Ministero per i beni e le attività culturali

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Coordinate: 41°53′55.4″N 12°28′50.2″E / 41.898722°N 12.480611°E41.898722; 12.480611

Ministero per i beni e le attività culturali
MiBAC.jpg
Sede MIBACT Collegio Romano.jpg
Sede del Ministero al Collegio Romano
StatoItalia Italia
TipoMinistero
SiglaMiBAC
Direzioni generali
  • Archeologia, belle arti e paesaggio
  • Archivi
  • Arte e architettura contemporanee e periferie urbane
  • Biblioteche e istituti culturali
  • Bilancio
  • Cinema
  • Educazione e ricerca
  • Musei
  • Organizzazione
  • Spettacolo
Istituito1974
daGoverno Moro IV
MinistroAlberto Bonisoli (M5S)
SottosegretariLucia Borgonzoni (Lega) Gianluca Vacca (M5S)
Bilancio1.563 milioni di euro[1]
SedeCollegio Romano
IndirizzoVia del Collegio Romano,
27 - 00186 Roma
Sito web

Il Ministero per i beni e le attività culturali, noto anche con l'acronimo MiBAC, è il dicastero del Governo della Repubblica Italiana preposto alla tutela della cultura, dello spettacolo, e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale e del paesaggio.

L'attuale ministro è Alberto Bonisoli.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale dicastero nacque dallo scorporo dal Ministero della pubblica istruzione con la denominazione di Ministero per i beni culturali e l'ambiente, istituito nel 1974 dal governo Moro IV[2] e di lì a poco ribattezzato Ministero per i beni culturali e ambientali[3]. Il primo titolare del dicastero fu Giovanni Spadolini (vedi Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo della Repubblica Italiana per la citazione degli altri ministri incaricati dall'istituzione ad oggi).

Il nuovo ministero, programmaticamente definito "per" i beni culturali, a rimarcare la volontà di creare un organo prevalentemente tecnico, raccolse, in buona parte, le competenze e le funzioni in materia che erano prima del Ministero della pubblica istruzione, quali le antichità e le belle arti, le accademie e le biblioteche. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero alcune del Ministero dell'interno, come gli archivi di Stato, e della Presidenza del Consiglio dei ministri, come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura.

Nel 1998[4] fu poi istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, che raccolse tutte le precedenti competenze e funzioni, alle quali vennero aggiunte: la promozione dello sport e della impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello spettacolo in tutte le sue espressioni. L'anno successivo la riforma Bassanini[5] confermò il dicastero riorganizzandone la struttura, e anticipandone l'entrata in vigore dal 2001, rispetto alla generalità degli altri ministeri.

Nel 2006, col governo Prodi II le competenze dello sport vennero assegnate al nuovo Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Anche la promozione del turismo, precedentemente affidata al Ministero dello sviluppo economico, venne affidata alla Presidenza, presso il nuovo Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, tuttavia la responsabilità di questa struttura venne affidata al ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli, che era anche vicepremier. Col governo Monti il dipartimento venne unificato a quello per gli affari regionali e all'ufficio per lo sport creando il Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport.

Nel 2013 il governo Letta affida al Ministro Massimo Bray le competenze del turismo al Ministero, che assume dunque la denominazione di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo[6]. Nel 2018 il governo Conte affida la delega al turismo al MiPAAFT, ed il ministero riacquista la denominazione Ministero per i beni e le attività culturali[7].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura organizzativa del dicastero è piuttosto complessa, ed è stata oggetto di ripetute modifiche. La struttura ministeriale dispone di uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero, a livello centrale, nonché di uffici periferici. È in corso la riorganizzazione del Ministero.

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

La struttura organizzativa e amministrativa del Ministero è stata determinata a seguito dell’entrata in vigore del DPR n. 233 del 26 novembre 2007[8], come modificato dal DPR n. 91 del 2 luglio 2009[9]. L'organizzazione dell'amministrazione è stata inoltre interessata dalla Legge n. 71 del 24 giugno 2013 che ha affidato le competenze del turismo al Ministero, con l'istituzione della Direzione generale per le politiche del turismo[10]. Questa struttura fu oggetto di revisione ad opera del DPCM n. 171 del 29 agosto 2014[11].

Strutture centrali[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Collegio Romano - sede amministrativa del Ministero
Complesso Monumentale di San Michele a Ripa - sede della Direzione generale archeologia, belle arti e e paesaggio (ABAP), dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e di altre Direzioni e uffici del Ministero

Sono uffici di diretta collaborazione i seguenti:

  • l'Ufficio di Gabinetto;
  • la Segreteria del Ministro;
  • l'Ufficio legislativo;
  • l'Ufficio per la stampa e la comunicazione;
  • le Segreterie dei Sottosegretari di Stato.


Le strutture proprie del Ministero sono:

il Segretariato generale, che assicura il coordinamento e l'unita' dell'azione amministrativa, elabora le direttive, gli indirizzi e le strategie concernenti l'attività complessiva del Ministero, coordina gli uffici e le attività del Ministero, vigila sulla loro efficienza e rendimento e riferisce periodicamente al Ministro gli esiti della sua attività. Il Segretario generale coordina inoltre le direzioni generali centrali e gli uffici dirigenziali generali periferici del Ministero ed è responsabile direttamente nei confronti del Ministro dell'attività di coordinamento e della puntuale realizzazione degli indirizzi impartiti dal Ministro.

