Pier Luigi Bersani

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Pier Luigi Bersani
Pier Luigi Bersani daticamera.jpg

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 7 novembre 2009 –
20 aprile 2013
Presidente Rosy Bindi
Predecessore Dario Franceschini
Successore Guglielmo Epifani

Ministro dello sviluppo economico
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Claudio Scajola (Attività produttive)
Successore Claudio Scajola

Ministro dei trasporti e della navigazione
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema, Giuliano Amato
Predecessore Tiziano Treu
Successore Pietro Lunardi

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Durata mandato 17 maggio 1996 –
22 dicembre 1999
Presidente Romano Prodi, Massimo D'Alema
Predecessore Alberto Clò
Successore Enrico Letta

Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Durata mandato 1 gennaio 1995 –
1 luglio 1995
Predecessore Antonio Boccia
Successore Alessandra Guerra
Sito istituzionale

Presidente dell'Emilia-Romagna
Durata mandato 6 luglio 1993 –
17 maggio 1996
Predecessore Enrico Boselli
Successore Antonio La Forgia

Deputato della Repubblica italiana
In carica
Inizio mandato 30 maggio 2001
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
Democratici di Sinistra-L'Ulivo (XIV),
Partito Democratico-L'Ulivo (XV),
Partito Democratico (XVI e XVII fino al 28/02/2017),
Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista (XVII dal 28/02/2017)
Coalizione L'Ulivo (XIV),
L'Unione (XV),
Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione Emilia-Romagna (XIV e XV e XVI),

Lombardia 1 (XVII)

Collegio Fidenza (XIV)
Incarichi parlamentari
  • Componente della X commissione (Attività produttive, commercio e turismo) (XIV)
  • Componente della IV commissione (Difesa) (XV)
  • Componente della V commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) (XVI)

Parlamentare europeo
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
PSE
Coalizione L'Ulivo (XIV), L'Unione (XV), PD-IdV (XVI)
Circoscrizione Italia nord-occidentale

Consigliere regionale
dell'Emilia-Romagna
Durata mandato 1980-1996

Dati generali
Partito politico MDP (dal 2017)
In precedenza:
PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
PD (2007-2017)
Tendenza politica Socialdemocrazia
Socialismo liberale
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Università Università di Bologna
Professione Politico, insegnante
Firma Firma di Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani (Bettola, 29 settembre 1951) è un politico italiano, segretario del Partito Democratico dal 2009 al 2013.

Presidente della Regione Emilia-Romagna tra il 1993 e il 1996, è stato Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nei governi Prodi I e D'Alema I, Ministro dei trasporti e della navigazione nei governi D'Alema II e Amato II, Ministro dello sviluppo economico nel governo Prodi II.

È stato il leader della coalizione di centro-sinistra Italia. Bene Comune alle elezioni politiche del 2013, dopo la vittoria alle primarie del 2012.

Nel 2017, dopo varie discussioni sulla linea politica del Partito Democratico con il segretario Matteo Renzi, esce dal partito per fondare con Roberto Speranza, Massimo D'Alema ed Enrico Rossi Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pier Luigi Bersani è nato, in provincia di Piacenza, in una famiglia di artigiani. Suo padre Giuseppe era meccanico e benzinaio.

In un'intervista a Porta a Porta il parroco del suo paese natale ha ricordato che Bersani, da bambino e da adolescente, svolse in chiesa il servizio di chierichetto e che, in quanto tale, finì sui giornali locali per aver convinto i suoi compagni di servizio ad organizzare uno sciopero e protestare così contro alcune scelte del parroco sulla destinazione delle offerte. Sempre in questa occasione, la madre di Bersani ha ricordato come la famiglia, cattolica e democristiana, fu inizialmente sconvolta dalla scelta del figlio di fondare una sezione di Avanguardia operaia nel 1970 e poi di aderire al PCI. Per convincerlo a cambiare idea la madre richiamò a casa suo fratello, sacerdote missionario, affinché parlasse al figlio.[1][2]

Ha dichiarato di essere ateo.[3]

Nel 1966, appena quindicenne, partecipa assieme ai tanti "angeli del fango" al salvataggio delle opere d'arte di Firenze dopo l'alluvione del 4 novembre 1966[4].

