Nicosia (Italia)

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Nicosia
comune
Nicosia – Stemma Nicosia – Bandiera
Nicosia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Luigi Bonelli (Liste civiche)
Data di istituzione 1º giugno 2015
Territorio
Coordinate 37°45′N 14°24′E / 37.75°N 14.4°E37.75; 14.4 (Nicosia)Coordinate: 37°45′N 14°24′E / 37.75°N 14.4°E37.75; 14.4 (Nicosia)
Altitudine 724 m s.l.m.
Superficie 217,78 km²
Abitanti 13 899[1] (30-11-2015)
Densità 63,82 ab./km²
Frazioni Villadoro e Borgo Milletari
Comuni confinanti Calascibetta, Castel di Lucio (ME), Cerami, Gagliano Castelferrato, Gangi (PA), Geraci Siculo (PA), Leonforte, Mistretta (ME), Nissoria, Sperlinga, Agira
Altre informazioni
Cod. postale 94014
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086012
Cod. catastale F892
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 760 GG[2]
Nome abitanti Nicosiani
Patrono San Nicola di Bari / san Felice da Nicosia
Giorno festivo 6 dicembre / Ultimo week-end di Agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nicosia
Nicosia
Nicosia – Mappa
Posizione del comune di Nicosia nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Nicosia (Nẹcọscia in gallo-italico locale[3], Nicusìa in siciliano[4]) è un comune italiano di 13.899 abitanti della provincia di Enna in Sicilia ed è sede di diocesi.

Nicosia sorge sui declivi di quattro rupi su cui spiccano i ruderi del castello medievale. Nicosia, “Città di S. Nicolò”, si suppone fu fondata dai Bizantini attorno al VII secolo. Tra le nevi e i boschi delle Madonie e dei Nebrodi, si insinua un territorio collinare che già affascinò gli Arabi (“Oppidum Sarracenorum”), il Normanno Conte Ruggero d’Altavilla e l'Imperatore svevo Federico II.

Ruggero ripopolò Nicosia con genti lombarde che conferirono alla città un particolarissimo dialetto gallo-italico, tuttora parlato dagli adulti. Federico II arricchì la cultura e l'arte della città. Nicosia fu “Città Demaniale” fin dal XII secolo possedendo numerosi feudi e incrementando il proprio patrimonio architettonico ed artistico che, correndo attraverso il rinascimento e l'era barocca, giunge fino all'800 con i raffinati palazzi gentilizi della “città dei 24 Baroni”.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Nicosia, classificato di montagna e caratterizzato da una folta e lussureggiante vegetazione boschiva, presenta un profilo irregolare, si raggiungono i 1.558 metri di quota. È situata nella parte nord-occidentale della provincia di Enna, al confine con quelle di Palermo e Messina, alle pendici del monte Bauda, nella valle del fiume Salso. Fa parte della Riserva Naturale orientata dei Monti Sambughetti e Campanito e Monte Altesina

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Nicosia.

Il clima è mite, classico delle regioni mediterranee. Essendo situata a 724 metri sul livello del mare, presenta inverni freddi ed umidi con temperature che scendono fin sotto lo zero durante i picchi minimi.

NICOSIA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,5 11,5 17,8 22,4 27,8 31,5 32,2 31,2 22,5 17,1 12,3 8,4 8,5 22,7 31,6 17,3 20,0
T. min. mediaC) 2,1 2,8 10,5 13,4 16,5 19,7 22,5 22,3 16,4 10,9 7,2 3,7 2,9 13,5 21,5 11,5 12,3
Precipitazioni (mm) 78 56 71 49 39 22 7 19 38 82 74 106 240 159 48 194 641
Giorni di pioggia 9 9 9 7 4 3 1 2 5 7 8 11 29 20 6 20 75

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto gallo-italico di Sicilia e Lombardi di Sicilia.

