Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

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Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Biblioteca Nazionale Firenze 2008.jpg
La facciata della Biblioteca su piazza dei Cavalleggeri
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Città FlorenceCoA.svg Firenze
Indirizzo Piazza dei Cavalleggeri, 1 50122
Tipo Pubblica - Nazionale - Centrale
Sito Sito ufficiale

Coordinate: 43°46′01.36″N 11°15′44.8″E / 43.767044°N 11.262444°E43.767044; 11.262444

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF) è una delle più importanti biblioteche italiane ed europee. Insieme alla Biblioteca nazionale di Roma, svolge le funzioni di biblioteca nazionale centrale.

Possiede infatti circa 5.948.235 volumi a stampa, 2.703.899 opuscoli, 24.991 manoscritti, 3.716 incunaboli, 29.123 edizioni del XVI secolo e oltre 1.000.000 di autografi, e conta 304.214 opere consultate all'anno 2013. Le scaffalature dei depositi librari coprono attualmente 135 km lineari, con un incremento annuo di oltre 1 km e mezzo.[1]


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Antonio Magliabechi

Il nucleo originario della biblioteca proviene dalle collezioni di Antonio Magliabechi, costituite da circa 30.000 volumi devoluti integralmente, secondo il lascito testamentario del 1714, "a beneficio universale della città di Firenze".

Giovannino de' Grassi, Offiziolo di Gian Galeazzo Visconti

Il governo granducale, per incrementare la nascente Biblioteca, stabilì nel 1737 che vi fosse depositato un esemplare di ciascuna delle opere stampate a Firenze e in seguito, dal 1743, in tutto il territorio del Granducato di Toscana.

La prima apertura al pubblico risale al 1747, con il nome di Biblioteca Magliabechiana. Nel 1771 il Granduca Pietro Leopoldo I di Toscana dispose che la Biblioteca Palatina Mediceo Lotaringia, costituita dalle raccolte librarie medicee e lorenesi, fosse unita alla Magliabechiana [2] che negli anni successivi fu arricchita da numerosi lasciti e donazioni. Nel tempo si aggiunsero le biblioteche di ordini e corporazioni religiose soppresse a partire dagli anni '70 del Settecento da Pietro Leopoldo fino alle soppressioni napoleoniche del 1808.

Nel 1861 la Magliabechiana venne unificata con la Biblioteca Palatina costituita da Ferdinando III di Toscana e continuata dal suo successore Leopoldo II. In seguito alla fusione la biblioteca assunse il nome di Biblioteca Nazionale e dal 1885 anche l'appellativo di Centrale. Dal 1870 riceve per diritto di stampa una copia di tutto quello che viene pubblicato in Italia.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

  • Anita Mondolfo diresse la biblioteca per circa vent'anni (fino al 1954), salvo un'interruzione per la persecuzione antisemita fascista.
  • Emanuele Casamassima, 1954-1970
  • Luca Bellingeri, dal 2015.[3]

Alluvione del 4 novembre 1966[modifica | modifica wikitesto]

Con l'alluvione di Firenze del 1966 la biblioteca divenne il triste simbolo nel mondo, assieme al Crocifisso di Cimabue del vicino convento di santa Croce, dei danni irreparabili inflitti al patrimonio culturale della città dalla catastrofe naturale.

A causa della sua vicinanza al fiume, gli interni dell'edificio furono completamente allagati fino all'altezza di sei metri; in particolare andarono sommersi i depositi sotterranei, nei quali erano conservati i nuclei più preziosi della biblioteca[senza fonte]. I gravissimi danni, in particolare all'intera emeroteca, alla preziosa raccolta delle Miscellanee, al fondo Magliabechiano, al fondo Palatino e a numerose altre raccolte, nonché a tutti i cataloghi a schede e a volume, all'apparato bibliografico delle sale di lettura e agli arredi, furono in parte arginati dal tempestivo aiuto dei cosiddetti Angeli del Fango, un esercito di volontari provenienti da tutto il mondo che lavorò instancabilmente, nel freddo di novembre e in condizioni precarie senza corrente elettrica, per salvare il salvabile, recuperando i libri e mettendoli temporaneamente al sicuro in attesa di un possibile restauro. Il direttore della BNCF di allora, Emanuele Casamassima, liquidò il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, venuto in visita ai luoghi del disastro, con la laconica frase "Presidente, ci lasci lavorare".[4]

