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Pietro IV d'Aragona

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Pietro IV d'Aragona
Pietro IV il Cerimonioso (Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400)
Re della Corona d'Aragona
Stemma
Stemma
In carica24 gennaio 1336 
5 gennaio 1387
PredecessoreAlfonso IV il Benigno
SuccessoreGiovanni I il Cacciatore
Re di Maiorca
In carica25 ottobre 1349 
5 gennaio 1387
PredecessoreGiacomo III di Maiorca
SuccessoreGiovanni I il Cacciatore
Duca di Atene e Neopatria
In carica1381 
5 gennaio 1387 (con Maria di Sicilia)
PredecessoreMaria di Sicilia
SuccessoreNeri I Acciaiuoli (Atene)
Giovanni I d'Aragona (Neopatria)
Nome completoPietro Alfonso
Altri titoliRe di Valencia, Re di Sardegna e Corsica, Conte di Barcellona e delle altre contee catalane
NascitaBalaguer, 5 settembre 1319
MorteBarcellona, 5 gennaio 1387 (67 anni)
Luogo di sepolturaMonastero di Santa Maria di Poblet
Casa realeCasa d'Aragona o Barcellona
PadreAlfonso IV d'Aragona
MadreTeresa di Entenza
ConsortiMaria di Navarra
Leonora del Portogallo
Eleonora di Sicilia
Sibilla di Fortià
Figlidi primo letto:
Costanza
Giovanna
Maria
Pietro
di terzo letto:
Giovanni
Martino
Eleonora
Alfonso
di quarto letto:
Alfonso
Pietro
Isabella
ReligioneCattolicesimo

Pietro Alfonso o di Aragona, detto il Cerimonioso (Pere el Cerimoniós in catalano; Balaguer, 5 settembre 1319Barcellona, 5 gennaio 1387), fu re di Aragona, di Valencia, di Sardegna e di Corsica, Conte di Barcellona e delle altre contee catalane dal 1336. Fu anche re di Maiorca dal 1343 sino alla morte.

Pietro, secondo la Cronaca piniatense[1] era il figlio maschio secondogenito del re d'Aragona, di Valencia e di Sardegna e Corsica, conte di Barcellona, di Urgell, di Empúries e delle altre contee catalane, Alfonso il Benigno e della sua prima moglie, la contessa di Urgell, Teresa di Entenza[2], che come ci viene confermato dal testamento del padre, era figlia di Gombaldo di Entenza, barone di Entenza (la baronia di Entenza comprendeva una parte di territorio situato tra l'Aragona ed il Sobrarbe[3]) e signore d'Alcolea e di Chiva e dell'erede della contea di Urgell, la baronessa di Antillón, Constanza di Antillón[4][5][6][7].

Alfonso il Benigno, ancora secondo la Cronaca piniatense[1] era il figlio secondogenito del re d'Aragona e di Valencia, Conte di Barcellona e delle altre contee catalane e re di Sardegna e che era stato anche re di Sicilia e re di Maiorca, Giacomo II il Giusto (el secundo don Alfonso qui fue conte de Urgel et uvo por muller la filla del noble don Gonbalt d'Atença et nieta de don Armengou conte de Urgell et depués tantost fue rey d'Aragón)[8] e della sua seconda consorte Bianca di Napoli, che sempre secondo la Crónica de San Juan de la Peña era figlia del re Carlo II d'Angiò (el dito rey don Jayme prisso por muller dona Blanca, filla del dito rey Carlos)[9] e della moglie, Maria d'Ungheria, come conferma il Chronicon Dubnicense (regis Hungarie inter ahas filias habuit unam nomine Maria vocatam, qnam Karolo claudo filio Karoii magni, qui ex donacione ecclesie fuit rex Si- cilie, tradiderat in uxorem)[10][11][12].

