Alleanza Nazionale

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Alleanza Nazionale
Alleanza Nazionale.svg
LeaderGianfranco Fini
PresidenteGianfranco Fini
(1995-2008)
Ignazio La Russa
(reggente) (2008-2009)
StatoItalia Italia
SedeVia della Scrofa, 43
00186 Roma
AbbreviazioneAN
Fondazione27 gennaio 1995
Dissoluzione29 marzo 2009
Confluito inIl Popolo della Libertà
IdeologiaConservatorismo[1]
Conservatorismo nazionale[2][3]
Conservatorismo liberale[4] Patriottismo
CollocazioneDestra[5][6]
CoalizionePolo del Buon Governo
(1994-1995)
Polo per le Libertà
(1995-2000)
Casa delle Libertà
(2000-2008)
Il Popolo della Libertà
(2008-2009)
Partito europeoAlleanza per l'Europa delle Nazioni
Gruppo parl. europeoUnione per l'Europa delle Nazioni
Seggi massimi Camera
109 / 630
(massimo raggiunto nel 2001)
Seggi massimi Senato
48 / 315
(massimo raggiunto nel 2001)
Seggi massimi Europarlamento
11 / 87
(massimo raggiunto nel 2004)
TestataSecolo d'Italia
Organizzazione giovanileAzione Giovani
(1996-2009)
Iscritti250 000 (2004)
ColoriBlu scuro
Sito webwww.alleanzanazionale.it

Alleanza Nazionale (AN) è stato un partito politico italiano di destra.

La forza politica nacque nel gennaio 1994, inizialmente come formazione elettorale composta dal Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale e da altre personalità ed associazioni minori d'area, in particolare, liberali, democristiani e conservatori come Domenico Fisichella, Luigi Ramponi, Giuseppe Basini, Publio Fiori e Gustavo Selva. Nel primo congresso nazionale del gennaio 1995, con la cosiddetta svolta di Fiuggi, scioltosi il MSI-DN, AN si è riconosciuto sulle posizioni della destra classica occidentale di stampo conservatore.

Il partito, pur mantenendo legami storico-culturali con la tradizione del MSI-DN, ha mostrato sempre più una tendenza nazional-conservatrice, con qualche apertura al conservatorismo liberale, riconoscendosi nella leadership di Gianfranco Fini, promotore della svolta e leader del partito dalla sua fondazione fino al suo scioglimento, che è avvenuto nel marzo 2009 per entrare a far parte del Popolo della Libertà.

A livello europeo ha aderito all'Alleanza per l'Europa delle Nazioni ed al gruppo parlamentare dell'Unione per l'Europa delle Nazioni. Il suo organo ufficiale era il Secolo d'Italia.

Nel congresso di scioglimento svoltosi nel 2009 il patrimonio culturale e immobiliare fu affidato a una fondazione di diritto privato, costituitasi nel 2011.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le idee di una nuova destra[modifica | modifica wikitesto]

Nella lunga storia del Movimento Sociale Italiano vi sono stati più momenti in cui il partito ha dato eco anche ad istanze moderate.

Nel febbraio del 1972 il segretario Giorgio Almirante riuscì a formare un'alleanza col Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica, una delle maggiori formazioni monarchiche italiane, da cui derivò anche un mutamento di denominazione del partito, da allora chiamato Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. In quegli anni, il MSI-DN fece appassionate campagne, come in occasione del referendum sul divorzio, sposando quasi appieno le posizioni della Chiesa cattolica, con l'evidente intento di sottrarre elettorato alla DC.

Nel gennaio 1975 fu creata da Almirante la Costituente di destra per la libertà, cui aderirono in funzione anticomunista personalità antifasciste, come l'ex deputato DC Enzo Giacchero, che fu il presidente (era stato comandante partigiano[7]) e l'ex parlamentare DC Agostino Greggi, che ne fu segretario.

Nel 1976 nel MSI nacque una componente, che dal 1977 divenne un partito, detta Democrazia Nazionale - Costituente di Destra, in cui vi fu una completa fuoriuscita ideologica e programmatica dal fascismo; non ci fu ripudio, ma lo si ritenne una esperienza ormai conclusa ed affidata alla storia. Si sciolse nel 1979 ma successivamente verrà considerato un precursore proprio di Alleanza Nazionale[8].

