Leonforte

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Leonforte
comune
Leonforte – Stemma
Leonforte – Veduta
Panorama di Leonforte
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
SindacoSalvatore Barbera detto Carmelo (Lista civica di centro-destra) dal 10/06/2018
Territorio
Coordinate37°39′N 14°24′E / 37.65°N 14.4°E37.65; 14.4 (Leonforte)Coordinate: 37°39′N 14°24′E / 37.65°N 14.4°E37.65; 14.4 (Leonforte)
Altitudine613 m s.l.m.
Superficie84,39 km²
Abitanti13 117[1] (30-11-2017)
Densità155,43 ab./km²
Comuni confinantiAssoro, Calascibetta, Enna, Nicosia, Nissoria
Altre informazioni
Cod. postale94013
Prefisso0935
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT086011
Cod. catastaleE536
TargaEN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 576 GG[2]
Nome abitantileonfortesi
PatronoMadonna del Carmelo San Giuseppe
Giorno festivo16 agosto; 19 marzo
Motto"In fortitudine bracchi tui"
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leonforte
Leonforte
Leonforte – Mappa
Posizione del comune di Leonforte nel libero consorzio comunale di Enna
Sito istituzionale

Leonforte è un comune italiano di 13 117 abitanti del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Leonforte è situata al centro del sistema montuoso degli Erei. Il paese si estende lungo il pendio di una collina ed ha un'altezza che va dai a 600 metri s.l.m. della zona storica ai 700 metri s.l.m. dei quartieri di più recente costruzione. Leonforte dista solo 22 km dal capoluogo di provincia, Enna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In questi luoghi sorgeva l'antico insediamento di Tabas o Tavaca.

Durante il dominio Bizantino con Giorgio Maniace, principe e Vicario dell'Imperatore di Costantinopoli, e in seguito quello Arabo, poco lontano, fu edificato un castello, detto di Tavi, e si formò un casale nelle sue vicinanze; furono introdotti sistemi razionali per l'irrigazione delle colture e numerosi mulini sfruttavano l'abbondanza delle acque.

Con la conquista Normanna il feudo passò da un signorotto all'altro fino a quando, nel XV secolo, pervenne alla famiglia Branciforti.

Nel 1610, per mezzo di licentia populandi, Niccolò Placido Branciforte Lanza, conte di Raccuja, pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, ricco di acque e di mulini, fondandovi una città che chiamò Leonforte in omaggio al blasone della sua casata (leone rampante che regge lo stendardo con i moncherini delle zampe ed il motto «in fortitudine bracchii tui») ed elevando il possedimento al rango di principato nel 1622.

Nell'ultimo secolo Leonforte ha sempre avuto un'economia agricola e operaia, che in passato rendeva la cittadina una roccaforte della sinistra politica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa e Convento dei Padri Cappuccini (mausoleo dei Branciforti che fa da cornice al sarcofago della Principessa Caterina Branciforti morta nel 1634. Inoltre, è custodita la tela di Pietro Novelli - pregevole capolavoro raffigurante la elezione di Mattia all'apostolato). Tra le opere documentate e oggi contese il trittico raffigurante il Giudizio Universale, opera di Beato Angelico da Fiesole.[3]
Elezione di S. Mattia di Pietro Novelli (1634)
  • Chiesa di S.Antonino
  • Chiesa di S. Stefano
  • Chiesa di Santa Croce
  • Chiesa oratorio Salesiano Collegio di Maria Ausiliatrice
  • Chiesa della Mercede
  • Chiesa di S.Francesco di Paola
  • Chiesa dell'Annunziata
  • Chiesa del SS.Salvatore
  • Chiesa della Madonna della Catena.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Giardino e Fontana delle ninfe
  • Villa Comunale (Branciforti)
  • Scuderia (Branciforti)
  • Piazza 4 novembre
  • Villa Bonsignore
  • Palazzo Gussio

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Tavi

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti a Leonforte sono 171 (l'1,27 della popolazione)[5]. La comunità più numerosa è quella rumena con 126 cittadini residenti.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione culturale più importante è il "Premio Città di Leonforte".

Nel 2010 è stata inaugurata la "Mediateca Comunale Branciforti" presso Villa Bonsignore. Nello stesso anno è stato inaugurato "l'EcoMuseo Comunale Branciforti" presso il quartiere Granfonte.

Media - Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • ROL 103 Radio Onda Libera nata nel 1977.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È basata per lo più sull'agricoltura e sul terziario. Pochissime le industrie, concentrate nella vicina zona industriale della Val Dittaino. Importante è l'attività edilizia (anche se è in flessione a causa della Crisi economica) che, insieme al suo indotto, ha assicurato un notevole numero di posti di lavoro. Dal 2011 a Leonforte sono tornate, dopo quasi 150 anni, le coltivazioni di riso arborio, uniche in Sicilia. Tre le produzioni agricole di eccellenza: la fava larga, la pesca settembrina di Leonforte e la lenticchia nera. Di notevole qualità anche le produzioni olearie.

Grava sulla cittadina comunque un grave problema occupazionale. Leonforte, infatti, presenta uno dei tassi di disoccupazione tra i più elevati della provincia, attestandosi attorno al 22%[6], un dato pesante che riguarda principalmente le fasce più giovani della popolazione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Leonforte è attraversata dalla Strada Statale 121 Catanese che la collega con Enna, Palermo, Nissoria e Paternò. Nei pressi del centro abitato dalla SS121 si diparte la Strada Statale 117 Centrale Sicula per Nicosia e Santo Stefano di Camastra. La stazione ferroviaria dalla città, ex stazione di Pirato, è situata a circa 10 km dal centro abitato. I collegamenti fra la stazione ed il centro abitato sono molto scadenti.

Al lago Nicoletti è stato realizzato il primo idroscalo siciliano e l'unico d'Italia oltre a Como, l'idroscalo di Enna, l'unico impianto per il trasporto aereo esistente nella Sicilia centrale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 gennaio 1988 10 luglio 1990 Carmelo Ilardo Democrazia Cristiana Sindaco [7]
10 luglio 1990 28 agosto 1992 Giuseppe Bonanno Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [7]
28 agosto 1992 4 febbraio 1993 Vincenzo Barbera Partito Democratico della Sinistra Sindaco [7]
22 giugno 1993 15 dicembre 1997 Salvatore La Porta - Sindaco [7]
15 dicembre 1997 20 marzo 2000 Vito Manuele sinistra Sindaco [7]
27 maggio 2003 1º luglio 2008 Giovanni D'anna centro-sinistra Sindaco [7]
1º luglio 2008 11 giugno 2013 Giuseppe Bonanno centro-sinistra Sindaco [7]
11 giugno 2013 11 giugno 2018 Francesco Sinatra centro-sinistra Sindaco [7]
11 giugno 2018 in carica Salvatore Barbera detto Carmelo centro-destra Sindaco [7]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Leonforte fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: Regione agraria n.2 (Colline di Enna)[8].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune hanno sede le seguenti società di calcio:

  • l'A.P.D. Leonfortese, che come massimo risultato ha disputato il campionato di Serie D[9];
  • la Branciforti Calcio, che ha disputato campionati dilettantistici[10]
  • l'A.P.D Città di Leonforte, società che partecipa al campionato di C1 di calcio a 5[11]

Lo Sporting Club Leonforte è una società di pallavolo maschile fondata nel 1977, che ha disputato il campionato di Serie B2 2015-2016[12],

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pagina 149, Gioacchino Di Marzo, "Delle Belle arti in Sicilia: dal sorgere del secolo XV alla fine del XVI" [1], Volume III, Palermo, Salvatore di Marzo editore, Francesco Lao tipografo, 1862.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ .http://demo.istat.it/str2015/index.html
  6. ^ [2]
  7. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  8. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24-07-2011.
  9. ^ APD Leonfortese - Leonforte (Enna), su www.apdleonfortese.it. URL consultato il 31 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2015).
  10. ^ Branciforti Calcio, su www.branciforticalcio.it. URL consultato il 31 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2014).
  11. ^ Luca Ipsale, A.p.d. Città di Leonforte, su www.calcioa5leonforte.it. URL consultato il 31 maggio 2015.
  12. ^ Sporting Club Leonforte, su www.sportingclubleonforte.it. URL consultato il 31 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Mazzola, Notizie Storiche sulla vetusta Tavaca e sulla Moderna Leonforte, Tipografia Editrice del Lavoro, 1924
  • Domenico Ligresti, Leonforte: un paese nuovo, in «Archivio Storico per la Sicilia Orientale» a. LXXIV, 1978, I pp. 89–118

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN132715143 · LCCN (ENn2001028742 · GND (DE1026227003 · WorldCat Identities (ENn2001-028742
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