Calascibetta

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Calascibetta
comune
Calascibetta – Stemma Calascibetta – Bandiera
Calascibetta – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleEnna
Amministrazione
SindacoPiero Antonio Santi Capizzi (lista civica) dal 7-6-2016 (2º mandato dal 13-10-2021)
Territorio
Coordinate37°35′N 14°16′E / 37.583333°N 14.266667°E37.583333; 14.266667
Altitudine691 m s.l.m.
Superficie89,12 km²
Abitanti4 133[1] (30-11-2021)
Densità46,38 ab./km²
FrazioniCacchiamo
Comuni confinantiBompietro (PA), Enna, Gangi (PA), Leonforte, Nicosia, Villarosa
Altre informazioni
Cod. postale94010
Prefisso0935
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT086005
Cod. catastaleB381
TargaEN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 710 GG[3]
Nome abitanticalascibettesi/xibetani
Patronosan Pietro in Vincoli
Giorno festivoprima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calascibetta
Calascibetta
Calascibetta – Mappa
Posizione del comune di Calascibetta nel libero consorzio comunale di Enna
Sito istituzionale

Calascibetta (Calaxibbetta in siciliano) è un comune italiano di 4 133 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia. Fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[4].

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo Calascibetta risulta evidente soprattutto nel primo elemento, che deriva dall'arabo قَلْعَة qalʾat 'castello', 'fortezza'. La restante parte del nome potrebbe essere collegata al termine arabo sibitt, šabaṯ 'aneto' o ad altro fitonimo avente š.b.ṭ per radice, oppure ancora a šabāt 'punta'[5].

In siciliano la cittadina viene chiamata Calascibbetta, spesso trascritta Calaxibbetta secondo l'antica grafia siciliana della fricativa postalveolare sorda [ʃ]. Gli abitanti della vicina Enna sono soliti chiamarla Sciurbi (scritto Xurbi), derivante dal latino ex urbe 'fuori dalla città', data la posizione di Calascibetta rispetto al capoluogo.[senza fonte]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Calascibetta dista 6 km da Enna, 39 km da Caltanissetta, 75 km da Catania e 111 km da Agrigento. È situata sui monti Erei, in una zona collinare interna; sullo spartiacque fra i bacini dei fiumi Simeto e Imera Meridionale. È posta a 880 metri sopra il livello del mare, come si rileva dalla cartina dell'I.G.M.. A nord-est, in direzione di Leonforte si trova il Lago Nicoletti mentre a ovest il Lago Morello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si presume che Calascibetta sia nata nel IX secolo come accampamento militare musulmano, sulla rocca antistante Henna, per tentare l'assedio della roccaforte bizantina. Il territorio fu abitato già in epoca antichissima, come testimoniano le necropoli della Calcarella (XI-X secolo a.C.), di Realmese (con tombe dei secoli IX e VI secolo a.C.), di Valle Coniglio (sec. X-VII a.C.) e di Malpasso (età del rame).

Frequentata in epoca bizantina come attestano documenti ottocenteschi relativi a grotte basiliane affrescate, si ritiene che una vera e propria fondazione di Calascibetta sia avvenuta con la conquista normanna dell'isola, dove appare menzionata nel 1062, quando fu fortificata da Ruggero I, che fece costruire il castello denominato “Marco”, la prima cinta muraria, il primo borgo, durante l'assedio di Castrogiovanni, e il grande duomo dedicandolo alla Vergine Maria e all'Apostolo San Pietro.

In seguito rimasta città demaniale, conosce un periodo di ineguagliato splendore, favorita e preferita come fu dai re aragonesi, tra cui Pietro II che durante un soggiorno vi spirò, che la dotarono, sull'esempio dei normanni, di templi e monumenti. I suoi abitanti sono chiamati xibetani.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Calascibetta in una foto di Giorgio Sommer

