Castello

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Il castello di Chaumont sur Loire, XV secolo .
Castel Nuovo di Napoli, meglio noto come Maschio Angioino

Il castello è una struttura architettonica composta da uno o più edifici fortificati. L'uso del termine è variato nel corso del tempo ed è stato applicato a strutture diverse, come fortezze e case di campagna. In epoca romana, il castellum era una fortificazione temporanea o permanente lungo i confini dell'Impero; in epoca medioevale indicava la residenza fortificata del feudatario dotato di una guarnigione di soldati con il loro comandante (il castellano) ma, dal XVI secolo, venne meno la funzione di fortezza e, col tempo, il termine venne impiegato anche per indicare grandi dimore di campagna, specialmente francesi o germaniche, e per palazzi fastosi circondati da vasti parchi.[1]

Si distingue da un palazzo che non è fortificato, da una fortezza che non sempre era una residenza per la nobiltà e da un insediamento fortificato che era una difesa pubblica, sebbene vi siano molte somiglianze tra questi tipi di costruzione.

Il Castello Kastelholm di Sund, Åland

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Nel De verborum significatione di Sesto Pompeo Festo, lessicografo e grammatico romano del II secolo, il termine castella era a quei tempi il nuovo ‘moderno’ modo di chiamare le dividicole, cioè quelle robuste costruzioni agrarie di legname che Roma, già nei suoi tempi repubblicani, faceva erigere in vicinanza delle più importanti sorgenti d’acqua, affidando ai loro presidi il compito di permettere e garantire a tutti gli agricoltori della zona il godimento di quell’acqua, tanto necessaria alle loro coltivazioni, ed evitando così soprusi e privilegi nella sua distribuzione.

Il nome deriva dal latino castĕllum, diminutivo di castrum.[2] Era infatti un accampamento organizzato con diverse strutture di difesa. L'arrivo dei barbari comportò uno studio da parte degli ingegneri romani di nuove fortificazioni, come le mura aureliane a Roma.

Lo storico Charles Coulson afferma che l'accumulo di ricchezza e di risorse, come il cibo, abbia portato alla necessità realizzare strutture difensive. Le prime fortificazioni ebbero origine nella Mezzaluna Fertile, nella valle dell'Indo, in Egitto e in Cina, dove gli insediamenti erano protetti da grandi mura. Il Nord Europa è stato più lento rispetto all'oriente nello sviluppare strutture difensive e si dovette aspettare l'età del bronzo perché comparissero le prime fortificazioni di collina che poi prolificarono su tutto il territorio durante l'età del ferro. Queste strutture differivano dalle loro controparti orientali in quanto usavano la terra piuttosto che la pietra come materiale da costruzione.[3] Oggi sopravvivono molti di questi earthworks, insieme a testimonianze di palizzate che accompagnavano i fossati. In Europa, l'oppidum emerse nel II secolo a.C.; questi erano insediamenti fortificati densamente abitati, come l'oppidum di Manching, e si svilupparono dai forti delle colline.[4] I romani incontrarono insediamenti fortificati come fortezze collinari e oppidum durante l'espansione del loro territorio nel nord Europa.[4] Sebbene primitivi, erano spesso efficaci e furono superati solo dall'ampio uso di macchine d'assedio e altre tecniche di guerra, come avvenne ad esempio nella battaglia di Alesia. Le fortificazioni dei Romani (castra) variavano da semplici cumuli di terra temporanei ammassati da eserciti di passaggio, fino a più complesse strutture permanenti di pietra, come il celebre vallo di Adriano. I forti romani erano generalmente rettangolari con angoli arrotondati.[5]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo, col passare dei secoli e con l’aumento sia appunto del potere sia della conseguente ricchezza di detti sovrintendenti, i forti di legno, pur ritenendo quel nome di castella, cominciarono a diventare magioni signorili fatte di massicce opere murarie.[6] Nel corso dei 900 e più anni in cui furono costruiti i castelli assunsero pertanto diverse forme con molte caratteristiche diverse, sebbene alcune, come il muro di cortina, le balestriere e le saracinesche, furono elementi tipici.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e il conseguente annullamento del potere centrale si cominciò a sviluppare l'idea di un edificio fortificato adatto a difendere un territorio. Molti castelli in principio erano solo delle torri di guardia isolate, solitamente di legno, adatte a proteggere appezzamenti di terreno e a controllare passaggi obbligati. Con il passare degli anni si assiste a un processo evolutivo dove il castello diventa un complesso di edifici fortificati, a volte comprendenti un intero borgo, abitato dal popolo che serve il signore e che, all'occorrenza, si rifugia all'interno del complesso fortificato sopportando assedi. Sede del signore, rimase per tutto il Medioevo il centro amministrativo e giuridico.

In Europa, tra il IX e il X secolo a seguito della divisione dell'Impero Carolingio, i feudatari costruirono castelli per controllare l'area immediatamente circostante realizzando così strutture sia offensive che difensive, fornendo una base da cui potevano partire incursioni e offrire protezione dai nemici. I castelli fungevano anche da centri di amministrazione e simboli di potere. I castelli urbani venivano usati per controllare e difendere la popolazione locale e le importanti vie di comunicazione, mentre quelli rurali erano spesso situati nei pressi di mulini, campi coltivati o una fonte d'acqua.

Molti castelli furono originariamente costruiti utilizzando terra e legname, solo successivamente le loro strutture difensive vennero sostituite da pietre. Le costruzioni più antiche sfruttavano spesso le difese naturali, usando caratteristiche come torri e balestriere, facendo affidamento sulla presenza di un mastio centrale. Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, si diffuse l'uso di torri, con un'enfasi sul defilamento. Molti castelli di nuova concezione vennero realizzati a base poligonale o si basavano sulla difesa concentrica, ovvero diverse tipologie di difesa che potevano funzionare contemporaneamente per massimizzarne la portata. Non tutti gli elementi architettonici del castello erano di natura militare; elementi come i fossati si evolsero dal loro scopo originale di difesa in simboli di potere.

Nel tardo Medioevo si assiste all'edificazione di castelli nelle grandi città. La ricerca storiografica ha indicato il X secolo come l'inizio di un vero e proprio incastellamento allo scopo di controllare e fronteggiare le insubordinazioni cittadine. In Sicilia esistono alcuni castelli come a Sperlinga e Gagliano Castelferrato nella provincia di Enna che in origine erano essenzialmente scavati nella roccia, a queste strutture rupestri furono aggiunte imponenti parti in muratura nel periodo normanno.

La torre del Filarete, all'entrata principale del Castello Sforzesco di Milano

Dal XVI secolo in poi[modifica | modifica wikitesto]

Il castello ha funzione difensiva fino al tardo XVI secolo, dato che i castelli medievali, a partire dal XV secolo, vengono fortemente trasformati, a causa del forte utilizzo di armi da fuoco (si possono già trovare, negli inventari del XV secolo, molte bocche da fuoco conservate a scopo difensivo nei castelli italiani, come ad esempio nel Castellammare di Palermo[7]). Le torri alte e svettanti divengono più basse e larghe fino a divenire bastioni a forma di punta, per meglio deviare i colpi d'artiglieria. Viene anche abbandonata la fisionomia difensiva per compartimenti stagni in favore di una più ampia accessibilità delle varie parti, in modo da poter agevolmente raggiungere i punti sotto attacco e rifornirli di munizioni e uomini. Il passaggio dai castelli medievali del primo tipo (che avevano nella compartimentazione e nell'altezza i propri punti di forza) a quelli aggiornati per la difesa dai colpi delle armi da fuoco sempre più potenti, avviene per gradi, con strutture dette di transizione (rocche di transizione come quelle della Romagna e Marche).

Sebbene la polvere da sparo sia stata introdotta in Europa nel XIV secolo ciò non modificò significativamente la costruzione dei castelli fino al secolo successivo quando l'artiglieria divenne abbastanza potente da sfondare i muri di pietra. Nonostante si fosse continuato a costruirli fino al XVI secolo, le nuove tecniche necessarie per affrontare il fuoco dei cannoni li rendevano posti scomodi e indesiderabili in cui vivere. Di conseguenza, i veri castelli andarono in declino e furono sostituiti da forti di artiglieria senza alcun ruolo nell'amministrazione civile e da case di campagna indifendibili. Successivamente al XVIII secolo vi fu un rinnovato interesse per questo tipo di architetture che scaturì con la costruzione di finti castelli senza scopi militari seguendo il gusto romantico dell'architettura neogotica.

