Castello di Sperlinga

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Castello di Sperlinga
Sperlinga castle.JPG
Il Castello di Sperlinga
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Città Sperlinga
Coordinate 37°45′57.36″N 14°21′12.51″E / 37.765933°N 14.353475°E37.765933; 14.353475Coordinate: 37°45′57.36″N 14°21′12.51″E / 37.765933°N 14.353475°E37.765933; 14.353475
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Castello di Sperlinga
Informazioni generali
Tipo militare
Stile medievale
Inizio costruzione XI secolo
Costruttore normanni
Primo proprietario Pedro De Lemanno
Condizione attuale Restaurato
Proprietario attuale Comune di Sperlinga
Visitabile
Sito web www.castellodisperlinga.it
Informazioni militari
Funzione strategica difensiva
Termine funzione strategica 1283
Comandanti storici Petro de Alemanno
Azioni di guerra Guerre del Vespro
Eventi "La battaglia di Sperlinga", nel 1283 angioini resistono assediati per oltre un anno. Il 27 luglio 1943 battaglia tra alleati e tedeschi.
Note infrastrutture per funzioni astronomiche tra cui il "silos delle 12 nicchie"
[1]
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Il castello di Sperlinga è un castello medievale costruito sulla rocca che domina la cittadina di Sperlinga in provincia di Enna, scavato nella roccia arenaria, ricavato da un unico monolite sopra grotte di templi sacre che risalgono a 4.000 anni fa. È dotato di una particolare edificazione nella roccia arenaria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit »

(IT)

« Ciò che fu stabilito dai Siciliani, solo Sperlinga lo negò »

(Iscrizione nel castello, riferita ai Vespri Siciliani)

Il basamento rupestre del castello (dal greco "Spelaìon" poi latinizzato in "Spelunca" ovvero grotta) fu strutturato dalle popolazioni indigene sicule, in cui le grotte scavate nella roccia, venivano utilizzate come sepolcri. Furono poi adibite ad abitazioni dal periodo bizantino e saraceno.

Sperlinga divenne sede di una ampia comunità di Longobardi che arrivano in Sicilia dal Nord Italia nel XII secolo, lombarde, ancora oggi infatti la lingua locale è un particolare dialetto detto "gallo-italico".

L'inizio dell'edificazione si fa risalire tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII, sotto i normanni, sulle rovine di una fortificazione araba. I primi documenti sull'esistenza del borgo e del suo Castello sono del 1080. Il viaggiatore arabo Muhammad al-Idrisi nel 1154 d.C. lo denomina nel suo libro con il nome di "Isb.rl.nkah" [2][3]. Lo storico Michele Amari ne “La guerra del vespro siciliano",[4] individuò dei documenti che avvalorano la tesi dei soldati angioini a Sperlinga capeggiati da "Petro de Alemanno o Lemanno", resistettero, nel 1283 per quasi un anno all'assedio dell'esercito aragonese. Il Castello, in quel periodo, era di proprietà dello stesso Petro de Lemanno che attese invano gli aiuti angioini, durante le guerra del Vespro. I soldati di Carlo I d'Angiò vi trovarono quindi rifugio, all'interno della sua struttura interamente scavata nella roccia, in cui si avverte la magia di questo luogo e si apprezza il misticismo che lo pervade, è come entrare in un altro mondo, in cui nulla è decorazione e tutto ha un messaggio da raccontare. Ancora ci chiede come sia stato possibile scavare questa dura roccia per ricavare le diverse stante che compongono il castello, e sul castello ci sono numerose leggende secolari.

Terminato il conflitto, ol castello fu assegnato nel 1324 dagli aragonesi alla famiglia Ventimiglia, che lo possedette per oltre due secoli. Il feudo era attraversato dalle trazzere regie che permettevano collegamenti con Messina, Palermo, il monte Altesina ed Enna. Nel 1597, il Castello di Sperlinga venne comprato dal barone Giovanni Forti o Gianforte Natoli[5]. Giovanni Forti Natoli, la comprò per 30834 feudi, dal principe di Castelbuono Giovanni Ventimiglia il giorno 29 agosto 1597[6]. Re Filippo IV concesse per lui e per i suoi discendenti, il titolo di principe erigendo nel 1626 la baronia a principato, e il privilegio di "potervi fabbricare terre"[7]. Intorno al castello crebbe un centro commerciale che interessò tutto il territorio circostante[8][9][10][11]. La proprietà passò poi al figlio Francesco Natoli e Orioles.

Da questi nel 1658 venne acquistato dalla famiglia Oneto, duchi di San Silvestro, dal 1666 duchi di Sperlinga[12] insigniti dal re Carlo II di Spagna. La famiglia Natoli mantenne il titolo di principi di Sperlinga anche in seguito alla vendita del castello. Giovanni Stefano Oneto, investito del titolo di duca di Sperlinga, fece erigere a Palermo Villa Sperlinga [13]. Nel 1680 passò al figlio Domenico Oneto e Spatafora che, senza figli, lo lasciò al fratello Francesco Oneto e Spatafora nel 1698.[14]

Nel 1862 passò alla famiglia del barone Nunzio Nicosia, che nel 1973 lo cedette al comune di Sperlinga.

