Sorgono

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Sorgono
comune
Sorgono – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Giovanni Arru (lista civica) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 40°02′N 9°06′E / 40.033333°N 9.1°E40.033333; 9.1 (Sorgono)Coordinate: 40°02′N 9°06′E / 40.033333°N 9.1°E40.033333; 9.1 (Sorgono)
Altitudine 700 m s.l.m.
Superficie 56,05 km²
Abitanti 1 694[2] (31-08-2015)
Densità 30,22 ab./km²
Comuni confinanti Atzara, Austis, Belvì, Neoneli (OR), Ortueri, Samugheo (OR), Tiana, Tonara
Altre informazioni
Cod. postale 08038
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091086
Cod. catastale I851
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sorgonesi[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sorgono
Sorgono
Posizione del comune di Sorgono nella provincia di Nuoro
Posizione del comune di Sorgono nella provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Sorgono è un comune italiano di 1.694 abitanti[2], della provincia di Nuoro in Sardegna.

Posto nel centro geografico dell'isola, è il capoluogo storico di mandamento della subregione della Barbagia Mandrolisai, ospitando i servizi alla popolazione per tutto il circondario, tra cui l'ospedale e l'esattoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Sorgono conserva numerosi resti preistorici e, soprattutto, di età nuragica, ma molto probabilmente il luogo dove sorge l'attuale abitato è di origine medioevale. I romani, nel lungo corso della loro dominazione sulla Sardegna riuscirono difficilmente a penetrare nel cuore dell'isola, in cui le genti sarde mantennero una loro autonomia, continuando a difendersi dai romani presenti stabilmente nelle città costiere, nel Campidano ed in alcune aree più interne.

Nel medioevo il paese rientrava nel Giudicato d'Arborea ed era compreso nella curatoria del Mandrolisai. Successivamente alla caduta del giudicato, nel 1410 entrò a far parte dei territori concessi in feudo a Giovanni Deana[3], suocero del marchese di Oristano. Estinta la famiglia dei Deana, Sorgono venne in possesso di Leonardo Cubello che a sua volta lo lasciò al suo secondogenito Salvatore che, nel 1463[4], lo unì al marchesato di Oristano. Nel 1470 venne il territorio del paese venne ereditato da Leonardo Alagon e dal 1479 cominciò ad essere amministrato direttamente da funzionari reali. Tra il XV ed il XVI venne edificata la chiesa del santuario campestre di San Mauro e da allora divenne un importante luogo di culto e di festività popolari. Nel 1507 venne stabilita per Sorgono e per gli altri paesi del Mandrolisai l'amministrazione tramite un official, scelto annualmente tra persone native del luogo. Nei successivi secoli il "privilegio" fu mantenuto fino al momento in cui l'isola passò alla dominazione degli Asburgo. Infatti nel 1716 il territorio fu assoggettato a vincolo feudale, a cui gli abitanti si opposero ma senza riuscire a liberarsene. Nel 1807 il paese divenne sede di capoluogo di una delle province che in seguito furono soppresse; e nel 1821 divenne sede di capoluogo di mandamento e tutto il territorio incluso amministrativamente nella provincia di Oristano. Nel 1838 venne rimosso il vincolo feudale[5]. Dal 1848 venne incluso nella divisione amministrativa con sede a Cagliari, dal 1859 della omonima provincia. Nel 1927 fu istituita la provincia di Nuoro e Sorgono venne incluso in essa.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta — E' la chiesa parrocchiale di Sorgono, costruita in forme tardogotiche nel XVI secolo, ma modificata radicalmente in successivi interventi che fecero perdere le caratteristiche originarie in tutta la struttura tranne che nel campanile.
  • Santuario campestre di San Mauro — Uno dei più estesi santuari campestri in Sardegna, con la chiesa in forme tardogotico-aragonesi risalente al XV secolo e successivamente rimaneggiata nel corso del XVII secolo. Tra i più importanti luoghi di culto religioso dell'area, il santuario campestre è composto dalla chiesa e dai numerosi muristenes (talvolta detti anche cumbessìas) costruiti nel perimetro, piccoli alloggi utilizzati dai novenanti, destinati ai fedeli ed a tutte le persone che prendono parte alla festa, ma che vennero utilizzati anche come lazzaretto durante l'epidemia di peste verificatasi tra il 1652 e il 1656. La chiesa, costruita nel corso del XV secolo su un precedente insediamento di monaci Benedettini risalente al XII secolo[6], in facciata ha un rosone in pietra di grandi dimensioni e di ottima fattura ed un portone di fattura rinascimentale e tardo-manieristica, l'interno è composto da un'unica navata con copertura a volta a botte. Nell'ultima settimana di maggio vi si svolgono i festeggiamenti principali.
  • Chiesa campestre di San Giacomo — Chiesa campestre edificata utilizzando il pietrisco locale, si compone di un'unica aula rettangolare coperta da un tetto a capanna. Originariamente fu la chiesa di un abitato chiamato Spasulé, situato tra Sorgono e Atzara, spopolatosi e successivamente abbandonato verso il 1718[7]. Un buon numero di abitanti di quell'abitato migrarono verso Tonara e per questo motivo per molto tempo furono i parroci di Tonara ad officiare le celebrazioni nell'edificio religioso[8].
  • Chiesa campestre di Nostra Signora di Itria — Situata a circa 1000 metri s.l.m., sulla collina di Sa Pala 'e Cresia, da cui si gode di un'ampia vista panoramica. Venne ricostruita nel 1910, sui resti di una chiesa precedente andata in rovina, ed è composta da una sola navata.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel centro storico sono presenti, soprattutto nel rione “Forreddu”, svariati esempi di architettura domestica aragonese. E' presente una fonte pisana del 1600 in rione Funtana Lei.
  • Casa Carta — Edificio costruito tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Conserva elementi architettonici tardogotici.
  • Stazione ferroviaria — Capolinea della ferrovia Isili-Sorgono, dalla caratteristica architettura di ingegneria ferroviaria di fine Ottocento (1888), immersa in un suggestivo paesaggio.

Luoghi di interesse archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Nuraghe Lò e Menhir di Biru 'e Concas.

Nel territorio di Sorgono sono presenti in varie località siti e resti di interesse archeologico e storico: tra cui i Nuraghi Biru 'e Concas, Calamaèra, Costa 'e Feùrra, Crastutòrro, Crebos, Crecos, Cungiau 'e su Crèccu, Funtana Frida, Funtana Morta, Ghenna 'e Pranu, Grùghe, Iscalas, , Niu 'e Cròbu, Orrubiu, Pastoreddu, Prànu, Santu Giàccu, Santu Perdu, Su Angiu o Molimènta, Talalù, Talei, Tanca Sa Cresia e Terriscana; le Tombe dei Giganti Cungiàu 'e Tòre, Funtana Morta, Ghènna 'e Prànu, Pastoreddu, Santu Perdu, Serrazzàrgiu, Su Ebregàrgiu, Talei e Trodolossài; le Domus de janas Pardu 'e Cresia, Perdonighèddu, Santu Loisu e Saùri; i Menhir di Biru 'e Concas.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Località Funtana 'e Meurra e foresta Massanì
  • Foresta San Loisu ed oasi naturalistica in località Bardacolo (zona di ripopolamento del cervo sardo)
  • Foresta monte “Littu” con vista panoramica “Serra Longa” ed area "pic–nic" presso la fontana di “Perda 'e manza”.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A livello linguistico Sorgono rappresenta quel luogo dove idealmente finisce il Campidano "linguistico" (quasi 1.000.000 di locutori), ed inizia il Logudoro "linguistico" (circa 400.000 locutori). La lingua parlata a Sorgono infatti prende il nome di Limba de mesania (lingua di mezzo); questa lingua risente molto degli influssi delle parlate nuoresi, così come accade nell'ogliastrino e nel barbaricino meridionale, anche se le basi, i suoni fonetici, ma soprattutto il lessico sono tipici della tradizione linguistica campidanese. Altri comuni della provincia di Nuoro interessati da tale fenomeno di transizione linguistica tra campidanese e logudorese sono Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Desulo, Gadoni e Tiana.

