Catenanuova

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Catenanuova
comune
Catenanuova – Stemma Catenanuova – Bandiera
Catenanuova – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleEnna
Amministrazione
SindacoCarmelo Scravaglieri (lista civica Agorà) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate37°34′N 14°41′E / 37.566667°N 14.683333°E37.566667; 14.683333 (Catenanuova)
Altitudine170 m s.l.m.
Superficie11,22 km²
Abitanti4 562[1] (31-5-2021)
Densità406,6 ab./km²
Comuni confinantiAgira, Castel di Iudica (CT), Centuripe, Regalbuto
Altre informazioni
Cod. postale94010
Prefisso0935
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT086006
Cod. catastaleC353
TargaEN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 918 GG[3]
Nome abitanticatenanuovesi
Patronosan Prospero martire
Giorno festivoultima domenica di settembre
Mottolex doctrina et labor munus meum
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Catenanuova
Catenanuova
Catenanuova – Mappa
Posizione del comune di Catenanuova nel libero consorzio comunale di Enna
Sito istituzionale

Catenanuova (Catinanova in siciliano) è un comune italiano di 4 562 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

«In cammino; 30 aprile 1787, Molimenti (Catenanuova) recente borgatella, egregiamente situata nel centro di belle campagne, sulla riva del torrente San Paolo. Non lontano, campi d'un frumento incomparabile, che si falcia già il 20 maggio...»

(Johann Wolfgang von Goethe)
"a pisera" - sagra del grano e del pane - settembre 2012

Catenanuova sorge in un punto strategico fra sconfinati campi di frumento della valle del Dittaino, a 38 km da Enna in direzione est e a 35 km da Catania in direzione ovest, lungo la linea ferroviaria e l'autostrada A19 fra Palermo e Catania.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Le temperature e le precipitazioni di Catenanuova sono registrate da una stazione meteorologica remota gestita dal Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti della Regione Siciliana.[4]

Viene descritto come il "luogo più caldo d'Europa", grazie ai 48,5 °C registrati dalla stazione meteo locale nell’estate del 1999[5][6][7] Tale temperatura ha rappresentato per oltre vent'anni il record di caldo assoluto europeo, prima di essere superata dai +48,8 °C registrati l'11 agosto 2021 a Floridia in provincia di Siracusa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antico stemma di Catenanuova 1736-1812 e blasone delle famiglie: Riggio-Saladino e Statella-Paternò

Catenanuova venne fondata intorno al 1727-1733 dal Principe Andrea Giuseppe Riggio-Statella nel suo feudo di Melinventre secondo il volere della madre. Quest'ultima, rimasta vedova, nel proprio testamento redatto il 21 luglio 1713 richiedeva al figlio ed erede universale di fondare una nuova città "...in qual futuro tempo nel suo fegho di Melinventre si frabicasse la Terra e vi fosse fondato l'Arcipretato..." nella piccola chiesa della Sacra Famiglia, già esistente poiché edificata dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693.

Palazzo di Città - nella piazza il monumento ad Aldo Moro

Andrea Riggio prese l'investitura del feudo di Melinventre l'8 marzo 1722 all'età di 20 anni. Essendo poco più che adolescente, attese circa un decennio prima di eseguire le volontà della madre, tanto che, nel 1726 inoltrò richiesta per la fondazione del nuovo centro urbano al re di Sicilia Carlo VI, affinché gli venisse concessa l'autorizzazione. Carlo VI, in data 11 settembre 1726, accordò la richiesta avanzata dal principe Andrea Riggio, anche se il permesso definitivo fu concesso nel 1731. Tra il 1731 e il 1736 Catenanuova divenne un piccolo nucleo urbano ed ebbe la sua piena autonomia, il Principe dunque, fece erigere il suo palazzo che servì anche da municipio (abbattuto nel 1976 per edificare quello attuale) di fronte alla predetta chiesa, e alcune abitazioni attorno ad esso, così iniziò il processo di popolamento. Fece realizzare ampie e rette vie e nel giro di poco tempo Catenanuova assunse il ruolo di cittadina vera e propria.

