Villadoro

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Villadoro
frazione
Villadoro – Veduta
Paese montano incuneato fra Madonie e Erei, con vista sull'Etna.
Localizzazione
StatoItalia ItaliaVicino alla riserva orientata Monte Altesina, attraversato dal fiume salso.
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaEnna
ComuneNicosia (Italia)-Stemma.png Nicosia (Italia)
Amministrazione
Lingue ufficialiitaliano , dialetto madonita
Territorio
Coordinate37°41′30″N 14°15′38″E / 37.691667°N 14.260556°E37.691667; 14.260556 (Villadoro)Coordinate: 37°41′30″N 14°15′38″E / 37.691667°N 14.260556°E37.691667; 14.260556 (Villadoro)
Altitudine796 m s.l.m.
Superficie35 000[1] km²
Abitanti724[2] (2001)
Densità0,02 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale94010
Prefisso0935
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantivilladoresi o passariddisi
Patronosan Giovanni Battista san Giuseppe Tavolate
Giorno festivoMese di agosto - San Giuseppe Maggio\giugno
Soprannomepassariddu
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villadoro
Villadoro
Sito istituzionale

Villadoro (Passariḍḍu in siciliano) è una frazione del comune di Nicosia, in provincia di Enna, da cui dista circa 17 km; è sita a 796 metri s.l.m.[3].

La popolazione è dedita all'agricoltura(grano), all'allevamento, alla produzione di formaggi in particolare ricotta, e si colloca al centro della Sicilia nei pressi della Riserva orientata Monte Altesina alta 1192 m ( http://www.riserveenna.it/MonteAltesina.aspx ) , poco distante da Gangi (Pa) e vicino alla frazione di cacchiamo con la sua antica Masseria.

Il legame del paese alla riserva è molto forte al punto da essere centro di un detto popolare " La negghia a l'artisina e l'acqua na sacchina " , quando c'è la nebbia all'Altesina l'acqua ne cadrà così in abbondanza da piovere ed arrivare alle tasche di ciascuno.

Giuridicamente fu circoscrizione di Nicosia, con il suo consiglio circoscrizionale e il presidente; dall'ottobre 2020 verrà abolita la circoscrizione trasformando l'organismo circoscrizionale in consulta comunale. È presente una scuola materna, elementare e media. Vi è una bassa densità abitativa.

I collegamenti pubblici sono garantiti presso la compagnia autobus Atac in direzione Nicosia- Villadoro, Villadoro -Nicosia; e da settembre a Giugno la ditta Sais effettua una corsa verso Enna alle ore 7.00, con ritorno a Villadoro alle 14.15.

È un paese montano con un ricco patrimonio di tradizioni locali, in particolare feste poplari che si dissipano lungo tutto l'anno, entro questa frazione si trova anche il borgo rurale di Milletarì, dove è stato allestito un piccolo museo privato della vita contadina. La grande vocazione cerialicola è testimoniata dalla presenza di ammasso di grani, e da un antico mulino che non risulta fruibile.

Arrivando a Villadoro è possibile godere del paesaggio e dell'accoglienza delle persone del luogo, è possibile consumare il pranzo presso il ristorante " Antichi sapori " sito a Cacchiamo oppure sostare presso il Bar Fascetto o lo Sweet Cafè, è presente una posta locale.

Nel mese di dicembre si consuma la cuccia per il giorno di Santa Lucia, tutto il periodo Natale è caratterizzato dalla presenza delle Cucchie (biscotti di pasta frolla ripieni di fichi e mandorle), a febbraio in occasione della festa di San Biagio si consumano i Cuddureddi biscotti a forma di anelli , u ciddu cu l'ovu durante il periodo di Pasqua biscotti con l'uovo sodo all'interno a forma di uccellino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della storia di Villadoro ha sede nella leggenda tramandata dal Maestro Giuseppe Cammarata ai suoi alunni : " Villadoro fu fondata dal Marchese d'Onofrio, il quale donò dei terreni ai suoi mezzadri"

Partendo da questa leggenda e dalle opere di Sandro Capra , Maria Sara Leanza e dai racconti popolari, incrociati con le fonti d'archivio (Archivio storico di Enna) la studiosa del luogo Francesca Sforza,(https://www.academia.edu/36254680/Tesi_di_laurea_Calendario_Cerimoniale_di_Villadoro) ha rintracciato le fasi storiche principali del luogo; con particolare attenzione al momento di passaggio fra la fase feudale e la creazione del paese.

Dalla leggenda alla realtà , che mostra come dal feudo Passarello, facente capo alla Baronia di Regiovanni , per opera del dottore in leggi Giovan Battista d'Onofrio, che eresse la chiesa locale trasformandola da edicola votiva e chiesa che porta il suo nome e il nome del santo Patrono San Giovanni Battista.

Successivamente al matrimonio della figlia dell dottore in leggi Margherita D'onofrio e il marchese Galletti questo paese accrebbe la sua importanza. Soltanto dopo l'ottocento il paese fu dato in parte ai mezzadri che lavoravano per i D'onofrio- Villadoro, che a quel punto per riconoscenza vi appellarono il paese.

Da questo momento in poi ebbe origine quella che oggi può essere definita comunità Villadorese, composta da diverse famiglie provenienti da Leonforte, Gangi, Calascibetta, Petralia.

Le tradizioni che questi mezzadri portarono sul territorio villadorese si intrecciarono, nelle feste. Salvatore Gioco in Nicosia in Diocesi spiega[1]: Sino al 1812, Villadoro ebbe giurati propri approvati dal marchese, come comune autonomo feudale. Con l’abolizione dei diritti feudali fu assegnata a Nicosia nonostante i 18 chilometri che la separano e le 1300 anime che vi abitano. Ecclesiasticamente la chiesa fu sempre filiale della collegiata S.Nicolò, che nominava il suo vicario curato. Fu eretta a parrocchia nel 1953 da Mons. Pio Giardina; il beneficio fu costituito dal Sac. Santo Spena, che ne fu primo parroco. Don Spena, che operò dal 1911 al 1963, seguì padre Giuseppe Farinella, morto nel 2010. Poi, dopo il suo ritiro, vi furono numerosi parroci. Fra questi Mario Bartolo, Gaudiose Ruta, o padre Antonio Costa, che nell’arco del suo mandato, dal settembre 2008 al settembre 2011, tentò di ripristinare tutte le attività festive lungo l’anno liturgico. Attualmente il parroco della chiesa è padre Salvatore Scardino.


[1] S.Gioco, Nicosia in Diocesi, Editrice Musumeci, Aosta, 1972

L'ECCE HOMO

Anticamente durante la festa dell'Ecce Homo, si faceva il salto sul fuoco poco prima di Pasqua :" La sera accendevano un falò nei pressi del dislivello della chiesa locale anche detto luminaria, e alcun giovani saltavano sopra questa.Era la festa che dava inizio al ciclo delle festività pasquali, tant’è vero che una signora racconta:

“Il sabato prima del sabato delle palme, è il sabato dell’Ecce Homo, i miei figli vi partecipavano, si faceva molta legna quando suonava l’avemaria gli si dava fuoco (si dava luce) se ne facevano in tutte le strade i giovani ci saltavano sopra e si cantavano le cose in dialetto-peccati non più ed evviva la croce- i giovani raccoglievano tanta legna quando non avevamo la compravamo "

Questa festa rappresenta una delle feste perse di Villadoro.


LA SETTIMANA SANTA

La domenica delle palme la popolazione accorreva presso il ricovero parrocchiale per la benedizione delle palme.

Si celebra la Passione di Cristo durante la Settimana santa.

il mercoledì presso la chiesa locale la deposizione delle ceneri sul capo, mentre il giovedì la tradizionale lavanda dei piedi.

dal Venerdì che rappresenta il momento della passione, con la via crucis lungo le vie del paese accompagnata dal suono della troccola; anticamente davanti alla chiesa di notte si cantava il lamento della passione e si accendevano lumini lungo la scalinata della chiesa.

Il sabato presso la chiesa locale si espone u viru ovvero una piantina di grano, davanti al santo sepolcro.

La domenica si celebra l'incontro fra la madonna , San Giovanni e Gesù risorto.

San Giuseppe e Tavolata

Subito dopo la Pasqua il villadoresi organizzano delle piccole tavolate familiari presso le proprie dimore allestendo un altare con pani cerimoniali chiamate cuddure con su l'effige del santo protettore della famiglia : San Giuseppe.

Questo è un momento importante per tutta la comunità locale, tant'è che nei giorni precedenti le donne cantano il rosario di san Giuseppe in dialetto https://www.youtube.com/watch?v=avpWBszC7K4)

Talvolta si radunano in gruppi tutti insieme per consumare la minestra di lenticchie , finocchietto selvatico e baccalà fritto con contorno di finocchietto, arancio e vino rosso.

SANTO PATRONO SAN GIOVANNI

IL momento delle festività del santo Patrono 29 Agosto, rappresenta quel momento cruciale, dove si incontra la storia di chi ha fondato la chiesa locale il Dottore in leggi Giovan Battista d'Onofrio e la comunità con il suo santo.

La mattina la Banda di Villadoro preannuncia per le vie del paese che ci sarà la festa patronale.

Pochi giorni prima in nome del santo c’è una piccola passeggiata podistica voluta da un gruppo di villadoresi con origini capitine, detta “Cavalcata"

Essi portarono con loro la tradizione del cavallo e quelle che sono le passeggiate e le processioni a cavallo.

Poi la sera la processione e la messa.

A conclusione di questo i tradizionali balli in piazza a sono della fisarmonica.

Translation .

Villadoro (Passariḍḍu in Sicilian) is a fraction of the municipality of Nicosia, in the province of Enna, which is about 17 km; it is located at 796 meters above sea level [3].