Si è laureato con lode in filosofia all'Università di Bologna nel 1974, con una tesi sulla storia del Cristianesimo, centrata sulla figura di Papa Gregorio Magno. Una volta laureato in filosofia, svolge il servizio militare di leva, come soldato semplice, a Macomer[5]. Si è sposato nel 1980 con la concittadina Daniela Ferrari, farmacista, dalla quale ha avuto due figlie (Elisa e Margherita).

Dopo una breve esperienza da insegnante, si è dedicato completamente all'attività amministrativa e politica[6].

Il 5 gennaio 2014 viene ricoverato d'urgenza all'Ospedale di Parma per una emorragia subaracnoidea e viene successivamente operato[7]. Si è successivamente del tutto ripreso, tornando in Parlamento già il 25 febbraio dello stesso anno.[8]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dal Partito Comunista Italiano al Partito Democratico della Sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Giovanissimo, è vice presidente della Comunità Montana piacentina, quindi vice presidente del Comitato Comprensoriale piacentino, e dal 1985 al 1990 è consigliere comunale di Bettola, eletto tra le file del Partito Comunista Italiano. Eletto Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna per la circoscrizione di Piacenza nelle file del Partito Comunista Italiano nel 1980, verrà sempre rieletto fino al 1996, assumendo incarichi di assessore in giunta regionale dal 1980 fino al 1990 quando ne diventa vice presidente.

Presidente della Regione Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 luglio 1993 è eletto presidente della Regione Emilia-Romagna in sostituzione di Enrico Boselli.

Tra i provvedimenti più significativi assunti dalla nuova giunta si possono annoverare la nuova disciplina regionale relativa allo smaltimento dei rifiuti a tutela della salute, la ricerca delle migliori garanzie di protezione dell'ambiente e la nuova normativa regionale per l'assistenza domiciliare per i pazienti terminali.[9]

In occasione delle elezioni regionali dell'aprile 1995, le prime con l'indicazione diretta del presidente, Bersani viene eletto col 54% dei voti, sostenuto da una coalizione di centrosinistra denominata “Progetto Democratico”. Dal gennaio al luglio del 1995 ricopre l'incarico di presidente di turno della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Nella primavera del 1995, la giunta guidata da Bersani promuove nuove norme per la promozione e la valorizzazione dell'associazionismo. Viene inoltre varata la legge regionale in tema di "Delimitazione territoriale dell'area metropolitana di Bologna e l'attribuzione delle relative funzioni"; sono poi istituiti il Parco regionale dell'Abbazia di Monteveglio, quello del Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone e quello del Crinale Alta Val Parma e Cedra. La regione promuove altresì il Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, dedicato alla memoria della giornalista uccisa.[10]

Nei Governi dell'Ulivo[modifica | modifica wikitesto]

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 18 maggio 1996 al 22 dicembre 1999 ricopre la carica di Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nel Governo Prodi I e nel Governo D'Alema I.

Il Decreto a lui intitolato (decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999), di fatto, introdusse in Italia la liberalizzazione del settore elettrico. Gli effetti di questo decreto furono quelli di aprire un mercato elettrico che fin dalla nazionalizzazione del 1962 era di fatto monopolistico (per es. con il solo operatore nazionale l'ENEL che poteva produrre e vendere energia elettrica agli utenti) ad altri operatori che diventarono così concorrenti.

Contribuì inoltre a varare con il decreto legislativo n. 114 del 31 marzo 1998, la nuova normativa sul commercio, che riforma alcune norme della precedente legge del 1971 inclusa l'abolizione delle tabelle merceologiche e anche, per la maggioranza degli esercizi, dell'iscrizione al Registro Esercenti il Commercio (REC)[11]. Il testo fu difeso da Bersani come una riforma necessaria dopo venti anni di silenzio sul tema a livello nazionale[12], ma criticato dalle opposizioni per essere un testo sbilanciato verso la grande distribuzione organizzata.[13]

Ministro dei trasporti e della navigazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 23 dicembre 1999 al 3 giugno 2001 ricopre la carica di Ministro dei trasporti e della navigazione nel Governo D'Alema II e nel Governo Amato II. Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto per la prima volta deputato nel collegio 30 Fidenza-Salsomaggiore; componente della X Commissione Attività Produttive della Camera.