Oltre un decennio dopo, sul Il Tempo del 19 settembre 1992 il politologo della destra cattolica Domenico Fisichella lancia un'idea: «se i progressisti lavorano per una Alleanza Democratica, sul versante opposto tutti quelli che ne hanno abbastanza delle gioie del progressismo debbono cominciare a lavorare per una Alleanza Nazionale» dove «ci potranno essere liberali, repubblicani, cattolici»[9].

Nasce il MSI-Alleanza Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Un circolo di AN

A fine aprile 1993, un articolo sul Secolo d'Italia a firma di Francesco Storace, allora portavoce del segretario del MSI Gianfranco Fini, rilancia l'idea di una nuova alleanza nazionale che associasse i missini con altri personaggi o schieramenti di idee conservatrici, come la destra democristiana[10].

Dal 24 aprile 1993 la costruzione di Alleanza Nazionale sembra avviata dal Movimento Sociale Italiano[11]; l'idea nell'immediato viene bocciata[12], ma già a Belluno in giugno si tiene un primo test elettorale[13][14] e poi se ne discuterà per tutta l'estate del 1993[15].

In questa fase Fini presenta AN come «una strategia. Non è un partito nuovo, ma è una politica: chiamare a raccolta tutte quelle categorie, quei ceti economici, quegli spazi della società che oggi sono liberi perché non hanno più dei referenti».Lo stesso Fini si candida a sindaco di Roma: «Presentiamo liste aperte, cioè non solo missine, in molte città, da Cosenza a Pescara a Palermo. (...) Siamo una forza superiore al 10% nel Centro Sud. Se i dati ci daranno ragione» si potrà così arrivare a «edificare un quarto polo nazionale» (dopo quelli di sinistra, centro e Lega Nord).[16][17]

Secondo il Corriere della Sera, già in questa fase di AN «fanno parte alcuni intellettuali come il politologo Domenico Fisichella, editorialista de Il Tempo, giornalisti come Adolfo Urso dell’Italia Settimanale, liberi professionisti come Gaetano Rebecchini, uno dei sette membri della Consulta Vaticana. E poi il giudice Alibrandi, il principe Ruspoli (che smentirà, ndr[18]), l'ex comandante della Guardia di Finanza Ramponi»[19].

Dopo non essere stato toccato dallo scandalo di Tangentopoli, MSI-DN riscuote un ottimo successo alle elezioni amministrative del novembre 1993. A Chieti, Benevento e Latina vengono eletti sindaci i candidati del MSI, ma il successo è riscontrato soprattutto a Roma e Napoli: nella capitale il segretario Gianfranco Fini ottiene il 35,5 % ed a Napoli Alessandra Mussolini il 31,1 % ed entrambi accedono al ballottaggio[20][21].

Il 23 novembre 1993 a Casalecchio di Reno l'imprenditore Silvio Berlusconi inaugurava un supermercato e, alla domanda di un cronista per chi avesse votato a Roma tra Rutelli e Fini, a sorpresa rispose: Certamente Gianfranco Fini. Al ballottaggio a Roma, forse anche grazie alla frase di Berlusconi, Fini raggiunse il 47 %[22].

Il 26 novembre viene meglio presentato ufficialmente il progetto di AN e nascono i primi circoli sul territorio[23][24], ma solo l'11 dicembre successivo il Comitato Centrale missino approverà ufficialmente il nuovo Movimento Sociale Italiano-Alleanza Nazionale[25][26][27] con l'astensione di dieci dirigenti vicini a Pino Rauti[28].

Il nuovo MSI-AN ha per sede iniziale tre stanze circa in un appartamento vicino al Pantheon affittate a un prezzo di favore dal principe Lillio Sforza Ruspoli[29].

Politiche 1994: la destra al governo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Berlusconi I.

Il 22 gennaio 1994 si apre l'assemblea costituente di AN[30][31] e il 28 viene presentato il nuovo simbolo al XVII Congresso nazionale dell'MSI[32], disegnato dal pubblicitario Massimo Arlechino[33].