« Sotto questo Principe (Guglielmo II o il Buono) avvenne un notevole cambiamento nella nostra città (Nicosia). Era essa abitata promiscuamente da Greci, antichi suoi fondatori, e da Lombardi e Normanni, nuovi coloni. Or fosse che troppo venissero moltiplicandosi, o che nascessero tra loro discordie, qual che la cagione si fosse, fatto sta che i Greci, abbandonate le alture, si consigliarono di segregarsi dagli altri e discendere al piano che sta alle radici del monte. Quivi un nuovo quartiere si vennero fabbricando, diviso dall'antico per una porta, che dall'un canto serbasse la comunicazione tra' due popoli, ma ne mantenesse dall'altro la distinzione. Ciascuno di essi ebbe una chiesa madre: quei di sopra ritennero l'antica di Santa Maria, quei di sotto ne dirizzarono una ad onore di San Nicolò. Indi ne venne pei tempi appresso quel perpetuo rivaleggiare dei due quartieri, quel continuo contendere sul primato, quel vantare ciascuno la maggioranza della sua chiesa, onde non una, ma due rimasero le matrici per fino al secol nostro. »

(Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, Palermo, 1852[5])

L'origine antica di Nicosia è incerta; Engio, Erbita e Imachara sono le tre città dell'antichità con cui gli storici hanno cercato di identificare Nicosia, ma non esistono prove certe.

Il nome attuale della cittadina suggerisce origini greche: secondo alcuni significa "città di San Nicola" (Νίκου Οικος, Níkou Oikos), secondo altri sta a significare "città della Vittoria" (Νικες Οικος, Níkes Oikos), e secondo una terza ipotesi il toponimo Nicosia deriva da un'alterazione del greco Λευκωσία (traslitterato Leukosia), a sua volta generato da Λευκός (leukos), con il significato di "bianco" o "luminoso". Si può ipotizzare che i Bizantini attorno al VII secolo innalzassero una fortezza tra i Nebrodi e le Madonie per difendersi dai Musulmani.

Sotto la dominazione degli Arabi, Nicosia venne chiamata Niqusìn e fece parte di un sistema di città fortificate. Dopo la conquista da parte dei Normanni, durante il processo di latinizzazione della Sicilia, Nicosia venne ripopolata da una colonia di lombardi (in realtà nella maggioranza piemontesi provenienti dai territori Aleramici). Con l'arrivo dei lombardi, i quali si stanziarono nella parte alta del borgo nel quartiere di Santa Maria perché aveva come chiesa di riferimento Santa Maria Maggiore di rito latino, la popolazione greco-bizantina si spostò nella parte più bassa fondando un nuovo quartiere che gravitava intorno alla chiesa di rito greco di San Nicolò (o San Nicola), detta San Nicolò del Piano. La difficile convivenza tra i lombardi, detti anche Mariani, e i greco-bizantini, detti anche Nicoleti, degenerò, sin dall'inizio, in una vera e propria lotta etnica. Ma dal Quattrocento, questa rivalità tra Mariani e Nicoleti, da contrasto etnico si trasformò più in un antagonismo religioso, per imporre l'una o l'altra chiesa come chiesa madre.[6] Tracce dell'immigrazione lombarda rimangono ancora oggi nel dialetto parlato a Nicosia e che viene detto gallo-italico.

Nel Medioevo Nicosia divenne la quarta città demaniale della Sicilia, preceduta solo da Palermo, Messina, e Catania; sotto gli Svevi ebbe una grande ascesa e nel 1209 venne nominata Civitas Costantissima da Federico II.

Il municipio

Durante la dominazione degli Spagnoli, ricevette nel 1535 la visita dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. Gli artigiani del luogo, in tale occasione, realizzarono un apposito piccolo trono, che viene tuttora conservato nella Basilica di S. Maria Maggiore e che è appunto ricordato come sedia di Carlo V. Nel 1700 a Nicosia si contavano 24 Baroni, due Marchesi, un Conte e più di 260 famiglie nobili. Essendo città demaniale c'era un gran numero di chiese ed istituti religiosi: agli inizi del '700 si contavano 84 chiese, sei conventi e quattro monasteri.
Sotto i Borbone nel 1817 Nicosia divenne sede vescovile (prima dipendeva dall'arcidiocesi di Messina), con l'erezione a cattedrale della Chiesa di San Nicolò. Sotto Vittorio Emanuele II di Savoia, Nicosia divenne capoluogo di circondario e tale rimase fino al 1927, quando passò dalla provincia di Catania alla nuova provincia di Enna.

