Atzara

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Atzara
comune
Atzara – Stemma
Atzara – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Alessandro Corona (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate 39°59′29.34″N 9°04′35.55″E / 39.991482°N 9.076542°E39.991482; 9.076542 (Atzara)Coordinate: 39°59′29.34″N 9°04′35.55″E / 39.991482°N 9.076542°E39.991482; 9.076542 (Atzara)
Altitudine 553 m s.l.m.
Superficie 35,92 km²
Abitanti 1 139[1] (31-7-2016)
Densità 31,71 ab./km²
Comuni confinanti Belvì, Meana Sardo, Samugheo (OR), Sorgono
Altre informazioni
Cod. postale 08030
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091003
Cod. catastale A492
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 631 GG[2]
Nome abitanti atzaresi
Patrono sant'Antioco
Giorno festivo 13 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Atzara
Atzara
Atzara – Mappa
mappa del comune di Atzara all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Atzara (Atzàra in sardo[3]) è un comune italiano di 1 139 abitanti[1] in provincia di Nuoro in Sardegna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Situato in Barbagia, il borgo originario risale agli anni intorno al 1000 e sorse presso la fonte di Bingia de giosso, tuttora esistente. Il centro storico è suddiviso negli antichi rioni di Su Fruscu, Lodine, Montiga e josso, Montiga e Susu, Sa Cora Manna, Su Cuccuru de Santu Giorgi e Tzùri, con vecchie case e gli edifici di carattere più monumentale costruiti prevalentemente in granito. Appartenne al giudicato di Arborea, inserito nella curatoria del Mandrolisai. Alla caduta del giudicato (XV secolo) passò agli Aragonesi e venne incorporato nell'Incontrada di Mandrolisai. Nel 1711 venne unito alla contea di San Martino, feudo dei Valentino, ai quali fu riscattato nel 1839.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Di una certa importanza la chiesa di San Giorgio, edificata anteriormente al 1205. Caratteristica è la chiesa parrocchiale di Sant'Antioco martire della fine del XV secolo, con semplice facciata liscia e grande rosone centrale, in stile gotico aragonese. La torre campanaria è precedente e di stile romanico. Nei pressi il palazzo signorile di epoca aragonese, detto "de Su Conte". Anche la casa parrocchiale, poco distante appartiene a questo periodo.

Chiesa di Santa Maria 'e Susu

All'interno del territorio comunale si trovano anche la chiesa di Santa Maria de Giosso, e di Santa Maria de Susu, chiese campestri dedicata al culto di Maria. La chiesa di Santa Maria de Susu è situata in località Laonìsa, ad ovest del paese, lungo la vecchia strada che collegava Atzara con Belvì, ed è l'unica testimonianza dell'ormai scomparso villaggio che sorgeva qui nel Medioevo. La chiesa di Santa Maria Bambina risale intorno all'anno 1000 ed è collocata sulla strada per Samugheo.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nei dintorni si conservano i resti di "domus de janas" (località di Corongiu Senes), "tombe dei giganti" e il nuraghe di Abbagadda (ossia "Acqua Calda"), con torre centrale di circa 6 m di altezza. Altri nuraghi sono quelli di Ligios, di Ni' e Crobu, di Su Nurache, di Figos, di Su Pisu e di Suergèdu.

Miniere[modifica | modifica wikitesto]

È presente un'antica miniera di grafite e quarzo.

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Atzara è circondata da una natura selvaggia tipica dei territori della Barbagia ed è caratterizzata da una distesa di boschi che rivestono i monti e le colline circostanti (queste ultime coltivate a vigneti), il paese si trova ad un'altitudine di 543 metri sul livello del mare, nel versante occidentale del Gennargentu, ed è dominato dal monte "Sa Costa" che raggiunge i 782 metri s.l.m. e si trova a un passo dalle vette più alte della Sardegna. La fauna è molto varia e in certe zone del territorio di Atzara si possono incontrare anche i daini selvatici e i mufloni. Mentre i cinghiali, le volpi, i conigli, le lepri, le donnole, le martore, i ricci e molti altri animali sono presenti in tutto l'agro di Atzara in numero elevato. Vasta è la varietà di uccelli, compreso un piccolo numero di aquile reali, inoltre è molto presente l'astore sardo che si rifugia nei monti circostanti ma anche nei pressi del centro abitato e si può ammirare facilmente in volo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro del paese si trova il Museo d'arte moderna e contemporanea Antonio Ortiz Echague, inaugurato nel 2000. Il museo nasce da un'idea del pittore atzarese Antonio Corriga, uno dei più importanti artisti sardi contemporanei già allievo di Filippo Figari, e dall'esigenza di trovare una giusta collocazione alla storia dei pittori che a vario titolo soggiornarono ad Atzara nel passato. Rispetto a questa storia si può parlare di una vera e propria scuola di Atzara, che ha favorito lo sviluppo della pittura in Sardegna, un altro pittore atzarese di fama è Vittorio Tolu, del quale il museo conserva diverse opere. La produzione artistica dei pittori spagnoli e sardi nei primi anni del secolo, rappresenta un patrimonio artistico di cui Atzara va fiera, e che ha contribuito a far conoscere il paese oltre i confini dell'isola.

