Cattedrale di Nicosia

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Cattedrale di San Nicolò
Nicosia Kathedrale St Nicolo.jpg
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàNicosia (Italia)-Stemma.png Nicosia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Nicola di Bari
Diocesi Nicosia
Stile architettoniconormanno
CompletamentoXII secolo

Coordinate: 37°44′52″N 14°23′54″E / 37.747778°N 14.398333°E37.747778; 14.398333

La cattedrale di San Nicolò è il principale luogo di culto della città di Nicosia, in Sicilia, e sede della diocesi di Nicosia. La cattedrale è stata dichiarata monumento nazionale il 21 novembre 1940.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di Nicosia, dedicata a San Nicola di Bari, è stata eretta nel XII secolo, sotto il regno di Federico II d'Aragona (1296-1337), in epoca prossima al 1302, e sin dalle origini ha avuto la prerogativa di chiesa madre della città. La chiesa è divenuta funzionale, anche se non ultimata, nel 1340, come si desume dall'epigrafe posta sull'architrave della cosiddetta Porta del Monte, a sinistra del portale principale. Nel 1388 è stata ufficialmente riconosciuta come parrocchia dall'arcivescovo di Messina, alla cui arcidiocesi Nicosia apparteneva. Con bolla del 15 giugno 1521 è stata eretta a collegiata da papa Leone X e il 17 marzo 1817, con bolla di Pio VII è stata eretta a cattedrale e come tale è stata consacrata il 15 giugno 1856 da Mons. Milana. Infine è stata insignita del titolo di basilica minore il 19 giugno 1967.[1]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Presenta un imponente portale maggiore, per la sua bellezza definito "Porta del Paradiso", di stile gotico-normanno, adornato da una ricca ornamentazione di motivi romanici in cui predominano le foglie d'acanto. Il portale presentava in origine quattro statue alla base raffiguranti le virtù cardinali (prudenza, fortezza, giustizia e temperanza), e altre tre sopra il timpano che raffiguravano invece le virtù teologali (Fede, Speranza e Carità). L'elegante portico rivolto a nord, verso la Piazza Garibaldi, coperto da un tetto spiovente, è invece opera degli scultori Gabriele di Battista e Andrea Mancino, che lo realizzarono nel 1489 - 1490.[2]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Tetto ligneo della Cattedrale di Nicosia.

L'interno presenta opere di grandi valore quali il trittico marmoreo del Redentore, raffigurante Gesù fra Maria Vergine e San Giovanni Battista, opera commissionata dalla "Confraternita di Santa Maria della Misericordia" per la chiesa omonima da Antonello Gagini,[3] il Fonte battesimale[4], scultura in marmo con raffigurazioni di Adamo ed Eva nell'Eden dello stesso scultore, la "Custodia" del SS. Sacramento, manufatto marmoreo realizzato da Andrea Mancino e Antonio Vanella[5] e il San Bartolomeo Apostolo di Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto. La Cattedrale inoltre custodisce il "Padre della Provvidenza", un pregevole Crocifisso raffigurante il Cristo spirante, inizialmente attribuito a Fra' Umile da Petralia, ma di recente attribuito al crocefissaio palermitano Gaspare De Miceli.

Al di sopra dell'attuale volta a botte, affrescata dai fratelli Manno di Palermo nel 1810, il tetto ligneo dipinto è una vera rarità dell'arte pittorica siciliana del '400, «uno straordinario, unico monumento», lo aveva definito Federico Zeri, considerando l'apparato ornamentale nel suo insieme. Il Tetto a capriate pregevolmente dipinte con vari motivi, dal sacro allo zoomorfico, dal figurativo al geometrico, è attualmente visitabile solo in occasione delle festività della città.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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