La città vanta un considerevole patrimonio artistico e naturalistico ereditato dal suo passato di città demaniale, tra cui il soffitto ligneo dipinto (sito nella Cattedrale di San Nicolò e attualmente non accessibile); due Chiese, Santa Maria Maggiore (nel 1825) e San Nicolò (nel 1967), sono state erette a Basilica Minore. Oggi tra le viuzze della città si possono scorgere bellissimi palazzi nobiliari e molte chiese con opere di interesse storico - artistico tra cui la Chiesa di San Vincenzo Ferreri con dipinti di Guglielmo Borremans (anno 1717), la Chiesa di San Calogero con dipinti di Filippo Randazzo e la Chiesa di San Biagio con meravigliosi stucchi rococò. Nel territorio si contano due Riserve Naturali, Monte Campanito-Sambughetti e Monte Altesina .

Fa parte della città di Nicosia la frazione di Villadoro. Dagli ultimi anni Nicosia è sede di numerose manifestazioni estive.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Nicosia.
La cattedrale di San Nicolò

La cattedrale di San Nicolò in Nicosia, dedicata a san Nicola di Bari, fu edificata intorno al 1340 come ampliamento di una preesistente cappella e ha subito notevoli trasformazioni nel corso dei secoli. Il 17 marzo 1817, con bolla di Pio VII, fu eretta a cattedrale, ed è stata insignita dello status di basilica minore il 19 giugno 1967 da papa Paolo VI. È stata dichiarata Monumento Nazionale con R.D. del 21 novembre 1940.

Presenta un portale maggiore di stile gotico-normanno, adornato da una ornamentazione di motivi romanici in cui predominano le foglie d'acanto. Il portico che guarda a nord, verso la piazza Garibaldi, coperto da un tetto spiovente, è invece opera degli scultori Gabriele di Battista e Andrea Mancino, che lo realizzarono nel 1489-90.

L'interno presenta il trittico marmoreo "Redentore" e la "fonte battesimale", scultura in marmo con raffigurazioni di "Adamo ed Eva nell'Eden" di Antonello Gagini, e il san Bartolomeo di Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto.

Al di sopra dell'attuale volta a botte, affrescata dai fratelli Manno di Palermo nel 1810, si conserva il tetto ligneo dipinto dell'arte pittorica siciliana del '400.

Altri luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Nicolò Petit, detta anche San Nicolò il Piccolo, la più antica del paese, nei pressi del castello, secondo un'iscrizione fondata nell'820 d.C.
  • Santa Maria della Scala, chiesa normanna fondata intorno al 1000, inglobata nella basilica di Santa Maria Maggiore.
  • Basilica di Santa Maria Maggiore, risalente all'alto medioevo, ricostruita nel 1767, storicamente è la chiesa della comunità di rito latino (Mariani), elevata a basilica minore nel 1825.
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri, con affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa di epoca normanna, la cui facciata è stata rifatta nel 1700.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli e convento dell'Ordine dei frati minori cappuccini.

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello normanno, ormai in rovina.
  • Palazzo Falco
  • Palazzo Cirino (che contiene al suo interno l'affresco "Il giudizio di Paride" del pittore Natale Attanasio)
  • Palazzo Marrocco
  • Palazzo Nicosia
  • Palazzo La Via
  • Palazzo La Motta di S. Silvestro
  • Palazzo Vescovile del XVIII secolo
  • Torre campanaria della Cattedrale di San Nicolò (di origine araba)
  • Municipio comunale XIX secolo

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Le scuole più rilevanti sono il Liceo Classico Fratelli Testa (fondato nel 1929 come “Regio Ginnasio”, con sede dal 1962 nell'ex palazzo Speciale, in via Vittorio Emanuele, il Liceo Scientifico Ettore Majorana e l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Alessandro Volta; per quanto riguarda l'istruzione universitaria, la città si avvale prevalentemente delle vicine Catania e Enna.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti tipici sono nocattoli, braccialetti, pizzillati e mestazzole (mustaccioli).

Eventi e Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventi e le tradizioni sono legati sia alla tradizione contadina, di ispirazione medievale e soprattutto alle celebrazioni religiose. Tra questi, sono rilevanti il Corteo storico "Carlo V visita Nicosia", che si svolge nel mese di agosto; L'Infiorata “Nicosia in fiore” nel mese di giugno; “Calici sotto le stelle”, che si svolge il primo sabato d'agosto.

Dal punto di vista religioso si ricordano i presepi di cui Nicosia si popola nel periodo natalizio; il cosiddetto "Scronto" che avviene la domenica di Pasqua, in Piazza Garibaldi, quando le confraternite portano in tripudio le statue della Madonna e di Gesù risorto che, grazie ad un congegno meccanico, affiancatesi si abbracciano.

Le Casazze ebbero origine a Genova: il termine deriva dal nome di alcuni edifici (casacce) dove ebbero sede le compagnie dei disciplinanti o flagellanti, formatesi nel capoluogo ligure intorno al 1260. Erano processioni figurate, con personaggi in costume d'epoca divisi in gruppi simboleggianti episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento.

A Genova l'usanza si è perduta all'inizio del XIX secolo, ma è sopravvissuta a Savona e in altri paesi liguri, nonché in Sicilia, ove si era diffusa nel Cinquecento grazie alle strette relazioni commerciali tra Genova e Palermo.

In Sicilia, la diffusione di tale rappresentazione fu conseguenza e parte integrante dell'opera di latinizzazione del rito religioso operata dai governanti nei confronti di un popolo isolano pesantemente legato al rito ortodosso bizantino e, fra le varie Casazze, quella di Nicosia era certamente la più grandiosa, come riferisce S. A. Guastella nel suo libretto di utili cognittioni (sec. XVII)

Degne di attenzione sono la festa in onore del compatrono San Felice da Nicosia che si svolge l'ultima domenica di agosto e quella in onore della Madonna dell'Aiuto (terza domenica di settembre), quest'ultima da sempre nota per la grande folla che nutre al suo seguito, che la rende la processione più partecipata dopo quella del venerdì Santo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti a Nicosia sono 167. Le comunità più numerose sono:

Persone legate a Nicosia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Casali da Nicosia (IX secolo), monaco e santo
  • Felice di Nicosia (Nicosia 1715 - 1787), religioso e santo
  • Francesco Testa (Nicosia 1704 - Monreale 1773), arcivescovo e giurista
  • Filippo Planzone (Nicosia 1610 - Genova 1636), scultore
  • Pietro Vinci (Nicosia 1535 - 1584), musicista e madrigalista
  • Gabriele Bonomo (Nicosia 1694 - Palermo 1760), filosofo, matematico e teologo
  • Marcello Capra (XVI secolo), filosofo e medico
  • Filippo Randazzo (Nicosia 1695 - 1744), pittore
  • Nicola Mirabella (Nicosia sec. XVII), pittore
  • Pietro Martorana (Nicosia 1700 - Palermo 1759), pittore
  • Gioacchino Martorana (Palermo 1735 -1779), pittore (era figlio di Pietro Martorana)
  • Giuseppe Li Volsi (sec. XVII), scultore
  • Gian Battista Li Volsi (Nicosia sec. XVII), scultore
  • Stefano Li Volsi (Nicosia sec. XVII), scultore
  • Padre Antonio Cottone (Nicosia 1613 - Roma 1682), filosofo e teologo
  • Giuseppe Villardita, maestro di scherma (nacque nel XVII secolo a Nicosia e morì il 10 febbraio 1675 a Palermo)
  • Niccolò Speciale (XV secolo), viceré di Sicilia
  • Mariano Pantaleo (Nicosia 1811 - Palermo 1896), ostetrico
  • Carmelo La Giglia (Nicosia 1862-1922), farmacista e poeta
  • Nicola Cirino (Nicosia 1802 - Palermo 1851), magistrato e poeta
  • Giuseppe Beritelli - La Via (XIX secolo), storico
  • Ferdinand Pecora (Nicosia 1882 - New York 1971), avvocato e magistrato della Corte Suprema di New York
  • Salvatore Gentile (Nicosia 1934), botanico e naturalista
  • Michele Foresta, in arte Mago Forest, comico, showman e conduttore televisivo
  • Marracash (Nicosia 1979), cantante rap
  • Maddaleno (Nicosia 1992), artista della risata
  • Francesco Bruno, generale di brigata del Regio Esercito

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Nicosia (Italia)-Stemma.png

Lo stemma comunale è rappresentato da una croce bianca in campo rosso con scritte R, B, C, I (Regia Baronia Casaleni Inferiore), come recita l'art. 5 dello Statuto del Comune di Nicosia.

Una sua versione semplificata appariva sullo stemma della provincia regionale di Catania, in vigore fino al 2015, quando l'ente fu sostituito dalla Città metropolitana omonima[8]. Ciò perché la cittadina faceva parte di quella provincia all'epoca della concessione dello stemma, nel 1883.