Oltre al progressivo infossamento e abbassamento, dove il fossato non serve per il riempimento con acqua, ma per nascondere le file di bombarde più in basso, pronte al tiro ficcante, si ha pian piano il passaggio a torrioni tondi, maggior spessore delle mura, aggiunta di una punta ai torrioni tondi che assumono la forma in pianta ad asso di picche. Questa punta serve ad evitare che gli attaccanti raggiungano il punto cieco nel quale non si poteva essere raggiunti dall'azione del tiro di fiancheggiamento, cioè dei colpi incrociati provenienti dagli altri torrioni vicini. Nelle rocche e castelli di transizione si ha anche la progressiva trasformazione della bombardiera e della corrispondente finestra di sfiato fumi, la cui fisionomia permette di datare le strutture e di riconoscere le varie fasi della evoluzione difensiva di determinate opere militari dell'epoca di transizione. Con la nascita delle fortificazioni alla moderna e delle cittadelle, i castelli non più modificabili efficacemente per resistere alle pressanti innovazioni, vengono ristrutturati come residenze signorili per le famiglie nobili.

Questa trasformazione è stata particolarmente forte in Francia, dove i numerosi castelli reali della Valle della Loira (v. Castelli della Loira) sono stati trasformati in splendidi palazzi. Ancora oggi oltralpe si usa distinguere questi château dalle fortezze che mantengono aspetto medievale, chiamate château-fort. Altri castelli diventeranno delle prigioni, altri ancora insediamenti militari.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Anche se progettati diversamente, i castelli presentano alcune caratteristiche canoniche. Nella figura è rappresentato il castello di Pierrefonds.

A - Residenza fortificata, comprensiva del mastio, la vera e propria abitazione della famiglia feudale e della corte
B e C - Penusino a cappella
D - Mastio o donjon, la torre più grossa, residenza dei feudatari ed estrema difesa in caso di invasione della corte
E - Cappella
G e H - Torri difensive minori
K - Accesso laterale
M e N - Torrette del mastio collegate con scale a chiocciola alle torri esterne difensive
O - Garitte a strapiombo, camere delle sentinelle e torrette di guardia
P - Merlatura guelfa
Q - Cammino di ronda
R - Fossato
S - Barbacane

Tipi di castelli[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono due tipi di castelli:[senza fonte] il primo tipo non ha un mastio, ha un grande cortile centrale e le stanze del signore e la cappella sono nel cortile o nelle mura. Il secondo è composto dal mastio al centro con una o più cinte di mura intorno.

Fossato[modifica | modifica wikitesto]

Spesso i castelli erano circondati da fossati, che potevano essere colmi d'acqua (celebre è il Castello Estense a Ferrara, alimentato dall'acqua del Po), oppure semplici fossi. Il fossato impediva al nemico di attaccare le torri dal basso cercando di farle crollare e permetteva di mantenerlo ad una distanza tale da essere colpito con frecce. Il fossato poteva essere superato tramite ponti fissi in muratura o ponti levatoi in legno, i quali venivano sollevati in caso di attacco impedendo alla fanteria di colpire direttamente gli ingressi e anche di raggiungerli.

Bastioni con fossato

Merlature e mura difensive[modifica | modifica wikitesto]

I castelli medievali o piccoli accampamenti fortificati, presentano la caratteristica architettonica della merlatura, che consiste in un'alternanza di settori pieni e vuoti nella parte terminale della muratura così a formare una sommità dentata. Lo scopo delle merlature era la protezione dei soldati sui camminamenti dagli attacchi di arcieri e frombolieri. Dai bordi dei merli si aprivano le caditoie, delle botole che consentivano di versare sui nemici acqua bollente o pietre.I merli presentano due stili architettonici: si definiscono merlature ghibelline (o imperiali) quelle che presentano sommità a coda di rondine, mentre guelfe (o papali) sono le merlature a corpi quadrati. Tuttavia questa definizione è impropria poiché anche se Guelfi e Ghibellini effettivamente utilizzarono queste divisioni, negli anni successivi le merlature furono costruite a discrezione dei progettisti.