La Necropoli di Realmese è un sito archeologico dell'Età del Ferro, a tre chilometri da Calascibetta. Questo sito è una necropoli di tipo pantalicano, costituita da 288 tombe a "grotticella" molto particolari, risalenti al periodo compreso tra il IX e il'VI secolo a.C.[6] È facilmente raggiungibile dall'autostrada A19 uscita Enna. Per trovarlo ci sono molte indicazioni stradali a partire dall'uscita dell'autostrada in poi, è raggiungibile anche dai pullman, all'interno del parco archeologico vi è un ampio parcheggio. I reperti rinvenuti dall'archeologo Luigi Bernabò Brea tra il 1949 ed il 1951 sono esposti presso il Museo Paolo Orsi di Siracusa ed il museo Varisano di Enna.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Normanna
  • Chiesa Maria SS. del Monte Carmelo;
  • Chiesa Madre di San Pietro e Santa Maria Maggiore, fondata nel 1340 dal re Pietro II d'Aragona che nel 1342 la elevò a Regia Cappella Palatina, la seconda della Sicilia dopo quella di Palermo. Il suo tesoro è conservato presso il museo diocesano di Caltanissetta. Ospita sculture in marmo di scuola gaginiana del XVI sec.;
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista, detta anche di Santa Lucia o Collegio di Maria;
  • Chiesa Maria SS. dell'Itria;
  • Chiesa del SS. Salvatore o di San Benedetto;
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa di San Vincenzo;
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, edificata nel 1409, nel XVII sec. fu ristrutturata, in seguito all'annerimento delle pareti dovute ad un fulmine, oggi mostra numerosi stucchi di Barocco Siciliano;
  • Cappella del SS. Crocifisso, detta Chiesa di Santa Barbara dall'antico ospedale annesso del 1347 già succursale dell'Ospedale di Santo Spirito di Roma in Saxia;
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi (Convento dei Cappuccini), che conserva l'adorazione dei magi, una pregevolissima tela del pittore manierista toscano Filippo Paladini del 1610;
  • Santuario Maria SS. di Buonriposo;
  • Chiesa Maria SS. della Catena;
  • Chiesa di San Paolo;
  • Parrocchia Ortodossa San Giovanni Battista, (già chiesa San Domenico);
  • Chiesa di San Pietro;
  • Torre Normanna;
  • Villaggio bizantino di contrada Canalotto
  • Necropoli di Realmese.
  • Antico Quartiere Ebraico, Calascibetta fu una delle 57 città con comunità ebraica della Sicilia dal 1350 al 1492. Le vie: Giudea, Faranna, e Roma già via Borgo, costituiscono il cuore dell'antico quartiere ebraico della città. Il mikveh (vasca per la purificazione) è collocato nella via Giudea bassa;

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È basata sull'agricoltura: cereali, agrumi, mandorle, uve per vino e sull'allevamento di ovini e bovini. Sono presenti talune industrie di trasformazione; sono inoltre presenti miniere di zolfo (ormai chiuse) e cave di sabbia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1988 28 dicembre 1989 Giuseppe Di Franco Democrazia Cristiana Sindaco [8]
28 dicembre 1989 26 gennaio 1991 Calogero Zaffora Partito Comunista Italiano Sindaco [8]
1º marzo 1991 9 gennaio 1992 Umberto Barberi Comm. pref. [8]
9 gennaio 1992 6 maggio 1993 Salvatore Rosso Democrazia Cristiana Sindaco [8]
13 maggio 1993 8 gennaio 1994 Salvatore Rosario Puglisi Democrazia Cristiana Sindaco [8]
4 luglio 1994 25 maggio 1998 Giuseppe Lo Vetri - Sindaco [8]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Calogero Zaffora centro-sinistra Sindaco [8]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Giuseppe Lo Vetri lista civica Sindaco [8]
17 giugno 2008 11 giugno 2013 Piero Antonio Santi Capizzi lista civica Sindaco [8]
11 giugno 2013 7 luglio 2015 Carmelo Cucci centro-sinistra Sindaco [8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 28 gennaio 2022. URL consultato il 6 marzo 2022.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Associazione Borghi più belli d'Italia, su borghitalia.it.
  5. ^ DOS I, pp. 238-239, s.v. Calascibetta.
  6. ^ Comune di Calascibetta - Sito Istituzionale, Realmese, su comunecalascibetta.gov.it. URL consultato il 18 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2020).
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Girolamo Caracausi, Dizionario onomastico della Sicilia. Repertorio storico-etimologico di nomi di famiglia e di luogo, in Lessici siciliani (7), vol. I (A-L), Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani/L'Epos, 1993/1994, SBN IT\ICCU\PAL\0108219.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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