Ignazio Marino

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Ignazio Marino
Ignazio Marino - Festivaletteratura 2012 01.JPG

Sindaco di Roma
Durata mandato 12 giugno 2013 –
31 ottobre 2015
Predecessore Gianni Alemanno
Successore Francesco Paolo Tronca (commissario prefettizio)

Sindaco metropolitano di Roma
Durata mandato 1º gennaio 2015 –
31 ottobre 2015
Predecessore Carica istituita
Successore Francesco Paolo Tronca (commissario prefettizio)

Presidente della
Commissione parlamentare di inchiesta
sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale
Durata mandato 8 ottobre 2008 –
14 marzo 2013
Presidente Gianfranco Fini
Renato Schifani
Predecessore Antonio Tomassini

Presidente della
12ª Commissione (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica
Durata mandato 6 giugno 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Franco Marini
Predecessore Antonio Tomassini
Successore Antonio Tomassini

Dati generali
Partito politico Democratici di Sinistra (2006-2007)
Partito Democratico (dal 2007)
sen. Ignazio Marino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Genova
Data nascita 10 marzo 1955 (61 anni)
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Docente universitario di chirurgia dei trapianti, medico
Partito Democratici di Sinistra (2006-2007)
Partito Democratico (dal 2007)
Legislatura XV, XVI, XVII (fino al 22/05/2013)
Gruppo L'Ulivo (2007-2008)
Partito Democratico-L'Ulivo (2007-2008)
Partito Democratico (2008-2013)
Coalizione L'Unione (2006)
Coalizione di centro-sinistra del 2008 (2008)
Italia. Bene Comune (2013)
Regione Lazio (XV,XVI Legislatura)
Piemonte (XVII Legislatura)
Incarichi parlamentari
  • Presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008 (XV legislatura)
  • Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale dall'8 ottobre 2008 al 14 marzo 2013 (XVI legislatura)
  • Membro della 12ª Commissione permanente (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica dal 22 maggio 2008 al 14 marzo 2013 (XVI legislatura)
  • Membro della 12ª Commissione permanente (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica dal 7 maggio 2013 al 22 maggio 2013 (XVII legislatura)
Pagina istituzionale

Ignazio Roberto Maria[1] Marino (Genova, 10 marzo 1955) è un chirurgo e politico italiano, sindaco di Roma dal 12 giugno 2013 al 31 ottobre 2015.

Eletto senatore nel 2006 e confermato nel 2008 e 2013, è stato presidente della commissione sanità nella XV legislatura e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario nazionale nella XVI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova da madre svizzera[2] e padre siciliano di Acireale, dall'età di 14 anni vive a Roma[3].

Formatosi culturalmente negli ambienti cattolici della capitale (fu giovane boy scout e si diplomò al collegio Villa Flaminia San Giuseppe de Merode dei Fratelli delle scuole cristiane[4]), si laureò in Medicina e Chirurgia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore[3] di Roma, si specializzò in Chirurgia Generale e Vascolare, ed esercitò la professione presso il Policlinico Gemelli[3] di Roma, sede della facoltà di Medicina e Chirurgia del medesimo ateneo.

Carriera medica[modifica | modifica wikitesto]

Ha lavorato nei centri trapianti di Cambridge (il Transplant Center dell'Università di Cambridge) nel Regno Unito, di Pittsburgh (il Pittsburgh Transplantation Institute dell'Università di Pittsburgh) negli Stati Uniti, e di Filadelfia come direttore della Transplantation Division presso la Thomas Jefferson University[5], sempre negli USA.

Nel 1992 è stato nominato direttore associato del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, l'unico dipartimento per trapianti d'organo appartenente al governo degli Stati Uniti.

Nel 1999 ha fondato l'ISMETT a Palermo, il primo centro trapianti di fegato in Sicilia — grazie a un rapporto di collaborazione fra lo University of Pittsburgh Medical Center e la Regione Siciliana — di cui è stato direttore e amministratore delegato. Il 31 luglio 1999 ha eseguito il primo trapianto ortotopico di fegato della storia della sanità siciliana.

Il 17 luglio 2001 ha eseguito il primo trapianto italiano su un soggetto sieropositivo in terapia HAART[6]. Nel 2002, dopo una controversia riguardante delle irregolarità nei rimborsi spese[7], si è dimesso dallo University of Pittsburgh Medical Center e dalla direzione dell'Istituto mediterraneo per i trapianti.

