Dario Franceschini

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Dario Franceschini
Dario Franceschini 2014.jpg

Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Massimo Bray

Ministro per i rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell'attività di Governo
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Piero Giarda
Successore Maria Elena Boschi

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 21 febbraio 2009 –
7 novembre 2009
Presidente Rosy Bindi
Predecessore Walter Veltroni
Successore Pier Luigi Bersani

Vicesegretario del Partito Democratico
Durata mandato 14 ottobre 2007 –
21 febbraio 2009
Presidente Romano Prodi
Rosy Bindi
Predecessore carica istituita
Successore Enrico Letta

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega alle riforme istituzionali
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Gianclaudio Bressa
Successore Gian Paolo Gobbo

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 30 maggio 2001
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione PD-IdV (XVI)
Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione XI Emilia-Romagna
Incarichi parlamentari
  • Presidente gruppo parlamentare Partito Democratico (XVI legislatura)
  • Componente XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea)
  • Componente Delegazione parlamentare presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa
  • Componente Delegazione parlamentare presso l'Assemblea dell'Unione dell'Europa Occidentale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DL (2002-2007)
PPI (1995-2002)
CS (1994-1995)
DC (fino al 1994)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Ferrara
Professione Avvocato

Dario Franceschini (Ferrara, 19 ottobre 1958) è un politico e scrittore italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo prima nel governo Renzi e poi riconfermato in carica nel governo Gentiloni.

Dal 22 dicembre 1999 all'11 giugno 2001 è stato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi D'Alema II, Amato II, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell'attività di governo nel governo Letta.

È stato vicesegretario e segretario nazionale del Partito Democratico, primo presidente del gruppo dell'Ulivo alla Camera dei deputati dal 2006 al 2008 e successivamente presidente del gruppo del PD dal 17 novembre 2009 al 19 marzo 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Giorgio fu un partigiano cattolico e deputato per la Democrazia Cristiana durante la II Legislatura, dal 1953 al 1958. Laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Ferrara con una tesi in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche, ha pubblicato nel 1985 il libro Il Partito Popolare a Ferrara. Cattolici, socialisti e fascisti nella terra di Grosoli e Don Minzoni e sullo stesso argomento ha partecipato a convegni e a varie pubblicazioni. Dal 1985 ha esercitato la libera professione come avvocato civilista cassazionista. È iscritto all'albo dei revisori contabili[1] ed è stato membro effettivo del collegio sindacale dell'Eni nei primi tre anni della privatizzazione. Dal 1985 al 1989 ha curato per il Formez il bimestrale Rassegna di documentazione legislativa regionale.

Il 16 maggio 2016 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Humane Letters dalla John Cabot University di Roma come "riconoscimento del suo importante contributo alla vita democratica del Paese e del suo impegno per la promozione del patrimonio artistico italiano".

È stato presidente dell'ente Palio di Ferrara ed in gioventù è stato uno sbandieratore della Contrada di Santa Maria in Vado.

L'8 marzo 2014, nel corso di una visita a Palmanova, viene ricoverato a causa di un infarto mentre si trovava nella caserma "Ederle". Il bollettino ufficiale dell'ospedale riferirà, più tardi, che il ministro è stato colpito da una «sindrome coronarica acuta, trattata positivamente e tempestivamente». Successivamente verrà trasferito all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine[2].

Nel 1986 ha sposato Silvia Bombardi. Dopo il divorzio nel 2011, il 14 settembre 2014, a Sutri (VT), sposa Michela Di Biase, consigliera comunale del PD a Roma.[3][4] Ha tre figlie.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Associazione Studentesca Democratica alla Democrazia Cristiana[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività politica inizia a livello studentesco, al liceo scientifico Antonio Roiti di Ferrara nell'autunno del 1974 quando fonda l'Associazione Studentesca Democratica, di ispirazione cattolica e centrista. L'ASD si presenta in quasi tutti gli istituti superiori della città alle prime elezioni previste dai "decreti delegati".

Dal 1974 al 1977 viene eletto nei vari organismi (consigli di classe, disciplina e istituto). Successivamente viene eletto in rappresentanza degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'Università di Ferrara. Fonda la Cooperativa Culturale Natale Gorini, che si occupa di cinema d'essai.