Nell'estate del 2001 ha fondato NENS (Nuova Economia Nuova Società) insieme a Vincenzo Visco.[14] È presidente dell'associazione Nuova Romea. Da responsabile economico dei Ds al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione del 2003 dichiara: "Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl. Solo l'ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare".[15]

Al parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 2004 viene eletto parlamentare europeo nella circoscrizione nord-ovest; membro della “Commissione per i problemi economici e monetari” e della “Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori”. Componente della delegazione alle commissioni di cooperazione parlamentare UE-Kazakistan, UE-Kirghizistan, UE-Uzbekistan e per le relazioni con il Tagikistan, il Turkmenistan e la Mongolia, della delegazione per le relazioni con la Bielorussia e della delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea. È stato membro della Presidenza del comitato politico e del Comitato nazionale dei Democratici di Sinistra.

Si dimette dall'Europarlamento nel maggio 2006.

Nel Governo Prodi II[modifica | modifica wikitesto]

Ministro dello sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Decreto Bersani-Visco e Decreto Bersani bis.

Dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008 ha ricoperto la carica di Ministri dello sviluppo economico della Repubblica Italiana nel Governo Prodi II. Il 4 luglio 2006 viene emanato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il primo decreto Bersani, convertito definitivamente in legge il 6 luglio 2006. Le tematiche del decreto, detto anche "decreto sulle liberalizzazioni" toccano molti settori, da quello del mercato, alla tutela dei consumatori e anche quello dell'evasione fiscale. Il 31 gennaio 2007 un secondo decreto, convertito in legge il 2 aprile 2007 amplia le liberalizzazioni e le tutele dei consumatori.

A Pier Luigi Bersani si devono le liberalizzazioni che consentono la stipula di un'assicurazione RCA per la prima volta utilizzando la classe di merito di uno dei componenti del nucleo familiare residente allo stesso indirizzo e l'istituzione della CARD. Tale procedura consente al danneggiato che ha subito un sinistro in un incidente di ricevere, sotto determinate condizioni, il risarcimento dalla propria compagnia, consentendo pertanto di snellire i tempi di liquidazione. Non di minore impatto sociale il Decreto sulla Surroga dei mutui, il quale consente ai titolari di mutui ipotecari di fare la portabilità del finanziamento, sovente a condizioni e tassi migliori o l'abolizione dei costi di estinzione anticipata e di ricarica del credito dei telefoni cellulari.

Il 13 novembre 2007 il Governo Italiano, con Bersani, allora Ministro dello Sviluppo Economico, rinnovò un accordo bilaterale di partnership con gli Stati Uniti per "lo scambio di informazioni sulla tecnologia energetica relative ai vari settori quali l'energia da carbone pulito, idrogeno, energia nucleare, la bioenergia e altre scienze energetiche fondamentali", della durata di cinque anni.

Firmatario da parte degli Stati Uniti fu il Segretario USA all'Energia Samuel Wright Bodman. Sembra che per l'occasione, come riportano fonti non verificate, il Ministro per lo sviluppo economico in carica, Bersani, avrebbe affermato che il risultato del Referendum italiano sul nucleare (del 1987) non avrebbe escluso l'Italia dalla ricerca sulla generazione di energia nucleare, "l'ha solo sospesa", avrebbe affermato.[16] L'allora Ministro per lo sviluppo economico, con gesto "diplomatico" avrebbe così inteso consentire all'Italia di rimanere agganciata ai programmi di ricerca internazionali sul nucleare, sul carbone pulito o altre forme di energie alternative. Da segnalare che la posizione di Bersani, e del partito di cui è divenuto segretario, durante il referendum del 2011 è stata espressamente contro il ritorno al nucleare.

Nel 2007 introduce una norma dall'articolo 1 del D.L 7 del 2007 « (…) è vietata, da parte degli operatori di telefonia mobile l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato (…). Le compagnie di telefonia mobile entro il 4 marzo 2007 si apprende dal comma 1, dovranno adeguare le proprie offerte commerciali, in modo da eliminare i costi fissi e i contributi sulle carte prepagate. Così facendo, il costo per l'utente sarà pari al traffico effettuato in relazione al proprio piano telefonico. Elimina pure la scadenza delle ricariche telefoniche.

