Ignazio Marino

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Ignazio Marino
Ignazio Marino crop.jpg

Sindaco di Roma
Durata mandato 12 giugno 2013 –
31 ottobre 2015
Predecessore Gianni Alemanno
Successore Francesco Paolo Tronca (commissario prefettizio)

Sindaco metropolitano di Roma
Durata mandato 1º gennaio 2015 –
31 ottobre 2015
Predecessore carica istituita
Successore Mauro Alessandri (vicesindaco metropolitano)

Presidente della
Commissione parlamentare di inchiesta
sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale
Durata mandato 8 ottobre 2008 –
14 marzo 2013
Presidente Gianfranco Fini
Renato Schifani
Predecessore Antonio Tomassini

Presidente della 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica
Durata mandato 6 giugno 2006 –
28 aprile 2008
Predecessore Antonio Tomassini
Successore Antonio Tomassini

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
22 maggio 2013
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
L'Ulivo (2007-2008)
Partito Democratico-L'Ulivo (2007-2008)
Partito Democratico (2008-2013)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democratici di Sinistra (2006-2007)
Partito Democratico (2007-2015)
Tendenza politica Progressismo
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia
Professione Chirurgo, Docente Universitario

Ignazio Roberto Maria[1] Marino (Genova, 10 marzo 1955) è un chirurgo e politico italiano ed è stato sindaco di Roma dal 12 giugno 2013 al 31 ottobre 2015.

Eletto senatore nel 2006 e confermato nel 2008 e 2013, è stato presidente della commissione sanità nella XV legislatura e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario nazionale nella XVI[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova da madre svizzera[3] e padre siciliano di Acireale, dall'età di 14 anni si trasferì a Roma[4].

Formatosi culturalmente negli ambienti cattolici della capitale (fu giovane scout e si è diplomato al collegio Villa Flaminia San Giuseppe de Merode dei Fratelli delle scuole cristiane[5]), si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore[4] di Roma e si è specializzato in Chirurgia Generale e Vascolare. Ha esercitato la professione presso il Policlinico Gemelli[4] di Roma, sede della facoltà di Medicina e Chirurgia del medesimo ateneo.

Attività medica[modifica | modifica wikitesto]

Ha lavorato nei centri trapianti di Cambridge (il Transplant Center dell'Università di Cambridge) nel Regno Unito, di Pittsburgh (il Pittsburgh Transplantation Institute dell'Università di Pittsburgh) negli Stati Uniti, e di Filadelfia come direttore della Transplantation Division presso la Thomas Jefferson University[6], sempre negli USA.

A Pittsburgh, il Prof. Marino ha completato la sua formazione sotto la guida del Prof. Thomas E. Starzl con una Fellowship nei Trapianti d’Organo, approvata dall’American Society of Transplant Surgeons.

All'epoca, il Pittsburgh Transplantation Institute era il centro di trapianto di fegato più attivo al mondo: solo nel 1990-1991 furono eseguiti oltre 1.000 trapianti di fegato.

Nel 1991 Ignazio Marino ha accettato una posizione in facoltà presso l'Università di Pittsburgh e, in seguito, è stato nominato Professore di Chirurgia. È stato chirurgo presso l'Università di Pittsburgh Medical Center e il Children's Hospital di Pittsburgh; direttore associato del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, allora l'unico dipartimento per Trapianti d'Organo appartenente al Governo degli Stati Uniti; direttore della European Medical Division dell'Università di Pittsburgh Medical Center.

Nel 1992 è stato nominato direttore associato del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, l'unico dipartimento per trapianti d'organo appartenente al governo degli Stati Uniti.

Nel 1999 ha fondato l'ISMETT a Palermo, il primo centro trapianti di fegato in Sicilia — grazie a un rapporto di collaborazione fra lo University of Pittsburgh Medical Center e la Regione Siciliana — di cui è stato direttore e amministratore delegato. Il 31 luglio 1999 ha eseguito il primo trapianto ortotopico di fegato della storia della sanità siciliana[7].

È stato membro del primo Centro Nazionale Trapianti d’Italia. Il Centro Nazionale Trapianti è stato istituito con una legge approvata dal Parlamento Italiano nel 1999. Come membro del Centro Nazionale Trapianti Marino ha contribuito personalmente alla stesura di molte norme e regolamenti nel campo del trapianto d’organi.

È stato esperto internazionale di consulenza della Pontificia Accademia per la vita, il comitato etico nominato personalmente da Papa Giovanni Paolo II.

Nel 2002 si è dimesso dallo University of Pittsburgh Medical Center e dalla direzione dell'Istituto mediterraneo per i trapianti per assumere la posizione di direttore del programma Trapianti presso il Jefferson Medical College[8] di Filadelfia[9]. La notizia che Marino sia stato costretto a dimettersi dallo University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) dopo una controversia riguardante delle irregolarità nei rimborsi spese[10], riportata da alcuni quotidiani italiani, da una prima sentenza è stata dichiarata “falsa”, “non rispondente alla verità fattuale”, riguardante “un fatto non vero”[11]. Per la pubblicazione di tale “notizia contraria alla verità dei fatti e lesiva dell'immagine, reputazione e onore” di Marino, il giudice ha condannato, a titolo riparatorio per la “diffamazione” subita da Marino, i giornalisti Giuliano Ferrara, Maurizio Belpietro, Mario Giordano, Vittorio Feltri, Franco Bechis, Paolo Granzotto, fra gli altri, e le testate giornalistiche Il Foglio, Libero, Il Giornale e Italia Oggi al pagamento, a favore di Marino, di complessivi Euro 90.000 di danni, più Euro 12.000 di spese legali (per un totale di Euro 102.000). Poi la vicenda ha continuato ugualmente ad essere ricordata negli anni seguenti, come nell'ottobre 2015[12] dopo le dimissioni da sindaco di Roma; anche dal settimanale L'Espresso[13] e da altri media.[14]

Nel 2002 è diventato professore di chirurgia presso il Jefferson Medical College[8] di Filadelfia[9].

Fino al giugno 2004 è stato direttore della Divisione Trapianti di Fegato e Chirurgia Epatobiliare del Thomas Jefferson University Hospital di Filadelfia.

Da luglio 2004 ad agosto 2006, il Prof. Marino è stato direttore della Divisione Trapianti del Thomas Jefferson University Hospital. Durante il suo madato, il tasso di sopravvivenza dei pazienti del Thomas Jefferson University Hospital sottoposti a trapianto di fegato primario è stato del 100% a 3 mesi e del 100% a 18 mesi (calcolato da Kaplan-Meier).

Dal 28 maggio 2015 è Doctor of Science (Hon.) presso la Thomas Jefferson University di Filadelfia.

Dal 2016 si occupa di progetti strategici alla Thomas Jefferson University.

Nel 2016, in qualità di borsista presidenziale in residenza, ha tenuto diversi corsi alla Temple University di Roma.

Nel 2016 la David Geffen School of Medicine della UCLA e la Longmire Surgical Society hanno nominato il Professor Marino Longmire Visiting Professor.

Da ottobre 2016 fino a dicembre 2017 è stato consulente strategico del presidente e del CEO della Thomas Jefferson University, e dal 1º gennaio 2018 è Senior Vice President of Strategic Affairs.

Marino è autore di molte pubblicazioni nelle più rinomate riviste scientifiche di Medicina e Chirurgia dei Trapianti (Annals of Surgery, Cancer, Hepatology, Immunology Review, Lancet, Liver Transplantation, Science, Transplantation, American Journal of Transplantation, ecc.).

È membro di 27 società scientifiche, fondatore di 4, e ha ricevuto 59 premi e riconoscimenti pubblici; è membro dei comitati di redazione delle riviste scientifiche Transplantation, Liver Transplantation, Clinical Transplantation, Digestive Diseases & Sciences, Experimental and Clinical Transplantation, Journal of Experimental & Clinical Cancer Research e altre.

