Galtellì

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Galtellì
comune
(IT) Galtellì
(SC) Gartèddi
Galtellì – Stemma
Galtellì – Veduta
Chiesa della Beata Vergine Assunta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
SindacoGiovanni Santo Porcu (lista civica) dal 27-5-2013 (2º mandato dall'11-6-2018)
Territorio
Coordinate40°23′06.46″N 9°36′42.92″E / 40.385128°N 9.611921°E40.385128; 9.611921Coordinate: 40°23′06.46″N 9°36′42.92″E / 40.385128°N 9.611921°E40.385128; 9.611921
Altitudine35 m s.l.m.
Superficie56,53 km²
Abitanti2 441[1] (31-8-2017)
Densità43,18 ab./km²
Comuni confinantiDorgali, Irgoli, Loculi, Lula, Onifai, Orosei
Altre informazioni
Cod. postale08020
Prefisso0784
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091027
Cod. catastaleD888
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) galtellinesi
(SC) garteddesos
Patronosantissimo Crocifisso
Giorno festivo3 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Galtellì
Galtellì
Galtellì – Mappa
Posizione del comune di Galtellì
all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Galtellì (Gartèddi in sardo[2][3]) è un comune italiano di 2 441 abitanti della provincia di Nuoro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Galtellì è lambito dal fiume Cedrino e nell'inverno 2004 e nell’autunno 2013 è stata oggetto di un'inondazione causata da straordinarie precipitazioni piovose.

Il paese si trova alle pendici del monte Tuttavista, che a sua volta lo separa dal mare. In tempi non troppo recenti era ricchissimo di selvaggina e quindi territorio di caccia anche per i paesi limitrofi, fino a essere istituito Oasi di protezione ambientale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata già in epoca prenuragica, nuragica, punica, romana e bizantina, per la presenza sul territorio di numerose domus de janas, nuraghi ed altri reperti archeologici.

Durante il medioevo apparetenne al Giudicato di Gallura e fece parte della curatoria di Orosei, della quale fu capoluogo prima della stessa Orosei.

Le rovine del castello di Pontes

I giudici di Gallura costruirono all'inizio del secolo XI nei pressi del monte Tuttavista un castello fortificato su una preesistente fortificazione romana (castello di Pontes o castello di Galtellì), e l'area fu sede di diocesi istituita tra il X e il XII secolo, con un ruolo molto importante in tutto il territorio del giudicato e in particolare nel territorio della Baronia. Nel 1296, con la morte dell'ultimo giudice Nino Visconti, il territorio passa sotto il controllo diretto della repubblica di Pisa, e successivamente sotto il dominio aragonese. Nel 1324 il castellano non riconobbe l'autorità del re d'Aragona e il castello resistette ad un assedio; il castello e la villa passarono sotto il dominio degli aragonesi solo nel 1333[4]. Questi ultimi ampliarono la fortificazione del castello, e nel corso delle guerre tra Aragona e Arborea passò alternativamente sotto il dominio degli uni o degli altri. Alla sconfitta definitiva dell'Arborea nella lunga guerra sardo-catalana (1420), il castello e il borgo passarono agli aragonesi. Il re d'Aragona Pietro IV nel 1355 diede il borgo in feudo a Bartolomeo Casu e successivamente nel 1370 a Benvenuto I Grifeo (1309 - 1382 o 1392) dei Baroni di Partanna, in Sicilia, in qualità di ammiraglio della flotta di Re Pietro IV di Aragona, andò in soccorso dei castelli di Chirra, San Michele, Collari e contribuì a domare i rivoltosi di Catalogna e Sardegna. Compiuta l'impresa, il barone e ammiraglio siciliano ottenne in premio Galtellin (antico nome della località) come feudo e con il titolo di visconte[5][6]. Nel 1431 il titolo feudale passò a Ferdinando d'Almanza e nel 1438 a Enrico di Guevara, che ebbe anche il castello di Orosei. In quell'epoca Galtellì fu incorporata nella baronia di Orosei, feudo regio.

Iniziò così la decadenza: la diocesi, che dal XII secolo divenne suffraganea di quella di Pisa, e che dal XIV secolo fu dipendente diretta della Santa Sede, l'11 settembre 1495 fu soppressa (e il suo territorio unito a quello dell'arcidiocesi di Cagliari), il 21 luglio 1779 la sede fu ristabilita con il nome di diocesi di Galtellì-Nuoro (come suffraganea dell'arcidiocesi di Cagliari e con residenza a Nuoro) e nel 1928 modificò il nome in Diocesi di Nuoro.