Le figure carismatiche che fin dalla giovinezza suscitano la sua attenzione sono, fra le altre, Benigno Zaccagnini e don Primo Mazzolari. In particolare don Mazzolari viene più volte ricordato durante la sua campagna per la corsa alla segreteria del Partito Democratico. A lui dedica uno dei passi più significativi del discorso finale della campagna elettorale, pronunciato a Marzabotto il 24 ottobre 2009.

Si iscrive alla Democrazia Cristiana dopo l'elezione di Benigno Zaccagnini e viene eletto Delegato Provinciale del Movimento Giovanile DC di Ferrara.

In consiglio comunale a Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 diventa consigliere comunale di Ferrara e nel 1983 capogruppo consiliare. L'anno seguente entra nella direzione nazionale del movimento giovanile DC, per il quale fonda e dirige la rivista mensile Nuova Politica. Nel 1989 dirige a Roma il mensile Settantasei che raccoglie i quadri trentenni della sinistra DC e viene chiamato alla vice-direzione del mensile Il Confronto e nella redazione del settimanale del partito La Discussione.

Nella fase di trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare Italiano invita il partito, all'Assemblea Costituente di Roma del 1993, a scegliere con determinazione, come conseguenza del nuovo sistema elettorale maggioritario, la via dell'alleanza tra centro e sinistra. Non accetta infatti la decisione del partito di schierarsi autonomamente - come coalizione di centro - alle elezioni politiche del 1994, nel Patto per l'Italia. Decide pertanto di aderire al movimento dei Cristiano Sociali, fondando il movimento a Ferrara e divenendone Consigliere Nazionale.

Nel 1994 dà vita a Ferrara a una delle prime giunte di centrosinistra d'Italia, divenendo Assessore alla Cultura e al Turismo.

Nel 1995 si candida alle elezioni amministrative per il ruolo sindaco di Ferrara (sostenuto da Verdi, Cristiano Sociali e Laburisti) raccogliendo il 20% senza riuscire, per poco meno di due punti percentuali, ad accedere al ballottaggio.

Nel Partito Popolare Italiano e sottosegretario nei governi D'Alema e Amato[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le scissioni interne al PPI e l'adesione dello stesso all'Ulivo, rientra nel partito e, dal 1997 al 1999, ne diventa, con Enrico Letta, uno dei due vicesegretari nazionali, con segretario Franco Marini. Resta vicesegretario unico dopo l'entrata di Letta nel primo governo D'Alema come ministro.

Successivamente, al congresso nazionale del 1999, si candida a segretario nazionale ma viene sconfitto da Pierluigi Castagnetti, entra a far parte della direzione nazionale e dell'ufficio di segreteria con l'incarico per le politiche della comunicazione.

Entra nel secondo Governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali, riconfermato poi dal successivo governo Amato. A nome del Governo segue in particolare il tema della legge elettorale, e sino all'approvazione definitiva, la legge costituzionale di riforma degli statuti delle Regioni a statuto speciale, l'introduzione del diritto di voto per gli italiani all'estero e le modifiche al titolo V della Costituzione.

Nella Margherita e nell'Ulivo[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio maggioritario di Ferrara e diventa componente della giunta delle elezioni e della prima commissione permanente per gli affari costituzionali. Tra i fondatori della Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del comitato costituente del partito, del quale diventa Coordinatore dell'esecutivo nazionale[5]. L'incarico gli viene confermato dai successivi congressi del 2002 e del 2004. È stato membro del direttivo del Partito Democratico Europeo e componente dell'assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). È socio fondatore dell'associazione interparlamentare per il commercio equo e solidale.

Rieletto deputato alle elezioni politiche del 2006 nella lista unica di Margherita e DS detta L'Ulivo, si dimette da coordinatore della Margherita e viene eletto presidente del gruppo parlamentare dell'Ulivo alla Camera dei deputati.

Nel Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Dario Franceschini nel 2008

Con la nascita del Partito Democratico il 14 ottobre 2007 e l'ascesa alla segreteria di Walter Veltroni, è divenuto vicesegretario nazionale del nuovo partito[6]. A seguito di tale designazione, si è dimesso dalla presidenza del gruppo L'Ulivo alla Camera dei deputati, sostituito da Antonello Soro[7].

Viene eletto nuovamente deputato alle elezioni politiche del 2008.

È Vicepresidente del Consiglio nel Governo ombra del Partito Democratico dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.

Segretario del partito[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 febbraio 2009, dopo le dimissioni di Walter Veltroni[8], viene eletto segretario del Partito Democratico dall'Assemblea Nazionale, con 1047 preferenze[9].

