Elezioni regionali in Sardegna del 2019

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Elezioni regionali in Sardegna del 2019
Stato Italia Italia
Regione Sardegna Sardegna
Data 24 febbraio 2019
Affluenza 53,74 % (Aumento 1,5 %)
Christian Solinas datisenato 2018 (cropped).jpg Massimo Zedda crop.jpg Francesco Desogus (cropped).jpg
Candidati Christian
Solinas
Massimo
Zedda
Francesco
Desogus
Partito Partito Sardo d'Azione Campo Progressista Movimento 5 Stelle
Coalizione Centro-destra Centro-sinistra nessuna
Voti 364 059
47,78 %
250 797
32,92 %
85 342
11,20 %
Seggi
36 / 60
18 / 60
6 / 60
Differenza % Aumento 8,2 Diminuzione 11,5 nuovo partito
Differenza seggi Aumento 12 Diminuzione 18 nuovo partito
Sardinia regional election results 2019.png
Presidente uscente
Francesco Pigliaru (PD)
Left arrow.svg 2014

Le elezioni regionali in Sardegna del 2019 si sono svolte il 24 febbraio 2019.

Legge elettorale[modifica | modifica wikitesto]

La legge elettorale è stabilita dalla Legge Regionale Statutaria n. 1 del 12 novembre 2013[1], ed è la stessa legge che era in vigore per le elezioni del 2014. Il consiglio regionale è composto da 60 membri. La legge prevede un unico turno, con voto di lista, la possibilità di esprimere una preferenza all'interno della lista prescelta, e voto per il candidato presidente, su un'unica scheda. È possibile votare per una lista e per un candidato presidente non collegati fra loro ("voto disgiunto", Art. 9). Nel dicembre 2018 è stata approvata dal Consiglio regionale della Sardegna una modifica alla legge elettorale, applicata per la prima volta proprio in occasione di questa consultazione, che consente la doppia preferenza di genere: sulla scheda l’elettore può esprimere due preferenze, purché siano di genere diverso (per un uomo e per una donna o viceversa); in caso contrario la seconda preferenza viene annullata, e resta valida solo la prima.[2]

È eletto Presidente della Regione il candidato che ottiene la maggioranza (anche solo relativa) dei voti (art. 1, comma 4). Alle liste collegate al presidente eletto viene eventualmente assegnato un premio di maggioranza nella seguente misura: il 60% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze superiore al 40%; il 55% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze compresa fra il 25% e il 40%, mentre nessun premio di maggioranza è assegnato se il presidente è eletto con meno del 25% (Art. 13). La legge prevede una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate (Art. 1, comma 7). Nessuno sbarramento è previsto per le liste all'interno delle coalizioni che abbiano superato il 10%.

Circoscrizioni elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Mappa delle circoscrizioni elettorali

Secondo l'art. 3 della Legge Statutaria n. 1/2013, il territorio della Regione è ripartito nelle otto circoscrizioni elettorali di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano e Sassari, cioè equivalenti alla vecchia suddivisione degli enti locali in vigore fino al 2016. Il complesso delle circoscrizioni forma il collegio unico regionale ai fini del calcolo dei voti attribuiti ai candidati alla carica di Presidente della Regione e dell'attribuzione e del riparto dei seggi fra le coalizioni e i gruppi di liste.[3] I seggi assegnati alle circoscrizioni sono i seguenti:

Circoscrizione elettorale Numero seggi assegnati
Cagliari 20
Sassari 12
Nuoro 6
Olbia-Tempio 6
Oristano 6
Carbonia-Iglesias 4
Medio Campidano 3
Ogliastra 2
Secondo classificato tra i candidati Presidente 1
Totale 60

Sottoscrizione e composizione di candidati e liste[modifica | modifica wikitesto]