Successivamente è diventato professore di chirurgia presso il Jefferson Medical College[8] di Filadelfia[9].

Ha una casistica di oltre 650 trapianti, è autore di 213 pubblicazioni indicizzate su MEDLINE e di 3 libri scientifici.

Carriera editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 ha pubblicato Credere e curare, un saggio che tratta della professione di medico e dell'influsso che su questo mestiere ha la fede, intesa anche come credo religioso e come passione, solidarietà ed empatia verso gli altri. Nel 2007 presso la fondazione Italianieuropei ha pubblicato il saggio Sistema salute. Analisi e prospettive per il futuro della sanità italiana. Nel 2008 ha pubblicato Idee per diventare chirurgo dei trapianti. Una corsa fra la vita e la morte. Al 2009 risale Nelle tue mani. Medicina, fede, etica e diritti, racconto in prima persona di un medico che affronta le questioni ultime: le decisioni sui trapianti, il testamento biologico, i progressi tecnologici e la durata della vita.

Nel 2005 ha fondato "Imagine Onlus", un'organizzazione non-profit che opera nel campo della solidarietà internazionale su tematiche di salute. È membro delle direzioni editoriali di Transplantation, Liver Transplantation, Clinical Transplantation e di altre riviste scientifiche internazionali.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2006 si è candidato come indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra per il Senato nel collegio Lazio; eletto senatore della Repubblica Italiana nell'aprile 2006, il 6 giugno successivo è stato eletto presidente della XII Commissione Igiene e Sanità.

Rieletto a Palazzo Madama alle elezioni politiche del 2008 con il Partito Democratico, è stato presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e membro della Commissione Igiene e sanità del Senato. Marino, che si è dichiarato di fede cattolica, ha affermato di avere, come medico e come politico, una visione laica della politica e di mantenere sui temi etici una linea indipendente[10].

Il 16 gennaio 2009 ha aderito all'appello[11] lanciato dal Partito Radicale Transnazionale che, sull'esempio di quanto fatto negli USA dal comitato inaugurale di Barack Obama, invitava i cittadini italiani a dedicare un giorno di servizio alla propria comunità[12].

Alle elezioni politiche di febbraio 2013 è stato rieletto senatore tra le file del PD nella regione Piemonte. Il 18 marzo successivo ha depositato le firme per la candidatura alle primarie del centrosinistra, indette per eleggere il candidato sindaco di Roma alle elezioni amministrative del maggio successivo, e pochi giorni dopo si dimetteva da senatore.[13] Il Senato ne accolse le dimissioni il 22 maggio con 179 voti favorevoli, 67 contrari e 10 astenuti.

La candidatura alla segreteria del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 luglio 2009 Marino annunciò la propria candidatura alla segreteria del PD in vista delle elezioni primarie dell'ottobre successivo, con un programma incentrato sul rilancio del merito e dei diritti civili, sulla salute, la laicità e l'ambiente.[14] Lo slogan scelto per la campagna elettorale fu "Vivi il PD, cambia l'Italia". Con il 12,5% delle preferenze, Marino giunse terzo, dietro Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini.

Nel 2010 un'inchiesta della Procura di Bologna[15][16] mise in luce, grazie ad intercettazioni telefoniche, che la candidature alle primarie del PD fu all'origine della mancata collaborazione di Marino con il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna: l'amministrazione del Policlinico avrebbe "boicottato" Marino "per ragioni esclusivamente politiche", in quanto "la collaborazione di Marino con il Sant'Orsola avrebbe potuto nuocere a Bersani"[17]. Nonostante le smentite dei medici intercettati e del Sant'Orsola, il magistrato inquirente ritenne che non ci fossero dubbi, descrivendo "un desolante quadro di sudditanza politica delle scelte anche imprenditoriali di un'azienda ospedaliera di primaria importanza". Tuttavia, concluse che l'inchiesta andava archiviata in quanto non si potevano registrare condotte penalmente rilevanti. Marino prese spunto da queste dichiarazioni per "riaffermare con vigore la necessità che la politica si tenga fuori dalla gestione della sanità pubblica".[16]

Sindaco di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2013 ufficializza la sua partecipazione alle primarie del centrosinistra per l'individuazione del candidato sindaco di Roma Capitale e in maggio, prima delle elezioni, si dimette da senatore[18]. Sostenuto da una parte minoritaria del Partito Democratico, da Sinistra Ecologia Libertà[19][20] e da Rivoluzione Civile,[21] il 7 aprile ottiene il 55% delle preferenze imponendosi sul capodelegazione del PD all'Europarlamento David Sassoli (27%) l'ex Ministro delle Comunicazioni del Governo Prodi II, il renziano Paolo Gentiloni (15%), la capogruppo di SEL in Campidoglio, Gemma Azuni (5%), l'assessore provinciale PD Patrizia Prestipino (3%) e l'avvocato appoggiato dal PSI Mattia di Tommaso (1%).