Scudo di Pietro IV il Cerimonioso sulla porta del Monastero di Santa Maria di Poblet.
Capolettera N in un manoscritto in catalano: un manuale per il cerimoniale di corte.
Scudo di Pietro IV il Cerimonioso.
Cimiero creato per Pietro IV il Cerimonioso. Armoriale di Gheldria.
Moneta sarda del periodo di Pietro IV
Manuale per l'autoincoronazione di Pietro IV il Cerimonioso.

Pietro, come riporta lo storico catalano, Pròsper de Bofarull, nacque settimino il 5 settembre del 1319, a Balaguer[13].

Pietro, come riporta la Gran enciclopedia catalana fu educato in Aragona, a Saragozza[14].

I suoi genitori dovettero contrastare, con l'aiuto della regina, Elisenda di Moncada, le ambizioni del giovane fratello di Alfonso, Pietro, Conte di Ribagorza e di Empúries, che avrebbe voluto essere designato erede di Giacomo II, nel caso che Alfonso premorisse al padre, come riporta la Gran enciclopedia catalana [15].

Sua madre, Teresa, il 23 ottobre 1327, a Saragozza, redasse il suo testamento, come riportato nel documento n° 14 del cartulari Xestalgar, in cui designava suo erede il figlio ultimogenito, Sancho, e in caso di sua morte i figli Pietro e Giacomo e dove chiedeva di essere sepolta a Lleida[16].

Sua madre, Teresa, morì post-partum dell'ultimo figlio, a Saragozza, il 27 ottobre 1327[17].

Nel 1329 il padre, Alfonso IV, sposò Eleonora di Castiglia, che per poche ore era stata la moglie del fratello maggiore di Alfonso IV, Giacomo d'Aragona, che rifiutò di consumare il matrimonio e, in modo solenne, rinunciò anche al trono, come riportato dagli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2[18].

L'influenza della regina, Eleonora, in Aragona fu nefasta, complottando per fare prevalere gli interessi dei propri figli a scapito del figliastro, Pietro, che preferì vivere a Saragozza, lontano dalla corte di Barcellona[14].

Suo padre, Alfonso IV, morì il 27 gennaio 1336 a Barcellona, con accanto suoi fratelli, Pietro e Raimondo Berengario, fu inumato nel monastero francescano della stessa Barcellona e solo in un secondo tempo la salma fu trasferita a Lleida, nella cattedrale, come riporta la cronica piniatense[19] e Pietro era stato designato dal padre erede della Corona di Aragona, mentre Giacomo, il terzogenito, fu designato erede della contea d'Urgell.

Dopo la morte di suo padre, Pietro gli subentrò sul trono della corona d'Aragona come Pietro IV (Pietro III di Barcellona, come lui stesso amava definirsi, Pietro II di Valencia e Pietro I di Sardegna e Corsica) e, nella Pasqua del 1336, fu unto con cerimonia religiosa da don Pedro de Luna arcivescovo di Saragozza, dove si incoronò con le proprie mani, interrompendo una tradizione che durava dal 1204, che tutti i re di Aragona erano incoronati da un rappresentante del papa, come riporta lo storico T.N. Bisson[20].

Pietro IV andò personalmente ad Avignone a dare il dovuto riconoscimento al papa Benedetto XII, che lo accolse con solennità; durante il trasferimento, accompagnato dal cugino e cognato, Giacomo III di Maiorca, accadde il famoso episodio narrato dalle cronache: il cavallo di Giacomo superò di poco quello di Pietro e quest'ultimo volle sguainare la spada per vendicare quella mancanza di rispetto[21].

Al momento della sua incoronazione Pietro confiscò tutti i beni della matrigna e dei fratellastri, che da qualche mese (prima della morte di Alfonso IV) si trovavano in Castiglia. Ma, nel 1338 Pietro, non volendo inimicarsi il regno di Castiglia in un momento in cui la penisola iberica era minacciata da una nuova invasione moresca, riconsegnò a lei e ai suoi figli i loro possedimenti[14].