Alleanza Nazionale debutta elettoralmente in occasione delle elezioni politiche del 1994: nei collegi uninominali del centro-sud, il partito stringe un'alleanza con Forza Italia di Silvio Berlusconi, dando luogo al cosiddetto Polo del Buon Governo; al centro-nord, invece, presenta candidati alternativi a quelli del Polo delle Libertà, coalizione formata da Forza Italia e Lega Nord[34]. Nella quota proporzionale della Camera, AN raggiunge uno storico 13,4% dei voti e diviene forza di governo: per la prima volta, esponenti del Movimento Sociale Italiano entrano a far parte di un esecutivo.

I ministri del governo Berlusconi I espressi dal partito sono cinque: per il MSI Giuseppe Tatarella in qualità di Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, Altero Matteoli all'ambiente ed Adriana Poli Bortone all'agricoltura; per AN Publio Fiori al Ministero dei Trasporti e Navigazione e Domenico Fisichella al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Di estrema rilevanza fu il ruolo di Tatarella di mediazione come Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, tant'è che si autodefinì ministro dell'Armonia[35][36][37][38][39], e con tale appellativo continua ad essere ricordato tuttora[40].

La coalizione di governo, formata da AN, Forza Italia, Centro Cristiano Democratico, Unione di Centro e Lega Nord, collassa dopo solo otto mesi, a causa dell'uscita del partito di Umberto Bossi.

Con la creazione del Governo tecnico di Lamberto Dini appoggiato dal PDS di Achille Occhetto, dal PPI di Rocco Buttiglione e dalla stessa Lega Nord di Bossi, si consuma il ribaltone ed AN passa all'opposizione.

Il 22 ottobre 1994 si celebra l'ultimo comitato centrale del Movimento Sociale Italiano, nel quale viene decisa la confluenza in AN. Molto critici sono Pino Rauti e Teodoro Buontempo; critico ma rispettante la linea di Fini è Mirko Tremaglia, la cui proposta di chiamare il nuovo soggetto politico Alleanza Nazionale-MSI viene però cassata[41].

Gianfranco Fini afferma che nel nuovo partito non saranno accettati antisemiti[42][43].

La svolta di Fiuggi: nasce AN[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Svolta di Fiuggi.
Il leader del partito Gianfranco Fini

Il 27 gennaio 1995, a Fiuggi, dopo lo svolgimento dell'ultimo congresso del MSI, avviene il primo congresso di AN, cui partecipano i Circoli di Alleanza nazionale il cui coordinatore era Adolfo Urso. Il congresso elegge Fini primo presidente del nuovo partito, il quale afferma che «oggi finisce in Italia il lunghissimo dopoguerra».[44]

Si consacra lì la cosiddetta "svolta governista" al partito, allargandolo a cattolici moderati e conservatori, e spingendolo verso il centrodestra conservatore e liberale.

Il nome Alleanza Nazionale non è casuale: fu scelto per definire il partito o coalizione che avrebbe dovuto contrapporsi all'analoga Alleanza Democratica, partito o coalizione che si sarebbe formato a sinistra (in previsione di un sistema a soli due partiti di cui tanto si parlava allora) e che appariva incontrastabile senza un'alleanza nazionale. AD nelle intenzioni dei suoi fondatori avrebbe dovuto rappresentare il contenitore di tutta la coalizione di sinistra, anche se poi questa intenzione naufragò a causa delle divergenze e la coalizione di sinistra finì per chiamarsi Progressisti nella quale AD finì per confluire, seppur sopravvivendogli ancora per qualche anno.

Domenico Fisichella, al tempo professore ordinario di scienza politica all'Università di Roma La Sapienza, nel 1992, in un articolo apparso su Il Tempo, aveva suggerito al MSI di farsi promotore di una "alleanza nazionale" per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava. Fini, ispirandosi a questa tesi, chiede a Gennaro Malgieri, giovane direttore del Secolo d'Italia, di stendere le tesi di un congresso rifondativo. Tra i passaggi più importanti: