Rita Pavone

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Rita Pavone
Rita Pavone (1965)
Rita Pavone (1965)
Nazionalità Italia Italia
Svizzera Svizzera
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1962 - 2006,
2013 - in attività
Etichetta RCA Italiana, Dischi Ricordi
Album pubblicati 16
Studio 16

Rita Pavone (Torino, 23 agosto 1945) è una cantante, attrice e showgirl italiana naturalizzata svizzera. Fu soprannominata Pel di carota per via del colore rosso della sua capigliatura.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Debutta nel 1959 al Teatro Alfieri di Torino in uno spettacolo per bambini dal titolo Telefoniade, e realizzato dall'allora nazionale società telefonica Stipel[1]. È quella la prima volta che Rita si esibisce davanti ad un pubblico vero e non composto da parenti e familiari, e lo fa in due uscite: nel primo tempo, truccata da negretta e con addosso un frac di raso nero nella interpretazione di Swanee, brano reso famoso dal grande cantante statunitense Al Jolson; poi, nel secondo tempo, nei panni di una inglesina in visita alla Città Eterna cantando il brano di Renato Rascel, Arrivederci Roma. Tra la fine del 1959 e l'inizio del 1961 si fa notare esibendosi in alcuni locali torinesi come "l'Apollo Danze[2]", "La Serenella[3]", "La Perla[4]", l'"Hollywood Dance[5]" o il "Principe", guadagnandosi il soprannome di "Paul Anka in gonnella" grazie alla scelta di un repertorio che prediligeva proprio i brani del famoso cantante canadese[3].

Nel 1962 partecipa alla prima edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia. Il patron della manifestazione del Festival è il cantante Teddy Reno, che diviene immediatamente il suo pigmalione (sei anni dopo i due si sposeranno in Svizzera, dopo una serie di polemiche a causa della notevole differenza d'età tra i due, e soprattutto per il fatto che all'epoca Teddy Reno fosse già sposato, civilmente, e con un figlio avuto dalla prima moglie Vania Protti). La vittoria ad Ariccia le procura un provino con l'RCA Italiana: Pavone canta Moliendo Café e altri brani del repertorio di Mina, e ottiene un contratto discografico[6].

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo il suo esordio raggiunge un'incredibile popolarità nazionale e internazionale. Escono uno dietro l'altro alcuni singoli di enorme successo: La partita di pallone, che dal 2 febbraio 1963 arriva al 1° posto in hit-parade per quattro settimane, e Sul cucuzzolo (scritte da Edoardo Vianello); Alla mia età; Come te non c’è nessuno, che dal successivo 16 marzo arriva prima per 10 settimane; Il ballo del mattone, che l'8 giugno 1963 arriva prima per due settimane; Cuore, versione italiana della hit statunitense scritta da Barry Mann e Cynthia Weil Heart (I Hear Your Beat), che il 22 giugno 1963 arriva prima per 11 settimane; Non è facile avere 18 anni, che arriva prima l'11 gennaio 1964; Datemi un martello (adattamento italiano di Sergio Bardotti di If I Had a Hammer); Che m’importa del mondo, con cui il successivo 1º febbraio arriva ancora una volta al 1° posto in hit-parade.

Rita Pavone ne Il giornalino di Gian Burrasca 1964

È protagonista, nel 1964, dello sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, tratto dal celebre romanzo per ragazzi di Vamba e diretto da Lina Wertmüller, con musiche di Nino Rota orchestrate da Luis Enriquez Bacalov. Sigla di questo autentico cult televisivo è il brano Viva la pappa col pomodoro, la cui registrazione si avvarrà dello zither di Anton Karas. Questa canzone verrà incisa da Pavone in molte lingue: The Man Who Makes The Music nel Regno Unito, Ich frage meinen Papa in Germania e Qué ricas son la papas in Spagna e nei paesi di lingua spagnola.

Sempre nello stesso anno, la sua popolarità meritò le attenzioni di Umberto Eco nel suo saggio intitolato Apocalittici e Integrati. Nel 1965 vince il Cantagiro con Lui. Seguono numerose altre hit a 45 giri: Solo tu, Stasera con te, sigla del programma televisivo "Stasera Rita" per la regia di Antonello Falqui, Plip che il 25 dicembre 1965 arriva prima per tre settimane, Qui ritornerà che il 18 giugno 1966 arriva in prima posizione, Il geghegé, altra sigla delle cinque puntate che la videro protagonista a Studio Uno del 1966, Fortissimo, La zanzara, Gira gira, Questo nostro amore.

In questi anni è protagonista anche di alcune pellicole cinematografiche appartenente al filone successivamente chiamato dei musicarelli : film dagli incassi miliardari furono Rita, la figlia americana (1965) con Totò e la regia di Piero Vivarelli; Rita la zanzara (1966) con Giancarlo Giannini e la regia di Lina Wertmuller; Non stuzzicate la zanzara (1967), con Giancarlo Giannini e Giulietta Masina, sempre per la regia di Lina Wertmuller. Nel 1967, Rita Pavone vince il Cantagiro con Questo nostro amore, scritto da Luis Enriquez Bacalov e Lina Wertmuller e tema del film Non stuzzicate la Zanzara. Nel 1967 escono Little Rita nel West (con 33 giri omonimo per la RCA), film con Terence Hill e la regia di Ferdinando Baldi, e La feldmarescialla, sempre con Terence Hill e la regia di Steno.

I successi all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Sfolgorante è stata la popolarità di Rita Pavone a livello internazionale. Si può giustamente definirla la capostipite di una strada percorsa oggi da molti nostri artisti italiani, Pausini in testa. Molte sono le etichette per le quali Rita incide: Decca nel Regno Unito; Teldec e Polydor in Germania; Barclay, RCA e Phonogram in Francia ed infine, RCA Victor per gli Stati Uniti, Giappone e tutto il Sud America. Negli Stati Uniti è stata cinque volte ospite della trasmissione Ed Sullivan Show (CBS), trasmesso live da costa a costa. In una puntata Rita Pavone vi appare sul cartellone quale terzo nome dopo Duke Ellington ed Ella Fitzgerald. Seguono altri spettacoli televisivi come Hullabaloo e Shindig che la vedono agire sul palco insieme a nomi mitici dello spettacolo mondiale quali: The Beach Boys, Marianne Faithfull, Orson Welles, The Animals, The Supremes.

La RCA Victor Americana pubblicherà 3 Album di Rita Pavone distribuiti nel mondo intero: The International Teen-Age Sensation, il cui singolo, Remember Me resterà per 10 settimane nelle classifiche 100 del Cashbox e del Billboard, le Bibbie della musica mondiale, arrivando alla 26ª posizione della classifica; segue il 33 Small Wonder, entrambi incisi negli Studi della RCA Victor in New York, ed infine Rita Pavone, registrato interamente a Nashville, e il cui produttore è nientemeno che il grande chitarrista Chet Atkins. In quell'occasione Rita Pavone si avvarrà di musicisti come Floyd Cramer, Al Hirt e il coro di Anita Kerr, quest'ultimo presente in moltissimi dischi del grande Presley (durante il lungo soggiorno, Rita avrà modo di conoscere personalmente Elvis Presley e Brenda Lee, due suoi grandi idoli). Presley le regalerà in ricordo un suo ritratto con dedica.

Grazie a questo personale successo, il 20 marzo 1965, Rita Pavone si esibirà per la prima volta in concerto a New York nella magica Carnegie Hall, e per l'occasione a presentarla sarà Ed Sullivan in persona, in un teatro strapieno di fans super entusiasti, come scrive a tal proposito, in un bellissimo articolo, il quotidiano Herald Tribune recensendo il concerto. Nel Regno Unito nel 1966 il singolo Heart, nell'originale lingua inglese, regalerà a Rita Pavone un 12 mo posto nelle classifiche britanniche e una permanenza di nove settimane. Altro ottimo posizionamento, 14º posto, le verrà da You Only You nel 1967 - versione in inglese della italianissima Solo tu, firmata originalmente da Bacalov e Lina Wertmuller, ma che in inglese si avvale della brillante penna di Norman Newell, che firmò la mitica More di Riz Ortolani. Numerosi anche nel Regno Unito i programmi televisivi che la vedranno in scena con Tom Jones, Cilla Black e Donovan.

Inoltre, sempre nel 1967, negli studi televisivi londinesi della BBC, verrà realizzato un intero special sulla Pavone dal titolo Segni personali: lentiggini, con ospite d'onore il gruppo degli Herman Hermits. Per l'occasione, Rita Pavone verrà accompagnata dal gruppo dei Collettoni. Enorme è la discografia di 45 giri e albums che vede presente Rita Pavone nel mercato di lingua tedesca e, spessissimo, tra le prime dieci canzoni più vendute. È del 1964 il suo primo 45 giri di successo in lingua tedesca: Wenn ich ein Junge war, questo è il titolo che porta Rita Pavone in vetta alle classifiche tedesche con mezzo milione di copie vendute (negli anni settanta Nina Hagen riproporrà il brano in una reinterpretazione pedissequa all'originale che presenterà spessissimo nei suoi concerti).

Altro primo posto per Rita Pavone verrà nel 1969 con Arrivederci Hans (800.000 copie vendute solo in Germania). Per non parlare poi della popolarità della Pavone in Argentina, Brasile, Spagna e Giappone, la cui discografia è molto ampia. In Francia, dopo un fortunato ma piccolo approccio datato 1963 con Coeur, 45 giri EP prodotto dalla Barclay, e con il brano Clementine Cherie che sarà il tema principale del film francese omonimo starring Philippe Noiret, Rita Pavone sale finalmente sul podio delle classifiche francesi nel 1972 piazzandosi al 2º posto dei dischi più venduti con Bonjour la France ("La suggestione"), brano scritto per lei da Claudio Baglioni che le fa vendere 650.000 copie solo in Francia, e le apre, per un mese intero, le porte magiche del grande teatro Olympia di Parigi.

Il declino in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo cinque anni di straordinaria popolarità, nel 1968 il matrimonio assai discusso con Teddy Reno sembra avere un effetto destabilizzante per la sua carriera: un personaggio rassicurante come quello della simpatica teen-ager che aveva portato al successo Rita Pavone, agli occhi del pubblico entrava ora in contrasto con la sua scelta di unirsi in matrimonio a un uomo molto più grande di lei, e soprattutto già sposato e con un figlio. Ad acuire quest'improvvisa inimicizia tra la Pavone e il suo pubblico fu anche il morboso interesse della stampa scandalistica, che si accanì su alcune vicissitudini familiari legate alla separazione fra i genitori della cantante. Ciò nonostante, malgrado il clima non sia dei più sereni, dopo aver lasciato la RCA, Rita Pavone firma un contratto milionario con la Ricordi, fondando l'etichetta Ritaland, attraverso la quale incide alcune canzoni per bambini che però passano quasi del tutto inosservate.

Incide, invece, altri tre singoli per un pubblico più adulto; Pippo non lo sa, famoso brano di Gorni Kramer, che è la sigla per un programma pomeridiano per ragazzi e altri due dischi, Il mondo nelle mani e Nella mia stanza; che non riescono comunque a riportarla nelle zone alte della hit-parade italiana, anche se nello stesso periodo ottiene invece una grossa popolarità in Sud America. Nel 1969 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone Zucchero, ma si classifica solamente al 13º posto. Nel complesso, l'intero periodo trascorso alla Ricordi si rivelerà del tutto fallimentare: non vende il singolo estivo Per tutta la vita (un vecchio successo anni cinquanta), uscito quasi in contemporanea con la nascita del suo primogenito Alessandro, e neppure Dimmi ciao bambino, traduzione di un brano tedesco che la Pavone porta alla Canzonissima di quell'anno, venendo prontamente eliminata. Sandra Mondaini, nel cast di quell'edizione, ne realizza una non troppo benevola parodia.

In seguito anche alle diverse querele presentate dalla cantante e da Teddy Reno nei confronti della Rai (non gradirono l'imitazione di Alighiero Noschese a Doppia coppia), diminuiscono drasticamente anche le apparizioni della Pavone sul piccolo schermo, con ovvi effetti sulla sua popolarità già in fase calante. L'anno successivo, la Ricordi vorrebbe imporle una nuova partecipazione a Sanremo, ma lei si rifiuta, tornando alla casa discografica che l'aveva lanciata diversi anni prima: la RCA. Le quotazioni della cantante sono in quel momento al minimo, motivo per cui, rispetto al precedente, il nuovo contratto con la sua storica etichetta non è per la Pavone altrettanto vantaggioso dal punto di vista economico. Inoltre, la RCA la manda ugualmente a Sanremo col brano (da lei mai apprezzato) Ahi ahi ragazzo!, che ottiene comunque un certo successo discografico in Spagna e in altri paesi di lingua iberica.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcuni mesi di silenzio in cui i discografici cercano nuove strategie per un suo rilancio, la cantante sembra riprendere finalmente quota partecipando a Canzonissima, dove presenta con successo due cover: Stai con me (Stand by me) e Finalmente libera (Free again), quest'ultima tratta dal repertorio di Barbra Streisand.

Nel 1971 intraprende la strada della canzone d'autore incidendo Se casomai... (presentata al Disco per l'estate) e La suggestione, firmate da un giovanissimo e misconosciuto Claudio Baglioni. Torna in tv con lo special Ciao Rita, dove la Pavone, oltre che cantante è anche ballerina, imitatrice e presentatrice. Lo show ottiene un ottimo successo di ascolto. Partecipa nuovamente a Canzonissima, dove la spunta su Nada, Milva, Dalida e Gigliola Cinquetti, riproponendo con successo La suggestione, unitamente alla storica hit Cuore (in una nuova versione): in semi-finale viene però sconfitta da Rosanna Fratello.

Nel 1972 ritorna a Sanremo con la raffinata Amici mai, ma anche qui non riesce ad accedere alla finale. Solo pochi giorni dopo, però, grazie alla partecipazione allo show televisivo di Guy Lux con Bonjour la France (versione francese de La suggestione), la Pavone ottiene un grosso ed inaspettato successo discografico proprio in Francia, dove giunge al 2º posto in hit-parade. Subito dopo si esibisce, trionfando, all'Olympia di Parigi, dove altri cantanti italiani avevano in passato fallito. Oltralpe, riscuotono un'ottima accoglienza anche le sue personali versioni in francese di Montagne verdi di Marcella Bella e Questo piccolo grande amore, sempre di Claudio Baglioni.

Nel 1973 ritorna al Disco per l'estate, presentando ancora un brano di Baglioni: L'amore è un poco matto, che non solleva l'interesse del pubblico. L'anno dopo, pur incidendo parecchio materiale, non viene pubblicato dalla RCA alcunché. Nel frattempo, nel maggio 1974, nasce il suo secondogenito Giorgio.

Nel 1975 esce un album di cover anni sessanta intitolato Rita per tutti (originariamente l'album ha per titolo Rita in discoteca), in cui la cantante interpreta alla sua maniera e con ritmiche differenti dalle versioni originali, classici come Io che amo solo te di Sergio Endrigo e Sapore di sale di Gino Paoli, con gli arrangiamenti di Victor Bach. L'album diviene un grande successo in Brasile, dove Io che amo solo te viene scelta come sigla di una famosa telenovela.

Significativa è anche la sua attività di attrice teatrale: sempre nel 1975, insieme ad Erminio Macario, recita nello spettacolo intitolato Due sul pianerottolo (che l'anno dopo diventa anche un film diretto da Mario Amendola); successivamente è al fianco di Carlo Dapporto in Risate in salotto.

Nel 1976 promuove il singolo ...E zitto zitto, presentato al Festival di Sanremo, dove quell'anno partecipa in qualità di ospite.

Nel 1977, la Pavone ritorna nelle zone alte della hit-parade con My name is Potato, che diventerà la sigla del suo nuovo show televisivo Rita ed Io, con Carlo Dapporto: la sigla, a metà tra il cartoon e il videoclip, è del grande Bruno Bozzetto. Rita ed Io sarà anche il titolo dell'omonimo LP di quell'anno. Il successo viene bissato con Paperita, brano dedicato al mondo dell'infanzia e sigla del programma Buonasera con... Rita al circo.

Nel 1978, torna in teatro insieme al grande attore milanese Piero Mazzarella, porta sulle scene Quel diavolo di Santarellina.

Nel 1979 incide un singolo disco: Blame It On The Boogie, cover dei Jacksons, da lei interpretata con l'Anonima Ragazzi, un gruppo di giovani cantanti e ballerini che per un paio d'anni seguiranno la Pavone nella sua attività. Rita & l'Anonima Ragazzi sarà anche il titolo del suo nuovo long-playing. Il decennio si conclude con la firma di un interessante contratto di conduzione televisiva per uno show in onda in prima serata sul secondo canale, dal titolo Che combinazione!.

Ma, la susseguente amara scoperta della co-conduzione con Gianni Cavina rende decisamente nervoso il lavoro della Pavone, che in qualche modo è costretta a difendere di volta in volta il proprio spazio, nonostante lo spettacolo preveda contrattualmente Rita Pavone quale sola conduttrice (con la "partecipazione" di Cavina). Nel suo libro autobiografico intitolato Nel mio piccolo (pubblicato nel 1995 da Sperling & Kupfer), che le farà riscuotere ottime critiche, nonché il Premio "Tuscania Opera Prima", la cantante rivelerà le ragioni politiche che si celavano dietro la presenza piuttosto "ingombrante" dell'attore bolognese all'interno del suo show. Ciononostante, Che combinazione! andrà in onda fino alla fine del gennaio 1980, con una media di 12 milioni di spettatori per puntata. Della Pavone sono ovviamente sia la sigla iniziale (Mettiti con me), che quella finale (Prendimi), entrambe incluse nel suo ultimo album inciso per la RCA: R.P. 80. Un periodo, quest'ultimo, più che discreto per la popolarità della cantante, che però è destinata a rimanere assai lontana dagli irripetibili fasti raggiunti negli anni sessanta.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, insieme al marito Teddy Reno, presenta per la prima volta in teatro il duo comico Gaspare e Zuzzurro, ottenendo strepitose critiche personali. Negli anni ottanta, la Pavone intensifica la sua attività di cantautrice cominciata con l'album Rita e l'Anonima Ragazzi, firmando interi lavori come Dimensione donna (1985), da cui è tratta Finito, canzone che diviene un grande successo in seguito all'inserimento come sigla della soap-opera Sassaricando della brasiliana TV Globo.

Nel 1987 scrive con l'americana Carolain il singolo La valigia.

Nel tardo 1989, dopo la delusione seguita alla bocciatura al Festival di Sanremo di quell'anno, esce il suo ultimo album di inediti, Gemma e le altre. Il disco, con musiche di Carolain e testi di Rita Pavone, vede l'artista anche nel ruolo di arrangiatrice (sempre insieme alla Carolain), ed è incentrato su tematiche sentimentali interamente declinati al femminile. Nel brano Gemma, incentrato sull'omosessualità femminile, la Pavone si avvale dell'aiuto, per un verso del refrain, dell'amico Dario Gay.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 partecipa anche all'album di Cristiano Malgioglio intitolato Amiche, insieme a Milva, Sylvie Vartan ed altre artiste.

Nel 1995, al Teatro Romano di Verona, è Maria ne La dodicesima notte di William Shakespeare, con Franco Branciaroli, Renzo Montagnani, Pino Micol e Marco Sciaccaluga: è la prima volta che la Pavone si esibisce nel repertorio classico, ottenendo uno straordinario consenso di critica.

Nel 1999 veste i panni di Gelsomina ne La strada (in coppia con Fabio Testi), lavoro tratto dall'omonimo film di Federico Fellini con la sceneggiatura di Tullio Pinelli e di Ennio Flaiano, per la regia di Filippo Crivelli, i costumi di Danilo Donati e le musiche di Nino Rota. Per l'occasione, il premio Oscar Luis Enriquez Bacalov, compone l'inedito Che senso ha, con testo della stessa Pavone.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 2000 e del 2001 è tra i protagonisti su Canale 5 del varietà musicale in prima serata intitolato I ragazzi irresistibili, insieme a Maurizio Vandelli, Adriano Pappalardo e Little Tony, con i quali celebra alcuni dei più importanti brani entrati nella storia della musica leggera dagli anni sessanta in poi. Molte sono le "chicche" musicali presentate da Rita Pavone, e molti i duetti di successo, tra i quali da rimarcare quello con Bruno Lauzi e quello con Josè Feliciano.[7]

Il 1º gennaio 2006 alle ore 1:10, durante la trasmissione di Rai Uno L'anno che verrà, che ha scandito l'avvicinarsi del Capodanno, ha reso ufficiale la scelta di ritirarsi a vita privata dopo aver cantato per l'ultima volta in pubblico. Nel marzo del 2006 si è candidata alle elezioni per il Senato, Circoscrizione Estero (infatti come Mina anche Rita Pavone risiede con la famiglia in Svizzera ed ha la cittadinanza elvetica da molti anni) nella lista "Per l'Italia nel Mondo" di Mirko Tremaglia, senza però essere eletta.

Nell'ottobre del 2009 è riapparsa in televisione, dove è stata eccezionalmente intervistata dal giornalista Alessandro Gatta per la trasmissione televisiva La vita in diretta.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, un duo di produttori siciliani, composto da Mario Romano e Salvo Sapienza propone il rifacimento de La partita di pallone con la partecipazione di Rita Pavone, apprezzato e ballato in molti club di tutta Italia.

Il 6 ottobre 2010 è stata l'inaspettata ospite a uno degli otto concerti romani tenuti da Renato Zero in occasione dei suoi 60 anni. In quell'occasione ha cantato insieme a Zero alcuni dei suoi più grandi successi, come Alla mia età, Come te non c'è nessuno, Cuore, Che m'importa del mondo e Fortissimo, e poi, da sola, Mi vendo. La sua intera performance è stata poi inserita nel DVD pubblicato dallo stesso Renato Zero. Sempre nel 2010 è presente come ospite nel nuovo cd di duetti di Dario Gay, Ognuno ha tanta storia, eseguendo insieme a lui il brano Domani è primavera. In questo cd sono presenti, oltre a Rita, artisti del calibro di Milva e di Enrico Ruggeri, tra gli altri. Unica eccezione che si concede rispetto al silenzio annunciato quattro anni prima.

Il 27 dicembre 2011, a Capri, nel corso della 16ª edizione dell'Hollywood International Film Festival, insieme al premio Oscar Ben Kingsley e al coreografo Lindsay Kemp, ha ricevuto il premio Capri Legend Award 2011. L'evento, prodotto da Pascal Vicedomini, ha come presidente onorario Lina Wertmuller e come vice presidente Tony Renis.

L'8 settembre 2013, a sorpresa, Rita Pavone ritorna alla musica dopo 24 anni dall'ultimo album in studio e dopo 7 anni dal suo addio alle scene pubblicando il suo nuovo doppio album Masters, anticipato dal singolo I Want You With Me, cover di un brano portato al successo da Elvis Presley. Il mese successivo è ospite di Gianni Morandi nel suo concerto-evento all'Arena di Verona.

Nel maggio 2014 torna con il tour Rita is Back!, esibendosi dal vivo in sei concerti teatrali in altrettante città italiane.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È alta un metro e 53/54 centimetri; durante la sua giovinezza pesava 47 kg.[8]
  • Nel 1979, allo Sporting Club di Montecarlo, le etichette discografiche che l'avevano pubblicata nel mondo, le hanno consegnato il disco d'oro per 20 milioni di dischi venduti dal 1962 al 1978. Ad oggi, Pavone ha venduto più di 50 milioni di dischi nel mondo intero.

Rita & i Pink Floyd[modifica | modifica wikitesto]

Esiste, si dice, una leggenda metropolitana su Rita Pavone in circolo fin dagli anni '70, secondo la quale nel brano Saint Tropez, contenuto nel disco Meddle dei Pink Floyd, la Pavone verrebbe citata in un verso ("I hear your soft voice calling to me / Making a date for Rita Pavone"). A questo proposito, più volte intervistata, la cantante afferma che nell'estate del 1973, mentre lavorava sulla Costa Azzurra, le venne segnalato che nel parterre fossero presenti alcuni membri del gruppo dei Pink Floyd. Pare che la Pavone avesse sorriso incredula a quella notizia, ma anni dopo, coincidenza vuole che qualcuno le faccia dono del libro dedicato ai Pink Floyd edito dalle edizioni Arcana, e che in questo, riprendendo il testo di Saint Tropez si trovi la frase di cui sopra citata.

Tuttavia, l'album Meddle è di ben due anni precedenti all'incontro riportato da Rita Pavone, il verso citato, inoltre, recita "[...] later by phone" (come riportato nelle pubblicazioni ufficiali) e non " [...] Rita Pavone". L'errore forse deriva da alcune pubblicazioni italiane degli anni 1970 e sostenute dalla successiva versione della Pavone, la quale, nonostante le altrui smentite, ha continuato a dare la sua versione dei fatti.

Nove regine[modifica | modifica wikitesto]

Rita Pavone viene citata nel film argentino Nove regine. Alcune canzoni si possono sentire durante il film, e il protagonista la cita in una delle sue ultime battute.

Discografia italiana[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di una complicata coreografia del corpo di ballo che si esibiva con Rita Pavone, da Studio Uno, 1966

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Anno Categoria Brani Piazzamento Abbinamento
1969 Festival di Sanremo 1969 Zucchero 13 Dik Dik
1970 Festival di Sanremo 1970 Ahi ahi ragazzo! non finalista Valeria Mongardini
1972 Festival di Sanremo 1972 Amici mai non finalista

Emissioni speciali realizzate dal fan club[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Luisa (in portoghese/Montanas verdes(in spagnolo)/Sono proprio uno schianto/Rita Kaputt (1987)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

In quanto protagonista della musica leggera degli anni sessanta, sono numerosi i film a tema musicale (i cosiddetti musicarelli) alla quale ha partecipato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In scena stasera all'Alfieri la rivista della Stipel, pubblicato su La Stampa del 1º dicembre 1959, n° 285, pag. 2
  2. ^ La Stampa del 5 dicembre 1959, n° 289, pag. 4
  3. ^ a b La Stampa del 30 gennaio 1960, n° 26, pag. 4
  4. ^ La Stampa del 29 aprile 1961, n° 102, pag. 4
  5. ^ La Stampa del 19 novembre 1960, n° 277, pag. 4
  6. ^ Gianfranco Manfredi, La strage delle innocenti, Lato Side, Roma, 1982; pag. 30
  7. ^ Baroni, p. 377.
  8. ^ Musica - Rita Pavone, ritapavone.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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