Per quanto riguarda le mura difensive, il tipo più antico di mura era a castrum, ossia intorno alla torre centrale, circondate di torri di guardia in legno, poi dal X secolo in pietra. Il dongione compare nel XI-XII secolo e sostituisce il precedente accampamento centrale posto nel cortile. Tra XII e XIII secolo in Francia, nasce un nuovo tipo di castello. Il château philippien, un tipo di castello con torri rotonde sulle mura perimetrali. Il dongione centrale è in seguito ulteriormente fortificato.

Entrata a trabocchetto, castello di Sasso Pisano

Torri[modifica | modifica wikitesto]

La torre quadrata fu il primo tipo ad essere costruito. Permetteva solo alcune linee di tiro ed era spesso soggetta a scavi nelle fondamenta da parte dei nemici per farla crollare. Più tardi un secondo tipo più raro comparve sulla scena: la torre poligonale, che offriva più linee di tiro. Ultima e più recente, la torre rotonda, ideata tra XII e XIII secolo dal re di Francia Filippo II Augusto, che sostituì le precedenti perché non poteva essere minacciata dagli scavatori e offriva illimitate linee di tiro. Le torri potevano essere scoperte o coperte da un tetto a capanna o conico.

Ingresso[modifica | modifica wikitesto]

Nei castelli medievali era comune un ingresso sopraelevato rispetto al terreno che aveva funzione difensiva essendo difficilmente raggiungibile dal nemico. Vi si accedeva a mezzo di una scala in legno, di corda o tramite un argano e una fune.

Il castello in Asia[modifica | modifica wikitesto]

In Medio Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Costruiti dai Crociati durante il Regno di Gerusalemme a protezione dei loro domini, i castelli distribuiti in Terra Santa presentano caratteristiche medievali e non furono sostanzialmente modificati dai musulmani dopo l'abbandono dei cavalieri. Uno dei più famosi è il cosiddetto Krak des Chevaliers, in Siria.

India, Pakistan e Bangladesh[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre gli Indiani sono stati in contatto con l'Occidente, così, qualche secolo dopo il Medioevo europeo, anche in Asia meridionale ha luogo un incastellamento da parte dei feudatari. I castelli sono sostanzialmente simili a quelli europei, con torri e mura, ma si distinguono per una maggior attenzione alle decorazioni architettoniche, ovviamente in stile orientale.

Durante la colonizzazione inglese vennero costruiti nuovi forti, pur mantenendo un certo stile orientaleggiante, come il Forte Rosso a Delhi.

In Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello giapponese.

Chiamato shiro (城), il castello giapponese è architettonicamente molto diverso da quelli europei. È un edificio enorme, a corpo unico, con pianta quadrangolare e alto basamento in pietra. Lo shiro si sviluppa in verticale con forme tipicamente a pagoda, sviluppandosi su più piani.

I castelli giapponesi sono più recenti, alcuni hanno meno di 200 anni: questo perché fino al XIX secolo il Giappone aveva ancora una struttura sociale tipicamente feudale.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ castello nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 18 maggio 2021.
  2. ^ castello, su garzantilinguistica.it.
  3. ^ Coulson, 2003, p. 15.
  4. ^ a b Cunliffe, 1998, p. 420.
  5. ^ Ward, 2009, p. 7.
  6. ^ Guglielmo Peirce, Le origini preistoriche dell’onomastica italiana. Pp. 337-338. Napoli, 2001.
  7. ^ Gaetano Conte, "Le armi nel Castellamare di Palermo", in Mediaeval Sophia, 17, 2015, pp.125-148 (testo on line).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Mantia Salvatore, "Architettura militare nella Sicilia del Medioevo", KDP Amazon, 2021, [1]
  • (EN) Charles Coulson, Castles in Medieval Society: Fortresses in England, France, and Ireland in the Central Middle Ages, Oxford, Oxford University Press, 2003, ISBN 0-19-927363-4.

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