Il territorio fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Dal 1927 al 1946 formò, con le vicine Irgoli, Loculi e Onifai, l’unica entità comunale di Irgoli - Galtellì.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico conserva diverse chiese fra le quali:

La chiese campestri di San Giovanni (XVII secolo), Santa Caterina (XVIII secolo) e la chiesa dedicata alla Vergine Itria (XVII secolo).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il pane carasau di Galtellì
  • Antica casa padronale Domo de Marras, attualmente adibita a museo etnografico, nel quale sono allestiti vari ambienti di vita e cultura agropastorale;

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Galtellì è quella nuorese baroniese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Casa dame Pintor a Galtellì

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 il comune di Galtellì istituì il parco letterario intitolato a Grazia Deledda.[8] Fra le sue strade è ambientato il romanzo di Grazia Deledda Canne al vento, nel quale è citato con il nome di Galte. A pochi passi dall'ex cattedrale di San Pietro, infatti, è possibile visitare ancora oggi quella che fu l'abitazione dove soggiornò la scrittrice sarda.[9]

Ottorino Pietro Alberti, arcivescovo di Cagliari, scrisse diverse opere riguardanti la storia della diocesi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 l'amministrazione comunale di Galtellì ha deciso di cancellare tutti i riferimenti toponomastici a Casa Savoia, dopo le frasi ingiuriose rivolte dall'ultimo discendente Vittorio Emanuele di Savoia nei confronti della popolazione sarda. La via Umberto è stata rinominata in via Karol Wojtyła, la via Vittorio Emanuele in via Beata Vergine Assunta, la via Savoia in via Sa Prama e la via Margherita in via don Michele Cosseddu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 30 del 29.09.2010 [1]
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 295.
  4. ^ FilmCommission
  5. ^ Signor Dottor Don Filadelfo Mugnos, Teatro Genologico delle Famiglie Nobili, Titolate, Feudatarie, & Antiche Nobili, del Fidelissimo Regno di Sicilia, viventi ed estinte - Parte II - libro III, Palermo, Domenico d'Anselmo, 1656, p. 3.
  6. ^ Autori vari - capitolo Grifeo a cura del Canonico Rocco Planeta, Storia delle Famiglie Illustri Italiane - Volume 5, 1890.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Anna Rüdeberg Pompei, Parchi Letterari. Leggere il territorio attraverso lo sguardo di Grazia Deledda (PDF), in Corriere degli Italiani, Anno LVI, nº 11, 21 marzo 2018, p. 6.
  9. ^ Webdimension (a cura di), La Galtellì deleddiana - Grazia Deledda Parchi Letterari, su www.parchiletterari.com. URL consultato il 25 aprile 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ottorino Pietro Alberti, La Diocesi di Galtellì dalla sua soppressione (1495) alla fine del sec. XVI, Cagliari, Editrice sarda Fossataro (1978)
  • Ottorino Pietro Alberti, Scritti di storia civile e religiosa della Sardegna, Cagliari, Edizioni della Torre (1994)
  • Ottorino Pietro Alberti, Il Cristo di Galtelli, Roma, Libreria editrice della Pontificia università Lateranense (1967)
  • Gino Camboni, Galtellì - natura, storia, arte, cultura - Edizioni Solinas, Comune di Galtellì, Assessorato Cultura e Turismo (2000)
  • Neria De Giovanni, Galtellì nei luoghi e nella storia di Canne al Vento, Ed. Nemapress (1992).
  • Mario Massaiu, La donna in Grazia Deledda tra passato e futuro.
  • Dolores Turchi, Grazia Deledda nella tradizione.
  • Piras: La critica su Grazia Deledda: il sapere e il pregiudizio.
  • Ignazio Delogu: Grazia Deledda o il finis barbagiae, appunto per una lettura.
  • Giovanna Cerina: Deledda ed altri narratori, Cuec editori, (1992)
  • Antonio Cambedda (tesi di laurea) Architettura religiosa e militare a Galtellì dal Medioevo al XIX sec. 1991/92
  • Canne al Vento: Grazia Deledda, Ghisetti e Corvi Editori, 1993
  • Atti del Convegno: Parco Letterario di Grazia Deledda Galtellì, (2 agosto 1996)
  • Atti del Convegno: Grazia Deledda a 70 anni dal Nobel Ed. Puddu e Congiu, (25, 26, 27 ottobre 1996)
  • Francesca Pirodda,Tesori d'arte a Galtellì Ed. Solinas, (1998)
  • Giovanna Santoro, Galtellì nel Medioevo Ed. Solinas, (2004)
  • Maria Giacobbe: Grazia Deledda, Casa Editrice Bompiani e c. spa, (1999)
  • Ugo Collu: Grazia Deledda nella cultura contemporanea, ed. De Stef Spa, (1992)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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