Palazzo signorile in piazza Madonna del Rosario - 1850

Il nome derivò da Aci Catena, in provincia di Catania, da cui deriva anche il casato della famiglia del fondatore, i principi della Catena, ossia principi di Aci Catena, derivante a sua volta dal culto alla Madonna della Catena. La lingua siciliana tuttora in usa per indicare Aci Catena è in effetti "a Catina"; infatti inizialmente Catenanuova fu detta Terra della Nuova Catena e poi Catena la Nuova. Lo stemma venne creato unendo quattro blasoni, rispettivamente quelli della famiglia paterna e materna del fondatore, vale a dire Riggio-Saladino e Statella-Paternò. Tale simbolo venne utilizzato come sigillo comunale dal 1736 al 1812, e inoltre venne scolpito in bassorilievo nel fonte battesimale di marmo (del 1738) e dipinto sulla base del simulacro della compatrona, Maria Santissima delle Grazie (del 1750), entrambi nella Parrocchia San Giuseppe.

Altri palazzi vennero edificati nel corso del XIX secolo. Catenanuova nella seconda guerrà mondiale divenne un bunker tedesco in cui si verificò il primo caso di codardia tedesca. Il luogo abbandonato militarmente non venne bombardato come tutte le citte e paesi vicino. Per tale motivo il palazzo del principe della Catena divenne un quartier generale degli Anglo-Americani. Finita la guerra in Sicilia, il paese ─ profondamente arretrato e agricolo ─ venne modernizzato tra il 1949 e il 1953. Durante il mandato del sindaco Prospero Lo Iacona furono realizzati gli impianti fognari e l'allaccio alla erte elettrica, che sostennero lo sviluppo e l'incremento demografico del paese. Appartenne alla Provincia di Catania dalla sua nascita fino al 1926, quando Enna fu eretta capoluogo di provincia. Il 7 aprile 2003 è stato decretato il nuovo stemma e gonfalone comunale (vedi Armoriale dei Santi).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giuseppe

Si erge sulla piazza Aldo Moro, di fronte al Municipio, ed è dedicata a San Giuseppe. Venne edificata ad opera del principe Antonino Giuseppe Riggio Saladino dopo il terremoto del 1693 per le necessità del suo feudo. In seguito alla fondazione di Catenanuova completata nel 1736, la chiesa diventò parrocchia nel 1738. Inizialmente la chiesa era ad un'unica navata, intorno al 1757 venne ingrandita con l'edificazione di una navata secondaria con l'altare del Santissimo Sacramento, e nel 1767 il campanile. Intorno alla metà dell'Ottocento vennero costruite altre tre arcate così da raddoppiare l'estensione dell'edificio che ancora oggi mantiene questa struttura. Conserva opere d'arte sacra, tra cui spicca: il dipinto della Sacra Famiglia, capolavoro dell'epoca tardo barocca; il simulacro del patrono san Prospero.

Chiesa di Maria Santissima Immacolata

La chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata è la seconda per importanza e grandezza tra le chiese di Catenanuova. Sorge sul corso Vittorio Emanuele III e fu edificata nel 1908 a seguito del legato testamentario di un borghese dell'epoca, Carmelo Bonanno, proprio 50 anni dopo l'apparizione della Madonna a Lourdes, avvenuta l'11 febbraio 1858.

Interno della chiesa Maria SS. Immacolata

Carmelo Bonanno avrebbe avuto un'unica figlia di nome Santa, che fuggita per sposare un giovane di ceto inferiore, fu osteggiata dalla famiglia e si ammalò, morendo nel 1884. Dopo essere stato colpito da una malattia, il padre, per riparare alla severità che aveva derivato la morte della figlia, decise di lasciare tutti i suoi beni, dopo la morte della moglie, Carmela Guardali, alla parrocchia San Giuseppe per l'edificazione di una nuova chiesa, destinata ad ospitare la statua dell'Immacolata Concezione che si trovava in una nicchia esposta alle intemperie situata in contrada Vigne.

Chiesa Maria SS. Immacolata - 1908

L'esecutore testamentario, non volle eseguire tuttavia le disposizioni del testamento. Nel 1894 il nuovo parroco della parrocchia San Giuseppe, Gioacchino Tornatore (1894-1934), rivendicò per vie giudiziarie la donazione del Bonanno, e gli eredi dell'esecutore, che nel frattempo era deceduto, furono costretti a cedere la somma richiesta per la costruzione della chiesa. Venne aperta al culto giorno 1º aprile del 1908 da monsignor Ferdinando Fiandaca, vescovo di Nicosia, divenendo così succursale della chiesa di San Giuseppe.

In una lapide posta all'interno della chiesa, a ricordo si legge: Questo tempio, dedicato a Maria SS. Immacolata, per volontà testamentaria del cittadino Carmelo Bonanno sorse per operosità e abnegazione del parroco don Gioacchino Tornatore che dopo quasi trent'anni ne rivendicò i diritti. MCMVIII.

Verso la fine degli anni '50 del novecento è stato eretto il campanile. Nel 1994 è stata oggetto di interventi di restauro volti al miglioramento del tetto e degli interni. Oltre all'antica effigie lignea dell'Immacolata Concezione del 1870, vi si conservano pure le statue in cartapesta di san Gaetano del 1908 e san Francesco di Paola del 1930, i simulacri lignei di sant'Antonio di Padova del 2000 e di santa Lucia da Siracusa del 2004, e sei vetrate artistiche di scuola fiorentina anch'esse del 2004. Nel 2008 in occasione del suo primo centenario, è stata restaurata la facciata, e sono stati dipinti in oro gli stucchi interni.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Chiara, eretta nel 1930
  • Santuario di Maria Santissima del Rosario di Monte Scalpello, fondato da tre monaci eremiti nel 1524, visitabile nella prima domenica di maggio e nella prima domenica di ottobre per le rispettive feste; raggiungibile dallo svincolo Catenanuova sull'autostrada A19 e proseguendo per la strada statale 192 direzione Enna.
  • Chiesa del Cimitero, fine XIX secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fondaco Cuba

Il Fondaco Cuba è una locanda degli inizi del XVIII secolo, edificio dichiarato di interesse storico-artistico dalla soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Enna. Per la sua storia, si tratta del più antico edificio di Catenanuova.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco San Prospero
Scorcio del Parco San Prospero

Il Parco San Prospero di Catenanuova è così denominato perché, fino al 1985, con il ricavato del raccolto effettuato in esso gli amministratori comunali finanziavano la festa del patrono san Prospero martire.

Il 12 settembre 1985, il Comune stipulò una convenzione con l'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Enna, per far nascere un'area verde attrezzata, unica nel comprensorio. Esso si estende per 4 ettari di terreno con oltre duemila alberi, e si trova in contrada Censi, nella parte alta di Catenanuova; è molto ricco di abeti, cipressi, pini, e altre specie di alberi, i quali suddividono l'intera area in quattro parti uguali, contornati da vialetti, di cui una adibita a giochi per bambini, e le altre tre a salotti completi di mense per scampagnate, e soprattutto di barbecue in pietra.

antico serbatoio d'acqua potabile, 1899 - Ing. Francesco Clarenza

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Serbatoio idrico (vasche), del 1899 (N.B.: non fruibili all'interno)
  • Calvario, inizi del XX secolo
  • Monumento ai Caduti, del 1951

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La più importante festa di Catenanuova è quella in onore dei Santi Patroni San Prospero martire e Maria Santissima delle Grazie, che si svolge ogni anno dalla penultima all'ultima domenica di settembre.

La festa fu istituita nel 1752 dal fondatore di Catenanuova, Andrea Giuseppe Riggio-Statella principe della Catena, che portò nella cittadina le reliquie del martire Prospero, estratte dalle catacombe di San Callisto di Roma.

La processione di san Prospero martire; ultima domenica di settembre

La penultima domenica di settembre si festeggia la compatrona, Maria SS. delle Grazie.

Dal giovedì al sabato seguente, il triduo di preghiera in onore del Patrono, e l'ultima domenica di settembre la solennità di San Prospero martire.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività principali sono l'agricoltura (grano, agrumeti, ortaggi) e l'artigianato (lavorazione del legno e del ferro).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dei principi Riggio - 1733. È stato anche residenza municipale dal 1819 al 1976 quando fu demolito
Il presidente della Regione Siciliana on. Piersanti Mattarella in visita a Catenanuova accolto dal sindaco on. Mario Mazzaglia e dal vescovo di Nicosia mons. Salvatore Di Salvo - 23 settembre 1979
Gonfalone comunale istituito il 7 aprile 2003