Al primo turno delle elezioni ottiene il 42,6% dei voti contro il 30,3% del sindaco uscente di centrodestra, Gianni Alemanno[22]. Al ballottaggio del 9 e 10 giugno si impone con il 63,9% dei voti. Viene proclamato sindaco di Roma il 12 giugno 2013[23] e il 26 giugno presenta la giunta composta per metà da tecnici e nel rispetto della parità di genere.[24]

I matrimoni gay[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 si dichiara favorevole all'introduzione, a livello nazionale, del matrimonio e dell'adozione gay e accogliendo per il comune di Roma la proposta per il registro delle unioni civili [25]voluta dalla maggioranza di centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle[26].

Il 18 ottobre 2014, nella sua qualità di ufficiale di stato civile, in una cerimonia pubblica in Campidoglio,[27] trascrive nel registro anagrafico comunale gli atti di matrimonio esteri di sedici coppie formate da persone dello stesso sesso[28], permettendo loro di beneficiare dell'effetto certificativo ed esercitare, in Italia e all'estero, i diritti loro spettanti in base alle leggi dell'Unione europea ed i diritti e doveri del matrimonio nei Paesi in cui è riconosciuta pienamente l'efficacia del matrimonio omosessuale.[29]

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha sostenuto che la trascrizione sarebbe illegittima e preannunciato l'intenzione di annullare il provvedimento per il tramite del prefetto. Il consigliere comunale di Forza Italia Marco Pomarici ha depositato un esposto sull'accaduto presso la Procura della Repubblica[30].

Il "Pandagate"[modifica | modifica wikitesto]

A partire da ottobre 2014 il sindaco Marino si trova al centro di una serie di polemiche riguardo alla sua autovettura che danno vita ad un caso giornalistico noto come "Pandagate", dal modello di auto di proprietà del sindaco (una Fiat Panda)[31]. I media danno grande risalto alle vicende del “Pandagate” da quando, avendo Marino subito atti di vandalismo alla sua auto e conseguentemente ottenuto un permesso per parcheggiarla presso il Senato, si scatenano numerose proteste e trenta senatori, guidati dal senatore Andrea Augello, chiedono ed ottengono la revoca del permesso. Successivamente lo stesso senatore Andrea Augello presenta un'interrogazione parlamentare[32]riguardo presunte violazioni della zona a traffico limitato (ZTL) da parte della Panda rossa del sindaco,senza poi pagare le relative multe[33] , nonostante com'è noto il primo cittadino - che peraltro nel caso specifico si spostava in genere in bicicletta ed aveva rinunciato all'auto blu - abbia diritto a più di un permesso di transito nella ZTL.

Le indagini della procura della Repubblica di Roma, attivate da una denuncia del sindaco Marino, accertano una violazione del sistema informatico del comune e la manipolazione dei dati ai danni del Sindaco disponendo comunque l'archiviazione del caso essendo impossibile identificarne l'autore.[34]

Il caso degli scontrini[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2015 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma a seguito di un'inchiesta portata avanti nei suoi confronti per presunte irregolarità in alcuni pagamenti a suoi collaboratori effettuati da Imagine, una onlus da lui fondata nel 2005 [35]. Poco dopo, con un esposto di Fratelli d'Italia e M5S viene contestata la legittimità di una parte delle spese di rappresentanza, per un ammontare di circa un migliaio di euro, che il sindaco avrebbe effettuato con la carta di credito del Comune.

A seguito dell'esposto, che si basa sugli scontrini relativi alle spese di rappresentanza pubblicati per iniziativa dello stesso sindaco sul sito del Comune, la Procura di Roma apre un fascicolo[36].