Il 23 luglio 1338, ad Alagón, Pietro sposò Maria di Navarra (1330 – 1347), figlia della regina di Navarra, Giovanna e di suo marito Filippo conte di Évreux, come riporta Pròsper de Bofarull[13]. Il contratto di matrimonio era stato stipulato il 6 gennaio 1337, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia[22].
Una clausola del patto matrimoniale prescriveva che se Filippo e Giovanna fossero morti senza figli maschi, il trono di Navarra sarebbe passato a donna Maria[13].

Un documento, datato 23 luglio 1338 (non consultato), riporta che Pietro (Pedro…Rey de Aragon de Valencia de Cerdennya de Corcegua e comte de Barçalona) sposò Maria (dona Maria filla del…princep e sennyor don Phelip…Rey de Navarra conte de Euroux de Engolesme de Morentayn e de Longauilla et de la…sennyora dona Johannya…Reyna del dicto Reyno)[5].

Pietro il Cerimonioso non aveva in simpatia il re di Maiorca, che era suo cugino e anche suo cognato per avere sposato sua sorella, Costanza d'Aragona e per prima cosa volle ristabilire il giuramento di vassallaggio e Giacomo III detto il Temerario, anche se con riluttanza, nel 1339, giurò fedeltà a Pietro IV[21].

Dopo alcuni anni di dispute e ripicche, Pietro il Cerimonioso aprì il processo per tradimento contro il cugino e cognato, Giacomo III, che, nel 1342, si presentò a Barcellona, dove fu accusato di scarso aiuto nella guerra contro la Francia e di battere moneta a Perpignano e dovette rientrare nei suoi possedimenti, senza moglie e figli, che furono trattenuti in Aragona[14], a risiedere prima a Barcellona e poi a Girona e Montblanc[23].
Il processo condotto dal re di Aragona stesso finì per concludersi nel 1343, con la condanna del re di Maiorca Giacomo III alla confisca di tutti i beni che erano rivendicati dalla corona d'Aragona e, il 23 marzo 1343, si proclamò re di Maiorca e conte di Rossiglione e di Cerdagna[14]. Al rifiuto di Giacomo III di ottemperare alle disposizioni del tribunale, Pietro invase il regno di Maiorca e, dopo avere sconfitto Giacomo nella battaglia di Santa Ponça (Calvià), lo occupò; Giacomo III si ritirò allora nelle contee pirenaiche, ma anche quelle, nel corso del 1344, furono attaccate e occupate dalle truppe catalano-aragonesi[14], che nel 1345 entrarono in Perpignano.


Giacomo III fu costretto a fare la pace, accettando una rendita annuale e a mantenere il possesso della signoria di Montpellier[14](la cui sovranità gli era contestata dal re di Francia, Filippo VI di Valois, al quale, secondo Grandes Familles De Grece, D' Albanie Et De Constantinople finì per dichiararsi vassallo[24]), e solo allora, nel 1345, secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, anche per l'interessamento del papa, Costanza, coi figli, poté ricongiungersi al marito Giacomo III a Montpellier[25].

Giacomo III di Maiorca, venduta, per la somma di 12.000 talleri d'oro, pagabili in tre rate, la signoria di Montpellier al re di Francia, Filippo VI di Valois[24], mise insieme un esercito, con cui tentò di recuperare il regno di Maiorca, sbarcando sull'isola di Maiorca, dove, il 25 ottobre 1349, fu sconfitto e perse la vita alla battaglia di Llucmajor, dove anche il figlio, Giacomo il pretendente, fu ferito e fatto prigioniero, assieme alla sorella, Elisabetta, e alla loro matrigna, la seconda moglie di Giacomo III, Violante di Vilaragut, furono imprigionati a Barcellona[24].
Pietro IV aveva così ricongiunto alla corona d'Aragona il regno di Maiorca e le contee di Rossiglione e Cerdagna.