Il primo atto dopo l'elezione è stato il giuramento su una copia della Costituzione Italiana, davanti al castello della natìa Ferrara, nelle mani del padre Giorgio Franceschini, ex-partigiano ed ex-deputato[10].

Candidato alle elezioni primarie del 2009[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 25 ottobre 2009, Franceschini è candidato segretario, insieme a Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino. Lo slogan per la sua corsa alla segreteria è "Liberiamo il Futuro". Organizza la campagna elettorale incentrandola su una serie di discorsi, i "10 discorsi agli italiani", che pronuncia in città o luoghi attinenti al tema trattato e significativi per la storia del paese. A Marzabotto pronuncia il "Discorso ai Liberi", a Genova il "Discorso ai Nuovi Italiani", a Cosenza il "Discorso ai giovani del Sud". Ogni discorso si conclude con la parola "adesso", chiaramente ispirata alla rivista Adesso, fondata da don Primo Mazzolari. I discorsi vengono poi pubblicati nel novembre 2009 nel libro, edito da Bompiani: "In dieci parole. Sfidare la destra sui valori". Tra i sostenitori della candidatura di Franceschini ci sono Piero Fassino[11], Debora Serracchiani[12], Franco Marini[13], Marco Minniti[14], Giovanna Melandri[15], Tiziano Treu[16], Enrico Morando[17], Marina Sereni[18], Antonello Soro[19], Cesare Damiano[20], Pierluigi Castagnetti[21], Paolo Gentiloni[22], Sergio Cofferati[23], Rita Borsellino[24], Mario Adinolfi[25], David Sassoli[26]. L'ex segretario del PD Walter Veltroni, pur dichiarando di voler rimanere fuori dalle vicende congressuali, ha avuto parole di apprezzamento per la candidatura di Franceschini[27]. Dichiarano di sostenerlo a quelle primarie molti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo tra cui Lorenzo Jovanotti, Nanni Moretti, Andrea Camilleri, Carlo Petrini, Ettore Scola, Vincenzo Cerami.

Logo della campagna elettorale per le primarie del 2009

Il 25 ottobre 2009 alle primarie del PD Franceschini ottiene oltre un milione di voti, pari al 34% dei consensi, venendo superato da Bersani che diventa quindi il nuovo segretario. La sera stessa dà atto a Bersani della vittoria, e afferma che al di là dei risultati si impegnerà per garantire l'unità del partito[28].

Capo di AreaDem[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 novembre 2009 viene eletto Presidente del Gruppo parlamentare del PD alla Camera dei deputati dopo che Antonello Soro si era dimesso dall'incarico. Dopo la sconfitta alle primarie, riorganizza tutte le forze che avevano sostenuto la sua candidatura in una componente interna al Partito Democratico, Area Democratica o AreaDem, di cui subito è visto come punto di riferimento.

Alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 ha appoggiato con la sua corrente la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del PD, cosa che si ripete anche nelle primarie del 2017.

Alle elezioni politiche italiane del 2013 è candidato ed eletto alla Camera dei deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Emilia-Romagna[29].

È stato componente delle Commissioni Affari Costituzionali, Politiche dell'Unione Europea e Giustizia, nonché componente delle Giunta per le elezioni e delle Delegazioni parlamentari presso l'Ocse, il Consiglio d'Europa e l'Assemblea dell'Unione dell'Europa occidentale.

Ministro nel governo Letta[modifica | modifica wikitesto]

Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell'attività di governo nel Governo Letta.

Ministro della Cultura e del Turismo sotto Renzi e Gentiloni[modifica | modifica wikitesto]

Dario Franceschini al convegno della Leopolda a Firenze nel 2014

Il 22 febbraio 2014 presta giuramento come Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del Governo Renzi[30].

Il 12 dicembre 2016 viene confermato nell'incarico di ministro per il Governo Gentiloni.[31]

Provvedimenti principali[modifica | modifica wikitesto]

Ha presieduto nel secondo semestre 2014 il Consiglio dei ministri europei della Cultura e il Forum europeo dei Ministri della Cultura e del Turismo. Il 31 luglio e 1º agosto 2015 ha organizzato presso l'Expo 2015 a Milano una Conferenza internazionale sui temi della tutela del Patrimonio culturale a cui hanno partecipato 83 ministri della cultura di tutto il mondo.

Al suo nome è legata l'introduzione nell'ordinamento italiano dell'Art Bonus, un credito d'imposta del 65% per privati e imprese che donano una somma per il restauro del patrimonio culturale pubblico o per attività di musei, fondazioni lirico-sinfoniche o teatri di tradizione[32].