L'accusa, sfumatamente gravitante intorno all'ipotesi di reato di peculato, ha suscitato polemiche alimentate anche dalla entrata in scena di ristoratori, ambasciatori, esponenti della Comunità di Sant'Egidio, indicati dal sindaco come suoi commensali, e tutti trovatisi a smentirlo con una certa decisione[37][38]. Ignazio Marino ha dichiarato agli inquirenti che le spese contestate risalgono all'inizio del mandato di Sindaco e, a causa di un cambiamento organizzativo, sono state compilate con mesi di ritardo, ricostruendo in base all'agenda del Sindaco i probabili impegni di rappresentanza, con firme sui giustificativi non autografe[39] .

Al crescere della tensione sul caso Marino, dichiarando di voler riportare l'attenzione sui problemi della città e sui progetti in corso per Roma, ha manifestato l'intenzione di donare alla città, di tasca propria, i circa 20.000 euro che sarebbero stati spesi con la carta del comune[40], impegno che ha rispettato consegnando alla ragioneria del Comune un assegno dei 20.000 euro il 9 ottobre 2015. [41]

Le dimissioni e la decadenza[modifica | modifica wikitesto]

L'8 ottobre 2015 annuncia le dimissioni dalla carica di sindaco di Roma[42] (formalizzate il 12 ottobre successivo), commentando l'atto "non come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini"[43]. Il 29 ottobre, anche a seguito di un sit-in dei suoi sostenitori in Piazza del Campidoglio, ritira le dimissioni da sindaco.[44][45]

Il 30 ottobre 2015, a seguito delle dimissioni di 26 consiglieri comunali (del proprio e di altri partiti) presentate contestualmente davanti ad un notaio, insieme alla propria giunta e all'assemblea stessa decade da sindaco, restando però ancora un giorno in carica per l'ordinaria amministrazione.[46]

Il 1º novembre ha assunto le funzioni di commissario prefettizio di Roma Francesco Paolo Tronca, già prefetto di Milano.

L'azione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione della giunta Marino, che si è conclusa anticipatamente in maniera clamorosa, è stata caratterizzata da iniziative ed atteggiamenti del primo cittadino di rottura con il passato che hanno polarizzato le opinioni sul suo operato. Mentre i detrattori di Marino motivano le critiche nei suoi confronti, che hanno avuto un ampio risalto sugli organi di informazione, principalmente con l'accusa di incapacità, i suoi sostenitori affermano che le scelte politiche ed amministrative che ha effettuato hanno intaccato le rendite di posizione di alcune categorie di persone, da sempre privilegiate grazie ad una classe politica ignava o addirittura corrotta (come emerge dall'inchiesta MafiaCapitale) e per questo motivo il sindaco è stato oggetto di campagne di denigrazione.

Tra le iniziative "di rottura" intraprese dal Sindaco Marino rientrano:

  • la chiusura della discarica di Malagrotta[47],
  • il PRIP[48] [49](Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari),
  • l'allontanamento dai Fori Imperiali dei camion bar[50] - i cosiddetti urtisti[51] - gestiti dalla famiglia Tredicine (Giordano Tredicine era, nel frattempo, consigliere comunale de Il Popolo della Libertà)[52],
  • l'apertura di nuove stazioni della MetroC[53] (i cui lavori procedevano a rilento da molti anni),
  • la apertura di varchi di accesso alla spiaggia di Ostia con la demolizione delle costruzioni abusive[54] che impedivano l'accesso libero al mare,
  • la pedonalizzazione dei Fori imperiali, su cui si sono sollevate molte polemiche.

Attività medica[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trapianto di fegato da babbuino della storia[modifica | modifica wikitesto]

Ignazio Marino è stato uno dei componenti del team che, negli anni novanta, negli Stati Uniti, ha studiato la possibilità di xenotrapianti[55].

Il 28 giugno 1992 ed il 10 gennaio 1993 furono eseguiti i primi due xenotrapianti di fegato da babbuino a uomo della storia. Il trial clinico fu coordinato dal Professor Thomas Starzl, il pioniere che nel 1963 aveva realizzato il primo trapianto di fegato nell'uomo, con il quale Ignazio Marino ha lavorato per oltre quindici anni e dal quale ha appreso la tecnica del trapianto di fegato.

Il trapianto con fegato di babbuino, in quegli anni, era stato previsto per la cura della cirrosi in fase terminale causata dal virus dell'epatite B cronica. I babbuini furono scelti come donatori perché, nonostante le differenti dimensioni, condividono molte caratteristiche fisiologiche e genetiche con gli esseri umani, ma sono resistenti allo sviluppo dell'epatite cronica da virus B. Il primo ricevente fu un uomo di 35 anni, il secondo un uomo di 62 anni[56] . Entrambi avevano un'insufficienza epatica terminale conseguenza dell'epatite B. Il primo paziente sopravvisse 70 giorni dopo il trapianto. Trascorse la maggior parte del tempo in una regolare corsia di ospedale con una funzionalità epatica quasi normale[56]. Il secondo paziente, molto più anziano, non riprese mai conoscenza, rimase itterico, e sopravvisse per 26 giorni.