Attorno al fratello, Giacomo, in quegli anni, si era coagulato un movimento catalano di opposizione a Pietro IV, del quale Giacomo venne riconosciuto come guida dell'Unione Aragonese[26] (I contrasti erano sorti, quando, dopo il 1343, Pietro IV aveva deciso di nominare sua erede, al posto di Giacomo, la figlia Costanza[26]), ed, in un secondo tempo, si era accostato a lui, anche il fratellastro, Ferdinando (1329–1363)[27].
Verso la fine dell'estate del 1347, Giacomo, nella riunione delle Cortes di Saragozza, riuscì a strappare alcuni compromessi a suo fratello, il re, Pietro IV[26].
Giacomo poco dopo (circa tre mesi), morì improvvisamente e si rumoreggiò che Giacomo fosse stato avvelenato, anzi correva una voce popolare che indicava, come mandante il fratello Pietro IV[28].

Alla morte del fratellastro, Ferdinando, incoraggiato dallo zio, Alfonso XI di Castiglia, si mise a capo del movimento di protesta, e nei mesi successivi riuscì a sconfiggere gli alleati valenzani di Pietro IV che riconobbe il titolo di governatore del regno di Valencia a Ferdinando e alla sua discendenza[27].
Però Pietro IV riaffermò la sua autorità, sconfiggendo Ferdinando, nel luglio 1348, che, nella battaglia di Épila, ferito fu fatto prigioniero, poi liberato su richiesta dei castigliani e costretto a riparare in Castiglia[27].

Negli anni 1347 e 1348 Pietro, oltre alla rivolta autonomista del fratellastro, Ferdinando, nel regno di Valencia, dovette soffocarne un'altra, in Aragona, dove non era gradita la nomina a erede della figlia Costanza[14].

Pietro che, nel 1347, era rimasto vedovo (Maria era morta, il 29 aprile, in seguito al parto del quartogenito, l'erede maschio, che però visse solo poche ore[13]), l'11 giugno di quello stesso anno, a Santarem, in seconde nozze, sposò per procura, Leonora del Portogallo (1328 – 1348), figlia di Alfonso IV del Portogallo e di Beatrice di Castiglia. Le nozze di persona furono celebrate, a Barcellona, il 15 novembre 1347[29]. L'anno dopo però la nuova regina morì a causa della peste che aveva colpito il regno d'Aragona[29].

Vedovo, per la seconda volta, il 27 agosto 1349, Pietro si risposò, in terze nozze, con Eleonora di Sicilia, figlia di Pietro II di Sicilia e di Elisabetta di Carinzia[30], che ebbe una grande influenza a corte, tanto da affiancare Bernardo II de Cabrera, principale consigliere del re Pietro IV, e istitutore dell'erede al trono il loro primogenito, Giovanni[30].
Nel 1357, secondo The Latins in the Levant, a history of Frankish Greece (1204-1566) di fronte all'aumentare dell'opposizione, in Sicilia, contro il fratello di Eleonora, Federico IV di Aragona, re di Trinacria e Duca di Neopatria, la regina sostenne inutilmente la proposta di inviare aiuti in Sicilia in cambio del Ducato di Neopatria, che avrebbe dovuto essere assegnato a Eleonora[31].

Nel 1351, alleatosi con Venezia[32], Pietro entrò in guerra contro Genova, che tentava di fare sollevare i propri sostenitori in Sardegna (la città di Alghero apparteneva alla Corona d'Aragona, ma il ramo sardo della famiglia Doria fomentò una rivolta nella quale venne annientata la guardia posta dagli aragonesi all'interno delle sue mura), e dopo l'incerto esito della battaglia del Bosforo, Pietro IV organizzò una spedizione navale ponendo a capo l'ammiraglio Bernardo II di Cabrera e il 27 agosto 1353 sbaragliò le armate genovesi nella Battaglia navale di Porto Conte vicino ad Alghero[14], obbligando il loro generale a scappare; morirono un migliaio di Genovesi, mentre i prigionieri furono 3.500 e i feriti più di duemila. La città fu poi ripopolata dai catalani.