Dal luglio 2014 ha disposto l'ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, a tutti i musei e luoghi della cultura statali.

Nell'agosto 2015 nomina i 20 direttori dei più importanti musei statali, all'esito di una selezione internazionale a cui avevano partecipato 1.400 concorrenti di tutto il mondo. 13 dei 20 direttori nominati sono di nazionalità italiana. Nel 2017 una nuova selezione internazionale ha portato alla nomina di altri 10 direttori di musei a parchi archeologici.

Con la riforma del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha unificato in 39 Soprintendenze territoriali "Archeologia, Belle Arti e Paesaggio" le competenze che prima erano divise tra tre diverse soprintendenze che si occupavano separatamente di Archeologia, di Beni Artistici e di Beni Architettonici[33].

Ha ideato e lanciato la Capitale Italiana della Cultura, riconoscimento che dal 2015 viene concesso annualmente ad una città italiana.

Porta il nome di "Legge Franceschini" la "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo", approvata il 3 novembre 2016, che dopo decenni di attesa riorganizza in modo organico tutto il settore dell'industria cinematografica italiana, ampliando il tax credit automatico, facendo scomparire la valutazione ministeriale di interesse culturale dei film e abolendo la censura[34].

Per sua iniziativa dal settembre 2016 al maggio 2017 con l'iniziativa #cinema2day, il secondo mercoledì di ogni mese si è entrati in tutti i cinema italiani al prezzo di 2 euro[35].

G7 della cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 dicembre, 2016, Dario Franceschini ha annunciato la creazione di un G7 per la cultura[36]. Un'iniziativa voluta dall'Italia affermando il ruolo di leader in materia di difesa del patrimonio mondiale[37].

Così il 30 marzo 2017 il ministro italiano accoglie, a Firenze, i ministri della cultura dei sette paesi più ricchi del mondo per il primo G7 della cultura. Si sono incontrati nella città toscana per due giorni per discutere il tema della "cultura come strumento di dialogo tra i popoli".[38] Altro impegno preso durante l'incontro è la volontà, da parte dei paesi convenuti, di creare un task force di Caschi blu della cultura approvata dall'UNESCO in seno all'ONU con il fine di proteggere il patrimonio culturale ed artistico mondiale dalle minacce del terrorismo e delle calamità naturali.[39][40][41] La task force era gia stata, il 16 febbraio 2016, approvata tramite la firma di un memorandum da parte della direttrice generale dell'UNESCO Irina Bokova.[42]

Il gruppo d'intervento sarà addestrato all'azione in situazioni di pericolo e verrà composto da un primo nucleo di Carabinieri del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, storici dell’arte, studiosi e restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo Nelle vene quell'acqua d'argento, con il quale nel 2007 ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambery e, in Italia, il Premio Opera Prima Città di Penne e il Premio Bacchelli. Il romanzo ha ottenuto un notevole successo di critica in Francia, dove è stato pubblicato da Gallimard nella collana L'Arpenteur con il titolo Dans les veines ce fleuve d'argent e successivamente ripubblicato nella collana tascabile "Folio".

Nel 2007 ha pubblicato il romanzo La follia improvvisa di Ignazio Rando, da cui è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale della compagnia "Giorni Dispari Teatro" di Varese.

Nel 2011 esce il suo libro Daccapo, un romanzo che ha come protagonista il figlio di un notaio di provincia che ha avuto 52 figli segreti da altrettante prostitute[43][44]. Il romanzo, finalista al Premio letterario Città di Rieti, è stato tradotto in Francia nel 2017 per Gallimard, nella collana L'Arpenteur, con il titolo Ailleurs, ed è stato nella classifica de L'Express dei 30 romanzi più venduti.

Nel 2013 pubblica il suo quarto romanzo Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado[45].

I suoi primi quattro romanzi sono stati pubblicati da Bompiani.

Nel luglio 2017, per Daccapo, gli è stato assegnato il Premio letterario "La Tore" Isola d'Elba, a Marciana Marina (Isola d'Elba).

Nel 2017 pubblica "Disadorna e altre storie" una raccolta di 20 racconti per La Nave di Teseo.

È componente la giuria del Premio Strega.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze e Premi[modifica | modifica wikitesto]

È cittadino onorario del Comune di Borgo Velino, il comune della provincia di Rieti dove nel 1974 fu insegnante e fondatore del Gruppo Sbandieratori.

