Antonello Gagini

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Antonello Gagini

Antonello Gagini, o Gaggini (Palermo, 1478Palermo, aprile 1536), è stato uno scultore e architetto italiano del Rinascimento, che operò soprattutto in Sicilia e in Calabria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Antonello Gagini, scultura di Vincenzo Gagini

Figlio dell'artista svizzero Domenico Gagini, fratellastro di Giovanni II Gaggini e massimo esponente della famiglia Gagini, maestri della scultura, statuaria e architettura del Rinascimento siciliano.[1] Dal matrimonio con Caterina de Blasco nascono Giandomenico, Antonino e Giovannella andata in sposa al nobile Niccolò Tranchida. Rimasto vedovo nel 1514 sposa Antonina Valena nel 1515, da questo secondo matrimonio nascono i figli Giacomo, Fazio, Vincenzo, Florenzella (Francesca Fiorenza) del 1530, Giovanna andata in sposa allo scultore Fedele da Carona e numerosi altri figli morti precocemente.

Nel 1498 e fino al 1507 avvia a Messina [2] la propria attività di commercio di marmo con la Toscana e la prima bottega di scultore marmoraro.

Nel 1505, tra l'inverno e la primavera Antonello compie un viaggio a Roma dove resta impressionato dalle recenti opere di Michelangelo Buonarroti.

Nel 1508 si trasferisce a Palermo dove imprime un'organizzazione industriale alla bottega ereditata, assorbendo i lombardi Andrea Mancino, Antonio e Bartolomeo Berrettaro già concorrenti, ed educando tutti i figli al mestiere così redditizio da permettergli di aver due botteghe: una presso il Duomo, vero cantiere di lavorazione, l'altra al porto dove mostra lavori finiti, pronti all'esportazione in tutta la Sicilia e in Calabria, e scalo per commercio non solamente di marmi. Giorgio Vasari documenta persino le opere censite in Calabria, in particolare quelle custodite a Vibo Valentia.

Egli studia architettura non solo col padre (che, per testimonianza del Filarete, era stato allievo di Brunelleschi e aveva conosciuto opere di Francesco di Giorgio Martini), ma anche nei suoi viaggi in Toscana per acquisto di marmi, e studia il trattato di Vitruvio, di cui lascia per testamento una copia al figlio Fazio.

Alcune delle sue sculture sono esposte presso Palazzo Abatellis a Palermo e il Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani.

Il 22 di aprile 1536 la vedova compila un particolareggiato inventario dei beni posseduti sicché la data di morte è da collocarsi nei giorni immediatamente precedenti.

È sepolto nella cappella della corporazione dei marmorai o scultori, del titolo dei Santi Quattro Coronati della Chiesa di San Francesco d'Assisi di Palermo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Opere di Antonello Gagini.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Samuele Schirò, Antonello Gagini, palermoviva.it.
  2. ^ Pagina 7. Giuseppe La Farina, "Messina e i suoi monumenti". [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edoardo Arslan (a cura di), Arte e artisti dei laghi lombardi, I, Tipografia Editrice Antonio Noseda, Como 1959, 78, 80, 84, 86, 88, 209, 233, 255, 259.
  • Gioacchino di Marzo, I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XIV e XVI, Edizioni librarie siciliane, Palermo.
  • Natale Pagano, Antonello Gagini e la Calabria, in Calabria Sconosciuta, 18.1995,68, p. 29-36.
  • D. Carl, Die Madonna von Nicotera und ihre Kopien: vier unerkannten Madonnenstatuen des Benedetto da Maiano in Kalabrien und Sizilien, Mitteilungen des Kunsthistorisches Institutes in Florenz, 41, 1997, edizione 1998, 93-118.
  • P. Martini, Gaggini, famiglia, 228-231; R. Bernini, Gaggini Antonello, 231-235; ad voces, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 51, Roma 1998.
  • T. Viscuso (a cura di), Vincenzo degli Anzani da Pavia e la cultura figurativa in Sicilia nell'età di Carlo V, catalogo della mostra, Ediprint, Siracusa 1999.
  • M. T. Sorrenti, Antonello Gagini, Giovanni Ruffo e la Madonna del Pilerio di Sinopoli, in Brutium, 1, 1, 2000, 17-18.
  • F. Campagna Cicala, Appunti su alcune sculture di ambito gaginiano nel Museo Regionale di Messina; G. Molonia, Antonello Gagini a Messina: documenti e ipotesi'; A. Bilardo, Le opere di Antonello Gagini a Castroreale, in Aspetti della scultura a Messina dal XV al XX secolo, (a cura di) G. Barbera, La Grafica Editoriale, Messina 2003, 27-36, 61-74, 75-88.
  • Giovanni Molonia, Antonello Gagini a Messina: documenti e ipotes, in Aspetti della scultura a Messina dal XV al XX secolo / a cura di Gioacchino Barbera. – Messina: La Grafica Editoriale, 2003. – (Quaderni dell'attività didattica del Museo Regionale di Messina; 13.2003). – p. 61-74.
  • Antonino Bilardo, Le opere di Antonello Gagini a Castroreale, in Aspetti della scultura a Messina dal XV al XX secolo / a cura di Gioacchino Barbera. – Messina: La Grafica Editoriale, 2003. – (Quaderni dell'attività didattica del Museo Regionale di Messina; 13.2003). – p. 75-88.
  • Antonino Ragona, Brevi note sulla tarda attività dello scultore palermitano Giandomenico Gagini primogenito di Antonello, in Archivio storico siciliano, 4.Ser. 28.2002(2004), p. 119-123.
  • E. Romano, La Madonna con il Bambino della bottega dei Gaggini, in Kalós, 17, 4, 2005, 33.
  • V. Genovese,Colore, brillio e lustro: I Gagini e la percezione delle imagines depictae, in Promuovere le arti: intermediari, pubblico e mercato a Roma fra VIII e XIX secolo, "Ricerche di storia dell'arte", 90, 2006, 81-100.
  • I. Mancino, Antonello Gaggini fra Sicilia e Malta: il restauro delle statue della cattedrale di Palermo, Fondazione Culturale "Salvatore Sciascia", Caltanissetta 2007.
  • B. Patera, Il Rinascimento in Sicilia: da Antonello da Messina ad Antonello Gaggini, Kalós, Palermo, 2008.
  • Andrea Spiriti, I Gaggini. Una stirpe di artisti bissonesi, in Giorgio Mollisi (a cura di), Bissone terra di artisti, Arte&Storia, anno 8, numero 41, Editrice Ticino Management S.A., dicembre 2008, 41.
  • Marco Rosario Nobile, Antonio Gagini architetto, Flaccovio Editore, 2010, ISBN 978-88-7804-480-7

(IT) "Guida d'Italia" - "Sicilia", Touring Club Italiano.

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