Provincia di Enna
| Provincia di Enna ex provincia regionale | |
|---|---|
| Provincia regionale di Enna | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | |
| Data di istituzione | 2 gennaio 1927 |
| Data di soppressione | 4 agosto 2015 |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 37°34′N 14°16′E |
| Superficie | 2 574,70 km² |
| Abitanti | 169 782 (1-1-2016) |
| Densità | 65,94 ab./km² |
| Comuni | 20 comuni |
| Province confinanti | Caltanissetta, Catania, Messina, Palermo |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale |
|
| Prefisso | 0934, 0935 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 086 |
| Targa | EN |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
La provincia di Enna (nel 1927: provincia di Castrogiovanni; ufficialmente, dal 1986: provincia regionale di Enna), è stata una provincia italiana della Sicilia, comprendente 20 comuni su una superficie di 2.574,7 km², con una popolazione di 169 782 abitanti nell'anno 2016.
Sita al centro, era l'unica provincia siciliana senza sbocchi sul mare: confinava a nord con la provincia di Messina, ad ovest con la provincia di Palermo e la provincia di Caltanissetta, ad est con la provincia di Catania e a sud ancora con Caltanissetta e Catania.
Il 4 agosto 2015, la provincia regionale di Enna è stata soppressa e sostituita dal libero consorzio comunale di Enna.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La provincia venne istituita il 2 gennaio 1927 (secondo quanto deciso durante la seduta del Consiglio dei Ministri del 6 dicembre 1926) con la denominazione di Provincia di Castrogiovanni e sigla automobilistica CG.[2] Il nuovo ente territoriale comprendeva i territori dei soppressi circondari di Nicosia (fino ad allora appartenente alla provincia di Catania) e di Piazza Armerina, quest’ultimo smembrato dalla provincia di Caltanissetta.[3]
Il capoluogo e la provincia assunsero il nome di Enna e la sigla automobilistica EN nel dicembre dello stesso anno. La scelta della sede provinciale ricadde su Castrogiovanni nonostante la sua posizione geografica più isolata rispetto alla più popolosa e meglio collegata Piazza Armerina, storica sede episcopale dell’area. Tale decisione fu influenzata anche da considerazioni di ordine politico: il regime fascista non vedeva favorevolmente Piazza Armerina, dove risiedeva il vescovo Mario Sturzo, fratello di Luigi, fondatore del Partito Popolare e noto per le sue posizioni antifasciste. Il primo prefetto della nuova provincia fu Giuseppe Rogges, nominato direttamente da Benito Mussolini. In memoria della data della decisione governativa, una delle piazze principali del capoluogo fu intitolata piazza VI Dicembre.
Con lo Statuto speciale siciliano nel 1946 le province dell'isola vennero soppresse. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale, e furono trasformate in province regionali nel 1986.[4]
Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle nove province regionali sostituite da nove liberi consorzi comunali e tre aree metropolitane in seguito all'entrata in vigore della legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014.[5] In ottemperanza alla legge regionale del 24 marzo 2014, n. 8, recante il titolo “Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane”[6] e disciplinata poi con la successiva legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015, "Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"[7], la provincia regionale di Enna è stata soppressa e sostituita dal libero consorzio comunale di Enna.[1]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma, concesso con regio decreto del 24 agosto 1928[8], aveva la seguente blasonatura:
L'antica Henna era il centro siculo del culto di Demetra, la Cerere dei Romani. Qui è raffigurata con un cesto colmo di frutti e spighe di grano nella sinistra e con altre spighe tra i capelli.[9] Il gonfalone consiste in un drappo di bianco bordato di azzurro.
Comuni
[modifica | modifica wikitesto]Al momento della sua soppressione appartenevano alla provincia di Enna i seguenti 20 comuni:
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Presidenti della provincia
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Approvata la legge sui Liberi Consorzi e Città Metropolitane, su riformaprovince.formez.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
- ↑ Sigle Province 1927-Oggi, su targheitaliane.com. URL consultato il 02-07-2017 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2017).
- ↑ Regio Decreto Legge 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
- ↑ Le funzioni delle Province Regionali siciliane » U.R.P.S, su urps.it. URL consultato il 26 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2015).
- ↑ dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (PDF), su urps.it. URL consultato il 26 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ gazzettaufficiale.it, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/26/14R00164/s3.
- ↑ (PDF) Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana - 7 agosto 2015
- ↑ Enna (provincia), su Archivio Centrale dello Stato.
- ↑ Provincia di Enna, su rbvex.it.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikivoyage contiene informazioni turistiche su provincia di Enna
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su provincia.enna.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 125549167 · LCCN (EN) n85064161 · GND (DE) 4471787-8 · J9U (EN, HE) 987007555359505171 |
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