È Accademico d'onore della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone.

Nel febbraio 2016 gli è stato conferito il Premio Excellent per l'aumento dell'affluenza ai musei italiani, grazie alle sue iniziative da ministro dei Beni Culturali.[46]

Nell'Aprile 2016 gli è stato conferito a Firenze l'Award 2016 della Federazione Italiana Pubblici Esercizi "Per la valorizzazione del turismo e della cultura come motori di sviluppo".

Nel settembre 2016 ha ricevuto il Premio DermArt "Per l'impegno e le scelte coraggiose in favore del patrimonio culturale italiano".

Nell'ottobre 2016 gli è stato attribuito alla Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.

Nel novembre 2016 ha ricevuto dalla FICTS (Federation Internationale Cinema Television Sportifs) la Guirlande d'Honneur per il suo impegno a favore della cultura durante Sport Movies & Tv - Milano International FICTS Fest.

Nell'ottobre 2017 ha ricevuto il Premio Opsicella Monselice per la sua attività di scrittore e di ministro.

Nel novembre 2017 ha ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace "per il costante e prezioso impegno per la difesa del patrimonio culturale mondiale in aree di crisi sconvolte da devastanti conflitti".

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio
«Con questo riconoscimento il governo spagnolo ha voluto ringraziare un'importante personalità del mondo della cultura italiana e tutto il governo e le forze di polizia per il significativo lavoro e l'enorme sforzo grazie al quale è stato possibile recuperare le opere rubate di Victorio Macho»
— 24 giugno 2016[47]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dario Franceschini_curriculum vitae (PDF), su beniculturali.it.
  2. ^ Udine, Franceschini in ospedale «Sindrome coronarica acuta», in L'Unità, 8 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  3. ^ Ballerino e dj, il ministro Franceschini dà spettacolo al suo matrimonio», in Il resto del Carlino, 14 settembre 2014. URL consultato il 18 settembre 2014.
  4. ^ Michela Di Biase - biografia, su www.cinquantamila.it. URL consultato il 20 luglio 2016.
  5. ^ Margherita, 25 membri per il primo Esecutivo, in Corriere della Sera, 28 luglio 2001, p. 9. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2015).
  6. ^ Monica Guerzoni, Pd, Veltroni vara la sua squadra Le donne superano gli uomini, in Corriere della Sera, 05 novembre 2007, p. 10-11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  7. ^ Pd, Veltroni vara la sua squadra Le donne superano gli uomini, in Corriere della Sera, 05 novembre 2007, p. 10-11. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2012).
  8. ^ Veltroni conferma le dimissioni "Adesso basta farsi del male", in La Repubblica, 17 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  9. ^ Franceschini nuovo segretario del Pd Veltroni: «Dario è la persona giusta», in Corriere della Sera, 21 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  10. ^ A Ferrara Franceschini giura sulla Costituzione, in L'Unità, 22 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  11. ^ Goffredo De Marchis, Dario il ponte tra due generazioni Massimo e Walter si facciano da parte, in La Repubblica, 28 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  12. ^ Curzio Maltese, Io non corro, sosterrò Franceschini D'Alema e gli altri sono l'apparato, in La Repubblica, 1° luglio 2009, p. 15. URL consultato il 13 novembre 2009.
  13. ^ Il Pd vota: «Congresso a ottobre» Passa la linea Franceschini, 7 contrari, in Corriere della Sera, 27 giugno 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  14. ^ Mariagrazia Gerina, Il sondaggio dell'Unità: forza primarie, non si torna indietro [collegamento interrotto], in l'Unità, 12 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  15. ^ Susanna Turco, Il congresso Un rischio farlo nel momento di maggior fragilità Oggi il Pd è il partito del distinguo. Ma sto con Franceschini - Intervista a Giovanna Melandri [collegamento interrotto], in l'Unità, 03 luglio 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  16. ^ Mozione Franceschini [collegamento interrotto], su Sito ufficiale Tiziano Treu. URL consultato il 13 novembre 2009.
  17. ^ (PDF) Tommaso Labate, Bene Bersani, ora basta con gli accrocchi, in Il Riformista, 30 luglio 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  18. ^ Andrea Carugati, Intervista a Marina Sereni [collegamento interrotto], in l'Unità, 09 luglio 2009, p. 20. URL consultato il 13 novembre 2009.