Da rilevare ancora oggi che all'interno del castello, vi siano escavazioni progettate per funzioni astronomiche, tra cui la gestione della penetrazione del sole nel solstizio di inverno e d'estate e un silos dalle 12 nicchie con funzione di orologio solare.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salvatore Tramontana, Gli anni del Vespro: l'immaginario, la cronaca, la storia, Edizioni Dedalo, 1989, p. 55.
  2. ^ (cit. Da quello [il castello di Maqarah] a ‘Isb.rl.nkah dieci miglia per mezzogiorno. Sperlinga è un grosso castello, nel quale s’aduna ogni ben di Dio, terre seminate e colti che stendonsi per lungo tratto)
  3. ^ M. Amari, C. Schiaparelli, L’Italia descritta nel Libro del re Ruggero compilato da Edrisi, Roma 1883, p. 58. Cfr. anche la nuova edizione di U. Rizzitano, Idrisi. Il libro di Ruggero, Palermo 1966, p. 66
  4. ^ Un periodo delle istorie siciliane del sec. XIII", 2 volumi. Parigi, Baudry, 1843,
  5. ^ Castello di Sperlinga - Storia Castello di Sperlinga - Famiglia Ventimiglia
  6. ^ atto del notaio Cataldo Cangiamila di Messina, "Della Sicilia Nobile" pgg 83, Di Francesco Maria Emanuele e Gaetani (march. di Villabianca)
  7. ^ [1]
  8. ^ [Franco Maria Ricci, Enciclopedia della Sicilia, Ricci, 2006 - 1038 pagine
  9. ^ [2] Gioacchino Lanza Tomasi, Enzo Sellerio, Officine Lito-Tipografiche I.R.E.S., 1968 - 207 pagine
  10. ^ [3] Corrado Ricci, Collezione di monografie illustrate: serie Ia-Italia artistica, Volume 34, Istituto italiano d'arti grafiche, 1907
  11. ^ [4] Sicilia, Touring Club
  12. ^ Castello di Sperlinga - Storia Castello di Sperlinga - Famiglia Oneto
  13. ^ i cognomi del sud
  14. ^ [5]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenza Balistreri, Le "licentiae populandi" in Sicilia nel secolo XVII, 1979, I.L.A. Palma (presso Biblioteca di Harvard, 18 ed.). - Pagina 91
  • "La guerra del vespro siciliano, o un periodo delle istorie siciliane del sec. XIII", 2 volumi. Parigi, Baudry, 1843
  • Sylvie Pollastri, "Noblesse provençale en Sicile pendant Charles d'Anjou"
  • Archivio storico messinese, Volumi 7-8, Società messinese di storia patria, 1906, pgg 82
  • Green M Jeffrey, Jeffrey M. Green, Largest Island In The Sea, 2010 - Pagina 75
  • Salvatore Carmelo Trovato, Studi linguistici in memoria di Giovanni Tropea, Edizioni dell'Orso, 2009, Pagina 524
  • Sicilia, Touring Club Italiano, 1989
  • Archivio storico italiano, Volume 1, Volume 74 - Pagina 295
  • Vito Maria Amico, Dizionario topografico della Sicilia - Pagina 542
  • Gioacchino Lanza Tomasi, Castelli e monasteri siciliani, Editore Enzo Sellerio, 1968 - Pagina 107
  • Giovanni Paternó-Castello, Nicosia, Sperlinga, Cerami, Troina, Adernò, 1907
  • Francesco Maria Emanuele e Gaetani (march. di Villabianca), Della Sicilia nobile. Appendice, 1754, Pagina 84, 342
  • Francesco Maria Emanuele Gaetani, Si ha la Storia del Baronaggio di questo regno di Sicilia, 1754
  • Corrado Ricci, Collezione di monografie illustrate: serie Ia-Italia artistica, 1907
  • Vincenzo Castelli di Torremuzza, Fasti di Sicilia, Volume 2, Giuseppe Pappalardo, 1820 - Pagina 173
  • Maria Giuffrè, Città nuove di Sicilia, XV-XIX secolo, 1979 - Pagina 228
  • Michele Amari, “La guerra del vespro siciliano, o Un periodo delle istorie siciliane del sec. XIII", 2 volumi. Parigi, Baudry, 1843
  • Giuseppe Galluppi, Nobiliario della città di Messina, 2007, Pagina 133
  • Salvatore Tramontana, Gli anni del Vespro: l'immaginario, la cronaca, la storia
  • Domenico Ligresti, Feudatari e patrizi nella Sicilia moderna: (secoli XVI-XVII), 1992
  • Matteo Collura, Sicilia sconosciuta
  • Archivio storico messinese, Volumi 7-8, 1906, Pagina 280
  • Caterina Napoleone, Franco Maria Ricci, Enciclopedia della Sicilia, 2006 - Pagina 931
  • Giovanni Battista Romano Colonna, La Congiura De I Ministri Del Re Di Spagna, Contro La Fedelissima, Volume 3
  • Atti della Gran Corte dei Conti delegata: 1843. Primo semestre

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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