Nello stesso anno, Pietro cominciò la guerra contro l'Arborea, l'ultimo dei quattro giudicati sardi allora sotto il governo di Mariano IV, destinata a concludersi solo nel 1420. Nel 1355 convocava a Cagliari il Primo Parlamento Sardo[33], nel quale furono discussi i principali problemi della convivenza tra Catalani ed elemento locale in Sardegna[14].
Però la guerra in Sardegna continuò per diversi anni sino a che, nel 1386, fu firmato un accordo con la giudicessa d'Arborea, Eleonora[14].

Dopo che la corona di Castiglia, nel 1350, era stata assunta da Pietro I il Crudele, la tensione tra Aragona e Castiglia era andata via via aumentando e andò a interferire con la guerra civile di Castiglia, tra Pietro I il Crudele ed Enrico di Trastamara, che ricevette l'aiuto di Pietro IV che gli permise di transitare con le sue truppe nei possedimenti della corona d'Aragona e dove dovette difendersi dall'attacco di Pietro I, che, nel 1356, alleato della repubblica di Genova, voleva riprendersi i territori murciani ceduti al regno di Valencia[14]. La guerra tra Aragona e Castiglia, allora esplose, ed è conosciuta come guerra dei due Pietri, e Pietro IV che nel frattempo si era riavvicinato al fratellastro marchese di Tortosa, genero del re del Portogallo, Pietro I, Ferdinando, che ambiva anche lui al trono di Castiglia, dopo l'occupazione di Tarragona, da parte di Pietro I, nel 1357, venne nominato Luogotenente generale del regno d'Aragona[34].
La guerra terminò nel 1361, senza vincitori né vinti, con la pace di Terrer del 18 maggio).

Comunque, quando la guerra civile castigliana riprese, Pietro IV continuò ad appoggiare Enrico e, nell'ottobre 1363, a Binéfar, riconfermò l'alleanza accettando di cedere a Enrico il regno di Murcia[35]. Qualche mese prima, Pietro IV si era macchiato di un atroce delitto facendo assassinato proditoriamente nella città di Burriana, dove si trovava con le truppe castigliane, di Enrico di Trastámara, il fratellastro, Ferdinando (1329–1363), marchese di Tortosa, che si era dimostrato un alleato poco affidabile[36], forse per punirlo di avere guidato l'insurrezione valenziana, di circa vent'anni prima.

Dopo la morte di Pietro I il Crudele, nel 1369, Enrico di Trastamara divenne Enrico II re di Castiglia, ma i contrasti tra Aragona e Castiglia, per il possesso del regno di Murcia, continuarono e Pietro IV si alleò con il re del Portogallo, Pietro I, contro Enrico[5]. Si susseguirono conflitti che si alternarono a trattati di pace (ad Alcañiz, nel 1371, ad Almazán, il 12 aprile 1374, come riportato da La web de las biografias[37] e a Lérida, il 10 maggio 1375)[5]. Dopo quest'ultimo trattato Molina e la Murcia furono consegnate al regno di Castiglia e la figlia di Pietro IV Pedro, Eleonora d'Aragona (1358 – 1382), fu fidanzata a Giovanni, figlio di Enrico II; il matrimonio fu celebrato, a Soria, il 18 giugno 1375[38].

