Val Nure

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Val Nure
Valnure.JPG
Scorcio sulla Val Nure
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinciaPiacenza Piacenza
ComunePodenzano, San Giorgio Piacentino, Vigolzone, Ponte dell'Olio, Bettola, Farini e Ferriere.
Comunità montanaComunità Montana valli del Nure e dell'Arda
FiumeNure
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Val Nure
Val Nure

Coordinate: 44°48′39.6″N 9°36′46.8″E / 44.811°N 9.613°E44.811; 9.613

La val Nure è una valle italiana formata dal torrente Nure, interamente situata in provincia di Piacenza. Il Nure nasce sull'Appennino ligure, in località Fontana Gelata, in comune di Ferriere, a un'altitudine di 1479 m s.l.m. ed è tributario di destra del fiume Po, nel quale sfocia tra i comuni di Caorso e Caselle Landi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La valle, interamente percorsa dal torrente Nure, da cui prende il nome, presenta un orientamento sud-ovest - nord-est ed è interamente compresa nel tratto piacentino dell'Appennino ligure[1].

La val Nure confina ad ovest con la val Trebbia, la val Perino e la val d'Aveto, ad est con la val Riglio, la val Chero, la val d'Arda e la val Ceno ed a sud ancora con la val d'Aveto.

Valichi[modifica | modifica wikitesto]

La val Nure è messa in comunicazione con la val Trebbia tramite il passo del Cerro[2] ed il passo del Mercatello[3], con la val Perino tramite il passo della Cappelletta[4], con la val d'Aveto tramite il passo del Crociglia[5], con la val Ceno tramite il passo Linguadà[6], il passo delle Pianazze[7] e il passo dello Zovallo[8], con la val d'Arda tramite il valico di monte santa Franca e con la val Chero tramite il valico di Prato Barbieri.

Monti[modifica | modifica wikitesto]

Il monte più alto della valle è il monte Bue che raggiunge un'altezza di 1775 m s.l.m.

Tra i monti principali della valle si trovano il monte Nero, il monte Ragola, il monte Camulara, il monte Ragolino, il monte Zovallo, situati sullo spartiacque con la val Ceno[9], il monte Crociglia e il monte Carevolo, situati sullo spartiacque con la val d'Aveto[10], il monte Aserei, situato sullo spartiacque con la val Trebbia[11], ed il monte Menegosa, situato sullo spartiacque con la val d'Arda[12].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Il corso d'acqua principale della valle è il torrente Nure, lungo 75 km, di cui 43 in percorso montano, e con un bacino idrografico di 430 k, il 78 % del quale montano[1].

Il Nure non presenta affluenti di particolare rilevanza, ricevendo contributi idrici da brevi torrenti:

  • Torrenti in sinistra idrografica:
    Grondana (nasce nei pressi di Ciregna e confluisce nel Nure a Ferriere[13]); Lobbia (nasce dal monte Albareto e confluisce nel Nure nei pressi di Crocelobbia, tra Farini e Ferriere[14]; Spettine (nasce dal monte Barbieri e confluisce nel Nure tra Bettola e Carmiano[15])
  • Torrenti in destra idrografica:
    Biana (confluisce nel Nure nei pressi dell'omonima frazione pontolliese); (Groppo Ducale (nasce nei pressi dell'omonima frazione bettolese e confluisce nel Nure a monte di Bettola[16]); Lardana (nasce dalle falde del monte Ragola e confluisce nel Nure nei pressi di Boli[17], tra Farini e Ferriere); Lavaiana (nasce dalla confluenza del Rivo della Selva e del Rivo dei Bruzzi nei pressi di Selva di Groppallo e sfocia nel Nure nei pressi di Boli[18]); Restano (confluisce nel Nure di fronte all'abitato di Olmo, posto sulla sponda opposta[19])

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Il lago Nero

Nell'alta valle, in comune di Ferriere, sono presenti alcuni piccoli laghi di origine glaciale:

  • lago Nero: bacino localizzato sul fondo di una conca di origine glaciale, tra il monte omonimo e il monte Bue a un'altitudine di 1540 m s.l.m. Il lago è lungo circa 200 m, largo 80 m e presenta una profondità massima di circa 2,5 m. Nei mesi invernali è spesso ghiacciato[20].
  • lago Bino, diviso in lago Bino inferiore e lago Bino superiore, si trova a circa 1300 m s.l.m. e, durante la stagione estiva viene ricoperto di ninfee[21].
  • lago Moo: lago di origine glaciale in gran parte regredito a bacino acquitrinoso, si estende in conca di origine glaciale a forma di anfiteatro, la più ampia della val Nure; l'estensione dello specchio d'acqua è molto limitata in rapporto alla superficie complessiva della conca, in alcune zone della quale hanno iniziato a crescere anche piante ad alto fusto[22].