  19. ^ (PDF) Teresa Bartoli, Bersani? Troppo legato ai vecchi schemi, in Il Mattino, 29 giugno 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  20. ^ Andrea Carugati, I«Scelgo Dario perché le vecchie divisioni appartengono al passato» - Intervista a Cesare Damiano [collegamento interrotto], in l'Unità, 16 luglio 2009, p. 19. URL consultato il 13 novembre 2009.
  21. ^ (PDF) Dario segretario e Pierluigi candidato premier, in Il Messaggero, 29 giugno 2009, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  22. ^ Paolo Gentiloni, Una rotta per tornare a vincere [collegamento interrotto], in Europa, 07 luglio 2009, p. 1. URL consultato il 13 novembre 2009.
  23. ^ Marco Imarisio, Cofferati con il segretario «È una scelta di sinistra», in Corriere della Sera, 25 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  24. ^ Cofferati con il segretario «È una scelta di sinistra», in Corriere della Sera, 25 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  25. ^ Ninni Andriolo, Franceschini-Bersani scontro sul bipolarismo Adinolfi: non mi candido [collegamento interrotto], in l'Unità, 24 luglio 2009, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
  26. ^ Sassoli: “Perché voto Franceschini”, in L'Altro, 22 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  27. ^ Roberta Giani, Veltroni: Dario vuole grande il Pd, in La Provincia Pavese, 06 settembre 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  28. ^ Pd, è Bersani il nuovo segretario «Saremo il partito dell'alternativa», in Corriere della Sera, 25 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  29. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) [collegamento interrotto], su Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  30. ^ 22 febbraio 2014 – Il ministro Franceschini a 50 anni dalla Commissione Franceschini, su Associazione Bianchi Bandinelli, 22 febbraio 2014. URL consultato il 5 aprile 2017.
  31. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  32. ^ Arte e Imprese - Art Bonus: Istruzioni Per L’Uso, su Allemandi - Il Giornale dell'arte. URL consultato il 5 aprile 2017.
  33. ^ System, FRANCESCHINI, PROSEGUE LA RIFORMA DEL MIBACT, È LA VOLTA DELLE SOPRINTENDENZE
    Aumentano i presidi di tutela archeologica e nascono nuovi parchi archeologici autonomi
    , su www.beniculturali.it. URL consultato il 5 aprile 2017.
  34. ^ r.desimone, APPROVATA LA NUOVA LEGGE CINEMA E AUDIOVISIVO
    FRANCESCHINI: LEGGE ATTESA DA DECENNI, DARÀ FORTE CONTRIBUTO AL SETTORE
    , su www.beniculturali.it. URL consultato il 5 aprile 2017.
  35. ^ Andrea Francesco Berni, #Cinema2Day: l'iniziativa prolungata per altri tre mesi, su BadTaste.it, 2 marzo 2017. URL consultato il 5 aprile 2017.
  36. ^ A Firenze il primo G7 della cultura: l'accordo per difendere da calamità e terrorismo il patrimonio culturale, in Repubblica.it, 30 marzo 2017. URL consultato il 5 aprile 2017.
  37. ^ G7, la cultura per il dialogo tra i popoli, su LaStampa.it. URL consultato il 5 aprile 2017.
  38. ^ Franceschini, G7 Cultura per tutela patrimonio mondiale - Cultura & Spettacoli, in ANSA.it, 28 marzo 2017. URL consultato il 5 aprile 2017.
  39. ^ (EN) Dal G7 di Firenze: in arrivo i Caschi Blu della Cultura, su bookshuntersblog.blogspot.it. URL consultato l'11 luglio 2017.
  40. ^ Il sostegno del G7 ai caschi blu della cultura, in www.quinewsfirenze.it. URL consultato l'11 luglio 2017.
  41. ^ L’Italia lancia a Firenze il primo G7 della cultura, in Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 luglio 2017.
  42. ^ System, CASCHI BLU CULTURA: SIGLATO L’ACCORDO CON L’UNESCO PER LA TASK FORCE ITALIANA
    Pronto un primo contingente di 60 unità fra storici dell’arte, studiosi, restauratori e carabinieri del comando tutela patrimonio culturale per intervenire nelle aree di crisi
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  46. ^ http://www.corriere.it/bello-italia/notizie/premio-excellent-2016-milano-award-turismo-dell-ospitalita-f2eb16ba-d25a-11e5-be28-b2318c4bf6d8.shtml?refresh_ce-cp
  47. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

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Antonello Soro 17 novembre 2009 - 19 marzo 2013 Roberto Speranza II
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