Rimasto ancora una volta vedovo, nel 1375 (Eleonora di Sicilia morì poco prima del matrimonio della figlia, il 20 aprile 1375[39]) Pietro, nel 1377, si risposò, per l'ultima e quarta volta, l'11 ottobre, a Barcellona, con la discendente di una famiglia di piccola nobiltà, Sibilla di Fortià (?-1406), figlia di Bernardo di Fortià e di Francesca di Vilamari e vedova di Artal de Foces[40], che secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, era l'amante di Pietro IV, già dal 1375[41].
Comunque Sibilla fece in modo che i suoi familiari ricoprissero posizioni di comando, il fratello, Bernardo divenne ciambellano del marito, Pietro IV[5]. Sibilla fu incoronata regina, a Saragozza, nel 1381[5].

Pietro IV di Aragona, durante il grande scisma del 1378, assunse una posizione di attesa, poi fece una seria inchiesta, nel 1380, e una seconda nel 1386, e alla fine convenne che l'elezione del papa Urbano VI, il papa di Roma, fosse da invalidare e riconobbe come papa, Clemente VII, il papa di Avignone[42].

Pietro IV di Aragona morì, a Barcellona, il 5 gennaio 1387, dopo avere governato per 51 anni, 11 mesi e 18 giorni[5] e fu tumulato nel Monastero di Santa Maria di Poblet. Gli succedette il figlio maschio maggiore, Giovanni il Cacciatore, come viene riportato dagli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2[43].

Pietro IV venne chiamato "il Cerimonioso" per il suo zelo nel rispettare il cerimoniale e la venerazione della dignità reale. Fu scrupoloso nel disbrigo del suo compito, intelligente nell'uso ed esercizio della guerra, di carattere ardente e serio, umano e generalmente incline più alla pietà e alla clemenza che alla indignazione o al castigo. Abolì in Aragona l'uso di contare gli anni da Cesare e passò a contare dall'anno di nascita di Cristo. Durante il suo regno istituì la Generalitat che nel periodo 1358-1359 tenne le riunioni nelle varie cortes di Barcellona, Vilafranca del Penedès e Cervera, sotto la guida del suo primo presidente, Berenguer de Cruïlles.

Pietro si sposò quattro volte ed ebbe numerosi figli.[5][6][44]

Dalla prima moglie Maria di Navarra, sposata nel 1338, Pietro ebbe quattro figli:

Dalla seconda moglie Eleonora del Portogallo, sposata nel 1347, non ebbe nessun figlio.

Dalla terza moglie Eleonora di Sicilia, sposata nel 1349, ebbe quattro figli, da cui discesero tutti i successivi Re d'Aragona:

Dalla quarta moglie Sibilla di Fortià, sposata nel 1377, ebbe tre figli:

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Pietro III d'Aragona Giacomo I d'Aragona  
 
Iolanda d'Ungheria  
Giacomo II di Aragona  
Costanza di Sicilia Manfredi di Sicilia  
 
Beatrice di Savoia  
Alfonso IV di Aragona  
Carlo II d'Angiò Carlo I d'Angiò  
 
Beatrice di Provenza  
Bianca di Napoli  
Maria Arpad d'Ungheria Stefano V d'Ungheria  
 
Elisabetta dei Cumani  
Pietro IV di Aragona  
 
 
 
Gombaldo di Entenza  
 
 
 