Le liste dei candidati per ogni circoscrizione devono essere sottoscritte da non meno di 500 e non più di 1.000 elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della circoscrizione per le circoscrizioni fino a 500.000 abitanti o da non meno di 1.000 e non più di 1.500 elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della circoscrizione per le circoscrizioni oltre i 500.000 abitanti. La raccolta di tali firme è esentata se la lista è rappresentata da "contrassegni tradizionalmente usati o ufficialmente riconosciuti dai partiti o gruppi o movimenti politici di carattere nazionale o regionale che abbiano avuto eletto, nella legislatura in corso alla data dell'indizione dei comizi, un proprio rappresentante nel Consiglio regionale o ai quali, con dichiarazione formale, aderisca almeno un consigliere regionale in carica alla data di indizione dei comizi elettorali" e nel caso in cui la lista sia contraddistinta da un contrassegno composito nel quale sia contenuto quello di un partito o gruppo politico esente da tale onere.[3]. Tale aspetto della legge elettorale ha fatto sì che, visti i candidati scelti, l'unica lista obbligata a raccogliere e presentare le firme necessarie fosse quella del Movimento 5 Stelle.[4]

Ogni lista circoscrizionale deve comprendere un numero di candidati non inferiore ai due terzi (arrotondato all'unità superiore) dei seggi assegnati alla circoscrizione e non superiore (nelle circoscrizioni con un numero di seggi almeno pari a tre) al numero dei seggi assegnati (aumentato di un'unità se il numero dei seggi è dispari). In sede di presentazione di ciascuna lista, è necessaria la dichiarazione di collegamento con il candidato alla carica di Presidente della Regione, così come ciascun candidato alla Presidenza è tenuto a dichiarare il collegamento con uno o più gruppi di liste[3]. Le eventuali coalizioni non sono espressamente invitate a indicare un nome della coalizione stessa.

Presentazione delle candidature[modifica | modifica wikitesto]