Nascita del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 non si è candidato alle primarie del Partito Democratico appena costituitosi, affermando che una sua candidatura contro Veltroni avrebbe disorientato una parte dell'elettorato.[17]

Nel 2007 è nominato Responsabile nazionale Economia nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni. È nominato Ministro dell'Economia e delle Finanze nel Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.[18]

Dal 24 febbraio 2009 il Segretario del PD Dario Franceschini (già Vicesegretario di Veltroni nominato leader del Pd dopo le sue dimissioni dalla Segreteria nazionale) lo nomina Presidente nazionale del Forum Economico del Pd.

Segretario del PD[modifica | modifica wikitesto]

Elezione a segretario del PD[modifica | modifica wikitesto]

Bersani nel 2009
Logo della campagna elettorale per le primarie del 2009

Nel 2009, Bersani decide di candidarsi a segretario del Partito Democratico.[19] Bersani ha incentrato la sua candidatura sull'esigenza di unire i valori cattolico-popolari con quelli del socialismo democratico e della socialdemocrazia.[20] Ha inoltre dichiarato il suo impegno per far sì che ogni cittadino possa votare non solo il segretario di partito, bensì anche ciascun parlamentare.[21]

Il 25 ottobre 2009 Bersani vince le elezioni primarie, battendo il segretario uscente Dario Franceschini e il senatore Ignazio Marino, e viene così eletto segretario nazionale del PD. Tra i sostenitori della candidatura di Bersani vi erano Massimo D'Alema,[22] Rosy Bindi,[23] Enrico Letta,[24] Livia Turco,[25] Rosa Russo Iervolino,[26] Antonio Bassolino e Marco Follini[27].

La segretaria[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'elezione Bersani ha inaugurato una serie di incontri con i leader dei partiti dell'opposizione: Antonio Di Pietro (IDV), Nichi Vendola (SEL), Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa (UDC), Emma Bonino e Marco Pannella (Radicali Italiani), Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto (PRC-PDCI) per cercare un'intesa comune sulla conduzione dell'opposizione al governo del Popolo della Libertà-Lega Nord e cercando disponibilità per un'alleanza per le prossime regionali del 2010 escludendo però un'alleanza per il governo nazionale con la Federazione della Sinistra con la quale rimane però in piedi l'ipotesi di un accordo tecnico-elettorale[28]. Dal 7 novembre 2009, tramite l'istituto dell'Assemblea Nazionale, Bersani è ufficialmente il Segretario del PD.[29]

La vittoria alle Primarie del centrosinistra[modifica | modifica wikitesto]

Bersani a un comizio nel 2012

Nel luglio 2012 si candida alle Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012 indette per scegliere il candidato premier del centrosinistra alle elezioni politiche italiane del 2013. Tra gli sfidanti di Bersani: il sindaco di Firenze Matteo Renzi (PD), il presidente della regione Puglia e presidente di SEL Nichi Vendola, il consigliere della regione Veneto Laura Puppato (PD) e l'assessore al Bilancio del comune di Milano Bruno Tabacci (ApI).

Nel primo turno delle Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012, svolto il 25 novembre 2012 con un'affluenza di oltre 3 milioni di votanti, Bersani si posiziona primo tra i cinque candidati con 1.395.096 voti complessivi pari al 44.9% contro 1.104.958 voti pari al 35,5% di Matteo Renzi, 485689 voti Nichi Vendola 15,6%, 80628 voti per Laura Puppato 2,6% e 43840 voti per Bruno Tabacci 1,4%[30].

Per il turno di ballottaggio Bersani riceve il sostegno di tutti i candidati eliminati al primo turno delle primarie: Vendola, Puppato e Tabacci.[31] Il 2 dicembre 2012, al secondo turno, Bersani vince le elezioni primarie con 1.706.457 voti, pari al 60,9%, mentre Renzi ottiene 1.095.925 voti, il 39,1%. Bersani vince in tutte le regioni italiane ad eccezione della Toscana; registra ottimi risultati al sud dove supera in diverse regioni il 70% di voti.

Le elezioni politiche del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Pier Luigi Bersani è dunque il candidato ufficiale della coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le elezioni politiche del 2013[32]. Il segretario Bersani alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio è candidato alla Camera dei Deputati come capolista del PD nelle circoscrizioni Lombardia 1, Lazio 1, Sicilia 1; viene eletto in tutte e tre le circoscrizioni ma opta per il seggio in Lombardia 1.

