Gagliano Castelferrato

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Gagliano Castelferrato
comune
Gagliano Castelferrato – Stemma
Gagliano Castelferrato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Salvatore Zappulla (lista civica Cambiamo Gagliano) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°43′N 14°32′E / 37.716667°N 14.533333°E37.716667; 14.533333 (Gagliano Castelferrato)Coordinate: 37°43′N 14°32′E / 37.716667°N 14.533333°E37.716667; 14.533333 (Gagliano Castelferrato)
Altitudine 651 m s.l.m.
Superficie 56,24 km²
Abitanti 3 679[1] (31-10-2012)
Densità 65,42 ab./km²
Comuni confinanti Agira, Cerami, Nicosia, Nissoria, Regalbuto, Troina
Altre informazioni
Cod. postale 94010
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086010
Cod. catastale D849
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 649 GG[2]
Nome abitanti gaglianesi
Patrono san Cataldo
Giorno festivo 31 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gagliano Castelferrato
Gagliano Castelferrato
Posizione del comune di Gagliano Castelferrato nella provincia di Enna
Posizione del comune di Gagliano Castelferrato nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Gagliano Castelferrato ('Agghianu in siciliano[3]) è un comune italiano di 3.679 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Gagliano Castelferrato è situato nella parte settentrionale della provincia di Enna; il suo territorio confina a nord con Troina e Cerami, a nord-ovest con Nicosia, a ovest e a sud-ovest con Nissoria, a sud con Agira, a sud-est e a est con Regalbuto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vi tenne il suo ultimo discorso il presidente dell'ENI Enrico Mattei, per celebrare l'inizio dell'attività di estrazione del gas. Al rientro a Milano il suo aereo precipitò, provocandone la morte.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Virtual Tour della Chiesa Madre S. Cataldo

Chiesa Madre San Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, posta proprio sotto l'antico e imponente castello rupestre, sembra risalire ai primi anni del XIV secolo ed è dedicata a san Cataldo vescovo, patrono del paese. Il prospetto in pietra calcarea, è ornato con un portale con colonne che sorreggono una nicchia che custodisce la statua del Santo. L'interno, ad aula unica con ampie cappelle laterali, in alto si scorge il seicentesco tetto ligneo a cassettoni.

Notizie storiche

  • Da alcuni documenti emerge che la chiesa venne aperta al culto in data 1304. La chiesa doveva essere ad aula unica con una cappella attigua all'altare maggiore.
  • Una Bolla Pontificia del 1334 concedeva indulgenze a tutti i fedeli che avessero contribuito alla costruzione della chiesa in onore di San Cataldo.
  • Nel 1589 vengono costruite tre cappelle sul lato destro dell'aula.
  • 1727 (costruzione ala sinistra (?)) costruzione della cappella in onore di Maria SS. Assunta.
  • 1972 - 2014 Restauro e consolidamento dell'intero edificio.

Soffitto a cassettoni Autore: Vanadia Cristoforo, bottega siciliana; Materia e tecnica: legno intagliato, dipinto, dorato Iscrizioni: SUMPTIB.us ECCLESIAE ET REVER.di QUONDAM PHI/GIGLIASACERD.te THES.rio V.I.D DOM.co LA DELFA MAGISTER CHRISTOFORUS VANADIAMESSANEN.is HOC CONSTRUEBAT OPUS. / REGNANTE ILL.mo ET EXC.mo DONO D.LAENCELLOTTO CASTELLI COMITE GALEANI MARCHIONE CAPITII PRINCIPE CASTRIFERRATIET REGII TRIB.is A RATIONIBUS SERVO GUBERNATORE V.I.D. CAROLO INTER NICOLA. /PROCURATORIB.us REVER. D. PETRO ANTONIO COCUZZA V.I. PHROTONOTARO APOSTO.coARCHIPRESB.ro ET VIC.o FOR.o D. PETRO INCARDO ET ANTONIO TRIVENO ANNO D.niMDCLXVIII

Presbiterio

  • Bottega siciliana secc. XVI-XVII, Mostra d'organo, legno intagliato, dipinto, dorato.
  • Bottega siciliana (1782), Coro, iscrizione documentaria (stallo): A. D./ MDCCLXXXII / XV IND.
  • sulla destra: Bottega siciliana sec. XIX, Dipinto di S. Giuseppe con Gesù Bambino, olio su tela.
  • sulla sinistra: Bottega siciliana sec. XVII, Dipinto del Martirio di S. Margherita, olio su tela.
  • Volta decorata in stile barocco con unghie di gusto toscano.
  • Ai piedi della mensa, croce dorata con agnello, opera del maestro Padre Marko Ivan Rupnik, 2014.
  • Sull'ambone le fiamme del roveto ardente operra del maestro Padre Marko Ivan Rupnik, 2014.