Dall'alto verso il basso, in ordine alfabetico i candidati alla presidenza.
Prima riga: Francesco Desogus (Movimento 5 Stelle) e Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi)
Seconda riga: Andrea Murgia (Autodeterminatzione) e Mauro Pili (Sardi Liberi)
Terza riga: Christian Solinas (Centro-destra) e Massimo Zedda (Centro-sinistra)
  • Il 24 novembre Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, annuncia al termine di un incontro pubblico a Milis la sua disponibilità a essere il candidato presidente di una coalizione di centro-sinistra,[5] ricevendo dopo tre giorni il sostegno del Partito Democratico, il quale rinuncia all'idea di tenere delle primarie di coalizione[6]. Il 15 dicembre, in occasione della presentazione del nome del candidato alle elezioni suppletive per un seggio alla Camera dei Deputati viene ufficializzato il nome e il simbolo della coalizione; Progressisti di Sardegna. A essa prendono parte Partito Democratico, Liberi e Uguali, Unione Popolare Cristiana, Campo Progressista Sardegna, Possibile, Partito Socialista Italiano, Futura, Italia in Comune e Radicali Sardi Progetto Comunista.[7]
  • Il centro-destra, il 25 novembre, durante la giornata conclusiva del XXXIV Congresso Nazionale del Partito Sardo d'Azione svoltosi a Cagliari, lancia la candidatura del segretario del partito Christian Solinas[8], ufficializzata qualche giorno dopo dal tavolo di coalizione convocato a Barumini. Prendono parte alla coalizione, oltre al PSd'Az, la Lega Nord (che si presenta per la prima volta in Sardegna), Forza Italia, Fratelli d'Italia, Unione di Centro, Unione Democratica Sarda, Sardegna20Venti, Movimento Civico Sardegna, Fortza Paris, Energie per l'Italia e i Riformatori Sardi.[9]
  • Il Movimento 5 Stelle, assente alle precedenti consultazioni, inizialmente sceglie come candidato presidente, tramite primarie online, l’ex sindaco di Assemini Mario Puddu, primo a scendere in campo ufficialmente. Il 18 ottobre 2018, però, Puddu viene condannato per abuso d’ufficio per una vicenda risalente al periodo in cui era primo cittadino, e ritira la propria candidatura[10]. Dopo un nuovo giro di votazioni online sulla piattaforma Rousseau, con 450 voti in totale su 1.350, il Movimento ufficializza la candidatura di Francesco Desogus il 4 dicembre[11].
  • Il Partito dei Sardi, partito indipendentista liberale, a settembre ha lanciato la proposta delle Primarias, aperte anche ai partiti filo-italiani, purché essi dichiarassero di riconoscersi nella Sardegna come Nazione dotata di interessi specifici[12]; il quesito (È condiviso che il popolo sardo, con la sua millenaria storia mediterranea ed europea, ha diritto ad autodeterminarsi, vale a dire a scegliere pacificamente le proprie forme di autogoverno. A partire da questa consapevolezza, ritieni che si possa affermare quanto segue? “La Sardegna è una nazione, cioè una comunità portatrice di diritti e interessi propri, che in quanto tale necessita di maggiori poteri per interpretarli, difenderli, affermarli) è stato comunque formalizzato con un referendum in occasione delle stesse primarie, ma svincolato dalla scelta del candidato; hanno votato 18.552 dei 20.610 iscritti al voto: il "Sì" ha ottenuto 17.725 voti, il "No" 396, e le schede bianche sono state 431. All'appello non hanno comunque risposto formazioni esterne al partito stesso, pertanto le rinominate Primarias divennero normali elezioni interne al partito stesso. La votazione, svoltasi online dal 6 al 16 dicembre, ha eletto e ufficializzato con 15.452 voti a suo favore la candidatura del segretario Paolo Maninchedda, ex assessore ai trasporti della giunta Pigliaru[13][14][15].
  • Il 4 ottobre Andrea Murgia è il candidato ufficiale della coalizione indipendentista di sinistra Autodeterminatzione, cartello politico composto da RossoMori, Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, Sardigna Natzione Indipendentzia, Liberu, Sardegna Possibile, Gentes e Radicales Sardos.[16] Questi ultimi vengono l'8 dicembre 2018 espulsi dal progetto poiché intrattenevano discussioni con la coalizione di centro-sinistra formatasi successivamente, rapporti non conformi con lo statuto della coalizione.[17] Il 19 dicembre AutodetermiNatzione annuncia l'estensione del "progetto per la Sardegna che diventa ogni giorno più largo e plurale” con un comunicato congiunto a firma di Andrea Murgia, Roberto Mirasola a nome di parte dei fuoriusciti da Sinistra Italiana e Sardigna Libera di Claudia Zuncheddu.[18]. Tuttavia il 18 gennaio 2019 il movimento Sardi Liberi annuncia l'ingresso della Zuncheddu nel proprio movimento.
  • Il 15 dicembre si forma un terzo polo indipendentista transpartitico, chiamato Sardi Liberi, composto dalla formazione dell'ex deputato Mauro Pili Unidos, di stampo conservatore, da ProgReS - Progetu Republica, formazione social-democratica e da alcuni ex membri del PSd'Az, centristi, in disaccordo con la corrente di Christian Solinas.[19] Il 23 dicembre, in un incontro della neonata coalizione a Ghilarza, Mauro Pili viene scelto come candidato presidente. [20] Il 18 gennaio 2019 entra a farne parte il movimento Sardigna Libera di Claudia Zuncheddu.
  • Il 7 dicembre annuncia la sua candidatura come indipendente di destra il magistrato Ines Simona Pisano[21], nata a Bosa ma residente a Roma da diverso tempo[22]; la sua candidatura è appoggiata dal Movimento Nazionale per la Sovranità[23]. Tuttavia, il 18 gennaio 2019 comunica il ritiro della sua candidatura a presidente.[24]
  • Il 14 gennaio annuncia, in contemporanea con la consegna dei simboli, la sua candidatura il giornalista e scrittore Vindice Lecis sostenuto dalla lista Rifondazione Comunista-PCI-Sinistra Sarda[25].