Tradizione e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ballo sardo.

A Sorgono si mantengono ancora vive le tradizioni popolari. I balli sardi più eseguiti durante le feste sono:

  • il ballu sardu: il ballo più popolare e conosciuto di tutta la Sardegna, originariamente danzato in tondo, come in numerose altre comunità della Sardegna prevale il ballo a coppie su musica caratteristica tramandata dagli anziani organettisti;
  • sa danza (nantza): l'unico ballo che ancora si balla in cerchio; caratterizza, per la sua energia e complessità il bravo ballerino. Rientra nel modulo di Danza del Mandrolisai;
  • s'orrosciada: ballo caratteristico del paese condiviso anche con altri centri del Mandrolisai e alcuni del Campidano;
  • su dillu (o dillaru): ballo in quattro pulsazioni, diffuso in gran parte della Sardegna;
  • is tre passos: interpretazione del ballo caratteristico del Campidano di Oristano (forse importato dai trasumanti e fatto proprio dalla comunità sorgonese). Nei paesi vicini prende il nome di "ballu seriu" (Meana Sardo) e "trexenta" (Ortueri);
  • su ballu 'e s'essa: caratteristico ballo in cui i ballerini danzano disposti a catena aperta guidata da un capo-ballo.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • San Mauro Abate veniva festeggiato per ben tre volte nel corso dell'anno, il 15 gennaio (Santu Mauru de is Dolos, "San Mauro dei Dolori"); il martedì successivo alla Pasqua (Santu Mauru de is Frores, "San Mauro dei Fiori") ed infine l'ultima domenica di maggio (Santu Mauru Erriccu, "San Mauro Ricco"). Attualmente i festeggiamenti principali si svolgono nell'ultima settimana di maggio.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]


Costume tradizionale
Costume tradizionale

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti le seguenti strutture:

  • la scuola materna
  • la scuola elementare
  • la scuola media inferiore
  • il Liceo Scientifico Fratelli Costa-Azara
  • l'Istituto Professionale Superiore per l'Agricoltura

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

È radicato nella tradizione culinaria di Sorgono l'utilizzo di un'erba selvatica particolare per la preparazione di una gustosissima zuppa: "Sa minestra cun lampazzu".

Si tratta del Romice, nella variante del Rumex obtusifolium, erba infestante nota ai Sorgonesi con il nome, appunto, di lampazzu.

È una zuppa che va preparata utilizzando assieme a questa erba altri quattro ingredienti fondamentali: il formaggio fresco reso acidulo, la fregula sarda, sa jelda e la cipolla.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Isili-Sorgono.

Sorgono è collegato agli altri centri abitati vicini e a Nuoro da autolinee provinciali della ARST. E' presente anche il capolinea della linea ferroviaria attualmente detta del "Trenino verde".

Persone legate a Sorgono[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 635.
  2. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 31 agosto 2015
  3. ^ Pag. 128, Francesco Floris (a cura di), La grande Enciclopedia della Sardegna; Sassari, Biblioteca de La Nuova Sardegna, 2007.
  4. ^ Pag. 128, Francesco Floris (a cura di), La grande Enciclopedia della Sardegna; Sassari, Biblioteca de La Nuova Sardegna, 2007.
  5. ^ Pag. 128, Francesco Floris (a cura di), La grande Enciclopedia della Sardegna; Sassari, Biblioteca de La Nuova Sardegna, 2007.
  6. ^ Pag. 130, Francesco Floris (a cura di), La grande Enciclopedia della Sardegna; Sassari, Biblioteca de La Nuova Sardegna, 2007.
  7. ^ Pag. 47, Raimondo Bonu e autori vari, Tonara. Pro Loco Tonara, 2004.
  8. ^ Pag. 50, Raimondo Bonu e autori vari, Tonara. Pro Loco Tonara, 2004.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237520468
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