Nicosia (Italia)

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Nicosia
comune
Nicosia – Stemma Nicosia – Bandiera
Nicosia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Luigi Bonelli (Liste civiche)
Data di istituzione 1º giugno 2015
Territorio
Coordinate 37°45′00″N 14°24′00″E / 37.75°N 14.4°E37.75; 14.4 (Nicosia)Coordinate: 37°45′00″N 14°24′00″E / 37.75°N 14.4°E37.75; 14.4 (Nicosia)
Altitudine 724 m s.l.m.
Superficie 218,51 km²
Abitanti 14 041[1] (30-11-2014)
Densità 64,26 ab./km²
Frazioni Villadoro e Borgo Milletari
Comuni confinanti Calascibetta, Castel di Lucio (ME), Cerami, Gagliano Castelferrato, Gangi (PA), Geraci Siculo (PA), Leonforte, Mistretta (ME), Nissoria, Sperlinga, Agira
Altre informazioni
Cod. postale 94014
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086012
Cod. catastale F892
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 760 GG[2]
Nome abitanti Nicosiani
Patrono San Nicola di Bari / san Felice da Nicosia
Giorno festivo 6 dicembre / Ultimo week-end di Agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nicosia
Nicosia
Posizione del comune di Nicosia nella provincia di Enna
Posizione del comune di Nicosia nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Nicosia (Nẹcọscia in gallo-italico locale[3], Nicusìa in siciliano[4]) è un comune italiano di 14.132 abitanti della provincia di Enna in Sicilia ed è sede di diocesi.

Nicosia sorge sui declivi di quattro rupi su cui spiccano i ruderi del castello medievale ed è caratterizzato da strade in pietra e da abitazioni ricavate nella roccia.

Di antichissima origine, (Engio, Erbita e Imachara), Nicosia, “Città di S. Nicolò”, si suppone fu fondata dai Bizantini attorno al VII secolo. Tra le nevi e i boschi delle Madonie e dei Nebrodi, si insinua un territorio collinare che già affascinò gli Arabi (“Oppidum Sarracenorum”), il Normanno Conte Ruggero d’Altavilla e l'Imperatore svevo Federico II.

Ruggero ripopolò Nicosia con genti lombarde che conferirono alla città un particolarissimo dialetto gallo-italico, tuttora parlato dagli adulti. Federico II la insignì del titolo di “Civitas Costantissima” arricchendola di cultura e arte medievali. Nicosia fu “Città Demaniale” fin dal XII secolo possedendo numerosi feudi e incrementando il proprio patrimonio architettonico ed artistico che, correndo attraverso il rinascimento e l’era barocca, giunge fino all’800 con i raffinati palazzi gentilizi della “città dei 24 Baroni”.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Nicosia, classificato di montagna e caratterizzato da una folta e lussureggiante vegetazione boschiva, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 1.558 metri di quota. È situata nella parte nord-occidentale della provincia di Enna, a confine con quelle di Palermo e Messina, alle pendici del monte Bauda, nella valle del fiume Salso. Fa parte della Riserva Naturale orientata dei Monti Sambughetti e Campanito e Monte Altesina

Nicosia dista 38 km dalla A19 Palermo-Catania (Mulinello) e 49 km dalla A20 Palermo-Messina (Santo Stefano di Camastra). Dista inoltre 23 km dal capoluogo di Provincia Enna, 66 km da Catania (la cui provincia fu quella a cui fu assegnata Nicosia sino al 1927, e 102 km dal capoluogo di Regione Palermo.

In epoca fascista erano stati avviati i lavori per il collegamento ferroviario di Nicosia con Leonforte (avrebbe dovuto essere un'importante linea per il trasporto minerario nel circondario). I lavori non furono mai terminati.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Nicosia.

Il clima è mite, classico delle regioni mediterranee. Essendo situata a 724 metri sul livello del mare, presenta inverni freddi ed umidi con temperature che scendono fin sotto lo zero durante i picchi minimi.