Sondaggi[modifica | modifica wikitesto]

Candidato presidente[modifica | modifica wikitesto]

Data rilevazione Istituto Christian Solinas
(Centro-destra)
Massimo Zedda
(Centro-sinistra)
Francesco Desogus
(Movimento 5 Stelle)
Mauro Pili
(Sardi Liberi)
Andrea Murgia
(Autodeterminatzione)
Paolo Maninchedda
(Partito dei Sardi)
Vindice Lecis
(Sinistra Sarda)
29 gennaio SWG 33-37 % 29-33 % 22-26 % 4-6 % 1-3 % 1-3 % 0-2 %

Liste e coalizioni[modifica | modifica wikitesto]

Data rilevazione Istituto Centro-destra Centro-sinistra M5S ADN Partito dei Sardi Sardi Liberi Sinistra Sarda
Lega FI Rif. UdC PSdAz FdI Altri Totale PD SardCom FutCom NoiConZ CPS LeU Altri Totale
29 gennaio SWG [26] 14,6 % 6,3 % 4,8 % 4,2 % 3,1% 3,0 % 2,8 % 38,8 % 12,6 % 6,3 % 3,1 % 2,6 % 1,6 % 1,4 % 1,7 % 29,3 % 23,5 % 1,8 % 1,4 % 4,1 % 1,1 %

Gli exit poll errati e la lentezza nello spoglio[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la chiusura delle urne è stato diffuso un exit poll in cui si prospettava un testa a testa fra Solinas e Zedda. Lo spoglio delle schede ha dato un risultato notevolmente difforme da questo pronostico.[27][28][29][30] Polemiche sono sorte anche a causa della lentezza nello spoglio e nella diffusione dei dati. I ritardi sono dovuti non solo alla complessità del sistema elettorale, ma anche alle direttive regionali che prevedevano, ad esempio, che i comuni con meno di 10 sezioni inviassero i dati solo a spoglio completamente concluso, e i comuni più grandi inviassero i primi dati solo al 25% dello spoglio.[31][32] Nel pomeriggio del 2 marzo, 6 giorni dopo le elezioni, il sito ufficiale della regione riporta i risultati di solo 1806 sezioni su 1840 per le liste[33]. Il 7 marzo 2019 la presidente della Corte d'Appello di Cagliari Gemma Cucca ha fatto sapere che ci sarebbe voluto ancora del tempo per conoscere i dati definitivi delle elezioni regionali in Sardegna e per la conseguente proclamazione dei 60 consiglieri eletti, governatore compreso.[34] La proclamazione ufficiale degli eletti è avvenuta il 20 marzo, a quasi un mese dal giorno in cui si sono tenute le elezioni[35].

Affluenza[modifica | modifica wikitesto]

Circoscrizioni Elettori Affluenza
12:00 prec. 19:00 prec. 22:00 prec. Var. dal 2014
Sardegna 1.470.404 16,77% 14,50% 43,78% 41,02% 53,75 52,38% Aumento 1,37%
Cagliari 492.393 18,58% 15,01% 45,25% 39,98% 55,47% 51,38% Aumento 4,09%
Carbonia-Iglesias 117.634 16,61% 14,04% 42,00% 38,05% 51,32% 48,82% Aumento 2,5%
Medio Campidano 89.750 15,3% 12,49% 40,41% 36,75% 50,85% 46,92% Aumento 3,93%
Nuoro 140.953 15,78% 16,07% 43,36% 46,04% 53,17% 57,08% Diminuzione -4,54%
Ogliastra 52.808 16,24% 15,79% 44,46% 44,62% 54,26% 55,71% Diminuzione -1,45%
Olbia-Tempio 132.696 16,28% 13,50% 43,47% 40 30% 52,71% 52,27% Aumento 0,44%
Oristano 149.349 14,85% 12,77% 41,87% 39,37% 51,26% 49,71% Aumento 1,55%
Sassari 294.821 16,04% 14,79% 44,28% 43,33% 54,65% 55,23% Diminuzione -0,58%

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati Definitivi

Candidati Voti % Liste Voti % Seggi
Christian Solinas
(Coalizione di Centro-destra)

eletto Presidente

364.059 47,78 Lega Salvini Sardegna 81.421 11,40 8
Partito Sardo d'Azione 70.434 9,86 7 + 1
Forza Italia Berlusconi per la Sardegna 57.430 8,04 5
Riformatori Sardi 36.299 5,08 4
Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni 33.716 4,72 3
Sardegna20Venti - Tunis 29.473 4,12 3
Pro Sardinia - Unione di Centro 26.948 3,77 3
Sardegna Civica 11.671 1,64 1
Fortza Paris 11.611 1,62 1
Unione Democratica Sarda 7.828 1,09 -
Energie per l'Italia[36] 3.505 0,49 -
Totale 370.354 51,87 36
Massimo Zedda
(Progressisti di Sardegna)

eletto Consigliere

250.797 32,92 Partito Democratico 96.235 13,47 8
Liberi e Uguali Sardigna 27.077 3,79 2
Campo Progressista Sardegna 22.671 3,17 2+1
Noi, la Sardegna con Massimo Zedda[37] 20.011 2,80 2
Futuro Comune con Massimo Zedda 18.750 2,62 2
Sardegna in Comune con Massimo Zedda[38] 17.566 2,46 1
Cristiano Popolari e Socialisti[39] 9.275 1,30 -
Progetto Comunista per la Sardegna 3.075 0,43 -
Totale 214.660 30,06 18
Francesco Desogus 85.342 11,20 Movimento 5 Stelle 69.573 9,74 6
Paolo Maninchedda 25.559 3,35 Partito dei Sardi 26.216 3,67 -
Mauro Pili 17.593 2,31 Sardi Liberi[40] 15.234 2,13 -
Andrea Murgia 13.955 1,83 Autodeterminatzione[41] 13.657 1,91 -
Vindice Lecis 4.528 0,59 Rifondazione Comunista-PCI-Sinistra Sarda 4.308 0,60 -
Totale 761.833 100,0 Totale 714.002 99,98 60

Consiglieri eletti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i 58 consiglieri eletti nelle liste, elencati per circoscrizione. A questi si aggiungono il presidente eletto Christian Solinas del Partito Sardo d'Azione e Massimo Zedda di Campo Progressista Sardegna che, in quanto primo dei candidati presidente non eletti, ottiene un seggio da consigliere[42].

Lista Circoscrizioni
Cagliari Sassari Nuoro Olbia-Tempio Oristano Carbonia-Iglesias Medio Campidano Ogliastra
Lega Salvini Sardegna (8) Andrea Piras Michele Pais Pierluigi Saiu Dario Giagoni Annalisa Mele Michele Ennas
Sara Canu Ignazio Manca
Partito Sardo d'Azione (7) Gianni Chessa Piero Maieli Franco Mula Giovanni Satta Fabio Usai
Nanni Lancioni
Stefano Schirru
Forza Italia (5) Alessandra Zedda Antonello Peru Giuseppe Talanas Angelo Cocciu Emanuele Cera
Riformatori Sardi (4) Michele Cossa Aldo Salaris Giovanni Antonio Satta Alfonso Marras
Fratelli d'Italia (3) Paolo Truzzu Nico Mundula Francesco Mura
Unione di Centro (3) Giorgio Oppi Gian Filippo Sechi Andrea Biancareddu
Sardegna 20Venti (3) Stefano Tunis Pietro Moro Domenico Gallus
Sardegna Civica (1) Roberto Caredda
Fortza Paris (1) Valerio De Giorgi
Partito Democratico (8) Piero Comandini Gianfranco Ganau Roberto Deriu Giuseppe Meloni Gigi Piano Salvatore Corrias
Cesare Moriconi
Valter Piscedda
Campo Progressista Sardegna (2) Francesco Agus Gianfranco Satta
Liberi e Uguali (2) Eugenio Lai Daniele Cocco
Noi, la Sardegna con Massimo Zedda (2) Laura Caddeo Diego Loi
Futuro Comune con Massimo Zedda (1) Franco Stara Antonio Piu
Sardegna in Comune con Massimo Zedda (1) Maria Laura Orrù
Movimento 5 Stelle (6) Michele Ciusa Desirè Manca Elena Fancello Roberto Li Gioi Alessandro Solinas
Carla Cuccu

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ai risultati "insoddisfacenti", il 26 febbraio 2019 l'assessore ai Lavori Pubblici uscente Paolo Maninchedda, candidato presidente con il Partito dei Sardi, si dimise dalla carica di segretario nazionale del suo partito[43]. Il giorno successivo anche Mauro Pili, per analoghe ragioni, fece un passo indietro svestendosi dei panni di leader del movimento Sardi Liberi[44]. Nello stesso giorno Nicola Sanna (candidato in lista PD), a causa della sconfitta del partito e di una sconfitta personale pesante, si dimise dalla carica di sindaco di Sassari[45]. Il 7 marzo, dopo un invito al ripensamento da parte di colleghi di partito e intellettuali, ritira le dimissioni. Il comune di Sassari in ogni caso sarebbe comunque andato ad elezioni nella primavera dello stesso anno[46]. Essendo arrivato secondo nella corsa alla presidenza Massimo Zedda venne eletto consigliere regionale, carica incompatibile con quella di sindaco di Cagliari. L'11 marzo 2019 ufficializzò pertanto le proprie dimissioni da primo cittadino del capoluogo sardo in cui era in carica da quasi 8 anni, rimandando i cittadini alle urne, con due anni di anticipo, nella primavera dello stesso anno.[47]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consiglio Regionale della Sardegna - XIV Legislatura, LEGGE REGIONALE STATUTARIA 12 NOVEMBRE 2013, N. 1, su consiglio.regione.sardegna.it, Regione Autonoma della Sardegna, 12 novembre 2013. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  2. ^ Regionali: operativa doppia preferenza Approvata legge ad hoc, si chiariscono anche casi controversi, su ansa.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  3. ^ a b c Luigi Fucito, Servizio studi - Le elezioni regionali in Sardegna, su senato.it, Senato della Repubblica Italiana. URL consultato il 20 febbraio 2019.
  4. ^ Regionali, Cagliaripad.it - Desogus (M5s): “Raccolta firme ci premierà”
  5. ^ A Milis Zedda scioglie tutte le riserve: “Pronto a mettermi a disposizione”, in Sardinia Post, 24 novembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  6. ^ Il Pd dà il via libera a Zedda: candidato senza primarie, in L'Unione Sarda, 27 novembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  7. ^ Ok al simbolo Progressisti di Sardegna, ma il Centro democratico non ci sta, in Sardinia Post, 15 dicembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  8. ^ Redazione ANSA, Solinas acclamato candidato presidente, in ANSA, 24 novembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  9. ^ Alessandra Carta, Il centrodestra formalizza la scelta: “Solinas è il candidato governatore”, in Sardinia Post, 30 novembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  10. ^ Alessandra Carta, Puddu condannato ritira la candidatura, tutto dipende dalla legge Severino, in Sardinia Post, 18 ottobre 2018. URL consultato il 20 dicembre 2018.
  11. ^ Marcello Zasso, Regione, i Cinque Stelle hanno deciso: Francesco Desogus è il loro candidato, in Sardinia Post, 4 dicembre 2018. URL consultato il 20 dicembre 2018.
  12. ^ Redazione ANSA, PdS, primarie sarde per le regionali, in ANSA, 24 settembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  13. ^ Redazione ANSA, Al via campagna elettorale Primarias, in ANSA, 24 novembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  14. ^ Giuseppe Meloni, Pds, è Maninchedda il candidato governatore. 20mila votanti alle Primarias, in L'Unione Sarda, 17 dicembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  15. ^ Elezioni regionali, Paolo Maninchedda è il quinto candidato ufficiale.