Le elezioni hanno avuto come risultato una vittoria di stretta misura della coalizione di centro-sinistra sul centro-destra (vittoria che però ha garantito la maggioranza al centrosinistra solo alla Camera, e non al Senato), e un'affermazione del Movimento 5 Stelle, guidato da Beppe Grillo.

Incarico per la formazione di un governo e dimissioni da segretario del PD[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 marzo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli affida un mandato esplorativo per trovare la fiducia al Parlamento necessaria per formare un nuovo Governo. Il 28 marzo in conferenza stampa al Palazzo del Quirinale comunica che il mandato esplorativo ha avuto esiti non risolutivi rimettendo lo stesso mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il 19 aprile 2013, dopo l'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, sentitosi tradito da un quarto della sua coalizione, annuncia l'intenzione di dimettersi da segretario del Partito Democratico, immediatamente dopo l'elezione avvenuta del Capo dello Stato[33]. Il 20 aprile si dimette dopo la rielezione a Presidente della Repubblica Italiana in secondo mandato di Giorgio Napolitano.[34] Il 28 aprile il compagno di partito Enrico Letta diventa premier con un governo di larghe intese.

Ricoverato d'urgenza e operato per un'emorragia subaracnoidea a gennaio, il 25 febbraio 2014 torna alla Camera dei Deputati per votare la fiducia al nuovo Governo Renzi e per salutare il premier uscente Letta.[35]

L'opposizione a Renzi e la scissione[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 2015 è tra coloro che vota no all'Italicum, la nuova legge elettorale approvata dalla Camera.[36]

Successivamente guida la cosiddetta "minoranza dem" all'interno del Partito Democratico stesso, opponendosi ad alcune decisioni del premier Matteo Renzi.

Il 10 ottobre 2016 annuncia la sua posizione circa il Referendum per le riforme costituzionali affermando di aver deciso di votare "No" e sostenere la campagna per il "No". Entra con tale scelta in rotta di collisione con il premier e segretario del PD Renzi.

Il 25 febbraio 2017 la minoranza dem dopo dieci anni si scinde dal PD dando vita a Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista (MDP). Ne fanno parte oltre a Bersani anche Massimo D'Alema, Roberto Speranza, Enrico Rossi e Arturo Scotto tra gli altri; in tutto sono 37 deputati e 14 senatori che sostengono comunque il nuovo Governo Gentiloni.