Tra i vari ambiti d’intervento e temi di ricerca, Marino si è occupato del danno da riperfusione nel trapianto di fegato, (Transplantation, 1985); del ruolo del trapianto di fegato per il trattamento dell’Emangioendotelioma Epitelioide (EHE) del fegato (Cancer, 1988); dei fenomeni mediati da anticorpi associati ad alloimmunizzazione HLA, realizzando il primo studio clinico a dimostrazione dell'utilità dello screening degli anticorpi linfocitotossici nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato (Transplantation, 1989); del trapianto di fegato in pazienti con trombosi della vena porta (Annals of Surgery, 1991); del trapianto di fegato nei bambini affetti da sindrome di Alagille (Transplant International, 1992).

A Pittsburgh, ha fatto parte del team che ha sviluppato l'uso clinico del FK506 (ora noto come Tacrolimus), un farmaco rivoluzionario che ha sostituito qualsiasi altro immunosoppressore nel trapianto di fegato in tutto il mondo.

Il 1º novembre 1987 ha partecipato al primo trapianto multiviscerale (stomaco, fegato, pancreas, intestino) su un essere umano nella storia della medicina. Il team era guidato dal Professor Thomas E. Starzl.

Nel 1998, Marino ha condotto l'analisi clinica della più ampia serie di trapianti di fegato mai riportata in letteratura sino ad allora (2.376 trapianti), identificando 10 diverse variabili associate all'esito di un trapianto (Transplantation, 1998).

Nel 2005 ha fondato Imagine Onlus, un'organizzazione non-profit che opera nel campo della solidarietà internazionale su tematiche di salute. Ha lasciato ogni carica relativa alla Onlus quando nel 2013 è stato eletto Sindaco di Roma.

Ha una casistica di oltre 650 trapianti, è autore di 213 pubblicazioni indicizzate su MEDLINE e di 3 libri scientifici.

Il primo trapianto di fegato da babbuino della storia[modifica | modifica wikitesto]

Ignazio Marino è stato uno dei componenti del team che, negli anni novanta, negli Stati Uniti, ha studiato la possibilità di xenotrapianti[15].

Il 28 giugno 1992 e il 10 gennaio 1993 furono eseguiti i primi due xenotrapianti di fegato da babbuino a uomo della storia. Il trial clinico fu coordinato dal professor Thomas Starzl, il pioniere che nel 1963 aveva realizzato il primo trapianto di fegato nell'uomo, con il quale Ignazio Marino ha lavorato per oltre quindici anni e dal quale ha appreso la tecnica del trapianto di fegato.

Il trapianto con fegato di babbuino, in quegli anni, era stato previsto per la cura della cirrosi in fase terminale causata dal virus dell'epatite B cronica. I babbuini furono scelti come donatori perché, nonostante le differenti dimensioni, condividono molte caratteristiche fisiologiche e genetiche con gli esseri umani, ma sono resistenti allo sviluppo dell'epatite cronica da virus B. Il primo ricevente fu un uomo di 35 anni, il secondo un uomo di 62 anni[16]. Entrambi avevano un'insufficienza epatica terminale conseguenza dell'epatite B. Il primo paziente, che era anche HIV+, sopravvisse 70 giorni dopo il trapianto. Trascorse la maggior parte del tempo in una regolare corsia di ospedale con una funzionalità epatica quasi normale[16]. Il secondo paziente, molto più anziano, non riprese mai conoscenza, rimase itterico, e sopravvisse per 26 giorni.

Vent'anni dopo Marino affermò che si trattasse di una strada sbagliata: il sistema immunitario degli uomini e quello dei babbuini non sono compatibili, nemmeno utilizzando i farmaci antirigetto più potenti […] sottolineando tuttavia come quegli esperimenti sono serviti per perfezionare una terapia che oggi permette di salvare centinaia di migliaia di malati terminali[15].

Il primo trapianto di organo su un sieropositivo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 Marino, che nel decennio precedente aveva già realizzato negli Stati Uniti alcuni dei primi trapianti al mondo su pazienti sieropositivi (si trattava di trapianti di fegato), ricevette una richiesta da parte di un paziente italiano sieropositivo per un trapianto di rene[17]. Si trattava di un ragazzo che aveva ottenuto dinieghi da quasi tutti i centri trapianto italiani. Marino accettò di visitarlo, fece tutti gli accertamenti e gli esami del caso valutandolo poi idoneo al trapianto di rene che gli sarebbe stato donato dal padre. Il trapianto fu eseguito da Ignazio Marino il 17 luglio 2001.

La notizia del trapianto ricevette le critiche dell'allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia, si espressero a favore invece i chirurghi e gli esperti di AIDS[18]. In seguito a quel primo trapianto su sieropositivo fu istituita una Commissione apposita presso il Centro nazionale trapianti col compito di stabilire l'ammissibilità di questo tipo di intervento: l'approvazione definitiva della commissione del CNT, arrivata dopo quasi tre anni, ha fatto sì che l'esecuzione di trapianti su pazienti sieropositivi divenisse una prassi regolare e di successo anche in Italia. Il paziente trapiantato da Ignazio Marino il 17 luglio 2001 ha festeggiato nel 2018 il 17º anno dal trapianto, in ottima salute e con l’organo trapiantato perfettamente funzionante.

Attività editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 ha pubblicato Credere e curare, un saggio che tratta della professione di medico e dell'influsso che su questo mestiere ha la fede, intesa anche come credo religioso e come passione, solidarietà ed empatia verso gli altri. Nel 2007 presso la fondazione Italianieuropei ha pubblicato il saggio Sistema salute. Analisi e prospettive per il futuro della sanità italiana. Nel 2008 ha pubblicato Idee per diventare chirurgo dei trapianti. Una corsa fra la vita e la morte. Al 2009 risale Nelle tue mani. Medicina, fede, etica e diritti, racconto in prima persona di un medico che affronta le questioni ultime: le decisioni sui trapianti, il testamento biologico, i progressi tecnologici e gli interrogativi sulla fine della vita.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2006 si è candidato come indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra per il Senato nel collegio Lazio; eletto senatore della Repubblica Italiana nell'aprile 2006, il 6 giugno successivo è stato eletto presidente della XII Commissione Igiene e Sanità. Sempre nel 2006, scrisse un progetto di legge per introdurre in Italia il cosiddetto “testamento biologico”[19] e cioè la possibilità di poter indicare a quali cure ognuno di noi intenda o non intenda essere sottoposto. Scrisse e portò all’approvazione anche una legge per regolamentare l’attività dei medici nelle strutture pubbliche italiane.

Rieletto a Palazzo Madama alle elezioni politiche del 2008 con il Partito Democratico, è stato presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e membro della Commissione Igiene e sanità del Senato.

Marino, che si è dichiarato di fede cattolica, ha affermato di avere, come medico e come politico, una visione laica della politica e di mantenere sui temi etici una linea indipendente[20].

Il 16 gennaio 2009 ha aderito all'appello lanciato dal Partito Radicale Transnazionale che, sull'esempio di quanto fatto negli USA dal comitato inaugurale di Barack Obama, invitava i cittadini italiani a dedicare un giorno di servizio alla propria comunità.

Commissione d’inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 al 2013, Marino è presidente della Commissione d’inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale, istituita con deliberazione del Senato del 30 luglio 2008.[21]

Nel gennaio 2013, presenta la relazione finale dell’attività della Commissione, che negli anni 2008-2013 è consistita in 191 sedute plenarie, 88 riunioni dell'ufficio di presidenza e 57 sopralluoghi, gran parte dei quali effettuati a sorpresa in strutture ospedaliere e psichiatriche per verificare l'efficacia e l'efficienza delle cure.[22]

Le inchieste aperte nel corso di questi cinque anni sono state nove e in gran parte, secondo la Commissione, hanno evidenziato una disparità di trattamento e di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale e, in alcuni casi, anche differenze sensibili all'interno di una stessa Regione: dalla salute mentale alle persone affette da gravi forme di disabilità; dalle cure oncologiche fino all'assistenza prestata nelle strutture socio-sanitarie per il ricovero e l'assistenza degli anziani oppure l'implementazione delle terapie per il dolore.