Una parte rilevante dei fondi danneggiati è stata così recuperata ad opera del Centro di restauro creato per l'occasione, ma una parte consistente del patrimonio librario è andata definitivamente distrutta.

Nel portico d'ingresso si trova una targa dettata da Bruno Migliorini nel 1967 per ricordare gli Angeli del fango, i volontari che operarono per salvare il patrimonio fiorentino dopo l'alluvione di Firenze:

IN QVESTA BIBLIOTECA
E ALTROVE IN FIRENZE
DOVE L'ALLVVIONE DEL NOVEMBRE 1966
PIV̀ AVEVA IMPERVERSATO
NVMEROSI GIOVANI ITALIANI E STRANIERI
TRA L'ACQVA E IL FANGO
CON GENEROSA ABNEGAZIONE
RECARONO AIVTO

Bncf, targa angeli del fango.JPG

Nel novembre 2006 ha accolto le celebrazioni per i quarant'anni dell'opera di aiuto degli Angeli del Fango durante l'alluvione di Firenze.

La sede[modifica | modifica wikitesto]

La rotonda

Originariamente la Biblioteca aveva sede, come tutti gli uffici pubblici dell'amministrazione granducale, nei locali del complesso degli Uffizi; nel 1935 fu trasferita nella sua sede attuale, costruita, a partire dal 1911, su progetto dell'architetto Cesare Bazzani, successivamente ampliato dall'architetto Vincenzo Mazzei. La costruzione del complesso, uno dei rari esempi di edilizia bibliotecaria, impiegò le energie cittadine di tutto il primo trentennio del Novecento, dal 1911, con l'interruzione dovuta alla Prima guerra mondiale.

Il luogo scelto per la costruzione era una superficie di 10.000 metri quadrati, occupata all'epoca dalla caserma dei Cavalleggeri e compresa tra il complesso di Santa Croce, il fiume Arno e delimitata a sud dal corso dei Tintori, una dislocazione che si rivelerà tristemente sbagliata in occasione dell'alluvione di Firenze. La prima parte ad essere completata (1929) fu quella della "Tribuna dantesca e galileiana" posta in angolo quindi una parte più monumentale che funzionale, mentre le sale di lettura erano provvisoriamente collocate nel locale della libreria dell'ex convento di Santa Croce.

Il complesso fu inaugurato il 30 ottobre del 1935, ma sin dall'inaugurazione dell'edificio furono notate alcune carenze riguardo ad alcune funzioni, come gli uffici per il personale o una sede per la sezione rari ed incunaboli, anche a causa della mancata realizzazione di un secondo corpo, previsto nel progetto Bazzani. Tale porzione fu realizzata solo nel 1962 su progetto dell'architetto Mazzei, saldando l'ala ovest dell'edificio con il complesso del chiostro di Santa Croce. Altre parti del progetto originario non furono mai realizzate, per le critiche all'architettura ed anche per motivi economici, come l'ampia piazza davanti alla facciata e prospiciente l'Arno, per la quale erano state scolpite le due statue di Dante e Galileo che oggi sono incassate nelle due

Sigla BNCF sulla cancellata

torrette in cima alla facciata; inoltre si eliminò un attico previsto sulla facciata e tre dei sei magazzini previsti; l'ala nord-ovest avrebbe dovuto avere una facciata simile a quella sull'Arno, ma non fu mai realizzata. L'edificio monumentale, in stile eclettico con qualche accenno Liberty, fu molto criticato, soprattutto per la facciata con le torrette che, al pari dei discussi campanili di San Pietro di Bernini, furono soprannominate "le orecchie dell'architetto".