  16. ^ Alessandra Carta, Regionali, c’è il 2° candidato ufficiale: dopo Puddu confermato Andrea Murgia, in Sardinia Post, 4 ottobre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  17. ^ Alessandra Carta, Autodeterminatzione, espulsi i Radicali: ‘Hanno intrattenuto rapporti con Zedda, in Sardinia Post, 8 dicembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  18. ^ Redazione CagliariPad, Regionali: convergenza SI e Sardigna Libera con Autodeterminatzione, in Cagliari Pad, 18 dicembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  19. ^ Matteo Sau, Nasce Sardi Liberi: il progetto di Unidos, Progres e degli ex sardisti, in L'Unione Sarda, 15 dicembre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  20. ^ Matteo Sau, Sardi Liberi: Mauro Pili candidato alla presidenza della Regione, in L'Unione Sarda, 23 dicembre 2018. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  21. ^ Regionali, Ines Pisano annuncia la candidatura: “Io non mi tiro indietro“ Cagliaripad, 7 dicembre 2018
  22. ^ Ines Pisano: «Io candidata per la Lega? Non ho ricevuto proposte»
  23. ^ Regionali, il Movimento per la Sovranità lancia la candidatura di Ines Simona Pisano, giovane magistrato di Bosa Cagliaripad, 7 ottobre 2018
  24. ^ Ines Pisano si ritira: i candidati governatore restano sette, in La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2019. URL consultato il 18 gennaio 2019.
  25. ^ Elezioni regionali, Vindice Lecis ottavo candidato governatore, in La Nuova Sardegna, 15 gennaio 2019. URL consultato il 18 gennaio 2019.
  26. ^ Solinas avanti ma in calo, Zedda cresce, in La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2018, pp. 2-5.
  27. ^ Sardegna, bufera sugli exit poll, su adnkronos.com. URL consultato il 2 marzo 2019.
  28. ^ Sardegna bufera sugli exit poll: "La Rai ha buttato i soldi", su ilgiornale.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  29. ^ Elezioni Sardegna, il centrodestra vince: Solinas al 47%, Zedda (centrosinistra) al 33%. Crolla il M5s: è all’11%, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  30. ^ Gli exit poll Rai e quel testa a testa (inesistente) Solinas-Zedda, è polemica. E l'azienda di viale Mazzini garantisce: "Abbiamo chiesto spiegazioni agli istituti demoscopici", su unionesarda.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  31. ^ Elezioni Sardegna, spoglio a rilento e il sito della Regione va in tilt, su repubblica.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  32. ^ Sardegna, vince Solinas (centrodestra). Zedda ammette la sconfitta, su ilsole24ore.com. URL consultato il 2 marzo 2019.
  33. ^ Risultati riassuntivi, su regione.sardegna.it, 2 marzo 2019.
  34. ^ Redazione ANSA, Esito regionali Sardegna,"servirà tempo", su ansa.it. URL consultato l'11 marzo 209.
  35. ^ [1]
  36. ^ La lista comprende anche candidati di Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Alleanza Liberaldemocratica Italiana.
  37. ^ Presente solo nei collegi di Cagliari, Oristano, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra e Carbonia-Iglesias
  38. ^ Lista composta da MDP Cagliari, Circolo Nelson Mandela Italia in Comune Sardegna, Possibile, Futura e Radicales Sardos
  39. ^ Lista composta da PSI e Unione Popolare Cristiana
  40. ^ Lista composta da Unidos, ProgReS, ex PSd'Az e Sardigna Libera
  41. ^ Lista composta da RossoMori, iRS, Sardigna Natzione Indipendentzia, Liberu, Sardegna Possibile e Gentes
  42. ^ Solinas è da oggi il nuovo governatore. Proclamato il Consiglio: ecco i 60 nomi, su SardiniaPost.it, 20 marzo 2019. URL consultato il 21 marzo 2019.
  43. ^ Le mie dimissioni (Direttivo Nazionale del 2 marzo 2019), su Ilpartitodeisardi.eu. URL consultato il 21 marzo 2019.
  44. ^ Paolo Rapeanu, Mauro Pili fa un passo indietro: “Sconfitta politica e personale, in Sardegna ha trionfato il servilismo”, su castedduonline.it, 26 febbraio 2019. URL consultato il 21 marzo 2019.
  45. ^ Sassari, si è dimesso il sindaco Nicola Sanna, su La Nuova Sardegna.it, 26 febbraio 2019. URL consultato il 21 marzo 2019.
  46. ^ Giovanni Bua, Sassari, Nicola Sanna: "Sento l'affetto della città, ritiro le mie dimissioni", su La Nuova Sardegna.it, 7 marzo 2019. URL consultato il 21 marzo 2019.
  47. ^ Zedda si è dimesso, comunali a maggio, su ANSA.it, 11 marzo 2019. URL consultato il 21 marzo 2019.