Vent'anni dopo Marino affermò che si trattasse di una strada sbagliata: il sistema immunitario degli uomini e quello dei babbuini non sono compatibili, nemmeno utilizzando i farmaci antirigetto più potenti […] sottolineando tuttavia come quegli esperimenti sono serviti per perfezionare una terapia che oggi permette di salvare centinaia di migliaia di malati terminali[55].

Il primo trapianto di organo su un sieropositivo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 Marino, che nel decennio precedente aveva già realizzato negli Stati Uniti alcuni dei primi trapianti al mondo su pazienti sieropositivi (si trattava di trapianti di fegato), ricevette una richiesta da parte di un paziente italiano sieropositivo per un trapianto di rene[57]. Si trattava di un ragazzo che aveva girato quasi tutti i centri di trapianto italiani richiedendo di poter essere operato e ottenendo solo rifiuti. Marino accettò di visitarlo, fece tutti gli accertamenti e gli esami del caso valutandolo poi idoneo al trapianto di rene che gli sarebbe stato donato dal padre. Il trapianto venne eseguito da Ignazio Marino il 17 luglio 2001.

La notizia del trapianto ricevette le critiche dell'allora Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, il quale dichiarò che questo tipo di intervento avrebbe portato a "risultati catastrofici"[57]. Si espressero a favore invece i chirurghi e gli esperti di Aids[58]. In seguito a quel primo trapianto su sieropositivo venne istituita una Commissione apposita, presso il CNT, per stabilire se questo tipo di intervento poteva essere effettuato o meno e, dopo quasi tre anni, venne data l'approvazione definitiva. Oggi i trapianti su pazienti sieropositivi vengono eseguiti regolarmente e con successo anche in Italia.

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre sostenitore dell'esigenza di una legge italiana in materia di testamento biologico, nel gennaio 2009 lancia un appello online[59] proprio su questo tema.

Si professa cattolico, pur prendendo le distanze dalla dottrina cattolica sulla fine della vita e promuovendo una legge che consentirebbe di rifiutare nelle disposizioni di fine vita l'idratazione e la nutrizione artificiali, e che introdurrebbe dunque anche in Italia quella che la Chiesa cattolica nel Catechismo definisce «eutanasia per omissione»[60].

Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive sull'argomento, tra cui Porta a Porta, in cui ha citato a supporto delle sue convinzioni un passo del Catechismo e una lettera che l'allora cardinale segretario di stato Jean-Marie Villot, a nome di papa Paolo VI, ha inviato il 3 ottobre 1970 al segretario generale della FIAMC[61]. La lettera che, secondo Marino, consentirebbe di sospendere l'idratazione e la nutrizione artificiale nei pazienti in stato vegetativo recita:

« Il carattere sacro della vita è ciò che impedisce al medico di uccidere e che lo obbliga nello stesso tempo a dedicarsi con tutte le risorse della sua arte a lottare contro la morte. Questo non significa tuttavia obbligarlo a utilizzare tutte le tecniche di sopravvivenza che gli offre una scienza instancabilmente creatrice. In molti casi non sarebbe forse un'inutile tortura imporre la rianimazione vegetativa nella fase terminale di una malattia incurabile? In quel caso, il dovere del medico è piuttosto di impegnarsi ad alleviare la sofferenza, invece di voler prolungare il più a lungo possibile, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi condizione, una vita che non è più pienamente umana e che va naturalmente verso il suo epilogo: l'ora ineluttabile e sacra dell'incontro dell'anima con il suo Creatore, attraverso un passaggio doloroso che la rende partecipe della passione di Cristo. Anche in questo il medico deve rispettare la vita. »
(Lettera inviata dal card. Villot, a nome di Paolo VI, alla FIAMC - 3 ottobre 1970)

Secondo alcuni l'interpretazione delle parole del Pontefice data da Marino contrapporrebbe Paolo VI ai papi successivi, che hanno condannato la sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiale in quanto grave violazione della Legge di Dio[62].