L’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre 2009, la Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale approva unanimemente il programma d’inchiesta sull’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza delle cure prestate al signor Stefano Cucchi durante il suo periodo di detenzione[23].

«Come ultimo atto da presidente – dichiara Marino nel 2014[24] – ho fatto desecretare tutti i documenti delle audizioni, perché volevo che fossero a disposizione della famiglia di Stefano per la ricerca della giustizia, perché ci sono ancora tanti dubbi e tanta ansia di scoprire la verità».

La Commissione ha successivamente ottenuto dal Ministero della Giustizia un cambiamento dei protocolli per tutte le strutture ospedaliere protette italiane, «un cambiamento – ha sostenuto Marino – che fa prevalere la logica dell'assistenza su quella del carcere»[25].

L’inchiesta sugli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG)[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2011, la Commissione d’inchiesta del Senato sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta da Ignazio Marino, nell’ambito di una inchiesta organica sulla salute mentale, pubblica una relazione e un drammatico video[26] sulle condizioni di vita e di cura all’interno degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG)[27].

Le sei strutture OPG dislocate nel territorio – Castiglione delle Stiviere (MN), Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino (FI), Napoli, Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto (ME) – sono state esaminate dalla Commissione d’inchiesta con blitz e sopralluoghi a sorpresa. Dalla relazione è emerso che solo uno dei cinque ospedali ha dimostrato di possedere gli standard previsti dalla legge. Negli altri la situazione è risultata molto critica.

Nel testo della relazione vengono proposte alcune linee per una riforma legislativa della psichiatria giudiziaria. In diverse occasioni, Marino avanza alcune proposte per risolvere il problema degli OPG: affidare alle Asl tutti gli internati dimissibili perché non pericolosi; chiudere definitivamente gli ospedali psichiatrici giudiziari a rischio; aprire nuove strutture più sicure e con caratteristiche igienico sanitarie adeguate, magari riconvertendo i piccoli ospedali dismessi.[28] La relazione ha portato alla stesura di alcuni articoli di legge che hanno determinato risultati concreti: grazie al lavoro della Commissione, gli OPG sono stati aboliti nel 2013 e chiusi definitivamente il 31 marzo 2015,[29] sostituiti dalle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS).

L’inchiesta sugli ospedali a rischio sismico in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, la Commissione d’inchiesta del Senato sull'efficacia e l’efficienza del SSN ha tra messo in luce le carenze strutturali di alcune strutture ospedaliere nelle aree a rischio sismico: «La mancanza di investimenti adeguati e i controlli avviati con grande ritardo – sottolinea Ignazio Marino – influiscono profondamente sulla sicurezza di strutture che dovrebbero essere un punto nevralgico proprio nella gestione dell'emergenza dopo un evento sismico». Proprio l’inchiesta avviata dopo il terremoto dell'Aquila, ha delineato «un quadro nazionale che evidenzia una diffusa vetustà delle strutture ospedaliere esistenti». Il 75% di quelle verificate (200 su tutto il territorio nazionale) presenta «carenze gravi per terremoti molto forti», tanto che, se si verificasse un sisma di magnitudo superiore a 6,2-6,3, tre edifici su quattro di quelli che sono stati verificati crollerebbe.[30][31]

La candidatura alla segreteria del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Logo della campagna elettorale per le primarie del 2009.

Il 23 luglio 2009 Marino annunciò la propria candidatura alla segreteria del PD in vista delle elezioni primarie dell'ottobre successivo, con un programma incentrato sul rilancio del merito e dei diritti civili, sulla salute, la laicità e l'ambiente.[32] Lo slogan scelto per la campagna elettorale fu "Vivi il PD, cambia l'Italia". Con il 12,5% delle preferenze, Marino giunse terzo, dietro Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini.

Nel 2010 un'inchiesta della Procura di Bologna[33][34] mise in luce, grazie a intercettazioni telefoniche, che la candidatura alle primarie del PD fu all'origine della mancata collaborazione di Marino con il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna: l'amministrazione del Policlinico avrebbe "boicottato" Marino "per ragioni esclusivamente politiche", in quanto "la collaborazione di Marino con il Sant'Orsola avrebbe potuto nuocere a Bersani"[35]. Nonostante le smentite dei medici intercettati e del Sant'Orsola, il magistrato inquirente ritenne che non ci fossero dubbi, descrivendo "un desolante quadro di sudditanza politica delle scelte anche imprenditoriali di un'azienda ospedaliera di primaria importanza". Tuttavia, concluse che l'inchiesta andava archiviata in quanto non si potevano registrare condotte penalmente rilevanti. Marino prese spunto da queste dichiarazioni per "riaffermare con vigore la necessità che la politica si tenga fuori dalla gestione della sanità pubblica".[34]

Alle elezioni politiche di febbraio 2013 è stato rieletto senatore tra le file del PD nella Regione Piemonte e nella Regione Lazio. Il 18 marzo successivo ha depositato le firme per la candidatura alle primarie del centrosinistra, indette per eleggere il candidato Sindaco di Roma alle elezioni amministrative del maggio successivo, e pochi giorni dopo si dimetteva da Senatore.[36] Il Senato ne accolse le dimissioni il 22 maggio con 179 voti favorevoli, 67 contrari e 10 astenuti. Dal 1946 Marino è l'unico candidato alla carica di Sindaco di una città che, essendo parlamentare al momento della candidatura, decide di dimettersi e di fatto rinunciare al seggio prima di conoscere l'esito elettorale.[37]

Sindaco di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2013 ufficializza la sua partecipazione alle primarie del centrosinistra per l'individuazione del candidato sindaco di Roma Capitale e in maggio, prima delle elezioni, si dimette da senatore[38]. Sostenuto da una parte minoritaria del Partito Democratico, da Sinistra Ecologia Libertà[39][40] e da Rivoluzione Civile,[41] il 7 aprile ottiene il 55% delle preferenze imponendosi sul capodelegazione del PD all'Europarlamento David Sassoli (27%) l'ex Ministro delle Comunicazioni del Governo Prodi II, il renziano Paolo Gentiloni (15%), la capogruppo di SEL in Campidoglio, Gemma Azuni (5%), l'assessore provinciale PD Patrizia Prestipino (3%) e l'avvocato appoggiato dal PSI Mattia di Tommaso (1%).

Al primo turno delle elezioni ottiene il 42,6% dei voti contro il 30,3% del sindaco uscente di centrodestra, Gianni Alemanno. Al ballottaggio del 9 e 10 giugno si impone con il 63,9% dei voti. Viene proclamato sindaco di Roma il 12 giugno 2013[42] e il 26 giugno presenta la giunta composta per metà da tecnici e nel rispetto della parità di genere.[43]

Mandato[modifica | modifica wikitesto]

Marino con Giorgio Napolitano e Giorgio Albertazzi nel 2014.

L'amministrazione della giunta Marino, che si è conclusa anticipatamente in maniera clamorosa, è stata caratterizzata da iniziative e atteggiamenti del primo cittadino di rottura con il passato che hanno polarizzato le opinioni sul suo operato. Mentre i detrattori di Marino motivano le critiche nei suoi confronti, che hanno avuto un ampio risalto sugli organi di informazione, principalmente con l'accusa di incapacità, i suoi sostenitori affermano che le scelte politiche e amministrative che ha effettuato hanno intaccato le rendite di posizione di alcune categorie di persone, da sempre privilegiate grazie a una classe politica ignava o addirittura corrotta (come emerge dall'inchiesta Mafia Capitale) e per questo motivo il sindaco è stato oggetto di campagne di denigrazione.