The population is engaged in agriculture (wheat), livestock, cheese production, in particular ricotta cheese , and is located in the center of Sicily near the Riserva orientata Monte Altesina high 1192 m ( http://www.riserveenna.it/MonteAltesina.aspx ) , not far from Gangi (Pa) and close to the hamlet of Caccamo with its ancient Masseria.

The link of the country to the reserve is very strong to the point of being the center of a popular saying " The negghia to the artisina and the water na sacchina " when there is fog all'Altesina the water will fall so much to rain and get to the pockets of each.

Legally it was Nicosia constituency, with its District Council and the President; from October 2020 the constituency will be abolished transforming the constituency into a municipal council. There is a nursery, elementary and middle school. There is a low density of population.

The public connections are guaranteed at the bus company Atac in the direction of Nicosia- Villadoro, Villadoro -Nicosia; and from September to June the company Sais runs to Enna at 7.00, with return to Villadoro at 14.15.

It is a mountain village with a rich heritage of local traditions, in particular poplar festivals that dissipate throughout the year , within this hamlet there is also the rural village of Milletarì, where a small private museum of peasant life has been set up. The great cerialicola vocation is testified by the presence of grains, and by an ancient mill that is not usable.

Arriving in Villadoro you can enjoy the landscape and the welcome of the people of the place, you can have lunch at the restaurant "Ancient flavors " site in Caccamo or stop at the Bar Fascetto or the Sweet Cafè, there is a local post.

In the month of December is consumed the kennel for the day of Saint Lucia, the whole Christmas period is characterized by the presence of the Cucchie (short pastry biscuits filled with figs and almonds), in February on the occasion of the feast of San Biagio Cuddureddi biscuits in the shape of rings , u ciddu cu l'ovu during the Easter period biscuits with boiled egg inside in the shape of a bird.

HISTORY

The origin of the history of Villadoro is based on the legend handed down by Maestro Giuseppe Cammarata to his students : "Villadoro was founded by the Marquis of Onofrio, who donated land to his sharecroppers"

Starting from this legend and from the works of Sandro Capra , Maria Sara Leanza and from the folk tales, crossed with the archive sources (Archivio storico di Enna) the local scholar Francesca Sforza,(https://www.academia.edu/36254680/Tesi_di_laurea_Calendario_Cerimoniale_di_Villadoro) traced the main historical phases of the place; with particular attentionat the time of transition between the feudal phase and the creation of the country.

From legend to reality , which shows how from the fief Passarello, under the Barony of Regiovanni , by the doctor in law Giovan Battista d'Onofrio, that erected the local church transforming it from votive aedicule and church that bears his name and the name of the patron saint Saint John the Baptist .

After the marriage of the doctor’s daughter in law Margherita D'onofrio and Marquis Galletti this country increased its importance. Only after the nineteenth century the town was given in part to the sharecroppers who worked for the D'onofrio-Villadoro, who at that point for gratitude appealed to the country.

From this moment on, the Villadorese community, composed of several families from Leonforte, Gangi, Calascibetta and Petralia, originated.

The traditions that these sharecroppers brought to the Villadorese territory were intertwined in the festivities. Salvatore Gioco in Nicosia in Diocesi explains[1]: Until 1812, Villadoro had its own jurors approved by the Marquis, as an autonomous feudal municipality. With the abolition of feudal rights was assigned to Nicosia despite the 18 kilometers that separate it and the 1300 souls that live there. Ecclesiastically the church was always a branch of the collegiate St. Nicholas, who appointed his vicar priest, was erected a parish in 1953 by Mgr. Pio Giardina; the benefit was constituted by Sac. Santo Spena, who was its first parish priest. Don Spena, who worked from 1911 to 1963, followed Father Giuseppe Farinella, who died in 2010. Then, after his retirement, there were many parish priests. Among them Mario Bartolo, Gaudiose Ruta, or Father Antonio Costa, who during his term, from September 2008 to September 2011, attempted to restore all the festive activities throughout the liturgical year.Currently the parish priest of the church is Father Salvatore Scardino.

[1] St.Gioco, Nicosia in Diocesi, Editrice Musumeci, Aosta, 1972

L'ECCE HOMO

In ancient times during the feast of 'Ecce Homo', there was a jump on the fire just before Easter :" In the evening they lit a bonfire near the height difference of the local church also called luminary, and some young people jumped on this. It was the feast that began the cycle of the Easter holidays, so much so that a lady tells:

"On the Saturday before the Palm Saturday, it is the Saturday of Ecce Homo, my children took part in it, there was a lot of wood when the avemaria was played, they were given fire (light was given) if they were made in all the streets the young people jumped on it and they sang things in dialect-no more sins and long live the cross- the young people gathered so much wood when we had not bought it "

This festival is one of the lost parties of Villadoro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la maggior parte è a vocazione cerealicola, e allevamento di bovini e caprini.
  2. ^ agricoltori, allevatori
  3. ^ La frazione di Villadoro, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 3 giugno 2015.
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