Prima campata di destra:

  • Fonte battesimale in marmo
  • Bottega siciliana inizio sec. XVI, Dipinto dell'Ultima cena, olio su tela
  • Nella volta sono presenti dei frammenti di decorazione pittorica raffiguranti i santi dottori della Chiesa: Gerolamo, Agostino, Gregorio Magno e Ambrogio

Seconda campata di destra:

  • Bottega siciliana sec. XVIII, Gesù Cristo consegna le chiavi a San Pietro (Traditio clavis), olio su tela.
  • Nell'arco esterno, frammenti di pitture murarie raffiguranti due angeli e lo stemma pontificio.

Terza campata di destra:

  • Bottega siciliana sec. XVII, Dipinto dell'Adorazione dellaTrinità, olio su tela.
  • Nella volta frammenti di pitture murarie.

Quarta campata di destra:

  • Bottega siciliana inizio sec. XIX, Dipinto della Madonna addolorata, olio su tela.
  • Frammento di pittura muraria.

Quinta campata di destra:

  • Bottega siciliana sec. XVIII, Statua della Madonna Immacolata, legno scolpito e dorato.
  • Ambito gaginesco sec. XVII, Tabernacolo a tempietto, marmo bianco scolpito, soggetto: Dio padre benedicente; San Pietro; San Paolo; Angeli adoranti Gesù Cristo. Iscrizione sacra (cartiglio della base): VENITE AD MEOMNES QUI / LABORATIS ER ONERATIS ESTIS / ET EGO REFITIAM VOS. Stemma (ai lati, nella base) identificazione: Galletti Lorenzo (Scudo diviso con gallo e albero a sinistra e reticolo a rombi a destra)
  • Sulla destra: Bottega siciliana sec. XVII, Dipinto dei SS. Vito, Modesto e Crescenza, olio su tela.

Altare dell'Immacolata

  • Bottega siciliana sec. XVIII, Dipinto della Madonna Immacolata, olio su tela. Arme (in basso a sinistra). Identificazione: Biondi.
  • Alatre con colonne tortili e stemma della famiglia Biondi.
  • Manifattura siciliana sec. XVIII, Paliotto avorio dorato con Monogramma della Madonna, taffetas di seta ricamato; ricamo in argento laminato, argento filato.
  • Ai lati, pitture raffiguranti i santi Gioacchino e Anna.

Altare del Crocifisso.

  • Crocifisso dei primi del novecento.
  • paraste decorate
  • frammento di tabernacolo in marmo
  • urna processionale del venerdì santo

Cappella di San Cataldo

  • Bottega siciliana sec. XVII, Dipinto di S. Cataldo e scene divita del santo, olio su tela. Iscrizione documentaria (in basso) ANTONIUS CARCHIOLUS PROCURATOR HUIUS MATRICIE ECCLESIAE
  • Frammenti di pittura muraria raffigurante San Cataldo che guarisce un giovinetto.

Sacello di San Cataldo

  • Sulla destra, bottega messinese (1652), Reliquiario a statua di S. Cataldo, argento in lamina, sbalzato, cesellato, inciso e legno. Iscrizione elogiativa (base): SAN CATALDO PROTETTORE DI GAGLIANO
  • Al centro, bottega siciliana (1578), Statua di S. Cataldo, legno scolpito, intagliato, dorato, dipinto. Iscrizione documentaria (scena dell'Annunciazione dipinta nello scudo del piviale)
  • Bottega siciliana, Macchina processionale di S.Cataldo, legno scolpito, intagliato, dorato, dipinto. Iscrizione documentaria (base): UNIVERSITAS / GALIANI FECIT / A. D. 1579
  • Sulla sinistra, bottega siciliana sec. XVIII, Reliquiario a cassa di S. Cataldo, legno scolpito, intagliato, dipinto.
  • Nella parete di sinistra, Armadio in pietra (a sinistra) datato 1778.

Chiesa Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa che vediamo oggi è stata edificata negli anni cinquanta sulle rovine della precedente struttura seicentesca minata durante la seconda guerra mondiale. Nelle pareti laterali troviamo le statue di S. Giuseppe, S. Cuore, Madonna delle grazie e Gesù Bambino di Praga. L'unica cappella nella chiesa è dedicata alla Madonna del Rosario. La statua della Madonna del Rosario è una delle poche cose che furono salvate dalla chiesa prima che venisse minata nel luglio del 1943. Di interesse artistico è anche il bassorilievo in argento raffigurante il Buon Pastore. Anch'esso scamapato al crollo della chiesa è oggi incastonato nella porta del Tabernacolo sul presbiterio.

Cenni storici Costruita nel 1575, originariamente era la chiesa dell'attiguo monastero di clausura delle Carmelitane. Di stile barocco, conservava molte opere d'arte di pregevole fattura, e vi si trovavano quattro altari: il primo di santa Teresa, il secondo della Madonna del Rosario, il terzo della Passione di Gesù ed il quarto della Sacra Famiglia. Alla sommità del campanile, inoltre, si trovava una guglia.

Chiesa Santa Maria di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa e il convento annesso furono fatti costruire intorno al 1658 per volontà del principe Ferdinando Lancillotto Castelli. La chiesa si presenta ad unica navata, con coro posto su un livello differente rispetto al resto della chiesa. Colpisce, entrando, la maestosità della tela raffigurante Maria coronata da angeli, e ammirata dai santi Francesco, Cataldo, Maurizio e Chiara. Di rilievo è la custodia di respiro settecentesco posta al centro del presbiterio. Le altre due tele ai lati raffigurano S. Cataldo in preghiera e di S. Geltrude Comensoli. Nelle pareti laterali sono stati costruiti altri altari, partendo da sinistra troviamo le spoglie di S. Maurizio martire conservate in un'urna di rilievo artistico. A seguire un Crocefisso attribuibile alla scuola del Beato Umile da Petralia, contornato da affreschi. Conclude l'altare di S. Antonio da Padova. Sul lato destro, troviamo l'affresco e la tela raffiguranti due momenti della vita di S. Pasquale Baylon. Segue la statua in marmo della Madonna di Gesù, con affreschi a contorno. Conclude l'altare del bambino di Praga.

Chiesa S. Agostino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di S. Agostino fu probabilmente edificata al posto di un refettorio dedicato a S. Giovanni Battista. Fino al dopoguerra era anche dotata di campanile e convento, poi demoliti perché pericolanti. Sull'altare troviamo una tela del seicento che raffigura S. Agostino e S. Monica che ricevono la cintura dell'ordine dalle mani della Madonna. Negli altari laterali ci sono altre due tele, una raffigura S. Giovanni Evangelista rapito in estasi durante la visione dell'apocalisse, e l'altra riporta S. Tommaso da Villanova raffigurato del gesto di distribuire elemosina ai poveri. Nella chiesa proviamo anche la preziosa statua di S. Giovanni Battista attribuita al Li Volsi da Nicosia, e la cinquecentesca statua di S. Maria Maddalena. Di elevato valore devozionale sono anche i simulacri della Madonna Addolorata (ottocento) e di S. Rita da Cascia (prima metà del novecento). Completano la nostra panoramica un Crocefisso e l'ormai celata statua di S. Nicola da Tolentino.

Chiesa S. Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giuseppe fu fatta costruire nel 1630 dal sacerdote Pietro Leto, come si rileva da un'iscrizione incisa su una pietra posta sul frontespizio del portale d'ingresso. Nel suo esterno, l'edificio si presenta in uno stile semplice e sobrio, mentre il suo interno, costituito da un'unica navata, è arricchito da alcuni elementi decorativi come cornici e stucchi che gli danno un afflato, per certi versi, baroccheggiante. Particolarmente rilevante è la policromia delle pareti e degli archi caratterizzata dall'azzurro, dall'ocra e dal rosa che sono emersi da qualche anno a questa parte dopo alcuni lavori di pulitura. Colpisce per la bellezza e per l'originalità la custodia lignea decorata in oro, collocata sull'altare così come la tela rappresentante la natività posta sul presbiterio. Altre opere prominenti sono il crocifisso ligneo, situato sulla parete sinistra, il gruppo scultoreo della Sacra Famiglia e la statua della Madonna del Carmelo, posta sul lato destro. Le pareti laterali sono parimenti arricchite da tele considerevoli sia per la bellezza sia per particolarità decorativa delle cornici; alcune hanno anche un grande valore storico poiché originariamente appartenevano ad alcune chiese (Sant'Antonio Abate e Santa Maria Lo Piano, oggi diroccate) e ne testimoniano l'esistenza e il valore.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 maggio 1986 24 maggio 1990 Salvatore Lo Giudice Democrazia Cristiana Sindaco [5]
22 giugno 1990 13 giugno 1994 Giuseppe L'episcopo Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
15 luglio 1994 25 maggio 1998 Giuseppe L'episcopo Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Placido Zingale lista civica Sindaco [5]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Salvatore Prinzi lista civica Sindaco [5]
17 giugno 2008 11 giugno 2013 Salvatore Prinzi lista civica Sindaco [5]
11 giugno 2013 in carica Salvatore Zappulla lista civica Cambiamo Gagliano Sindaco [5]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 292.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

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