Marino presenzia al Roma Pride (7 giugno 2014)

Il 7 marzo 2009 Gian Luigi Gigli (un medico che in quelle settimane si era candidato alle elezioni europee del 2009 sotto le insegne dell'Unione di Centro, come capolista nel Nord-Est) è intervenuto su Avvenire — il quotidiano della Cei — per spiegare il senso dei termini tecnici usati dal cardinal Villot — autore dell'intervento tramite il quale Paolo VI inviava i saluti alla FIAMC — e che, secondo Gian Luigi Gigli (presidente emerito della FIAMC), Marino avrebbe distorto finendo per far passare lo stesso Paolo VI come fautore dell'eutanasia per omissione, anziché contrario all'ostinazione terapeutica nei confronti dei malati terminali. In particolare, secondo Gigli, il Sen. Marino avrebbe omesso di spiegare che la "rianimazione vegetativa" è la rianimazione delle funzioni vegetative cardiaca e respiratoria, e quindi non si riferisce ai pazienti in stato vegetativo, che non ne hanno alcun bisogno non necessitando di ventilatori o di supporti cardiocircolatori per vivere[63].

Marino sostiene[64] inoltre che il prolungamento delle funzioni vitali dei 1 500 pazienti attualmente in stato vegetativo — che sono nutriti e idratati — si chiami "accanimento terapeutico" e che sia lecito interromperlo in quanto a suo giudizio, salvo particolari eccezioni, rientrerebbe tra quelle procedure mediche straordinarie e sproporzionate che anche il Catechismo consente di sospendere.[65][66]

Il 29 maggio 2009, Federico Orlando, su Europa[67], ha ripreso le argomentazioni di Marino, supportate a suo giudizio dall'osservazione che in Svizzera il testamento biologico è diventato legge senza opposizione della Chiesa e dalla sua interpretazione delle "Disposizioni sanitarie del paziente cristiano" emanate dalla Chiesa cattolica in Germania.