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

La val Nure presenta caratteri tipici dell'Appennino emiliano con un paesaggio montano di bassa quota in cui sono in gran parte presenti boschi misti di latifoglie, zone pratose destinate al pascolo degli animali e prati umidi, originati dal progressivo interramento di laghi originati dalla glaciazione wurmiana[23].

La flora varia a seconda dell'altezza: la specie più presente nei boschi è il faggio. Ad alte quote si trova l'abete bianco, mentre scendendo di altitudine sono presenti il carpino bianco, l’acero, il frassino, l’olmo, il tiglio, il nocciolo e il maggiociondolo. Nelle zone a prato sono, invece, presenti graminacee e geranium nodosum, anemone nemorosa e trifolia, crocus, oltre a specie eliofolie come il rubus idaeus e il senecio nemorensis[24].

Nell'alta valle, nella zona del monte Nero, è presente un biotipo di interesse faunistico caratterizzato dalla presenza di un arbusteto a pino mugo, dell’aquila reale e del falco pecchiaiolo[23].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi abitanti della val Nure sono i celti e i liguri, questi ultimi sono i primi ad avviare lo sfruttamento delle risorse minerarie localizzate nella valle[24]. La zona viene, in seguito, conquistata dai romani di cui sono stati recuperati resti in varie località, sia nell'alta che nella basse valle[25]. Nella località Sant'Angelo, situata nei pressi di Vigolzone, Annibale scofigge definitivamente le centurie romane dopo la vittoria conseguita nella battaglia della Trebbia combattuta nel 218 a.C.[26].

In epoca longobarda, la media e l'alta valle accoglie una comunità di monaci di san Colombano; tutta la zona dipende dai monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[27][28][29]. In quell'epoca, nell'alta valle transita la via degli Abati, il cammino percorso tra il VII secolo e l'anno mille dagli abati di Bobbio per recarsi a Roma e che consentiva al monastero di mantenere i contatti e il controllo sui suoi possedimenti che si estendevano, oltre che nel nord Italia, fino in Toscana.

Nel periodo feudale è dominata dalle famiglie dei Malaspina, Nicelli e Anguissola. Gli scontri tra queste famiglie sono all'origine della costruzione di una fitta rete di castelli con funzioni difensive[30].

Dal XIII secolo la valle è stata una via di collegamento tra la pianura Padana e la Liguria, le sue mulattiere erano percorse dalle colonne di muli da soma dei mercanti che attraverso il passo del Crociglia scendevano a Santo Stefano d'Aveto e, passando per Rezzoaglio e Borzonasca, raggiungevano il mare a Chiavari trasportando i prodotti liguri, in particolar modo l'olio, verso la val Padana ed i prodotti padani, specialmente i cereali, verso la Liguria[24].

Nel XV secolo viene costituita la Magnifica Università della val Nure, istituzione con sede a Bettola composta da 21 comuni situati nella valle e che prevedeva una parziale autonomia e una serie di concessioni fiscali da parte del ducato di Milano, a cui tutta la zona era assoggettata: la prima forma di autonomia fu concessa dal duca Filippo Maria Visconti nel 1441, per, poi, venire confermate dagli Sforza prima e da Francesco I di Francia poi. La Magnifica Università è istituita ufficialmente nel 1523 da papa Clemente VII e, pur minacciata dalle potenti famiglie del posto miranti alla rinascita dell'ordinamento feudale, sopravvive fino all'epoca napoleonica[31], quando vennero istituiti i comuni di Ferriere, San Giovanni, Borgo San Bernardino, Ponte dell'Olio, Vigolzone, Podenzano e San Giorgio.