Costume femminile

Il costume tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

I pittori che nei primi decenni del Novecento arrivarono ad Atzara, furono affascinati dai particolari colori del costume che veniva indossato da tutti nel paese, soprattutto quello femminile, caratterizzato da colori vivaci e accesi, e da un particolare copricapo chiamato "Tiaggiòla", ha attirato da sempre i fotografi e i pittori, per il fatto che esso non ha eguali in nessun altro costume isolano. Al giorno d'oggi il costume è portato da molte donne anziane del paese, mentre gli uomini, hanno smesso di indossarlo a partire dal secondo dopoguerra.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Seconda domenica di maggio: Sagra del vino e Festa di Sant'Isidoro
  • 22 agosto: Festa campestre di Santa Maria de josso
  • 8 settembre: Festa campestre Santa Maria de susu
  • 13 novembre: Festa del patrono Sant'Antioco
  • ultimo fine settimana di novembre: Dal Vino Alla Pittura Autunno in Barbagia.

Persone legate ad Atzara[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Produzione vitivinicola[modifica | modifica wikitesto]

Atzara innevata sullo sfondo di Punta Lamarmora.

Atzara è conosciuta sin dal medioevo per la produzione vitivinicola di eccellenza, grazie alla presenza di numerosi vigneti e di un microclima particolare, che da sempre hanno favorito la coltura della vite. A differenza delle altre aree della Barbagia, in cui la produzione di vino è basata esclusivamente sul Cannonau, i vini prodotti ad Atzara, nascono da un misurato e sapiente dosaggio di diverse qualità di uve, fra le quali il Cannonau, la Monica e il Bovale Sardo, rappresentano le principali. Il Casalis nel 1855, descrive così il vino di Atzara:

« grandissima è la sua quantità, la quale non solo basta al consumo prodigioso che se ne fa nel paese, ma ancora a provvedere ai villaggi circonvicini, Dèsulo, Belvì, Aritzo, Tonara, Ortueri, Samugheo, Busachi, Allai, Fordongianos ed a molti altri villaggi del Marghine e del Campidano, nei quali luoghi non occorre festa, in cui non vadano cinque o più azzàresi, con altrettante botti di vino, senza far conto di quelli che vel trasportano in mezzine sul dorso dei cavalli. Dopo tanta quantità che si vende, ne resta ancora per bruciarlo ad acquavite, per la provvista del paese. La particolar industria di questi paesani in cotal ramo trae ancora vantaggio dalle uve, e ne fa del buon zibibbo per se stessi,e per darne ad altri. »

Al giorno d'oggi, il vino rappresenta ancora l'elemento principale dell'economia di Atzara, e attraverso il perfezionamento e l'aggiornamento delle tecniche produttive, ha ormai raggiunto un livello qualitativo superiore rispetto ai decenni passati anche grazie alla nascita di alcune cantine private, che fanno della qualità dei prodotti, e non della quantità, la loro principale caratteristica.

Produzione tessile[modifica | modifica wikitesto]

Rinomata è la produzione di tappeti, realizzati con la tecnica "a pibiones" e caratterizzati per la varietà dei colori ed i temi geometrici.[5][6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 maggio 2005 30 maggio 2010 Alessandro Corona centrosinistra Sindaco
31 maggio 2010 31 maggio 2015 Walter Antioco Flore Lista civica Sindaco
31 maggio 2015 in carica Alessandro Corona Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2016 (dati provvisori), demo.istat.it.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 47.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  6. ^ Artigianato Sardegna - Tappeti, madebysardinia.it. URL consultato il 19 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN148592302
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