Il 7 giugno 2014 Marino ha presenziato al Roma Pride al fianco di altri politici (Nichi Vendola) e attivisti del movimento italiano LGBT, sostenendo la necessità da parte del parlamento, di legiferare nel senso di garantire uguali opportunità familiari e di accesso ai servizi sociali per qualsiasi cittadino senza alcuna discriminazione[68]; si trattava della prima volta, dopo l'edizione inaugurale del 1994, che un primo cittadino di Roma partecipava a tale manifestazione (all'epoca fu Francesco Rutelli[68]). Contestualmente ha ribadito l'impegno a riconoscere anche nella Capitale i matrimoni omosessuali celebrati fuori dall'Italia[68].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco alfabetico degli eletti nella XVII legislatura (PDF), Senato della Repubblica.
  2. ^ Roma ha un nuovo sindaco: è Ignazio Marino, padre siciliano e madre svizzera, in Corriere del Ticino, 10 giugno 2013. URL consultato il 16 giugno 2014.
  3. ^ a b c Ignazio Marino - Un medico genovese alla conquista di Roma, in Roma Oggi, 8 aprile 2013. URL consultato il 16 giugno 2014.
  4. ^ Marino, l'americano a Roma che fa l'indiano sui rimborsi, in il Giornale, 13 maggio 2013. URL consultato il 16 giugno 2014.
  5. ^ (EN) Thomas Jefferson University, jefferson.edu.
  6. ^ Acronimo per Highly Active AntiRetroviral Therapy
  7. ^ Marino e la "maledizione" dei rimborsi spese, in ls Stampa, 2015. URL consultato il 06 Gennaio 2016.
  8. ^ (EN) jeffersonhospital.org.
  9. ^ (EN) Pagina personale di Ignazio Marino sul sito del Jefferson Medical College, jeffersonhospital.org.
  10. ^ Eluana, Parlamento contro la Corte. Il senatore all'aula: "Le mie volontà", su Repubblica.it.
  11. ^ Appello per l'Obama Day del Partito Radicale Transnazionale, su RadicalParty.org.
  12. ^ Adesione d'Ignazio Marino all'Obama Day indetto dal Partito Radicale Transnazionale, ignaziomarino.it.
  13. ^ Roma: Marino, mi dimetto da Senato, su ANSA.it.
  14. ^ Pd, il programma di Ignazio Marino, ignaziomarino.it.
  15. ^ Sant'Orsola, inchiesta sul 'veto' a Marino. La Procura ascolterà altre persone, in Corriere di Bologna, 20 gennaio 2010. URL consultato il 30 dicembre 2010.
  16. ^ a b Marino, indagine sulla nomina saltata, in Corriere della Sera, 21 gennaio 2010. URL consultato l'8 maggio 2016.
  17. ^ Repubblica.it-Bologna, Il Sant'Orsola respinse Marino - per i pm fu una censura politica
  18. ^ Senato accoglie le dimissioni di Marino. Voto con suspence: sì da Pd, Sel e M5S - Repubblica.it, su La Repubblica. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  19. ^ ilfattoquotidiano.it, Elezioni Roma, primarie centrosinistra: in sei per la corsa a candidato sindaco
  20. ^ Corriere.it, Primarie, Marino vince sfiorando 50% dei voti - Il senatore:«A Roma cambieremo tutto»
  21. ^ Perché ho accettato la proposta del Governatore Crocetta, rivoluzionecivile.it.
  22. ^ Comunali Roma, corsa al ballottaggio Marino-Alemanno. Grillo flop, romaitalialab.it.
  23. ^ Marino proclamato sindaco, si insedia, su ANSA.it.
  24. ^ Roma Capitale – Sito Istituzionale, comune.roma.it.
  25. ^ Il sindaco Marino favorevole a matrimoni e adozioni gay, su Rainews24.it, Roma, 14 novembre 2013.
  26. ^ Unioni civili, via libera dal Campidoglio. In Aula anche Marino, Vendola e Luxuria, su Repubblica.it, 28 gennaio 2015. URL consultato il 29 aprile 2016.
  27. ^ Simone Canettieri, Nozze gay, Marino registra 16 coppie in Campidoglio. Renzi: legge sul modello tedesco, in Il Messaggero.it, 19 ottobre 2014.
  28. ^ Matteo Winkler, Matrimoni gay: Ignazio Marino, presunzione o rivoluzione?, in Il Fatto Quotidiano.it, 19 ottobre 2014.
  29. ^ Matteo Winkler, Matrimoni gay: perché la trascrizione è legittima, in Il Fatto Quotidiano.it, 7 ottobre 2014.
  30. ^ Roma, trascritte sul registro 16 nozze gay. Campidoglio blindato, liberoquotidiano.it.
  31. ^ leggo.it, Pandagate, chiesta l'archiviazione per Marino: "il sistema fu violato, impossibile sapere da chi"
  32. ^ interrogazione a risposta scritta S. 4/02961 / Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA - OpenParlamento, su parlamento17.openpolis.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  33. ^ Roma, il sindaco Marino e quelle otto multe non pagate, roma.corriere.it.
  34. ^ Multe Marino, pm chiede archiviazione: “Ma qualcuno violò sistema informatico”, ilfattoquotidiano.it.
  35. ^ Altra tegola su Marino indagato per truffa. Scontro con Alfano, repubblica.it. URL consultato il 07 settembre 2015.
  36. ^ ilfattoquotidiano.it, Spese Ignazio Marino, procura apre fascicolo dopo esposto Fdi e M5S
  37. ^ huffingtonpost.it, Le cene contestate a Ignazio Marino: gli scontrini e le smentite dei ristoratori al sindaco di Roma
  38. ^ lastampa.it, Ecco gli scontrini delle cene contestate a Marino
  39. ^ Marino in procura dal pm, nega tutte le accuse. Sentito come persona informata dei fatti - Cronaca, su ANSA.it, https://plus.google.com/103423288952352800420. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  40. ^ Marino: "Restituisco i 20mila alla città e vado avanti". E la Procura acquisisce gli atti, su Repubblica.it, https://plus.google.com/+repubblica/. URL consultato il 23 dicembre 2015.
  41. ^ Roma: Marino prima dimissioni fa assegno 20 mila euro spese - Primopiano, su ANSA.it, https://plus.google.com/103423288952352800420. URL consultato il 23 dicembre 2015.
  42. ^ Roma, Marino pensa alle dimissioni. Esposito: "Fine inevitabile per l'amministrazione", su Repubblica.it, https://plus.google.com/+repubblica/. URL consultato l'08 ottobre 2015.
  43. ^ Roma, Ignazio Marino si è dimesso: ecco il testo integrale della lettera ai romani, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato l'08 gennaio 2016.
  44. ^ http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/10/25/news/roma_nove_cittadini_in_sciopero_della_fame_per_marino_ritiri_le_dimissioni_-125847697/
  45. ^ http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/10/29/news/roma_marino_non_ho_niente_da_chiedere_non_devo_negoziare_-126138740/?ref=HREA-1
  46. ^ corriere.it, Roma, si dimettono 26 consiglieri - Finisce consiliatura, Marino decade
  47. ^ Comune di Roma, Discariche, il Sindaco scrive ai romani: il 30 settembre stop a Malagrotta, mai più rifiuti non trattati, più differenziata, Comune di Roma.
  48. ^ Assemblea Capitolina, Deliberazione n. 49 ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA (PDF), comune.roma.it, 30 luglio 2014. URL consultato il 29 marzo 2016.
  49. ^ Il nuovo piano regolatore degli impianti pubblicitari (PDF), Comune di Roma. URL consultato il 29 marzo 2016.
  50. ^ Camion bar, dal 10 luglio via dal centro, Comune di Roma, 23 giugno 2015. URL consultato il 29 marzo 2016.
  51. ^ Perché gli "urtisti" si chiamano così? Un po' di storia degli ambulanti che protestano al Colosseo l, Rainews, 18 dicembre 2015. URL consultato il 29 marzo 2016.
  52. ^ Corriere della sera, 5/6/2015, Mafia Capitale: Giordano Tredicine, dalle caldarroste alla politica
  53. ^ DA "MIRTI" A "LODI": LE 6 NUOVE STAZIONI, Agenzia della mobilità. URL consultato il 29 marzo 2016.
  54. ^ Ostia, il Consiglio di Stato dà ragione al Campidoglio: "Aprire varchi per il mare", La Repubblica, 10 giugno 2015. URL consultato il 29 marzo 2016.
  55. ^ a b Noi, i babbuini e l'Aids, espresso.repubblica.it.
  56. ^ a b Xenotrapianto made in Italy, malatidireni.it.
  57. ^ a b Primo trapianto in Italia a un sieropositivo, repubblica.it.
  58. ^ Trapianto (PDF), dronet.org.
  59. ^ L'appello d'Ignazio Marino per il testamento biologico, appellotestamentobiologico.it.
  60. ^ Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti al congresso internazionale su "I TRATTAMENTI DI SOSTEGNO VITALE E LO STATO VEGETATIVO", vatican.va, 20 marzo 2004.
  61. ^ FIAMC: Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici
  62. ^ Giovanni Paolo II, Lettera enciclica "Evangelium vitæ", vatican.va.
  63. ^ Gian Luigi Gigli, "Villot d'accordo con Ratzinger. Il giallo di una frase distorta., in Avvenire, 7 marzo 2009.
  64. ^ "Liberi fino alla fine" di Ignazio Marino, in L'Espresso, 5 ottobre 2006.
  65. ^ A tal proposito cita il seguente passo:
    « L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'«accanimento terapeutico». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente. »
    (Catechismo della Chiesa cattolicaArt. 2278)
    L'applicazione di questo passo alla nutrizione e idratazione per via artificiale però non è condivisa dalla Chiesa cattolica, infatti papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI hanno ribadito che nei pazienti in stato vegetativo tali somministrazioni sono moralmente obbligatorie, in quanto ordinarie e proporzionate, e dunque non configurano un accanimento terapeutico. La loro sospensione, semmai, avendo come unico risultato possibile la morte per fame e per sete del paziente, finirebbe per configurarsi "come una vera e propria eutanasia per omissione". Congregazione per la Dottrina della Fede - Risposte a quesiti della Conferenza episcopale statunitense circa l'alimentazione e l'idratazione artificiali, vatican.va, 1º agosto 2007.
  66. ^ Giovanni Paolo II, vatican.va, 20 marzo 2004.
  67. ^ Europa, europaquotidiano.it, 29 maggio 2009.
  68. ^ a b c Roma festeggia 20 anni del Gay Pride Marino apre corteo, appello a Renzi, in Corriere della Sera, 7 giugno 2014. URL consultato il 16 giugno 2014.

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Predecessore Sindaco di Roma Successore Roma-Stemma.png
Gianni Alemanno 12 giugno 2013 - 31 ottobre 2015 Francesco Paolo Tronca (commissario)
Predecessore Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sull'Efficacia e l'Efficienza del Servizio Sanitario Nazionale Successore
Antonio Tomassini 8 ottobre 2008 - 14 marzo 2013
Predecessore Presidente della 12ª Commissione (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica Successore
Antonio Tomassini 6 giugno 2006 - 28 aprile 2008 Antonio Tomassini
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