Nel 1867, con il regio decreto 4066, pubblicato in gazzetta ufficiale il 17 novembre, su impulso delle famiglie della zona ed, in particolare, di Giuseppe Zanellotti di Cogno S. Savino, che sarebbe in seguito diventato il primo sindaco del comune, e di don Luigi Galli, arciprete di Groppallo, viene costituito il nuovo comune di Farini d'Olmo, distaccando dai comuni di Bettola e Borgo San Bernardino le frazioni di Groppallo, Boccolo della Noce, Cogno San Savino, Cogno San Bassano, Mareto, Gallare, Migliorini, Groppo, Assé e Farini d’Olmo oltreché la frazione di Pradovera appartenente al comune di Coli[32][33]. Il nuovo comune diventa, poi, operativo a partire dal successivo 1º gennaio 1868.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre, l'alta val Nure diviene un luogo di rifugio per molti antifascisti piacentini in fuga dalla città. A partire dall'ultimo scorcio di quell'anno cominciano ad organizzarsi le prime bande armate di ribelli[34]. Tra il maggio e il giugno 1944 Ferriere, prima, e Farini, poi, vengono conquistate dai partigiani che, alla fine del luglio dello stesso anno occupano anche Bettola, abbandonata dalla GNR[35]. Una volta occupato, il centro di Bettola diventa sede del Comando unico della XIII Zona e del CLN provinciale, diventando una sorta di capitale della resistenza piacentina, nonché capoluogo della zona liberata. Tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945 la valle è sottoposta al rastrellamento da parte delle truppe della divisione Turkestan che rioccupano Bettola nel mese di novembre[35]. Per il ruolo occupato Bettola ha ricevuto la medaglia d'argento al valor militare per la guerra di liberazione[36].

A partire dal XX secolo, la val Nure, in particolare l'alta valle, è soggetta allo spopolamento, vedendo ridursi progressivamente il numero degli abitanti.

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015 buona parte della val Nure, così come le limitrofe val Trebbia e val d'Aveto viene devastata dall'esondazione del Nure, dovuta al forte maltempo che causa la morte di tre persone in seguito al crollo di parte della ex Strada statale 654 di Val Nure nei pressi di Recesio di Bettola[37], oltre ad ingenti danni, tra i quali il crollo di un ponte sull'ex strada statale 654 a monte di Ferriere[38], la distruzione di alcune abitazioni a Farini[39] ed il danneggiamento del ponte sul Nure a Ponte dell'Olio[40].

Il 16 ottobre 2016 si svolgono nella valle due referendum consultivi per la fusione dei comuni di Ponte dell'Olio e Vigolzone e di Bettola, Farini e Ferriere: in entrambi i casi le consultazioni vedono la vittoria del no in tutti i comuni, interrompendo l'iter del progetto di fusione[41].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Borgo di Grazzano Visconti

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Podenzano
Edificato dalla famiglia Malaspina a partire dal 1153, viene acquistato dagli Anguissola nel 1466, rimanendone di proprietà fino al termine del feudalesimo. La struttura presenta 4 torri angolari: due di forma rotonda e due di forma quadrata ed è occupata dagli uffici del comune[42].
Castello di Altoè
Edificato sulla base di antichi insediamenti romani, il fortilizio viene citato per la prima volta tra il 1385 e il 1386 come proprietà della famiglia Salimbebe. Nel 1440 fu concesso dal duca di Milano Filippo Maria Visconti alla famiglia Piccinino. Nel 1650 divenne di proprietà di Ferrante Anguissola, nominato conte di Alto, per poi rimanere in possesso dei suoi discendenti. Presenta una pianta rettangolare resa irregolare da due torri: una con i resti di un ponte levatoio che fungeva da ingresso e una, più alta, il mastio. L'edificio è stato restaurato nell'ottocento ad opera dell'architetto Angelo Colla[43].
Castello di San Giorgio Piacentino
Costruito a partire dal 948 a difesa della locale pieve, fu distrutto una prima volta nel 1090 e, poi, ancora nel 1242. Divenuto di proprietà della famiglia Anguissola nel XIII secolo, passò agli Scotti nel seicento. Tra il 1876 ed il 1978 è stato acquistato dal comune che lo ha adibito a propria sede.
Castello di Grazzano Visconti
Fortilizio costruito nel 1395 da Giovanni Anguissola. Passato nell'ottocento alla famiglia Visconti di Modrone venne restaurato ai primi del novecento dal conte Giuseppe Visconti di Modrone il quale fece costruire ex novo un piccolo borgo fortificato in stile neo-medievale progettato dall'architetto Alfredo Campanini.
Castello di Vigolzone
Costruito nel trecento per opera del nobile Bernardo Anguissola. Il castello fu, in seguito, espugnato da Ludovico il Moro nel 1483 e, poi, nel 1521 dai dragoni francesi guidati dal generale Odet de Foix-Lautrec. Presenta una base rettangolare e un torrione alto 40 m[44].
Castello di Riva
Costruito tra il 1199 e il 1277, è posto sulla riva destra del torrente Nure, a monte di Ponte dell'Olio, tra il corso d'acqua e la strada che collega Piacenza a Ferriere, controllava il passaggio dalla pianura alla val Nure.
Castello Malaspina
Situato a Gambaro, frazione di Ferriere, e costruito tra il XV ed il XVI secolo da Ghisello Malaspina, la cui famiglia aveva ottenuto l'investitura del feudo di Noceto nel 1423. Rimasto ai Malaspina fino all'estinzione del ramo, avvenuta nel 1624, divenne di proprietà della camera ducale fino al 1683 quando Ranuccio II Farnese infeudò nella zona i conti Corrado e Ippolito Landi di Rivalta che nel 1687 furono investiti a marchesi come contropartita per la cessione di Bardi e Compiano. Nel 1785 divenne di proprietà della famiglia Bacigalupi, per poi diventare sede del comune fino al trasferimento a Ferriere. Dopo anni di abbandono, il maniero è stato restaurato tra il 2008 ed il 2013[45].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questa valle è posta al limitare del territorio delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico, accompagnato dalla fisarmonica e un tempo dalla piva emiliana.

La piva emiliana, praticamente scomparsa, viene ricordata nella festa della "Piva della val Nure" che si tiene in agosto a Pradovera frazione di Farini.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte sul Nure dell'ex strada statale 654 a Ferriere

Il principale asse viario della val Nure è l'ex strada statale 654 di Val Nure che percorre interamente la valle da Piacenza fino al passo dello Zovallo, entrando nella parmense val Ceno per poi entrare in val d'Aveto tramite il passo del Tomarlo e scendere fino a Rezzoaglio dove si congiunge alla strada statale 586 della Valle dell'Aveto.

Tra il 1882 ed il 1933 la media val Nure fu servita dalla tranvia Piacenza-Bettola che metteva in comunicazione Bettola con il capoluogo provinciale; da essa si diramava a Grazzano Visconti la linea per Rivergaro che permetteva il collegamento con la bassa val Trebbia. La tranvia Piacenza-Bettola fu, poi, sostituita dall'omonima ferrovia, gestita dalla Società Italiana Ferrovie e Tramvie, e definitivamente soppressa nel 1967[46].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei comuni della val Nure:

Comune Abitanti Superficie

km²

Densità

ab./km²

Altitudine

m s.l.m.

Podenzano-Stemma.png Podenzano 9.169 44,34 206,79 118
San Giorgio Piacentino-Stemma.png San Giorgio Piacentino 5.636 49,19 114,58 103
Vigolzone-Stemma.png Vigolzone 4.222 42,04 100,43 151
Ponte dell'Olio-Stemma.png Ponte dell'Olio 4.697 43,92 106,94 217
Bettola-Stemma.png Bettola 2.763 122,37 22,58 329
Farini-Stemma.png Farini 1.224 112,36 10,89 424
Ferriere-Stemma.png Ferriere 1.238 178,5 6,94 626

Il territorio della medio-alta val Nure è stato compreso nella Comunità Montana valli del Nure e dell'Arda, la cui sede era situata in Piazza Colombo a Bettola, fino alla sua chiusura avvenuta nel 2013[47].

Nel territorio della val Nure sono presenti due unioni di comuni:

  • Unione Montana Alta Valnure: comprendente i comuni di Bettola, Ferriere, Farini e Ponte dell'Olio[48].
  • Unione Valnure e Valchero: comprendente i comuni di Podenzano, San Giorgio e Vigolzone[49]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Autorità di bacino del fiume Po, p. 31.
  2. ^ Ferraris, p. 60.
  3. ^ Passo del Mercatello, 1053 m (Piacenza), su massimoperlabici.eu. URL consultato il 29 agosto 2019.
  4. ^ Passo della Cappelletta, 1036 m (Piacenza), su massimoperlabici.eu. URL consultato il 29 agosto 2019.
  5. ^ Passo della Crociglia, 1469 m (Piacenza), su massimoperlabici.eu. URL consultato il 29 agosto 2019.
  6. ^ Ferraris, pp. 68-71.
  7. ^ Ferraris, pp. 72-73.
  8. ^ Passo dello Zovallo, 1405 m (Parma-Piacenza), su massimoperlabici.eu. URL consultato il 29 agosto 2019.
  9. ^ Il comune di Ferriere, su ferriereturismo.it. URL consultato il 31 agosto 2019.
  10. ^ Monte Carevolo, su montiliguri.weebly.com. URL consultato il 31 agosto 2019.
  11. ^ Monte Aserei, su turismo.provincia.pc.it. URL consultato il 31 agosto 2019.
  12. ^ Monte Menegosa, su montiliguri.weebly.com. URL consultato il 31 agosto 2019.
  13. ^ Torrenti, rivi, canali e laghi della provincia di Piacenza come descritti da Lorenzo Molossi, su giorgiozanetti.ca. URL consultato il 29 agosto 2019.
  14. ^ Molossi, pp. 120-121.
  15. ^ Molossi, p. 522.
  16. ^ Camminate piacentine: sul Monte Penna, parete calcarea sulla Val Nure, in PiacenzaSera, 19 ottobre 2012.
  17. ^ Molossi, p. 188.
  18. ^ Molossi, p. 189.
  19. ^ La valle del Restano, su comune.bettola.pc.it. URL consultato il 29 agosto 2019.
  20. ^ Lago Nero, su turismo.provincia.pc.it. URL consultato il 30 agosto 2019.
  21. ^ Lago Bino, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 30 agosto 2019.
  22. ^ Lago Moo, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 30 agosto 2019.
  23. ^ a b Autorità di bacino del fiume Po, p. 32.
  24. ^ a b c Val Nure: storia e natura, su lecasedibiana.it. URL consultato il 31 agosto 2019.
  25. ^ Comune di Farini, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 15 agosto 2019.
  26. ^ Vigolzone, il villaggio della vendetta, su comune.vigolzone.pc.it. URL consultato il 31 agosto 2019.
  27. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918.
  28. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  29. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  30. ^ Castelli e antiche torri di val Nure e val Chero, su valnure.info. URL consultato il 30 agosto 2019.
  31. ^ La Magnifica Università della Val Nure, su valnure.info. URL consultato il 30 agosto 2019.
  32. ^ Regio decreto 17 novembre 1867, n. 4066
  33. ^ Alessandro Garilli, “Una storia lunga 150 anni tra guerre mondiali, migrazioni e alluvioni: auguri al Comune di Farini”, in Piacenza24, 28 dicembre 2017.
  34. ^ Divisione Val Nure, su partigiani-piacentini.net. URL consultato il 31 agosto 2019.
  35. ^ a b Meloni, meloni.
  36. ^ Ricompense al valor militare per attività partigiana, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 31 agosto 2019.
  37. ^ Emergenza alluvione: paesi devastati. Vigilante morto a Bettola, padre e figlio dispersi, in Libertà, 14 settembre 2015.
  38. ^ Guado dei Folli a Ferriere: "Ora è a prova di piena eccezionale", in ilPiacenza.it, 30 novembre 2015.
  39. ^ Farini travolto dal Nure. “In meno di 4 ore caduti 320mm di pioggia”, in Piacenzasera, 14 settembre 2015.
  40. ^ Pontedellolio: ipotesi senso unico durante i lavori sul ponte, in Libertà, 28 settembre 2015.
  41. ^ I valnuresi dicono "No" alle fusioni dei comuni, in IlPiacenza, 16 ottobre 2016.
  42. ^ Castello di Podenzano, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato l'8 agosto 2019.
  43. ^ Marco Gallione, Castello di Altoè, su altavaltrebbia.net, 4 ottobre 2012. URL consultato il 30 agosto 2019.
  44. ^ Storia del castello di Vigolzone, su valnure.info. URL consultato il 30 agosto 2019.
  45. ^ Castello Malaspina di Gambaro, su castellidelducato.it. URL consultato il 17 agosto 2019.
  46. ^ A Nibbiano, Bettola e Rivergaro ci si andava in treno, su gracpiacenza.com. URL consultato il 29 agosto 2019.
  47. ^ La regione scioglie ufficialmente la comunità montana valli Nure e Arda, in Libertà, 25 giugno 2013.
  48. ^ I comuni, su unionealtavalnure.it. URL consultato il 29 agosto 2019.
  49. ^ I comuni - Unione Valnure Valchero, su unionevalnurevalchero.it. URL consultato il 29 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmen Artocchini, Castelli piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1983.
  • Autorità di bacino del fiume Po, Linee generali di assetto idrogeologico e quadro degli interventi - Bacino del Nure, Parma.
  • Alberto Ferraris, Passi e valli in bicicletta. Emilia Romagna - Province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, Ediciclo editore.
  • Il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, Piacenza, Itinerari, 2000.
  • Ilaria Meloni, Le zone libere partigiane in provincia di Piacenza: un primo sguardo d’insieme, in E-Review, vol. 3, 2015, ISSN 2282-4979 (WC · ACNP).
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Appennino Piacentino Turismo, su uppenninopiacentino.com. URL consultato il 12 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2008).