Tra le iniziative "di rottura"[1] intraprese dal Sindaco Marino rientrano:

Nel 2013 si dichiara favorevole all'introduzione, a livello nazionale, del matrimonio e dell'adozione gay e accogliendo per il comune di Roma la proposta per il registro delle unioni civili[54] voluta dalla maggioranza di centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle[55]. Il 18 ottobre 2014, nella sua qualità di ufficiale di stato civile, in una cerimonia pubblica in Campidoglio,[56] trascrive nel registro anagrafico comunale gli atti di matrimonio esteri di sedici coppie.

Manifestanti in attesa dell'annuncio delle dimissioni di Marino in piazza del Campidoglio l'8 ottobre 2015

L'8 ottobre 2015 annuncia le dimissioni dalla carica di sindaco di Roma (formalizzate il 12 ottobre successivo), commentando l'atto "non come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini"[57]. Il 29 ottobre, anche a seguito di un sit-in dei suoi sostenitori in Piazza del Campidoglio, ritira le dimissioni da sindaco.[58][59]

Il 30 ottobre 2015, a seguito delle dimissioni di 26 consiglieri comunali (del proprio e di altri partiti) presentate contestualmente davanti ad un notaio, insieme alla propria giunta e all'assemblea stessa decade da sindaco, restando però ancora un giorno in carica per l'ordinaria amministrazione.[60]

Il 1 novembre ha assunto le funzioni di commissario prefettizio di Roma Francesco Paolo Tronca, già prefetto di Milano.

Gestione dei rifiuti a Roma[modifica | modifica wikitesto]

La chiusura della discarica di Malagrotta[61] (avvenuta nei primi 100 giorni del mandato di Ignazio Marino) è stata accompagnata da un rivoluzionario piano rifiuti che prevedeva l’incremento della raccolta differenziata e la creazione di diversi Ecodistretti.[62]

Il piano, con affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani e d’igiene urbana ad AMA S.p.A., votato dall’Assemblea Capitolina il 25 Settembre 2015, prevedeva lo sviluppo di una raccolta differenziata efficace, economicamente sostenibile e coerente con le soluzioni industriali di chiusura del ciclo del ciclo dei rifiuti, in particolare con il raggiungimento di una percentuale di raccolta differenziata pari al 55% già nel 2016, 70% nel 2018 e 80 % nel 2019.

L’obiettivo era valorizzare la “risorsa rifiuto” ottenendo, già nel 2016, 15 milioni di euro di ricavi e passare a 44 milioni di euro nel 2018 fino a 74 milioni nel 2029.

Grazie alla collaborazione del Presidente dell’AMA, Daniele Fortini, e del Direttore Generale, Alessandro Filippi, la giunta Marino riavviò gli impianti di proprietà pubblica per il trattamento delle frazioni differenziate, dopo cinque anni di fermo, e la marginalità positiva sul trattamento della carta.

Nel 2003 Roma produceva circa 1.662.180[63] tonnellate/anno di rifiuti e la quantità raccolta in modo differenziato era del 10,75 %. Nel 2012 la produzione di rifiuti a Roma era passata a 1.754.000 tonnellate/anno, con circa 450.000 tonnellate rifiuti raccolti in maniera differenziata: una percentuale del 25,6%.[64] In 9 anni la percentuale di raccolta differenziata crebbe, quindi, di circa il 15%.

Nel 2013, nel momento dell’insediamento della giunta Marino, il modello di raccolta differenziata serviva a Roma appena 200.000 abitanti e con modalità porta a porta solo 26.000 abitanti (progetto pilota nel Municipio IV).

Durante i mesi dell’Amministrazione Marino, dal 2013 a fine 2015, la percentuale di raccolta differenziata crebbe dal 31,1 %[64] al 41,2%[65] un incremento di oltre il 30% in uno spazio temporale assai ridotto.

In soli due anni, quelli relativi, all'Amministrazione Marino, la raccolta differenziata a Roma è cresciuta maggiormente del valore percentuale ottenuto nei 9 anni precedenti e sono stati intercettati 370.000 abitanti medi/anno: un unicum in tutto il panorama nazionale.

Nel novembre 2015, quindi nel momento dell’allontanamento della giunta Marino, si era passati da 200.000 a circa 2.800.000 abitanti serviti con il modello di raccolta differenziata e con modalità porta a porta da 26.000 a circa 940.000 abitanti.

Con il 41,2 % di raccolta differenziata del 2015 raggiunto durante i 28 mesi dell’Amministrazione Marino, l’AMA proietta Roma tra le capitali europee più virtuose, peraltro, quest’ultime, dotate di un sistema impiantistico strutturato e funzionale che Roma non possiede: viene pressoché eguagliata la percentuale di Berlino al 42% e distanziate sia Londra al 34% che Vienna al 35%. Madrid e Parigi si collocano rispettivamente al 17% e al 13%.

L’accelerazione data allo sviluppo della raccolta differenziata, durante il periodo dell’Amministrazione Marino rappresenta un caso unico nella storia dell’azienda AMA e della città di Roma.

La raccolta differenziata a Roma però rallenta durante le successive Amministrazioni Straordinarie e Ordinarie. Nei fatti nel 2016 e nel 2017 la crescita nella raccolta differenziata quasi si arresta.

Nel 2016 la raccolta differenziata passa dal 41,2% al 42,88%: solo 1,7% di incremento.[66] Nel 2017, dal 42,88% al 44,33%: solo il 3,4% di incremento. Un incremento del 5,1% in due anni: meno di un quinto di quanto era stato fatto durante i 28 mesi dell’Amministrazione Marino dal 2013 al 2015.

Gli atti amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

L’Amministrazione Marino mette in essere durante il suo mandato importanti atti per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.

In particolare:

• Delibera A.C. 1/2014 “Anagrafe dei Rifiuti”[67]

• Delibera A.C. 129/2014 “Verso Rifiuti Zero”;[68]

• Delibera A.C. 51/2015 “Linee guida per il nuovo contratto di servizi AMA”;[69]

• Delibera A.C. 52/2015 “Affidamento AMA”.[70]

È importante sottolineare che la delibera 52/2015 prevedeva:

«…sviluppo di una raccolta differenziata efficace, economicamente sostenibile e coerente con le soluzioni industriali di chiusura del ciclo…

…percorso evolutivo che conduca alla valorizzazione della “risorsa rifiuto”…

…sviluppo della raccolta porta a porta per incentivare la raccolta differenziata da parte dei cittadini…estensione dei servizi dedicati a particolari tipologie di utenze non domestiche…migliore bilanciamento dei cassonetti stradali sul territorio…»

Vennero inoltre previsti a Roma, dalla suddetta delibera 52/2015, votata durante l’Amministrazione Marino, diversi obiettivi in termini di raccolta differenziata. Accanto agli obiettivi di raccolta differenziata venivano anche assegnati all'azienda AMA obiettivi di valorizzazione delle frazioni raccolte, in termini di incremento dei volumi di rifiuti raccolti in modo differenziato e massimizzazione dei ritorni connessi all'immissione sul mercato delle materie seconde.

AMA[modifica | modifica wikitesto]

Gli indirizzi dell’Amministrazione Marino che si erano concretizzati nella Delibera 52/2015[71]delineando il piano industriale alla base dell’affidamento AMA, avevano già trovato la loro espressione in interventi sviluppati dalla società AMA per il rafforzamento della propria attività ed il superamento dei condizionamenti a cui risultava soggetta nella gestione dei rifiuti raccolti.

In particolare la società AMA stava procedendo sotto l’impulso dell’Amministrazione Marino su tre direttrici:

  • Assicurare il ripristino della funzionalità degli impianti di proprietà pubblica sia per il trattamento dei rifiuti differenziati che per quelli indifferenziati, saturandone la potenzialità
  • Razionalizzare e mettere in sicurezza la gestione dei flussi rifiuti prodotti
  • Progettare il futuro: gli Ecodistretti.

