Nissoria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nissoria
comune
Nissoria – Stemma Nissoria – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
SindacoArmando Glorioso (Noi con Salvini) dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate37°39′N 14°27′E / 37.65°N 14.45°E37.65; 14.45 (Nissoria)Coordinate: 37°39′N 14°27′E / 37.65°N 14.45°E37.65; 14.45 (Nissoria)
Altitudine691 m s.l.m.
Superficie61,83 km²
Abitanti3 000[1] (31-12-2015)
Densità48,52 ab./km²
Comuni confinantiAgira, Assoro, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia
Altre informazioni
Cod. postale94010
Prefisso0935
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT086013
Cod. catastaleF900
TargaEN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 710 GG[2]
Nome abitantiNissorini
PatronoSan Giuseppe
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nissoria
Nissoria
Nissoria – Mappa
Posizione del comune di Nissoria nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Nissoria (Casale in siciliano) è un comune italiano di 3 000 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Nissoria è legata a due diverse zone del suo territorio: il soleggiato altipiano, posto al centro di verdi vallate, che è occupato dall'attuale centro abitato, e la contrada oggi denominata Torre che fin dal VI secolo ospitò l'antica Nysura[3], colonia fondata da immigrati di stirpe orientale che vi introdussero il culto per San Gregorio, Patriarca degli Armeni, rimasto venerato protettore di Nissoria fino al 28 aprile 1855.

La presenza di notevoli resti di fortificazione (XIII secolo) e il ritrovamento (1953) di splendidi reperti di oreficeria bizantina (VI - VII secolo) descritti negli Atti dell'Accademia dei Lincei confermano l'importanza raggiunta dal sito. Il Qalat Musarìah sottomesso dagli Arabi quasi certamente nell'861, fu successivamente assegnato al Vescovo di Troina dal Gran Conte Ruggero, per passare poi, nel 1095-1096, alla giurisdizione del Vescovo di Messina ed essere, quindi, retto dai Basiliani che, ancora nel 1309, provvedevano alla riscossione delle decime sul casale Nysura, erroneamente indicato con il nome di "Nagaria"[4]. Con Federico II (1194 - 1250) che, probabilmente, nel corso delle rivalità con la Santa Sede, pur lasciando alla Chiesa il diritto di riscossione delle decime, assegnò il governo del territorio alla nobiltà laica isolana, ebbe inizio la cronologia ufficiale dei Casati ai quali fu concesso il possesso e con esso i privilegi sui 24 feudi dell'omonima "Nobile Baronia" e sul casale Nysura, il cui nome si trasformerà lentamente in Nissoria.

La cronologia inizia con Virgilio De Catania, ritenuto l'artefice degli ultimi rimaneggiamenti apportati alla fortificazione della Contrada Torre, seguirono successivamente i De Sano, i De Marchisio, i Ventimiglia, per finire con i Moncada che, nell'intento di favorire la colonizzazione e il conseguente sfruttamento di vaste aree incolte presenti nel versante orientale della Baronia, nell'anno 1746, ad opera di Francesco Rodrigo Moncada Ventimiglia Aragona, Principe di Paternò, diedero inizio alla fondazione dell'odierna Nissoria «...Permettersi la fabbrica delle case proporzionate per la sua abitazione e de' suoi familiari e di tutta la gente, che dovea, e potea coltivare, ed arbitriare quel fondo...» e la costruzione del fondaco «...per alloggiamento de' passeggieri...»[5].

Oggi Nissoria si estende su un territorio di 6.162 ettari; il nuovo centro abitato sorse sulla Consolare PA/CT, oggi Strada statale 121 Catanese, lo ospitò un soleggiato altipiano a 660 m s.l.m. posto sui monti Erei, a ridosso della media del fiume Salso, circondato dai colli delle Serre e del Bosco, tra Agira, Assoro e Leonforte, a Km 1,5 ca. dal preesistente insediamento di Contrada Torre. Dal 1926 appartiene alla provincia di Enna (Km 27).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il più importante monumento di Nissoria è sicuramente la chiesa madre dedicata al padrono della città, San Giuseppe.

