Maurizio Martina

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Maurizio Martina
Maurizio Martina daticamera 2018.jpg
Maurizio Martina nel 2018

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 12 marzo 2018 –
7 luglio 2018
Predecessore Matteo Renzi
Successore se stesso

Durata mandato 7 luglio 2018 –
17 novembre 2018
Presidente Matteo Orfini
Predecessore se stesso (ad interim)
Successore Nicola Zingaretti

Vicesegretario del Partito Democratico
Durata mandato 7 maggio 2017 –
7 luglio 2018
Vice di Matteo Renzi
Presidente Matteo Orfini
Predecessore Lorenzo Guerini
Debora Serracchiani
Successore Andrea Orlando
Paola De Micheli

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Durata mandato 22 febbraio 2014 –
13 marzo 2018[1]
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Enrico Letta (ad interim)
Successore Paolo Gentiloni (ad interim)

Sottosegretario di Stato del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
con delega ad Expo 2015
Durata mandato 2 maggio 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Franco Braga
Successore Giuseppe Castiglione

Consigliere regionale della Regione Lombardia
Durata mandato 29 marzo 2010 –
2 maggio 2013

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Centro-sinistra
Circoscrizione Lombardia 3
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
DS (1998-2007)
Tendenza politica Socialdemocrazia
Progressismo
Liberalismo sociale
Titolo di studio Laurea in Scienze politiche
Università Università degli Studi di Macerata
Professione Politico e funzionario di partito

Maurizio Martina (Calcinate, 9 settembre 1978) è un politico italiano, dal 22 febbraio 2014 al 13 marzo 2018 Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con delega ad Expo, nei Governi Renzi e Gentiloni.[1] È stato inoltre segretario del Partito Democratico a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi dal 7 luglio al 17 novembre 2018.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Martina è cresciuto in una famiglia operaia della provincia di Bergamo. Ha conseguito il diploma di perito agrario e la laurea in scienze politiche. Alla passione giovanile per il teatro[2] ha unito quella per il mondo agricolo e agroalimentare, oltre all'interesse per la politica.[3]

Inizia a far politica con il Movimento degli studenti nel 1994. Nel 1999 viene eletto consigliere comunale di Mornico al Serio.

Nel 2002 diventa segretario regionale della Sinistra giovanile ed entra a far parte della segreteria nazionale della medesima organizzazione, in qualità di responsabile "Lavoro". Nel 2004 diviene segretario provinciale dei Democratici di Sinistra di Bergamo ed entra nelle segreteria regionale del partito.

Nel 2006 assume la carica di Segretario Regionale dei Democratici di Sinistra in Lombardia. Nel 2007 viene eletto segretario regionale dei DS. Il 14 aprile 2007 è eletto segretario regionale del Partito Democratico lombardo, incarico confermato nel 2009. Il 24 febbraio 2009 viene nominato Responsabile nazionale Agricoltura nella nuova Segreteria PD.

Nel 2010 è eletto Consigliere della Regione Lombardia con 12792 preferenze, incarico riconfermato nelle consultazioni popolari del febbraio 2013 con 7944 preferenze. Durante i mandati di Consigliere Regionale Lombardo è componente della Commissione Affari Istituzionali e della Commissione Attività Produttive. È primo firmatario della legge n. 21 del 13 dicembre 2011, approvata dal Consiglio regionale della Lombardia, che ha previsto l'abolizione dei vitalizi, il taglio delle indennità e la forte riduzione del trattamento di fine mandato per gli eletti.

Il 2 maggio 2013 è nominato sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali nel Governo Letta.[4] Per tale motivo si è dimesso dalla carica di consigliere regionale della regione Lombardia,visto che i due incarichi sono incompatibili.

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali[modifica | modifica wikitesto]

Maurizio Martina mentre giura come ministro delle politiche agricole al Quirinale nelle mani del presidente del Consiglio Matteo Renzi il 22 febbraio 2014.

Dal 22 febbraio 2014 è Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del Governo Renzi. Dal 1º luglio 2014 assume anche la carica di Presidente di turno del Consiglio europeo dei Ministri dell'Agricoltura e della Pesca, nell'ambito del Semestre di Presidenza italiana dell'UE.

Il 19 giugno 2015 è uno dei promotori della nascita della nuova corrente all'interno del PD Sinistra è cambiamento, formata da esponenti del Governo Renzi posizionati però più a sinistra e quindi non renziani[5].

Il 12 dicembre 2016 viene confermato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel Governo Gentiloni.[6]

Nel corso del suo incarico di Ministro sono stati elaborati e approvati diversi provvedimenti in favore dell'occupazione giovanile in agricoltura, della semplificazione burocratica per le imprese, del ricambio generazionale e della competitività e internazionalizzazione delle imprese. Inoltre, durante il suo mandato, è stata approvata definitivamente la Politica agricola comune (PAC) in vigore dal 1º gennaio 2015. Tra le principali azioni:

  • “Campolibero”[7], un piano di interventi contenuti nel Dl cosiddetto "Competitività" (legge 116/2014) per i giovani, per il lavoro e per la competitività delle aziende in campo agroalimentare. Il provvedimento ha introdotto mutui a tasso zero per gli under 40, la detrazione 19% per affitto terreni a giovani, lo sgravio di 1/3 del costo del lavoro per l'assunzioni di giovani, deduzioni Irap fino a 10.500 euro. È istituito il registro unico dei controlli e sono previsti crediti d'imposta al 40% per gli investimenti e fino a 400mila euro per l'innovazione e l'aggregazione in reti d'impresa. Inoltre, sono decisi ulteriori sgravi fiscali fino a 50mila euro per la creazione di piattaforme e-commerce dei prodotti agroalimentari.
  • Il “Piano 2 miliardi”[8] per investimenti nella filiera agroalimentare con gli obiettivi di potenziare la produttività delle imprese, aumentare la capacità produttiva, favorire l'internazionalizzazione, accrescere la competitività sul mercato, far nascere Start-up nel settore; creare nuova occupazione nella filiera agroalimentare.
  • Il “Piano Agricoltura 2.0”[9], con l'obiettivo di eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Vengono introdotte: la Domanda Pac precompilata inoltrabile con un semplice click, l'anticipo al 100% del pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre e l'istituzione dell'Anagrafe unica e della Banca dei Certificati online. L'obiettivo è evitare le file agli sportelli e ottenere un risparmio stimato di circa 25 chili l'anno di carta per azienda.
  • È il primo firmatario della Legge n. 199/2016[10] contro il Caporalato e lo sfruttamento del lavoro nero in agricoltura, che ha come obiettivo quello di rafforzare l'azione di contrasto alla diffusione del fenomeno criminale dello sfruttamento dei lavoratori con un intervento organico e coordinato delle Istituzioni. Il disegno di legge introduce strumenti operativi contro il caporalato tanto dal lato amministrativo quanto dal lato penale.

Dal 7 maggio 2017 è vicesegretario del PD.

Segretario reggente del PD e candidatura al congresso 2019[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2018 è eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 3. Dal 12 marzo 2018 è il Segretario Reggente, dopo le dimissioni di Matteo Renzi, del PD.[11] Il giorno dopo si è dimesso dalla carica di ministro dell'Agricoltura e Paolo Gentiloni ha assunto l'interim del dicastero.[1]

Il 7 luglio viene eletto dall'Assemblea Nazionale del PD come segretario del partito.[12] Il 17 novembre seguente formalizza le sue dimissioni da segretario in vista del congresso di gennaio. Il 22 novembre annuncia la sua candidatura alla Segreteria Nazionale del PD al congresso stesso. Pochi giorni dopo annuncia il ticket con Matteo Richetti.

Nel voto fra gli iscritti al partito di gennaio raccoglie 67.749 preferenze, pari al 36,10%, e si qualifica alle primarie aperte del 3 marzo successivo.[13] Arriverà secondo con 345.318 voti pari al 22% dietro a Nicola Zingaretti (66%) e davanti a Roberto Giachetti (12%).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Pd, Martina si dimette da ministro. A Gentiloni l’interim dell’agricoltura, in Corriere.it.
  2. ^ “Partecipavo alle rassegne per le scuole mettendo in scena spettacoli ambientalisti e contro il razzismo” ha dichiarato in un'intervista a Vittorio Zincone, in [1] per il settimanale Sette del Corriere della Sera, il 1º settembre 2014
  3. ^ Governo Renzi: c'è anche Maurizio Martina, laureato all'Università di Macerata, in Cronache Maceratesi, 21 febbraio 2014. URL consultato il 21 luglio 2018.
  4. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, Consiglio dei ministri, 2 maggio 2013. URL consultato il 2 maggio 2013.
  5. ^ Pd, ‘Sinistra è cambiamento': stampella ‘interna' per Renzi. “Aiuteremo con proposte concrete” Archiviato il 20 giugno 2015 in Internet Archive.
  6. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  7. ^ Ministero politiche agricole alimentari e forestali, Campolibero, su politicheagricole.it.
  8. ^ Comunicato stampa Mipaaf del 18/10/2014, Piano investimenti, su politicheagricole.it.
  9. ^ Ministero politiche agricole alimentari e forestali, Agricoltura 2.0, su politicheagricole.it.
  10. ^ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  11. ^ Chi è Maurizio Martina, il ministro alla guida del Pd dopo Renzi, su Sky TG 24, 12 marzo 2018. URL consultato l'8 maggio 2018.
  12. ^ Assemblea Pd, si decide su segretario e congresso - LIVE, in Democratica. URL consultato il 7 luglio 2018.
  13. ^ Ecco i nomi dei tre candidati alle primarie del 3 marzo, su Partito Democratico, 3 febbraio 2019. URL consultato il 3 febbraio 2019.

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