La crescita della raccolta differenziata ha consentito di ridurre la quantità di rifiuto indifferenziato da trattare, fondamentale per emancipare AMA dal condizionamento dell’impiantistica privata, portandolo da 1.210.119 tonnellate del 2013 (quando si insediò l’Amministrazione Marino) a 1.000.448 tonnellate del 2015 (al termine dei 28 mesi dell’Amministrazione Marino) con un incremento dei rifiuti differenziati da 545.637 a 700.320 tonnellate.

Infatti, sino alla fine di ottobre 2015, si lavorò per la messa a regime dell'impiantistica di trattamento AMA, in particolare gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico, garantendo una significativa riduzione della dipendenza della città di Roma da terzi nel trattamento dei rifiuti indifferenziati.

La percentuale di autonomia di AMA, durante i 28 mesi dell’Amministrazione Marino passò infatti dal 14% (del periodo 2008-2012) al 35 % (del periodo 2014-2015).

A rallentare la progressione nell'acquisizione di autonomia nella gestione dei rifiuti indifferenziati ci pensò un incendio che rese impossibile utilizzare l’impianto AMA Salario da Giugno 2015 fino a Ottobre 2015 (quindi durante gli ultimi cinque mesi dei 28 mesi dell’Amministrazione Marino).[72]

Questo però non fermò la volontà dell’Amministrazione Marino di chiedere all'azienda AMA di emanciparsi dall'utilizzo dell’impiantistica di terzi e a Febbraio 2016, per la prima volta dopo tre anni, si interruppero i conferimenti al tritovaglio di proprietà dell’Avvocato Manlio Cerroni.

A Rocca Cencia era presente anche un impianto di Selezione del Multimateriale da Raccolta Differenziata. Questo impianto, la cui capacità complessiva di trattamento arriva fino a 100 tonnellate al giorno, consente la separazione delle frazioni presenti nel multimateriale raccolto in forma differenziata (imballaggi in plastica, vetro, alluminio e banda stagnata), che vengono selezionate per essere avviate alle piattaforme dei consorzi di filiera per il riciclo.

L’impianto era stato realizzato nel 2007, insieme all'impianto analogo situato sulla Laurentina e che ha una potenzialità di circa 70 tonnellate. Complessivamente questi impianti hanno trattato nel 2007 circa 32.000 tonnellate.

Nel 2010 l’impianto di Rocca Cencia si ferma. Rimane in funzione solo quello di Laurentina ma con quantità trattate sostanzialmente decrescenti, tanto che nel 2013, al momento dell’insediamento dell’Amministrazione Marino, le quantità sono poche centinaia di tonnellate.

Il mancato funzionamento dell’impianto di Rocca Cencia determinava un decremento di valore consistente sia per il fatto di avere un asset non utilizzato, sia perché il valore del multimateriale veniva sostanzialmente perduto e consegnato a terzi. Se il soggetto gestore si limita solo alla raccolta ma non si struttura sulla filiera della valorizzazione sostanzialmente sostiene solo i costi senza trarne alcun vantaggio.

L’impianto a dicembre 2014, quando l’Amministrazione Marino avviò il cambio della leadership dell’Azienda AMA, era completamente fermo e quello che doveva essere l’area di carico rifiuti da cui venivano poi avviati all’impianto, era stata trasformata in un’area di stoccaggio, dove venivano caricati i camion delle ditte appaltatrici che ritiravano il multimateriale per portarlo nelle piattaforme private.

A novembre 2015, dopo l’intenso lavoro dell’Amministrazione Marino con un programma serrato di interventi, l’azienda AMA ripristinò tutte le componenti attraverso una manutenzione straordinaria e con interventi di ottimizzazione e di miglioramento delle prestazioni che permisero all'impianto di ripartire.

Gli Ecodistretti[modifica | modifica wikitesto]

Il piano industriale previsto dalla delibera 52/2015[71] dell’Amministrazione Marino prevedeva la realizzazione di 4 Ecodistretti, ciascuno con una potenzialità di circa 400.000 tonnellate (in grado di gestire il totale della produzione rifiuti della città di Roma) e un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro ottenendo, grazie all’effetto combinato di riduzione dei costi e incremento dei ricavi da valorizzazione, una marginalità incrementale di circa 80 milioni di euro per anno dalla loro entrata in esercizio a regime.

Il piano previsto nella delibera fissava al 2016 l’anno di entrata in esercizio del primo Ecodistretto, il secondo e il terzo nel 2018, e il quarto nel 2019.

Il progetto “Ecodistretti” venne avviato durante i mesi dell’Amministrazione Marino partendo da Rocca Cencia.[73][74]

A Rocca Cencia era presente anche un impianto privato che tratta rifiuti speciali e un altro impianto dell’Avvocato Manlio Cerroni, il tritovaglio, dove AMA, prima dell’intervento dell’Amministrazione Marino conferiva sino a 1.200 tonnellate al giorno.

Per avviare il progetto “Ecodistretti” l’AMA, durante l’Amministrazione Marino, fece in modo che a Rocca Cencia non arrivassero più i rifiuti indifferenziati del tritovaglio. Grazie a questa azione intrapresa da AMA durante l’Amministrazione Marino da febbraio 2016 è stato possibile conferire a Rocca Cencia circa 300 camion al giorno in meno di rifiuti.

Ad aprile 2015, durante l’Amministrazione Marino, l’AMA in soli tre mesi di lavoro preparò e presentò l’istanza autorizzativa per realizzare un impianto di compostaggio con digestione anaerobica dei rifiuti organici, funzionale peraltro alla gestione dei rifiuti organici raccolti in modo differenziato.

Insieme con il comparto di trattamento del multimateriale già esistente ma inutilizzato fino al 2015, questo atto avvenuto durante l’Amministrazione Marino rappresentava il primo nucleo della trasformazione di Rocca Cencia: non più rifiuti da rifiuti ma dai rifiuti i prodotti.

La realizzazione dell’ecodistretto con un investimento complessivo di oltre 50 milioni di euro avrebbe rappresentato l’occasione di una riqualificazione complessiva del territorio e la possibilità dell’avvio di un dialogo fattivo con i cittadini e le associazioni per integrare, come nelle esperienze presenti in altre città europee, l’impianto e la città.

Posizione attuale su Roma e su altri temi[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre e ottobre 2018, Marino rilascia alcune interviste in cui commenta lo stato di crisi del comune di Roma, in particolare riguardo alla gestione di rifiuti e al problema delle abitazioni, e su altri temi come migrazione e integrazione, occupazione, ricerca.[75]

In merito alla gestione del patrimonio culturale della città, Marino dichiara che Roma ha tutti i requisiti per diventare il principale polo urbano di attrazione del pianeta per la cultura, l’arte e l’archeologia a cielo aperto, e il motore propulsore sono gli investimenti in cultura da parte di privati.[75]

Si esprime contrario alla sospensione per un anno della sanzione che prevede il divieto di accesso alle scuole per i bambini non vaccinati: «Il provvedimento comporta una minore efficacia del decreto sull’obbligo e rischia di rendere vano lo sforzo che si è fatto finora per assicurare le soglie necessarie per la sicurezza di tutta la popolazione».[76][77]

Durante una manifestazione in Campidoglio nell’ottobre 2018 contro le negligenze della giunta Raggi, un gruppo di cittadini invoca il ritorno di Marino.[78]

Controversie e procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

La statua dello studio del sindaco[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2014, il settimanale L'Espresso, rivelava che per trasportare e sistemare la statua acefala nello studio del sindaco Ignazio Marino; erano stati spesi 4.270 euro.[79]

Il "Pandagate"[modifica | modifica wikitesto]

A partire da ottobre 2014 il sindaco Marino si trova al centro di una serie di polemiche riguardo alla sua autovettura che danno vita ad un caso giornalistico noto come "Pandagate", dal modello di auto di proprietà del sindaco (una Fiat Panda)[80]. I media danno grande risalto alle vicende del “Pandagate” da quando, avendo Marino subito atti di vandalismo alla sua auto e conseguentemente accettato l’indicazione del Prefetto di parcheggiarla per motivi di sicurezza presso il posto di guardia del Senato, si scatenano numerose proteste e trenta senatori di destra, guidati dal senatore Andrea Augello, chiedono e ottengono la revoca del permesso. Successivamente lo stesso senatore Andrea Augello presenta un'interrogazione parlamentare[81] riguardo presunte violazioni della zona a traffico limitato (ZTL) da parte della Panda rossa del sindaco, senza poi pagare le relative multe[82], nonostante il primo cittadino - che nel caso specifico si spostava in genere in bicicletta e aveva rinunciato all'auto blu - abbia diritto a più di un permesso di transito nella ZTL.