Da visitare inoltre il Museo etno-antropologico articolato sulla cultura contadina e in particolare sul ciclo del grano e sul ciclo dell'olio.

Da visitare inoltre le zone limitrofe al centro abitato, dove ancora esistono ruderi, prova ne è l'antica Torre nell'omonima contrada.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

L'appuntamento più importante è la festa patronale di S.Giuseppe che si festeggia la prima domenica di agosto.
Le festività iniziano il mercoledì prima con riti religiosi e popolari, in genere si svolge un triduo di preparazione spirituale per il quale viene invitato un pastore esterno per la predicazione.
Il sabato si svolge la festa dell'emigrante, con la particolare e devota celebrazione della Santa Messa.
Il giorno di Domenica è la grande solennità nella quale si celebrano le Sante Messe e la processione per le principali vie del paese con il simulacro di San Giuseppe accompagnato dai fedeli e dalla banda musicale. Il lunedì, giorno conclusivo, la processione si svolge in tutte le vie del paese, durante la quale fedeli devoti s'impegnano nella condivisione del pane.

Il 19 marzo, S. Giuseppe, hanno luogo le tradizionali tavulate che si ricollegano agli itinerari e alle manifestazioni della vicina Leonforte.

La Domenica delle Palme, l'entrata di Gesù a Gerusalemme, rappresentata in maniera singolare, inizia i riti della Settimana Santa.
Dalla chiesa Madre, alle 10:30, i fedeli con un ramoscello d'ulivo si recano al Calvario, dove si trova ad attenderli un bambino in groppa ad un asino. Il giovane, dell'età di nove-dieci anni, viene vestito con un saio bianco, capelli biondissimi e lunghi con la corona sopra il capo. Il clero, che guida la processione, al cospetto del bambino si inchina per baciargli i piedi. A quel punto il bambino si alza e con la mano destra benedice i fedeli, questi ultimi rispondono con il canto di: "Osanna al figlio di Davide".
Dopo la funzione religiosa il piccolo "Gesù" viene accompagnato nella propria abitazione, dove è stato predisposto un altare e un sontuoso trono. Seduto sul trono il bambino, attorniato da bambini vestiti da angeli, tolto il sandalo, poggerà il piede destro su un cuscino bianco finemente e preziosamente ricamato. Da quel momento, e per tutto il giorno, i fedeli cominciano a baciare il piede del bambino a cui verrà offerto in dono il tradizionale biscotto.

Si festeggiano inoltre la Festa di San Francesco da Paola (23 maggio) e le manifestazioni del Corpus Domini a giugno.

Persone legate a Nissoria[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Nissoria è basata prevalentemente sul settore dell'agricoltura. I settori industriale e terziario hanno un'importanza marginale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 aprile 1989 26 maggio 1989 Giuseppe Betolo Partito Repubblicano Italiano Sindaco [7]
26 maggio 1989 22 dicembre 1989 Girolamo Di Benedetto Comm. straordinario [7]
22 dicembre 1989 1º dicembre 1992 Vincenzo Testa Democrazia Cristiana Sindaco [7]
3 dicembre 1992 7 agosto 1993 Salvatore Novello Partito Democratico della Sinistra Sindaco [7]
7 agosto 1993 22 novembre 1993 Salvatore Valguarnera Comm. straordinario [7]
22 novembre 1993 1º dicembre 1997 Salvatore Musumeci Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Sindaco [7]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Angelo Murgo lista civica Sindaco [7]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Salvatore Rinaldi Casa delle Libertà Sindaco [7]
15 maggio 2007 29 maggio 2012 Filippo Buscemi lista civica Sindaco [7]
8 maggio 2012 in carica Armando Glorioso Sindaco [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cosmografia ravennate, "Geografo Ravennate", VII secolo
  4. ^ Rationes Decimarum Siciliae
  5. ^ Tribunale del Real Patrimonio - R.D. del 1749
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN304121676 · LCCN: (ENn2013066355 · GND: (DE1036139050
Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia