pozzo", petha "carne".[7][8]
  • Come in altre varietà barbaricine (ad es. orgolese e olianese), presenza del cosiddetto colpo di glottide [ʔ] come allofono di /k/, ad es.: su cane pron. [su ˈʔanɛ] "il cane".
  • Rotacismo di /s/ finale quando a contatto con una consonante diversa da {s} e da {c}. Ad es.: ses bella [sɛr ˈbɛlla] "sei bella", sas manos [sar ˈmanɔz(ɔ)] "le mani". Questo fenomeno è tipico delle varietà della Sardegna centrale e centro-orientale.
  • Conservazione del nesso -/nd/-, come ad esempio nella parola andare (altre varianti di area nuorese/barbaricina, invece, presentano l'assimilazione nel nesso in -/nn/-, quindi annare).
  • Participi passati dei verbi:
    • Prima coniugazione: sing. -au, -ada, plur. -aos, -adas ; ad es. basare > basau, basada, basaos, basadas ("baciare");
    • Seconda e terza coniugazione: sing. -iu, -ia, plur. -ios, -ias; ad es. bèndere > bèndiu, bèndia, bèndios, bèndias ("vendere"), drommire > drommíu, drommía, drommíos, drommías ("dormire").

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Murales

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Rinomata a Fonni è la produzione dolciaria dei biscotti savoiardi nella tipica variante locale.[9]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Palio di Fonni o Palio dei Comuni si svolge ogni anno fin dal 1985 nel galoppatoio comunale la prima domenica di agosto. Il fantino che corre per il comune di Fonni è il vincitore del Palio di San Giovanni che viene disputato a giugno durante la festa omonima.[5]

Il costume tradizionale
Le maschere degli Urthos e Buttudos

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è un centro turistico invernale, dotato di impianti sciistici di risalita situati sul Bruncu Spina e monte Spada.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è interessato dalla Strada statale 389 di Buddusò e del Correboi e dalla Strada Provinciale 7.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Michele Mulas Democrazia Cristiana Sindaco [10]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Michele Mulas centro Sindaco [11]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Anna Cicalò liste civiche di centro-sinistra Sindaco [12]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Antonino Coinu lista civica Sindaco [13]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Stefano Coinu lista civica "L'alternAttiva per Coinu" Sindaco [14]
5 giugno 2016 11 ottobre 2021 Daniela Falconi lista civica "Nuovamente Fonni" Sindaco [15]
11 ottobre 2021 in carica Daniela Falconi lista civica "Nuovamente Fonni 4.0" Sindaco [16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2023 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 278, ISBN 88-11-30500-4.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b Ardias e Parillas in Sardegna, su www.sardegnadigitallibrary.it, p. 74. URL consultato il 10 dicembre 2022.
  6. ^ Maschere e Carnevale in Sardegna, su www.sardegnadigitallibrary.it, p. 50. URL consultato il 10 dicembre 2022.
  7. ^ Nella maggior parte del sardo, questo antico nesso è passato a [t] o a [ts] (ad es. logudorese settentrionale peta, logudorese centrale e campidanese petza);
  8. ^ Si tratta dello stesso suono che possiamo trovare nell'inglese path, nello spagnolo europeo zorro e hacer e nella pronuncia della {t} dopo vocale nei dialetti toscani, ad es. cantato.
  9. ^ Scheda identificativa (PDF), su regione.sardegna.it, Elenco prodotti agro alimentari tradizionali. URL consultato il 10 dicembre 2022.
  10. ^ Comunali 06/06/1993, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 27/04/1997, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  12. ^ Comunali 13/05/2001, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  13. ^ Comunali 28/05/2006, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  14. ^ Comunali 15/05/2011, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  15. ^ Comunali 05/06/2016, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  16. ^ Comunali Sardegna 10/11 ottobre 2021, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 17 ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2021).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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