Le indagini della procura della Repubblica di Roma, attivate da una denuncia del sindaco Marino, accertano una violazione del sistema informatico del comune e la manipolazione dei dati ai danni del sindaco (che, quindi, non solo non aveva commesso illeciti ma era parte lesa) disponendo comunque l'archiviazione del caso essendo impossibile identificare l'autore del reato perpetrato contro il Sindaco Marino.[83]

Il caso degli scontrini e di Imagine[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2015 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma a seguito di un'inchiesta aperta nei suoi confronti per presunte irregolarità in alcuni pagamenti a suoi collaboratori effettuati da Imagine, una Onlus da lui fondata nel 2005[84]. Poco dopo, con un esposto di Fratelli d'Italia e M5S viene contestata la legittimità di una parte delle spese di rappresentanza, per un ammontare di circa un migliaio di euro, che il sindaco avrebbe effettuato con la carta di credito del Comune.

A seguito dell'esposto, che si basa sugli scontrini relativi alle spese di rappresentanza pubblicati per iniziativa dello stesso sindaco sul sito del Comune, la Procura di Roma apre un fascicolo[85].

L'accusa, gravitante intorno all'ipotesi di reato di peculato, suscita polemiche alimentate anche dall'entrata in scena di ristoratori, ambasciatori, esponenti della Comunità di Sant'Egidio, indicati nei giustificativi prodotti dal Comune e non dal Sindaco, come commensali del Sindaco, e tutti trovatisi a smentire con una certa decisione[86][87]. Ignazio Marino dichiara agli inquirenti che le spese contestate risalivano all'inizio del mandato di Sindaco e, a causa di un cambiamento organizzativo, sono state compilate dagli uffici comunali con circa un anno di ritardo, ricostruendo in base all'agenda del Sindaco i probabili impegni di rappresentanza, con firme sui giustificativi non appartenenti al Sindaco[88]. Questo fatto viene confermato dale indagini e dalla sentenza di assoluzione in primo grado.[89]

Marino, dichiarando di voler riportare l'attenzione sui problemi della città e sui progetti in corso per Roma, manifesta l'intenzione di donare alla città, di tasca propria, i circa 20.000 euro che sarebbero stati spesi con la carta del comune[90], impegno che rispetta consegnando alla ragioneria del Comune un assegno dei 20.000 euro il 9 ottobre 2015.[91]

Il 20 giugno 2016 Marino chiede e ottiene di essere giudicato per entrambe tramite rito abbreviato.[92] I Il procedimento lo vede imputato di peculato e falso ideologico in relazione all'utilizzo della carta di credito assegnatagli dal Comune e per truffa in relazione ai contributi della Onlus Imagine[93].

Il 7 ottobre 2016 il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma assolve in primo grado Marino da tutte le accuse con formula piena: dall'accusa di peculato e falso perché "il fatto non sussiste" e dall'accusa di truffa perché "il fatto non costituisce reato"[94].

L'11 gennaio 2018 la Corte d'appello di Roma riforma parzialmente la sentenza, confermando l'assoluzione per la vicenda della Onlus Imagine ed emettendo sentenza di condanna in riferimento alle cene che sarebbero state pagate con la carta di credito del Campidoglio durante il periodo in cui era sindaco di Roma.[95][96] Ignazio Marino conferma la sua innocenza rispetto a ogni accusa e il suo avvocato, il Prof. Enzo Musco, dichiara "inesistenti" gli elementi di colpevolezza parlando di sentenza politica[97] annunciando il ricorso in Cassazione[98].[99].

Il 9 aprile 2019 la Corte di Cassazione annulla la sentenza di appello e assolve definitivamente Marino per la vicenda degli scontrini perché “Il fatto non sussiste”.[100][101]

Diffamazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 gennaio 2015 il Movimento 5 Stelle querela Marino per diffamazione, accusandolo di aver accostato il nome del M5S alla mafia.[102] Il 9 febbraio 2016 Marino viene rinviato a giudizio con l'accusa di diffamazione.[103]

Nella denuncia, Virgina Raggi e altri appartenenti al Movimento 5 Stelle espongono che alla seguente domanda di un giornalista «Il Movimento 5 Stelle però continua a chiedere le sue dimissioni e poi è anche andato dal Prefetto e ha chiesto che il comune venga commissariato» il Sindaco Marino rispondeva nel modo che segue: «Sono le stesse richieste che faceva il signor Carminati e il signor Buzzi che in questo momento sono agli arresti per un reato molto grave quello di associazione mafiosa. Il Movimento 5 Stelle sperando di raccogliere maggiore consenso fa le stesse richieste della Mafia, cioè che gli onesti vadano a casa».[104]

Sempre nella denuncia, Virginia Raggi e altri appartenenti al Movimento 5 Stelle affermano che: «Non risulta difatti in nessun atto dell’indagine che Buzzi e Carminati abbiano mai chiesto le dimissioni di Marino né lo scioglimento dell’Amministrazione Comunale per infiltrazioni mafiose, come invece falsamente affermato dal Sindaco Marino».

In realtà, in un dialogo intercettato il 28 ottobre 2013, da poco eletto dicono:

Salvatore Buzzi: “stamo ad aspettà questa macrostruttura … se è Politano … lui si chiama Politano, se vedi Politano al Quinto avemo vinto … perché poi c’è un altro problema: senti un po' se senti Gramazio che intenzioni c’hanno loro con Marino perché se fossero abbastanza seri dovrebbero fallo cascà a Marino …»

Massimo Carminati: «no, loro stanno facendo … loro stanno facendo un’operazione direttamente con Zingaretti per sistemarsi Berti questi qua, pe sistemasse … perché de Zingaretti se fidano de Marino non se fida nessuno …»

Salvatore Buzzi: «no ma quello che te dicevo pe sapè se loro intendono fare un’opposizione dura per arrivar allo scioglimento o meno …»

Massimo Carminati: «questo lo posso sapere ma però sinceramente non la vedo è normale che …»

Salvatore Buzzi: «ma se gli presentano cinquantamila emendamenti»

Massimo Carminati: «ahh certo …»[105][106]

Che nel dialogo del 17 novembre del 2014, Salvatore Buzzi confermava: «Noi comunque … ti dico una cosa … lui (Marino ndr) se resta sindaco altri tre anni e mezzo, con il mio amico capogruppo ci mangiamo Roma.»[107]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Bioetica[modifica | modifica wikitesto]

Testamento Biologico[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre sostenitore dell'esigenza di una legge italiana in materia di testamento biologico, nel 2006 scrive una legge per introdurlo in Italia e nel dicembre 2008 lancia un appello online[108] proprio su questo tema.

Nel novembre 2012, durante un’iniziativa a Torino in cui partecipa insieme a Bersani, annuncia un’agenda bioetica laica per il prossimo governo e si schiera contro il ddl Calabrò sul biotestamento

Si professa cattolico, pur prendendo le distanze dalla dottrina cattolica sulla fine della vita e promuovendo una legge che consentirebbe di rifiutare nelle disposizioni di fine vita l'idratazione e la nutrizione artificiali, e che introdurrebbe dunque anche in Italia quella che la Chiesa cattolica nel Catechismo definisce «eutanasia per omissione»[109].

Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive sull'argomento, tra cui Porta a Porta, in cui ha citato a supporto delle sue convinzioni un passo del Catechismo e una lettera che l'allora cardinale segretario di stato Jean-Marie Villot, a nome di papa Paolo VI, ha inviato il 3 ottobre 1970 al segretario generale della FIAMC[110]. La lettera che, secondo Marino, consentirebbe di sospendere l'idratazione e la nutrizione artificiale nei pazienti in stato vegetativo recita:

«Il carattere sacro della vita è ciò che impedisce al medico di uccidere e che lo obbliga nello stesso tempo a dedicarsi con tutte le risorse della sua arte a lottare contro la morte. Questo non significa tuttavia obbligarlo a utilizzare tutte le tecniche di sopravvivenza che gli offre una scienza instancabilmente creatrice. In molti casi non sarebbe forse un'inutile tortura imporre la rianimazione vegetativa nella fase terminale di una malattia incurabile? In quel caso, il dovere del medico è piuttosto di impegnarsi ad alleviare la sofferenza, invece di voler prolungare il più a lungo possibile, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi condizione, una vita che non è più pienamente umana e che va naturalmente verso il suo epilogo: l'ora ineluttabile e sacra dell'incontro dell'anima con il suo Creatore, attraverso un passaggio doloroso che la rende partecipe della passione di Cristo. Anche in questo il medico deve rispettare la vita.»

(Lettera inviata dal card. Villot, a nome di Paolo VI, alla FIAMC - 3 ottobre 1970)

Secondo alcuni l'interpretazione delle parole del Pontefice data da Marino contrapporrebbe Paolo VI ai papi successivi, che hanno condannato la sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiale in quanto grave violazione della Legge di Dio[111].

Marino presenzia al Roma Pride il 7 giugno 2014

Il 7 marzo 2009 Gian Luigi Gigli (un medico che in quelle settimane si era candidato alle elezioni europee del 2009 sotto le insegne dell'Unione di Centro, come capolista nel Nord-Est) è intervenuto su Avvenire — il quotidiano della Cei — per spiegare il senso dei termini tecnici usati dal cardinal Villot — autore dell'intervento tramite il quale Paolo VI inviava i saluti alla FIAMC — e che, secondo Gian Luigi Gigli (presidente emerito della FIAMC), Marino avrebbe distorto finendo per far passare lo stesso Paolo VI come fautore dell'eutanasia per omissione, anziché contrario all'ostinazione terapeutica nei confronti dei malati terminali. In particolare, secondo Gigli, il Sen. Marino avrebbe omesso di spiegare che la "rianimazione vegetativa" è la rianimazione delle funzioni vegetative cardiaca e respiratoria, e quindi non si riferisce ai pazienti in stato vegetativo, che non ne hanno alcun bisogno non necessitando di ventilatori o di supporti cardiocircolatori per vivere[112].

Marino sostiene[113] inoltre che il prolungamento delle funzioni vitali dei 1 500 pazienti attualmente in stato vegetativo — che sono nutriti e idratati — si chiami "accanimento terapeutico" e che sia lecito interromperlo in quanto a suo giudizio, salvo particolari eccezioni, rientrerebbe tra quelle procedure mediche straordinarie e sproporzionate che anche il Catechismo consente di sospendere.[114][115]

Il 29 maggio 2009, Federico Orlando, su Europa[116], ha ripreso le argomentazioni di Marino, supportate a suo giudizio dall'osservazione che in Svizzera il testamento biologico è diventato legge senza opposizione della Chiesa e dalla sua interpretazione delle "Disposizioni sanitarie del paziente cristiano" emanate dalla Chiesa cattolica in Germania.

Derogabilità dell’anonimato tra donatore e ricevente nella fase successiva ai trapianti d’organo[modifica | modifica wikitesto]

Derogabilità dell’anonimato tra donatore e ricevente nella fase successiva ai trapianti d’organo

Marino si è più volte espresso a favore della derogabilità dell’anonimato tra donatore e ricevente nella fase successiva ai trapianti d’organo, quando sussista un forte reciproco desiderio e un apposito accordo informato tra le parti.[117][118]

Durante il suo mandato da Sindaco di Roma, ha dedicato una piazza a Nicholas Green[119], il bambino americano assassinato da alcuni malviventi in un tentativo di rapina nel 1994 durante un viaggio di piacere in Italia.[120]

Ricerca su cellule staminali[modifica | modifica wikitesto]

Tra le grandi questioni di bioetica, il dibattito sull’utilizzo delle cellule staminali embrionali per la ricerca e la cura delle malattie, o sulla natura stessa dell’embrione umano, è un argomento spesso affrontato da Ignazio Marino nelle sue pubblicazioni e interventi.

Il suo pensiero è che sia doveroso che comunità scientifica, società civile e religione intraprendano un dialogo costruttivo nell’interesse della ricerca e delle vite che potrebbero essere salvate, al di là delle ideologie.[121]

Sanità e medicina[modifica | modifica wikitesto]

Accesso universale alle cure sanitarie nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

L’accesso universale ai servizi sanitari nel mondo è uno dei principali temi portati avanti da Marino nel corso degli anni e perseguito come obiettivo fondamentale per garantire l’inalienabile e universale diritto alla vita e alla salute di ogni essere umano.[122][123]

Marino si definisce un promotore del concetto di salute in tutte le politiche, ovvero dell’importanza che ogni nostra azione può avere sulla salute delle persone, dalla pianificazione di grandi opere, come autostrade o aeroporti, ai piani regolatori delle città, alle scelte in materia di energia, agli insediamenti industriali, alle produzioni agricole e via di seguito.[124]

Secondo Marino, innovare in Sanità significa rafforzare l’impianto sociale e ciò avviene anche senza ricorrere a scoperte tecnologiche sofisticate. Il vero impatto sulla salute della popolazione del terzo millennio e, di conseguenza, sull’economia e sulla forza di un paese, passa attraverso misure più semplici. Per salvare vite umane e migliorare la qualità di vita dei cittadini serve innanzitutto promuovere la prevenzione, assicurare servizi di base capillari, regolamentare durata e modalità dei ricoveri, informare e comunicare con i cittadini.[125]

Sostenibilità, trasparenza e riconoscimento del merito in sanità e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Tra le principali strade da seguire per la sostenibilità dei Sistemi sanitari, Ignazio Marino sostiene che efficienza e innovazione siano perseguibili attraverso la creazione di un sistema trasparente e in cui venga riconosciuto il merito.

Per garantire il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e dei Servizi sanitari andrebbero introdotte regole di selezione trasparenti e non aggirabili, e un sistema di valutazione basato non sulla produttività tout court ma sulla qualità delle cure, misurabile con semplici indicatori come il tasso di sopravvivenza dei pazienti, le complicanze dopo un intervento, l’incidenza delle infezioni, l’appropriatezza delle terapie rispetto alla diagnosi e via di seguito.[126]

Nell’ambito della ricerca scientifica in Italia, Marino sostiene che il finanziamento pubblico è sicuramente importante, ma non sufficiente. Le procedure devono acquisire maggiore trasparenza e i ricercatori essere messi nelle condizioni di sviluppare un carattere più competitivo e uno spirito imprenditoriale.