NICOSIA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,5 11,5 17,8 22,4 27,8 31,5 32,2 31,2 22,5 17,1 12,3 8,4 8,5 22,7 31,6 17,3 20,0
T. min. mediaC) 2,1 2,8 10,5 13,4 16,5 19,7 22,5 22,3 16,4 10,9 7,2 3,7 2,9 13,5 21,5 11,5 12,3
Precipitazioni (mm) 78 56 71 49 39 22 7 19 38 82 74 106 240 159 48 194 641
Giorni di pioggia 9 9 9 7 4 3 1 2 5 7 8 11 29 20 6 20 75

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto gallo-italico di Sicilia e Lombardi di Sicilia.
« Sotto questo Principe (Guglielmo II o il Buono) avvenne un notevole cambiamento nella nostra città (Nicosia). Era essa abitata promiscuamente da Greci, antichi suoi fondatori, e da Lombardi e Normanni, nuovi coloni. Or fosse che troppo venissero moltiplicandosi, o che nascessero tra loro discordie, qual che la cagione si fosse, fatto sta che i Greci, abbandonate le alture, si consigliarono di segregarsi dagli altri e discendere al piano che sta alle radici del monte. Quivi un nuovo quartiere si vennero fabbricando, diviso dall'antico per una porta, che dall'un canto serbasse la comunicazione tra' due popoli, ma ne mantenesse dall'altro la distinzione. Ciascuno di essi ebbe una chiesa madre: quei di sopra ritennero l'antica di Santa Maria, quei di sotto ne dirizzarono una ad onore di San Nicolò. Indi ne venne pei tempi appresso quel perpetuo rivaleggiare dei due quartieri, quel continuo contendere sul primato, quel vantare ciascuno la maggioranza della sua chiesa, onde non una, ma due rimasero le matrici per fino al secol nostro. »
(Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, Palermo, 1852[5])

L'origine antica di Nicosia è incerta; Engio, Erbita e Imachara sono le tre città dell'antichità con cui gli storici hanno cercato di identificare Nicosia, ma non esistono prove certe.

Il nome attuale della cittadina suggerisce origini greche: secondo alcuni significa "città di San Nicola" (Νίκου Οικος, Níkou Oikos), secondo altri sta a significare "città della Vittoria" (Νικες Οικος, Níkes Oikos), e secondo una terza ipotesi il toponimo Nicosia deriva da un'alterazione del greco Λευκωσία (traslitterato Leukosia), a sua volta generato da Λευκός (leukos), con il significato di "bianco" o "luminoso". Si può ipotizzare che i Bizantini attorno al VII secolo innalzassero una fortezza tra i Nebrodi e le Madonie per difendersi dai Musulmani.

Sotto la dominazione degli Arabi, Nicosia venne chiamata Niqusìn e fece parte di un sistema di città fortificate. Dopo la conquista da parte dei Normanni, durante il processo di latinizzazione della Sicilia, Nicosia venne ripopolata da una colonia di lombardi (in realtà nella maggioranza piemontesi provenienti dai territori Aleramici). Con l'arrivo dei lombardi, i quali si stanziarono nella parte alta del borgo nel quartiere di Santa Maria perché aveva come chiesa di riferimento Santa Maria Maggiore di rito latino, la popolazione greco-bizantina si spostò nella parte più bassa fondando un nuovo quartiere che gravitava intorno alla chiesa di rito greco di San Nicolò (o San Nicola), detta San Nicolò del Piano. La difficile convivenza tra i lombardi, detti anche Mariani, e i greco-bizantini, detti anche Nicoleti, degenerò, sin dall'inizio, in una vera e propria lotta etnica. Ma dal Quattrocento, questa rivalità tra Mariani e Nicoleti, da contrasto etnico si trasformò più in un antagonismo religioso, per imporre l’una o l’altra chiesa come chiesa madre.[6] Tracce dell'immigrazione lombarda rimangono ancora oggi nel dialetto parlato a Nicosia e che viene detto gallo-italico.

Nel Medioevo Nicosia divenne la quarta città demaniale della Sicilia, preceduta solo da Palermo, Messina, e Catania; sotto gli Svevi ebbe una grande ascesa e nel 1209 venne nominata Civitas Costantissima da Federico II.