Teresa di Entenza  
Sancho di Antillòn  
 
 
Costanza di Antillòn  
Eleonora di Cabrera-Urgell Álvaro I di Urgell  
 
Costanza di Montcada  
 

Pietro IV in letteratura

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  1. 1 2 La Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona)
  2. (ES) Crónica de San Juan de la Peña, capitulo XXXVIII, pag. 137, righe 587 e 588 (PDF), su ifc.dpz.es.
  3. (CA) Enciclopèdia.cat: baronia d’Entença (XML), su enciclopedia.cat.
  4. (CA) cartulari Xestalgar, doc. 10, pagg. 123 - 142
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Foundation for Medieval Genealogy : KINGS of ARAGON 1137-1410 - Infante don PEDRO de Aragón, su fmg.ac.
  6. 1 2 (EN) Genealogy : Barcelona 2 - King PEDRO IV "el Ceremonioso" of Aragon, su genealogy.euweb.cz.
  7. (DE) Alfonso IV di Aragona genealogie mittelalter, su mittelalter-genealogie.de (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
  8. (ES) Crónica de San Juan de la Peña, capitulo XXXVIII, pagg. 131 e 132, righe 408 - 411 (PDF), su ifc.dpz.es.
  9. (ES) Crónica de San Juan de la Peña, cap. XXXVIII, pag. 123, righe 112 e 113 (PDF), su ifc.dpz.es.
  10. (LA) Chronicon Dubnicense, pag. 111, su archive.org.
  11. (EN) Foundation for Medieval Genealogy : KINGS of ARAGON 1137-1410- Infante don ALFONSO de Aragón, su fmg.ac.
  12. (EN) Genealogy : Barcelona 2 - King ALFONSO IV "el Benigne" of Aragon, su genealogy.euweb.cz.
  13. 1 2 3 4 5 6 (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pag. 273, su babel.hathitrust.org.
  14. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (ES) Gran enciclopedia catalana - Pere III de Catalunya-Aragó, su enciclopedia.cat.
  15. (ES) Gran enciclopedia catalana - Teresa d’Entença, su enciclopedia.cat.
  16. (CA) cartulari Xestalgar, doc. 14, pagg. 150 - 162
  17. (ES) Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, pag 167, su boe.es.
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  29. 1 2 3 (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pagg. 274 e 275, su babel.hathitrust.org.
  30. 1 2 3 (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pagg. 275 e 276, su babel.hathitrust.org.
  31. (EN) The Latins in the Levant, a history of Frankish Greece (1204-1566), pag. 278, su archive.org.
  32. Giuseppe Meloni, Sull'alleanza veneto-aragonese all'epoca di Pietro il Cerimonioso, in Medioevo Età Moderna, Cagliari, 1972. = "Medioevo Catalano. Studi (1966-1985)", Sassari, 2012, pp. 37 sgg.
  33. Giuseppe Meloni, Il Parlamento di Pietro IV d'Aragona (1355), I ed., Sassari, 1993. II ed., Firenze, 1993.
  34. (ES) Gran enciclopedia catalana - Ferran d’Aragó, su enciclopedia.cat.
  35. A. Coville, Francia. La guerra dei cent'anni (fino al 1380), in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 634
  36. (ES) Cronicas de los reyes de Castilla Don Pedro, pagg. 374 - 376, su archive.org.
  37. (ES) La web de las biografias - Pedro IV, Rey de Aragón (1317-1387). El monarca que enfrentó las sublevaciones internas y expandió su reino, su mcnbiografias.com.
  38. (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pag. 277, su babel.hathitrust.org.
  39. (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pag. 278, su babel.hathitrust.org.
  40. 1 2 3 4 (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pag. 279, su babel.hathitrust.org.
  41. (ES) Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia - Pedro IV de Aragón, su historia-hispanica.rah.es.
  42. Guillaume Mollat, I papa di Avignone il grande scisma, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 554
  43. (ES) Anales de la Corona de Aragon, Volume 2, pagg. 389 e 390, su books.google.it.
  44. (DE) Pietro IV di Aragona genealogie mittelalter, su mittelalter-genealogie.de (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
  45. (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pagg. 273 e 274, su babel.hathitrust.org.
  46. (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pagg. 276 e 277, su babel.hathitrust.org.
  47. 1 2 (ES) Los condes de Barcelona vindicados, tomo II, pag. 277, su babel.hathitrust.org.

Fonti primarie

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Letteratura storiografica

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Voci correlate

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Opere della Cancelleria reale di Pietro IV il Cerimonioso

Predecessore re di Aragona, e di Valencia,
conte di Barcellona
re di Sardegna e di Maiorca
Successore
Alfonso IV il Benigno 1336-1387 Giovanni I il Cacciatore

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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