Gli spazi interni sono organizzati secondo due assi che si incrociano nell'ampia e monumentale sala di distribuzione: quello parallelo al fiume con gli uffici, le sale per i periodici e le sale di lettura, di distribuzione e dei cataloghi, e quello che dal portico d'ingresso porta sul retro dove ci sono i magazzini librari. L'impianto fortemente classicheggiante presenta numerosi archi e colonne ed uno scalone monumentale. Il salone di lettura, a pianta rettangolare, è caratterizzato da arcate sorrette da colonne con capitelli ionici.

Servizi bibliografici[modifica | modifica wikitesto]

La sala lettura con gli arredi originali degli anni Trenta

Dal 1886 al 1957 la Biblioteca ha pubblicato il "Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa", poi diventato a partire dal 1958 Bibliografia nazionale italiana.

La BNCF è stata sede pilota nella creazione del Servizio Bibliotecario Nazionale volto alla automazione dei servizi bibliotecari e alla costruzione di un indice nazionale delle raccolte librarie possedute dalle biblioteche italiane. Nella sala di ricerca i cataloghi cartacei sono stati sostituiti da circa un decennio da computer, con i cataloghi interamente consultabili su internet.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

La mostra “Cinema to grafica” raccolse, nel 1995, manifesti, riviste, programmi di rassegne cinematografiche, notiziari su cinema, bollettini e il resto del materiale cinematografico conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Francesco di Giorgio Martini, Trattato sull'Architettura
  1. ^ Ministero per i beni e le attività culturali e il paesaggio. Direzione generale Bilancio Servizio III. Vigilanza ed erogazioni liberali. Ufficio di statistica. Rilevazione 2013.
  2. ^ Maria Mannelli Gogglioli, La Biblioteca Palatina Mediceo Lotaringia ed il suo catalogo, in Culture del testo, n. 3 (settembre-dicembre 1995), Firenze, Titivillus, 1995.
  3. ^ Luca Bellingeri nuovo Direttore della BNCF, su bncf.firenze.sbn.it, 18 dicembre 2015.
  4. ^ Silvia Messeri e Sandro Pintus, 4 novembre 1966: l'alluvione a Firenze, Ibiskos Editrice Risolo, 1° gennaio 2006, p. 94, ISBN 9788854602199. URL consultato il 13 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Ratti, Dal libro alla biblioteca. Le biblioteche italiane, Alessandria, Dell'Orso, 1993
  • L'edificio della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Catalogo della Mostra. Firenze, Forte di Belvedere, ottobre-novembre 1986, Firenze, Karta, 1986..
  • Borsi F., L'architettura dell'unità d'Italia, 1966
  • Cozzi M., Carapelli G., Edilizia in Toscana nel primo Novecento, 1993
  • Clementina Rotondi, La Biblioteca nazionale di Firenze dal 1861 al 1870, Firenze, Associazione italiana biblioteche. Sezione toscana, 1967.
  • Clementina Rotondi, La Biblioteca nazionale di Firenze : dalla sua costituzione ai primi anni del '900, Firenze, Olschki, 1985.
  • Gobbi G., Itinerari di Firenze moderna 1987
  • Rotondi C. Progetti e polemiche per la nuova sede della Biblioteca Nazionale di Firenze tra la fine dell'800 e i primi anni del '900, 1978
  • Cresti C., Firenze capitale mancata. Architettura e città dal piano Poggi a oggi, Milano 1995
  • Maria Mannelli Gogglioli, La Biblioteca Palatina Mediceo Lotaringia ed il suo catalogo, in Culture del testo, n. 3 (settembre-dicembre 1995), Firenze, Titivillus, 1995..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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