Il municipio

Durante la dominazione degli Spagnoli, ricevette nel 1535 la visita dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. Gli artigiani del luogo, in tale occasione, realizzarono un apposito piccolo trono, che viene tuttora conservato nella Basilica di S. Maria Maggiore e che è appunto ricordato come sedia di Carlo V. Nel 1700 a Nicosia si contavano 24 Baroni, due Marchesi, un Conte e più di 260 famiglie nobili. Essendo città demaniale c'era un gran numero di chiese ed istituti religiosi: agli inizi del '700 si contavano 84 chiese, sei conventi e quattro monasteri.
Sotto i Borbone nel 1817 Nicosia divenne sede vescovile (prima dipendeva dall' arcidiocesi di Messina), con l'erezione a cattedrale della Chiesa di San Nicolò. Sotto Vittorio Emanuele II di Savoia, Nicosia divenne capoluogo di circondario e tale rimase fino al 1927, quando passò dalla provincia di Catania alla nuova provincia di Enna.

La città vanta un considerevole patrimonio artistico e naturalistico ereditato dal suo passato di città demaniale, tra cui il soffitto ligneo dipinto (sito nella Cattedrale di San Nicolò e attualmente non accessibile); due Chiese, Santa Maria Maggiore (nel 1825) e San Nicolò (nel 1967), sono state erette a Basilica Minore. Oggi tra le viuzze della città si possono scorgere bellissimi palazzi nobiliari e molte chiese con opere di interesse storico - artistico tra cui la Chiesa di San Vincenzo Ferreri con dipinti di Guglielmo Borremans (anno 1717), la Chiesa di San Calogero con dipinti di Filippo Randazzo e la Chiesa di San Biagio con meravigliosi stucchi rococò. Nel territorio si contano due Riserve Naturali, Monte Campanito-Sambughetti e Monte Altesina .

Fa parte della città di Nicosia la frazione di Villadoro. Dagli ultimi anni Nicosia è sede di numerose manifestazioni estive.

Molte sono le feste religiose che risvegliano la partecipazione dei Nicosia, tra le principali troviamo i riti della Settimana Santa,il tradizionale "scontro" che avviene la mattina di Pasqua, la festa in onore di San Felice da Nicosia, patrono della città, e i festeggiamenti dedicati alla Madonna dell'Aiuto, festa molto nota per gli spettacolari giochi pirotecnici che la caratterizzano.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture Religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Nicosia.
La Cattedrale di San Nicolò

La Cattedrale di San Nicolò in Nicosia, dedicata a San Nicola di Bari, fu edificata intorno al 1340 come ampliamento di una preesistente cappella ed ha subito notevoli trasformazioni nel corso dei secoli. Il 17 marzo 1817, con Bolla di Pio VII, fu eretta a Cattedrale, ed è stata insignita dello status di basilica minore il 19 giugno 1967 da papa Paolo VI. È stata dichiarata Monumento Nazionale con R.D. del 21 novembre 1940.

Presenta un imponente Portale maggiore di stile gotico-normanno, adornato da una ricca ornamentazione di motivi romanici in cui predominano le foglie d'acanto. L'elegante Portico che guarda a nord, verso la Piazza Garibaldi, coperto da un tetto spiovente, è invece opera degli scultori Gabriele di Battista e Andrea Mancino, che lo realizzarono nel 1489-90.

L'interno presenta opere di grandi valore quali ad esempio il trittico marmoreo "Redentore" e la "Fonte battesimale", scultura in marmo con raffigurazioni di "Adamo ed Eva nell'Eden" di Antonello Gagini, ed il San Bartolomeo di Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto.

Ed infine, al di sopra dell'attuale volta a botte, affrescata dai fratelli Manno di Palermo nel 1810, si conserva, un autentico tesoro nascosto, il tetto ligneo dipinto, vera rarità dell'arte pittorica siciliana del '400, purtroppo oggi non visibile.

Altri luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Nicolò Petit, detta anche San Nicolò il Piccolo, la più antica del paese, nei pressi del castello, secondo un'iscrizione fondata nell'820 d. C.
  • Santa Maria della Scala, chiesa normanna fondata intorno al 1000, inglobata nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
  • Basilica di Santa Maria Maggiore, risalente all'alto medioevo, ricostruita nel 1767, storicamente è la chiesa della comunità di rito latino (Mariani), elevata a basilica minore nel 1825.
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri, con affreschi del pittore fiammingo Giglielmo Borremans.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa di epoca normanna, la cui facciata è stata rifatta nel 1700.