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1731 1756 Andrea Giuseppe Riggio Statella Principe della Catena
1756 1791 Antonino Giuseppe Riggio Principe
1791 1873 Leopoldo Grifeo di Partanna e discendenti Conti
1873 1877 Gaetano Filangieri di Satriano Principe
1819 1824 Giuseppe Mangani Sindaco
1825 1825 Paolo Scravaglieri Sindaco
1826 1833 Giuseppe Gianninò Sindaco
1834 1840 Vincenzo Gianninò Sindaco
1841 1843 Giuseppe Mangano Sindaco
1844 1845 Orazio Passalacqua Sindaco
1846 1848 Angelo Scravaglieri Sindaco
1849 1849 Giuseppe Mangano Sindaco
1850 1853 Vincenzo Trigona Sindaco
1853 1854 Giuseppe Millauro Sindaco
1854 1855 Prospero Di Benedetto Sindaco
1856 1860 Vincenzo Mammana Sindaco
1861 1862 Pietro Alessi Sindaco
1863 1866 Giuseppe Vasta Sindaco
1867 1869 Vito Scavone Sindaco
1870 1872 Prospero Gianninò Sindaco
1873 1876 Francesco Procaccianti Sindaco
1877 1881 Prospero Gianninò Sindaco
1884 1884 Orazio Passalacqua Sindaco
1903 1903 Vincenzo Mammana Sindaco
1905 1905 Salvatore Tornatore Sindaco
1910 1910 Francesco Procaccianti Sindaco
1917 1917 Domenico Matisi Sindaco
1921 1923 Giovanni Di Benedetto Sindaco
1927 1927 Orazio Passalacqua Podestà
1934 1934 Antonino Balsamo Podestà
1935 1935 Ermanno Gandolfi Podestà
1938 1938 Guglielmo Floritta Podestà
1938 1938 Salvatore Puglisi Podestà
1938 1938 Antonio Giunta Podestà
1944 1944 Nicolò Bua Partito Socialista Italiano Sindaco
1945 1945 Agatino Di Benedetto Democrazia Cristiana Sindaco
1946 1948 Nicolò Bua Partito Socialista Italiano Sindaco
1948 1948 Salvatore Cocina Partito Socialista Italiano Sindaco
1949 1953 Prospero Lo Iacona Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1956 Nicolò Bua Partito Socialista Italiano Sindaco
1957 1960 Roberto Zinna Partito Socialista Italiano Sindaco
1960 1960 Orazio Passalacqua Partito Socialista Italiano Sindaco
1961 1964 Salvatore Salerno Partito Socialista Italiano Sindaco
1964 1969 Salvatore Sanfilippo Partito Socialista Italiano Sindaco
1970 1975 Pasqualino Bruno Partito Socialista Italiano Sindaco
1975 1985 Mario Concetto Mazzaglia Partito Socialista Italiano Sindaco
1985 1987 Gaetano Di Benedetto Democrazia Cristiana Sindaco
1987 1990 Fortunato Gatto Rotondo Democrazia Cristiana Sindaco
21 maggio 1990 10 febbraio 1994 Vincenzo Magistro Partito Socialista Italiano Sindaco
22 giugno 1994 25 maggio 1998 Salvatore Zinna Partito Socialista Italiano Sindaco
6 novembre 1997 25 maggio 1998 Onofrio Zaccone Comm. regionale
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Mario Concetto Mazzaglia lista civica Sindaco
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Mario Concetto Mazzaglia lista civica Sindaco
17 giugno 2008 11 giugno 2013 Aldo Ubaldo Biondi lista civica Sindaco
11 giugno 2013 10 giugno 2018 Aldo Ubaldo Biondi PD - UDC Sindaco
11 giugno 2018 in carica Carmelo Giancarlo Scravaglieri lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Alert zone H, su Osservatorio delle Acque, dati in tempo reale, Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  5. ^ Eleonora Lombardo, Catenanuova, vivere a quaranta gradi in Sicilia il luogo più caldo d'Europa, in la Repubblica. URL consultato l'11 agosto 2013.
  6. ^ Catena Nuova. il paese più caldo [collegamento interrotto], su rai.tv. URL consultato l'11 agosto 2013.
  7. ^ Tabella I – Letture giornaliere di temperatura, su Osservatorio delle Acque, dati annuali, Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti, 1999, p. 60. URL consultato il 4 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2013).
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio storico della Parrocchia San Giuseppe di Catenanuova.
  • Mariano Saccullo 2001 Ricerche su Catenanuova, popolazione, usi, tradizioni ed economia dalle origini al XX secolo.
  • Biblioteca comunale di Catenanuova.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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