Sindaci di Nicosia (dal 1944)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
gennaio 1944 settembre 1944 Giuseppe Salomone Democrazia Cristiana Sindaco
settembre 1944 gennaio 1945 Giuseppe Fasullo Commissario prefettizio
gennaio 1945 aprile 1946 Antonino Bruno Democrazia Cristiana Sindaco
aprile 1946 giugno 1952 Francesco Insinga Democrazia Cristiana Sindaco
giugno 1952 luglio 1956 Giuseppe Salamone Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1956 novembre 1960 Rosario Campo Democrazia Cristiana Sindaco
novembre 1960 aprile 1970 Salvatore Motta Democrazia Cristiana Sindaco
aprile 1970 novembre 1973 Nicolò Vanadia Democrazia Cristiana Sindaco
novembre 1973 luglio 1975 Michele D'Alessandro Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1975 settembre 1977 Antonino Rizzo Democrazia Cristiana Sindaco
settembre 1977 maggio 1978 Michele D'Alessandro Democrazia Cristiana Sindaco
maggio 1978 marzo 1979 Costantino Angilello Democrazia Cristiana Sindaco
marzo 1979 giugno 1979 Antonino Rizzo Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1979 luglio 1980 Michele Agozzino Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1980 febbraio 1983 Nicolò Messina Democrazia Cristiana Sindaco
febbraio 1983 novembre 1985 Antonio Casale Democrazia Cristiana Sindaco
novembre 1985 gennaio 1987 Giovanni Composto Democrazia Cristiana Sindaco
gennaio 1987 novembre 1987 Antonio Casale Democrazia Cristiana Sindaco
novembre 1987 agosto 1990 Giovanni Composto Democrazia Cristiana Sindaco
agosto 1990 luglio 1991 Antonio Casale Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1991 settembre 1991 Ornella Miritello Democrazia Cristiana Sindaco
settembre 1991 agosto 1992 Salvatore Pidone Democrazia Cristiana Sindaco
agosto 1992 gennaio 1993 Giorgio Bruno Democrazia Cristiana Sindaco
febbraio 1993 dicembre 1993 Calogero Ricciardo Commissario prefettizio
dicembre 1993 novembre 1997 Piergiacomo La Via Sindaco
novembre 1997 2002 Piergiacomo La Via Sindaco
2002 maggio 2007 Giuseppe Castrogiovanni Forza Italia Sindaco
maggio 2007 maggio 2012 Antonello Catania Democratici di Sinistra Sindaco
maggio 2012 dicembre 2014 Sergio Malfitano Unione di Centro Sindaco
gennaio 2015 giugno 2015 Margherita Rizza Commissario Straordinario
giugno 2015 In carica Luigi Bonelli Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel calcio l'U.S. Nicosia 1966 ha militato a lungo nei campionati regionali ottenendo come miglior risultato il 2º posto nel campionato di Promozione nel 1995. Nella pallavolo maschile i Diavoli Rossi Nicosia ha militato anche in serie B1 conquistando i play off per la serie A e vincendo la Coppa Italia Serie B nell'annata 2004-2005. La squadra negli anni 2000 è stata allenata da Joël Despaigne.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Aa.Vv., Studi glottologici italiani, Volume 5 Editore E. Loescher, 1910, p. 108.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 441.
  5. ^ Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, riordinate e continuate per Alessio Narbone, Stamperia di Giovanni Pedone, Palermo, 1852, pp. 34-35.
  6. ^ Salvatore Trovato, Virescit vulnere virtus, in “Saggi di toponomastica nicosiana", Edizioni Valdemone, Nicosia 1997, pagg. 83-86.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Lo stemma della Provincia dal sito della Città metropolitana di Catania

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Amalfi, Nicosia e il suo dialetto, Priore, Napoli 1907.
  • Giuseppe Beritelli e La Via barone di Spataro, Notizie Storiche di Nicosia, Palermo, 1852.
  • Mariano La Via, Rivalità e lotte tra Mariani e Nicoleti in Nicosia di Sicilia, in Archivio Storico della Sicilia, XXIII, 1898, p. 478 e seguenti.
  • Aa.V.v, Le novelle popolari nicosiane di Mariano La Via Bonelli, Volume 5 di Progetto Galloitalici, a cura di Salvatore Trovato, Il Lunario, Catania 2005

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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