A tal proposito, ritiene che sia necessario riformare i criteri di assegnazione per i finanziamenti e di iniziare ad applicare trasversalmente le regole di selezione e valutazione della peer review.[127][128]

Durante il suo mandato da Senatore, Marino ha introdotto misure che potessero incrementare la trasparenza e la meritocrazia nella selezione dei progetti di ricerca da finanziare. Ha promosso due articoli nelle Leggi Finanziarie del 2006 e 2007 per destinare il 10% dei fondi nazionali per la ricerca biomedica a progetti proposti da giovani scienziati al di sotto dei quarant’anni, secondo le regole internazionali della peer review.[129]

Rapporto umano tra medico e paziente[modifica | modifica wikitesto]

Ignazio Marino si è più volte espresso sull’ “essere medico” e sulle grandi responsabilità che comporta l’esercizio di questa professione. L’importanza del dialogo e del rapporto umano tra medico e paziente è un concetto ricorrente e riscontrabile in tutta la sua attività clinica e produzione editoriale.[130]

Secondo Marino, il tempo guadagnato grazie alla tecnologia potrebbe essere impiegato nel dialogare con il paziente e creare quel rapporto di fiducia necessario per la cura. Spesso l’elemento diagnostico più importante emerge proprio dal racconto che il paziente fa del proprio malessere e del suo modo di viverlo.

Diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Diritti delle coppie omosessuali[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 giugno 2014 Marino ha presenziato al Roma Pride al fianco di altri politici (Nichi Vendola) e attivisti del movimento italiano LGBT, sostenendo la necessità da parte del parlamento, di legiferare nel senso di garantire uguali opportunità familiari e di accesso ai servizi sociali per qualsiasi cittadino senza alcuna discriminazione[131]; si trattava della prima volta, dopo l'edizione inaugurale del 1994, che un primo cittadino di Roma partecipava a tale manifestazione (all'epoca fu Francesco Rutelli[131]). Contestualmente ha ribadito l'impegno a riconoscere anche nella Capitale i matrimoni omosessuali celebrati fuori dall'Italia[131].

Il 18 ottobre 2014, nella sua qualità di Ufficiale di Stato Civile, in una cerimonia pubblica in Campidoglio,[132] trascrive nel registro anagrafico comunale gli atti di matrimonio esteri di sedici coppie formate da persone dello stesso sesso[133], permettendo loro di beneficiare dell'effetto certificativo ed esercitare, in Italia e all'estero, i diritti loro spettanti in base alle leggi dell'Unione Europea e i diritti e doveri del matrimonio nei Paesi in cui è riconosciuta pienamente l'efficacia del matrimonio omosessuale.[134] Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano sostenne che la trascrizione fosse illegittima e chiese di annullare il provvedimento per il tramite del Prefetto. Il Consigliere Comunale di Forza Italia Marco Pomarici ha depositato un esposto sull'accaduto presso la Procura della Repubblica[135].

La sentenza nr 16957, depositata il 27 giugno 2018 dalle Sezioni Unite Civili della Suprema Corte di Cassazione, ha accolto il ricorso di due donne, Costanza e Monia, il cui matrimonio, celebrato a Barcellona e trascritto dall’allora Sindaco di Roma Ignazio Marino il 18 ottobre del 2014, era stato annullato dal Viceprefetto incaricato dal Prefetto di Roma su input dell’allora Ministro dell’Interno Angelino Alfano.[136][137] Di conseguenza, a quattro anni di distanza, il comportamento e le decisioni del Sindaco Marino sono state ritenute lecite dalla Suprema Corte.

Posizione sulla cannabis[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 si dichiara favorevole alla liberalizzazione della cannabis per uso terapeutico o personale, nella convinzione che sia necessario attuare quanto indicato dal popolo con il Referendum del 1993.[138]

Secondo Marino, la legalizzazione della cannabis potrebbe essere una prima e necessaria iniziativa per sottrarre il mercato alle associazioni criminali.[139] Oggi le norme sulla cannabis sono in evoluzione in tutto il mondo e sono molti gli esempi virtuosi di un processo di legalizzazione totale o parziale.

Marino, da medico, sostiene che la prassi di modificare geneticamente le piante, messa in atto dai cartelli della droga negli ultimi anni, crea un prodotto potenzialmente molto pericoloso per i consumatori perché in grado di determinare una forte dipendenza.

Un’altra ragione a favore della legalizzazione della cannabis è la possibilità di promuovere l’uso del vaporizzatore. Con una capsula inserita in un vaporizzatore si conoscono esattamente le caratteristiche chimiche e il dosaggio di ciò che si consuma, grazie al controllo delle autorità sanitarie, e inoltre si previene il rischio di cancro legato alla combustione dello spinello.

Promozione della cultura scientifica[modifica | modifica wikitesto]

Ignazio Marino ritiene che la promozione della cultura scientifica sia fondamentale per salvaguardare il benessere delle persone e che sia necessario che la scienza venga divulgata correttamente e che coinvolga sempre di più i giovani.[140]

Secondo Marino, sono molte le ragioni per cui la scienza e la cultura scientifica oggi devono essere il più possibile comprese e divulgate. Le problematiche politiche ed etiche che riguardano la scienza e la tecnologia potranno essere affrontate solo se i giovani acquisiranno una certa conoscenza, necessaria per comprendere che dalle loro azioni dipendono l’equilibrio dell’ecosistema, la salute e la sopravvivenza del pianeta e delle generazioni future.

Egli ritiene inoltre che la cultura scientifica sia molto importante perché rende il cittadino consapevole di se stesso, della realtà che lo circonda e lo spinge a porsi delle domande. L’osservazione del mondo con uno sguardo critico crea libertà.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco alfabetico degli eletti nella XVII legislatura (PDF), Senato della Repubblica.
  2. ^ Prof. Ignazio Marino, Prof. Ignazio Marino - Curriculum, su Prof. Ignazio Marino. URL consultato il 7 novembre 2018.
  3. ^ Roma ha un nuovo sindaco: è Ignazio Marino, padre siciliano e madre svizzera, in Corriere del Ticino, 10 giugno 2013. URL consultato il 16 giugno 2014.
  4. ^ a b c Ignazio Marino - Un medico genovese alla conquista di Roma, in Roma Oggi, 8 aprile 2013. URL consultato il 16 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2014).
  5. ^ Marino, l'americano a Roma che fa l'indiano sui rimborsi, in il Giornale, 13 maggio 2013. URL consultato il 16 giugno 2014.
  6. ^ (EN) Thomas Jefferson University, su jefferson.edu.
  7. ^ ISMETT, eseguito il millesimo trapianto di fegato - Ismett IRCCS, in Ismett IRCCS, 19 gennaio 2016. URL consultato il 7 novembre 2018.
  8. ^ a b (EN) jeffersonhospital.org.
  9. ^ a b (EN) Pagina personale di Ignazio Marino sul sito del Jefferson Medical College, su jeffersonhospital.org.
  10. ^ Marino e la "maledizione" dei rimborsi spese, in ls Stampa, 2015. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  11. ^ (PDF)sentenza 9934/12 del Tribunale di Milano
  12. ^ Marino, cene di lusso tra le spese del sindaco di Roma. “Qui con la famiglia”, ilfattoquotidiano.it, 4 ottobre 2015. URL consultato il 13 aprile 2019.
  13. ^ Corrado Zunino, Zunino: "Marino e Pittsburgh, la madre di tutte le note spese", L'Espresso/inchieste, 10 ottobre 2015. URL consultato il 12 aprile 2019.
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    (Catechismo della Chiesa cattolicaArt. 2278)
    L'applicazione di questo passo alla nutrizione e idratazione per via artificiale però non è condivisa dalla Chiesa cattolica, infatti papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI hanno ribadito che nei pazienti in stato vegetativo tali somministrazioni sono moralmente obbligatorie, in quanto ordinarie e proporzionate, e dunque non configurano un accanimento terapeutico. La loro sospensione, semmai, avendo come unico risultato possibile la morte per fame e per sete del paziente, finirebbe per configurarsi "come una vera e propria eutanasia per omissione". Congregazione per la Dottrina della Fede - Risposte a quesiti della Conferenza episcopale statunitense circa l'alimentazione e l'idratazione artificiali, su vatican.va, 1º agosto 2007.
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