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello normanno, ormai in rovina.
  • Palazzo Falco
  • Palazzo Cirino (che contiene al suo interno l'affresco "Il giudizio di Paride" del pittore Natale Attanasio)
  • Palazzo Marrocco
  • Palazzo Nicosia
  • Palazzo La Via
  • Palazzo La Motta di S. Silvestro
  • Palazzo Vescovile del XVIII sec.
  • Torre campanaria della Cattedrale di San Nicolò ( di origine araba)
  • Municipio comunale XIX sec.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Comunale di Nicosia è sita in Via Pozzetto. La Biblioteca fu fondata nel 1818 quando fu acquistato il fondo Speciale. La biblioteca ha un patrimonio di 14.600 Volumi , 60 Manoscritti (di cui 10 pregiati) e 17.200 unità afferenti al Fondo Antico.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nicosia dispone di un alto numero di istituti d'istruzione scolastica, che ha sempre attirato anche i giovani studenti dei comuni limitrofi che non dispongono di analoghi istituti di istruzione superiore secondaria quali ad esempio i vari comuni di Sperliga, Gagliano, Capizzi, Gangi e Cerami, tra cui spiccano il Liceo Classico Fratelli Testa (fondato nel 1929 come “Regio Ginnasio”, con sede dal 1962 nell’ex palazzo Speciale, in via Vittorio Emanuele, più volte “ristrutturato” per adeguarlo alle esigenze didattiche) il Liceo Scientifico Ettore Majorana e l' Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Alessandro Volta; per quanto riguarda l'istruzione universitaria, la città si avvale prevalentemente delle vicine Catania e Enna.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

È stato recentemente inaugurato il “Centro di esperienze e Museo multimediale della Montagna siciliana” realizzato dal Comune di Nicosia nella riserva naturale di Monte Campanito, dove prenderanno vita, in diverse sale e in maniera virtuale, i beni ambientali custoditi dalla Montagna e in particolare dalla riserva naturale orientata Campanito – Sambughetti.

Media[modifica | modifica wikitesto]

La più attiva tra le testate televisive è Tele Nicosia presente al canale 903 del digitale terrestre.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il principale Teatro attivo di Nicosia è senza dubbio il Cine Teatro Cannata.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Nicosia ha una lunga tradizione nel settore culinario, sia legato più all'aspetto rustico e contadino sia dal punto di vista caseario che da quello delle carni di selvaggina e di allevamento, ma soprattutto presenta notevoli specialità nel settore dolciario. Da ricordare sono senza i dubbi i vari nocattoli, braccialetti, pizzillati e mestazzole (mustaccioli).

Eventi e Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono gli eventi e le tradizioni legati sia alla tradizione contadina, di ispirazione medievale e soprattutto alle celebrazioni religiose. Basti citare il Corteo storico "Carlo V visita Nicosia" che si svolge nel mese di agosto e giunto alla XVI edizione, l'Infiorata della Fidapa che si svolge in giugno, e dal punto di vista religioso vanno senza dubbio ricordato sia i numerosi presepi (compreso uno suggestivo vivente) di cui Nicosia si popola nel periodo natalizio, e soprattutto il cosiddetto "Scontro" che avviene la domenica di Pasqua in Piazza Garibaldi quando la folla porta in tripudio le statue della Madonna e di Gesù risorto che affiancatesi si abbracciano grazie ad un congegno meccanico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti a Nicosia sono 167. Le comunità più numerose sono:

Persone legate a Nicosia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Casali da Nicosia (IX secolo), monaco e santo
  • Felice di Nicosia (Nicosia 1715 - 1787), religioso e santo
  • Francesco Testa (Nicosia 1704 - Monreale 1773), arcivescovo e giurista
  • Filippo Planzone (Nicosia 1610 - Genova 1636), scultore
  • Pietro Vinci (Nicosia 1535 - 1584), musicista e madrigalista
  • Gabriele Bonomo (Nicosia 1694 - Palermo 1760), filosofo, matematico e teologo
  • Marcello Capra (XVI secolo), filosofo e medico
  • Filippo Randazzo (Nicosia 1695 - 1744), pittore
  • Nicola Mirabella (Nicosia sec. XVII), pittore
  • Pietro Martorana (Nicosia 1700 - Palermo 1759), pittore
  • Gioacchino Martorana (Palermo 1735 -1779), pittore (era figlio di Pietro Martorana)
  • Giuseppe Li Volsi (sec. XVII), scultore
  • Gian Battista Li Volsi (Nicosia sec. XVII), scultore
  • Stefano Li Volsi (Nicosia sec. XVII), scultore
  • Padre Antonio Cottone (Nicosia 1613 - Roma 1682), filosofo e teologo
  • Giuseppe Villardita, maestro di scherma (nacque nel XVII sec. a Nicosia e morì il 10 febbraio 1675 a Palermo)
  • Niccolò Speciale (XV secolo), viceré di Sicilia
  • Mariano Pantaleo (Nicosia 1811 - Palermo 1896), ostetrico
  • Carmelo La Giglia (Nicosia 1862-1922), farmacista e poeta
  • Nicola Cirino (Nicosia 1802 - Palermo 1851), magistrato e poeta
  • Giuseppe Beritelli - La Via (XIX secolo), storico
  • Ferdinand Pecora (Nicosia 1882 - New York 1971), avvocato e magistrato della Corte Suprema di New York.
  • Michele Foresta, in arte Mago Forest, comico, showman e conduttore televisivo
  • Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash (Nicosia 22-05-1979),autore, rapper e conduttore televisivo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Comunale[modifica | modifica wikitesto]

Nicosia (Italia)-Stemma.png

Lo stemma comunale è rappresentato da una Croce bianca in campo rosso con scritte R,B,C,I (Regia Baronia Casaleni Inferiore), come recita l'art.5 dello Statuto del Comune di Nicosia.

Sindaci di Nicosia (dal 2002)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 maggio 2007 Giuseppe Castrogiovanni Forza Italia Sindaco
maggio 2007 maggio 2012 Antonello Catania Democratici di Sinistra Sindaco
maggio 2012 dicembre 2014 Sergio Malfitano Unione di Centro Sindaco
gennaio 2015 giugno 2015 Margherita Rizza Commissario Straordinario
giugno 2015 In carica Luigi Bonelli Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le due società sportive che più si sono distinte negli ultimi decenni nel panorama nicosiano sono state senza dubbio la società calcistica U.S.D. Nicosia 1966, che ebbe il suo apice nella sfiorata promozione in Eccellenza nel 1995 con un 2º posto nel campionato di Promozione dove ha militato per lunghi anni. Tuttora in seconda categoria milita l'A.S.D. NICOSIA squadra nata durante la stagione 2014-2015;la società dispone anche di una squadra esordienti che nell'ultimo campionato si è piazzata in seconda posizione. La società pallavolistica dei Diavoli Rossi Nicosia, autori di vere e proprie imprese nell'ultimo decennio, che ha visto la promozione della squadra dalla serie B2 alla serie B1, imprese culminate nella prestigiosa vittoria della Coppa Italia Serie B nell'annata 2004-2005. Purtroppo entrambe le società hanno recentemente subito crisi ed azzeramenti societari, e stanno provando a ripartire puntando sul settore giovanile.

Più di recente invece stanno assurgendo prepotentemente alle cronache le ottime prestazione della squadra femminile di pallallavolo del NAF Club Nicosia, che proprio nell'ultima annata 2013-2014 hanno conquistato la promozione dalla Serie D alla Serie C della Lega Volley Femminile.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Aa.Vv., Studi glottologici italiani, Volume 5 Editore E. Loescher, 1910, p. 108.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 441.
  5. ^ Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, riordinate e continuate per Alessio Narbone, Stamperia di Giovanni Pedone, Palermo, 1852, pp. 34-35.
  6. ^ Salvatore Trovato, Virescit vulnere virtus, in “Saggi di toponomastica nicosiana", Edizioni Valdemone, Nicosia 1997, pagg. 83-86.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Amalfi, Nicosia e il suo dialetto, Priore, Napoli 1907.
  • Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, Palermo, 1852.
  • Mariano La Via, Rivalità e lotte tra Mariani e Nicoleti in Nicosia di Sicilia, in Archivio Storico della Sicilia, XXIII, 1898, p. 478 e seguenti.
  • Aa.V.v, Le novelle popolari nicosiane di Mariano La Via Bonelli, Volume 5 di Progetto Galloitalici, a cura di Salvatore Trovato, Il Lunario, Catania 2005

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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