Bersani nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Bersani è spesso oggetto della satira del comico Maurizio Crozza, soprattutto per le insolite metafore che è solito usare nei discorsi politici e nelle dichiarazioni alla stampa. Bersani ha sempre accettato di buon grado queste imitazioni, arrivando addirittura a partecipare, con lo stesso Crozza (durante lo spettacolo Italialand), a un duello di metafore scritte ad hoc dal comico e dai suoi autori[37]. Più volte Bersani ha ribadito l'importanza della metafora come strumento per avvicinare un concetto alla mente delle persone, in maniera chiara e cristallina.[38]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Porta a Porta - Le lacrime di Bersani. Anteprima Porta a Porta del 29/11/12 - YouTube
  2. ^ Ultime Notizie Online | Agenzia Giornalistica Italia | AGI
  3. ^ Claudio Sardo, Interviste, in L'Unità, 22 novembre 2012. URL consultato il 25 ottobre 2016.
  4. ^ Bersani volontario a Firenze nel '66, Corriere della Sera, 19 febbraio 2010. URL consultato il 25 marzo 2011.
  5. ^ Festa Democratica di Modena. Pier Luigi Bersani | YOUDEM.TV
  6. ^ Pier Luigi Bersani, su Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 5 luglio 2010.
  7. ^ Pd, Malore per Bersani, sarà operato. "Lieve emorragia cerebrale", La Repubblica, 5 gennaio 2014
  8. ^ [1] Il ritorno di Bersani in Aula]
  9. ^ V Legislatura — La Regione e la sua storia — E-R Il portale della Regione Emilia-Romagna, su www.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  10. ^ VI Legislatura — La Regione e la sua storia — E-R Il portale della Regione Emilia-Romagna, su www.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  11. ^ Denise Bianchi, diritto.it, giugno 2004, http://www.diritto.it/articoli/commerciale/bianchi.html . URL consultato il 28 settembre 2014.
  12. ^ COMMERCIO: BERSANI, UNA RIFORMA NON UNA RIVOLUZIONE, Adnkronos, 21 gennaio 1998.
  13. ^ Massimo Wilde, Quaderni de la Padania - Quale futuro per il commercio, Editoriale Nord, ottobre 1998.
  14. ^ NENS - Associazione "Nuova Economia Nuova Società", nens.it. URL consultato il 1º novembre 2009.
  15. ^ Coop rosse e Compagnia delle Opere, quanto è bello realizzare affari insieme ilfattoquotidiano.it,
  16. ^ CABLEGATE – Bersani pro nucleare, cable svela accordi con USA - Postato da wlitalia il 10-05-2011 alle ore 21:18:55
  17. ^ Partito democratico, Bersani "Non mi candido alle primarie", in La Repubblica, 09 luglio 2007. URL consultato il 1º novembre 2009.
  18. ^ Governo ombra, tutti i nomi, in Corriere della Sera, 09 maggio 2008. URL consultato il 1º novembre 2009.
  19. ^ Goffredo De Marchis, Pd, Bersani prepara la sfida di ottobre "Veltroni è solo il leader dei supporter", in La Repubblica, 06 febbraio 2009. URL consultato il 1º novembre 2009.
  20. ^ Bersani: «Il Pd deve recuperare le radici cattoliche e socialiste», in Corriere della Sera, 19 agosto 2009. URL consultato il 1º novembre 2009.
  21. ^ Intervista con P. Bersani sulla TV di Repubblica, La Repubblica, 6 ottobre 2009. URL consultato il 2 novembre 2009.
  22. ^ Federico Geremicca, Tranquilli, non sarà il congresso del mio ritorno D'Alema: il buon senso sarà la rivoluzione di Bersani, in La Stampa, 09 luglio 2009, p. 15. URL consultato il 1º novembre 2009.
  23. ^ Aldo Cazzullo, Bindi: sostengo Bersani ma niente ticket Non mi sento di promuovere il segretario, in Corriere della Sera, 27 giugno 2009, p. 17. URL consultato il 1º novembre 2009.
  24. ^ Enrico Letta, perché con Bersani Questo congresso è l'ultima chance, in Il Riformista, 03 luglio 2009. URL consultato il 1º novembre 2009.
  25. ^ Nicola Del Duce, Turco: «L'esperienza dell'Ulivo non va buttata», in L'Altro, 19 luglio 2009, p. 4. URL consultato il 1º novembre 2009.
  26. ^ Paolo Foschi, E per i governatori primarie con deroghe, in Corriere della Sera, 09 settembre 2009, p. 17. URL consultato il 1º novembre 2009.
  27. ^ Il Riformista
  28. ^ PD e Sinistra (quasi) insieme contro Berlusconi, in newsnotizie.it, 08 novembre 2010. URL consultato il 1º aprile 2011.
  29. ^ Pd, Bersani proclamato segretario "Adesso prepariamo l'alternativa", in La Repubblica, 07 novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009.
  30. ^ Al ballottaggio, su Sito ufficiale Partito Democratico, 26 novembre 2012. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  31. ^ i quattro candidati bersani, vendola, tabacci, puppato allo scoperto: esposto comune ai garanti contro il rottamatore! - Politica
  32. ^ Thanksgiving - Grazie a tutti, su Sito ufficiale Partito Democratico, 3 dicembre 2012. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  33. ^ Bersani si è dimesso, Pd nel caos. Prodi ritirato dalla corsa al Colle, in Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2013.
  34. ^ Bersani all'assemblea: è troppo, rassegno le mie dimissioni
  35. ^ [2] corriere.it, 25 febbraio 2014
  36. ^ Italicum è legge
  37. ^ Bersani e Crozza, record di ascolti: "#masiampazzi ? un paio di giaguari li abbiamo smacchiati", su Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 3 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il ).
  38. ^ Silverio Novelli, "Oh Ragassi" la lingua contadina di Bersani, in Lingua Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Alberto Clò 17 maggio 1996 - 22 dicembre 1999 Enrico Letta
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Enrico Boselli 6 luglio 1993 - 17 maggio 1996 Antonio La Forgia
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