Angeli del fango

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Angeli del fango all'opera, Firenze 1966
Volontari che aiutano a mettere in salvo i dipinti degli Uffizi, Firenze 1966

Con l'espressione angeli del fango, in Italia, sono state definite quelle persone, in prevalenza giovani, provenienti sia dalla città colpita che da altre parti d'Italia e da altre Nazioni, che giungono spontaneamente in un luogo colpito da una grave alluvione per aiutare le popolazioni e facilitare il recupero delle aree.

Costituiti da volontari, rappresentarono uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile italiana nel XX secolo.

Ad essi furono poi accomunati i 700 allievi del 59° corso Sottufficiali dei Carabinieri di Piazza Stazione (1966, oggi Scuola Marescialli e Brigadieri, trasferitasi dal 2016 al quartiere "Castello"), i quali, pur essendo privi di mezzi tecnici e non ancora operativi proprio per il loro status di allievi e a loro volta alluvionati, diedero prova, fino a tutto il mese di dicembre, di grande altruismo e spirito di sacrificio sia nell’azione dei singoli e sia con la mobilitazione corale, meritando alti riconoscimenti al valore civile. (Franco Mariani e Mattia Lattanzi, Firenze 1966-L'Alluvione. Risorgere dal fango, Giunti, 2016, p.213).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione nacque a seguito dell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, quando migliaia di giovani volontari giunsero nella città toscana per aiutare le popolazioni colpite e recuperare, salvandoli dal fango, le opere d'arte, i dipinti, le statue, i libri antichi, i manufatti, patrimoni dell'umanità, che altrimenti sarebbero andati perduti.

Ad aver creato la definizione di Angeli del fango, fu il giornalista Giovanni Grazzini [1], in un articolo sul Corriere della Sera.

« Il 10 Novembre 1966 il Corriere della Sera esce con un articolo con il titolo "Si calano nel buio della melma" [2][3]
“Chi viene anche il più cinico, anche il più torpido, capisce subito [...] che d’ora innanzi non sarà più permesso a nessuno fare dei sarcasmi sui giovani beats. Perché questa stessa gioventù [...] oggi ha dato, [...] , un esempio meraviglioso, spinta dalla gioia di mostrarsi utile, di prestare la propria forza e il proprio entusiasmo per la salvezza di un bene comune”. Onore ai beats, onore agli angeli del fango. »
(Giovanni Grazzini)

Gli angeli si mobilitarono in seguito anche a Vicenza, Genova e Parma, per aiutare le popolazioni colpite dalle alluvioni del 1970, del 2010[4] e 2011 e nel 2014[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Crainz, Il paese mancato: dal miracolo economico agli anni Ottanta, Donzelli, 2005, p. 196.
  2. ^ Giovanni Grazzini, Si calano nel buio della melma, in Corriere della Sera, 10 Novembre 1966.
  3. ^ Cari vecchi anni 60 (PDF), su inivr.it. URL consultato il 6 giugno 2015.
  4. ^ Alluvione a Vicenza. La città scopre i suoi "Angeli del fango"
  5. ^ Alluvione Genova: 1970- 2011, tornano gli Angeli con il fango sulle magliette

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]