È organizzato in quattro servizi:

  • Servizio I - Coordinamento, Ufficio UNESCO);
  • Servizio II - Programmazione strategica nazionale e comunitaria);
  • Servizio III - Relazioni internazionali
  • Servizio IV - Servizio ispettivo

Le Direzioni Generali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 26 marzo 2016, questa è l'attuale struttura del Ministero che vede attive 10 Direzioni Generali:

  • Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio;
  • Direzione generale archivi;
  • Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane;
  • Direzione generale biblioteche e istituti culturali;
  • Direzione generale bilancio;
  • Direzione generale cinema;
  • Direzione generale educazione e ricerca;
  • Direzione generale musei;
  • Direzione generale organizzazione;
  • Direzione generale spettacolo.

Strutture consultive[modifica | modifica wikitesto]

Operano presso il Ministero il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e il Consiglio superiore per il cinema e l'audiovisivo, quali organi consultivi a carattere tecnico-scientifico in materia rispettivamente di beni culturali e paesaggistici e di cinema e audiovisivo, nonché sette comitati tecnico-scientifici:

Comitati tecnico-scientifici[modifica | modifica wikitesto]

I Comitati tecnico-scientifici sono organi di consulenza del Ministero e, in particolare, delle Direzioni generali di settore.

La normativa di riferimento individua sette comitati attinenti le materie specifiche:

  • comitato tecnico-scientifico per i musei e l'economia della cultura;
  • comitato tecnico-scientifico per il paesaggio;
  • comitato tecnico-scientifico per l'archeologia;
  • comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali;
  • comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
  • comitato tecnico-scientifico per l'arte e l'architettura contemporanee;
  • comitato tecnico-scientifico per le belle arti.

I comitati durano in carica tre anni e possono riunirsi in seduta congiunta a richiesta del Ministro o del Segretario generale per l'esame di questioni a carattere interdisciplinare.

Esistono, inoltre due ulteriori comitati di carattere consultivo

  • Comitato tecnico-scientifico speciale per la tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale;
  • Osservatorio nazionale per la qualità del Paesaggio.

Gli istituti centrali, nazionali e dotati di autonomia speciale[modifica | modifica wikitesto]

Istituti centrali[modifica | modifica wikitesto]

Istituti dotati di autonomia speciale[modifica | modifica wikitesto]

Istituti dotati di autonomia speciale, di rilevante interesse nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono poi una serie di istituti con funzioni speciali sotto il diretto controllo del MiBAC.

Organi periferici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Soprintendenze, Biblioteca pubblica statale e Archivio di Stato (Italia).

L'organizzazione periferica del Ministero è alquanto variegata: 17 segretariati regionali con competenza pressoché su tutte le regioni italiane, coordinano le soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio e le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche.

Le soprintendenze hanno una specifica competenza territoriale che alcune volte coincide con la regione, altre con una o più province.

I segretariati regionali coordinano anche:

Da notare che il Ministero non ha competenza, ad eccezione del patrimonio archivistico, nelle regioni Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Sicilia, in quanto gli statuti regionali affidano la materia in maniera esclusiva alle predette.

Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Presso il Ministero opera il comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, quale struttura dei carabinieri specializzata, a diretta dipendenza funzionale del ministro. Gerarchicamente la struttura dipende dal Comando generale dell'Arma dei Carabinieri.

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Il ministro vigila anche sui seguenti enti:

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Il ministero esercita i diritti dell'azionista per le seguenti società, le cui azioni sono detenute dal Ministero dell'economia e delle finanze:

  • Ales SpA[12], istituita nel 1999, è la società che fornisce "servizi qualificati finalizzati alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali". Ales è una società in house al MiBAC e nel 2012 ha gestito 27 progetti impiegando 545 persone[13].
  • Arcus SpA[14], istituita nel 2004, è la "società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo". Arcus è una società in house al MiBAC e ad altri ministeri e nel 2010 aveva in gestione progetti per 105 milioni di euro[15].
  • Cinecittà Luce SpA[16], erede dell'Istituto Luce, è la società[17] che conserva il ricco patrimonio multimediale italiano della prima metà del 1900, produce contenuti multimediali ed è proprietaria degli studios di Cinecittà.

Elenco dei ministri dei beni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo della Repubblica Italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1427700161700_Mibact_bilancio_preventivo_2015.pdf
  2. ^ Decreto-legge 1974, n. 657, articolo 1
  3. ^ Legge 1975, n. 5, articolo 1
  4. ^ Decreto legislativo 1998, n. 368
  5. ^ Decreto legislativo 1999, n. 300
  6. ^ Legge 24 giugno 2013 n.71 sul sito della Gazzetta Ufficiale http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-25&atto.codiceRedazionale=13G00117&elenco30giorni=false
  7. ^ Decreto-Legge 12 luglio 2018, n. 86 sul sito della Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 13 luglio 2018.
  8. ^ DPR n. 233 del 26 novembre 2007 su Normattiva, su www.normattiva.it. URL consultato il 13 luglio 2018.
  9. ^ DPR n. 233 del 26 novembre 2007 aggiornato con le modifiche apportate dal DPR n. 91 del 2 luglio 2009 nel sito della Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 13 luglio 2018.
  10. ^ Legge n. 71 del 24 giugno 2013 su Normattiva, su www.normattiva.it. URL consultato il 13 luglio 2018.
  11. ^ *** NORMATTIVA ***, su www.normattiva.it. URL consultato il 13 luglio 2018.
  12. ^ Ales Arte Lavoro e Servizi S.p.A
  13. ^ http://www.ales-spa.com/includes/php/file/view.php?codice=343
  14. ^ Arcus - Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettaccolo
  15. ^ http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_controllo_enti/2012/delibera_92_2012.pdf
  16. ^ http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1391082290204_CINECITTA_SPA.pdf
  17. ^ home

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN305345768 · ISNI (EN0000 0001 1086 7917