Scelta Civica

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Scelta Civica
Scelta Civica Logo.png
Segretario Enrico Zanetti
Presidente vacante
Vicesegretario Mariano Rabino
Vicepresidente Angelo Antonio D'Agostino
Valentina Vezzali
Stato Italia Italia
Fondazione 4 gennaio 2013
Sede Via Poli, 29
00184 Roma
Ideologia Liberalismo[1]
Europeismo
Collocazione Centro[1][2]/centro-destra
Coalizione Con Monti per l'Italia (2013)
PDAP–SC(2013-presente)
Partito europeo ALDE (osservatore)
Seggi Camera
5 / 630

In "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia-MAIE"

Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
4 / 917
Organizzazione giovanile Primavera Civica
Iscritti 3 600 (2015)
Colori bianco
Sito web www.sceltacivica.it/

Scelta Civica verso la Costituente Liberale e Popolare, nato come Scelta Civica, è un partito politico italiano fondato all'inizio del 2013 dal senatore a vita e presidente del Consiglio uscente Mario Monti.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'Agenda Monti e le elezioni del 2013[modifica | modifica wikitesto]

L'ex premier Mario Monti

In vista delle elezioni del 2013 il noto docente universitario sceglie di partecipare alla competizione svelando le sue strategie nel corso di un'affollata conferenza stampa all'Hotel Plaza di Roma.

Al progetto aderisce innanzitutto Luca Cordero di Montezemolo con la sua Italia Futura, seguito da Lorenzo Dellai dell'Unione per il Trentino e da autorevoli esponenti cattolici[4].

La ricerca di alleanze sfocia inoltre in una coalizione con l'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini[5] e i ribelli finiani[6][7].

Alla Camera dei Deputati il suo simbolo ottiene 2 824 065 voti, equivalenti all'8,30% , mentre a Palazzo Madama la lista unica Con Monti per l'Italia si attesta al 9,13% (2 797 486 voti)[8].

Nella XVII legislatura gli eletti hanno costituito gruppi comuni in entrambi i rami del Parlamento.

Il sostegno al governo Letta[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 marzo 2013, su proposta di Monti, si è insediato il Comitato direttivo provvisorio, che come primo atto ha deliberato la nomina del Coordinatore Olivero[9].

Durante le consultazioni per la formazione del governo, Scelta Civica si dice pronta a sostenere un governo di larghe intese[10] ed il partito voterà quindi la fiducia al governo Letta.

All'interno dell'esecutivo la formazione dispone di due ministri, Mario Mauro alla Difesa ed Enzo Moavero Milanesi agli Affari Europei; un viceministro, Carlo Calenda allo Sviluppo Economico; due sottosegretari, Ilaria Borletti Buitoni ai Beni Culturali e Mario Giro agli Affari Esteri.

Nel mese successivo il partito inizia a strutturarsi: il 16 maggio l'Assemblea degli eletti elegge all'unanimità Mario Monti presidente di Scelta Civica[11].

Il 23 maggio l'Assemblea approva la proposta di struttura organizzativa: un Comitato di Presidenza e un articolato Coordinamento politico[12].

La fine dell'alleanza con l'UdC e la scissione dei popolari[modifica | modifica wikitesto]

Nel giro di pochi mesi, a seguito del risultato elettorale al di sotto delle aspettative e a causa sia delle differenti prospettive politiche tra l'ala liberale del partito e quella cattolica e popolare, sia del rifiuto dell'UdC di confluire nel nuovo soggetto politico, il partito va in crisi.

Il 17 ottobre 2013 Mario Monti rassegna le dimissioni da presidente di Scelta Civica proprio per via di dissidi interni al partito[13] e il 15 novembre 2013 il suo successore pro tempore Alberto Bombassei decide di porre fine all'alleanza con l'UdC[14]. Lo stesso giorno Mario Mauro lascia il partito. Le due componenti, però, continuano a fare gruppo unico alla Camera e al Senato[15].

Il 16 novembre 2013 sono eletti dall'Assemblea nazionale i nuovi vertici all'unanimità: Alberto Bombassei come presidente effettivo, Renato Balduzzi vicepresidente vicario, Ilaria Borletti Buitoni vicepresidente e Stefania Giannini come segretario[16]. L'Assemblea conferma come punto di riferimento per la sua azione politica e programmatica Mario Monti[17].

Il 10 dicembre 2013 avviene formalmente la scissione di alcuni parlamentari: alla Camera fuoriescono dal gruppo Lorenzo Dellai, Federico Fauttilli, Fucsia Nissoli, Gian Luigi Gigli, Gregorio Gitti, Mario Marazziti, Gaetano Piepoli, Domenico Rossi, Milena Santerini, Mario Sberna, Gea Schirò Planeta, insieme agli altri eletti nelle liste dell'UDC, e confluiscono nel nuovo gruppo Per l'Italia; al Senato invece viene creato un nuovo gruppo parlamentare, chiamato Scelta Civica con Monti per l'Italia[18], a cui aderiscono Gianluca Susta, Alessandro Maran, Stefania Giannini, Gianpiero Dalla Zuanna, Benedetto Della Vedova, Pietro Ichino, Linda Lanzillotta e Mario Monti, mentre gli scissionisti lanciano, il 28 gennaio 2014, un nuovo partito chiamato Popolari per l'Italia.

Il sostegno al governo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Scelta Civica sostiene sin dalla nascita il governo Renzi, avendo auspicato per primo le dimissioni di Enrico Letta tramite il capogruppo alla Camera Andrea Romano.

All'interno del nuovo esecutivo il partito annovera: un ministro, la coordinatrice e senatrice Stefania Giannini al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; un viceministro, Carlo Calenda confermato al Ministero dello Sviluppo Economico; tre sottosegretari, il senatore Benedetto Della Vedova agli Affari Esteri, il deputato Enrico Zanetti all'Economia e Finanze e la deputata Ilaria Borletti Buitoni riconfermata ai Beni e Attività Culturali e Turismo.

Il 10 aprile 2014 Alberto Bombassei si dimette tuttavia dalla sua carica, parlando di «aspirazioni personali» e di sudditanza del partito al governo Renzi, sostenendo che la «responsabilità istituzionale all'interno dell'esecutivo Renzi dovesse ricadere su un ministero di natura economica, come quello dello Sviluppo Economico o quello del Lavoro»[19].

Scelta Europea con Guy Verhofstadt[modifica | modifica wikitesto]

Logo della lista Scelta Europea.

In vista delle elezioni europee del 2014 il partito, unitamente a Centro Democratico, Fare per Fermare il Declino e altri movimenti liberal-democratici, costituisce una lista elettorale unica, detta Scelta Europea, a sostegno della candidatura dell'esponente dell'ALDE Guy Verhofstadt alla carica di Presidente della Commissione europea. Tale scelta provoca le dimissioni di Andrea Causin dal ruolo di Responsabile organizzativo, carica che sarà poi assunta da Mariano Rabino.

La lista, che candidava la segretaria Giannini come capolista della circoscrizione centro ed il capogruppo al Senato Susta come capolista nel nord-ovest, ottiene solo 196.157 voti e lo 0,71%, dato insufficiente per il superamento della soglia di sbarramento fissata al 4%.

Alle contestuali elezioni regionali il partito aderisce alla coalizione di centro-sinistra: alle elezioni regionali del Piemonte sostiene Sergio Chiamparino ed elegge un consigliere regionale; in Abruzzo sostiene Luciano D'Alfonso e ottiene un consigliere regionale presentatosi nella lista denominata Abruzzo Civico.

Nel novembre 2014 si sono svolte le regionali emiliane del 2014 e Scelta Civica ha dato sostegno alla lista Emilia Romagna Civica, formata per altro dal PSI e dai Verdi. Tale lista con l'1,5% non è riuscita ad ottenere seggi in Consiglio Regionale.

Verso il congresso[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'insuccesso della lista Scelta Europea, Stefania Giannini si dimette dalla carica di Segretario nell'Assemblea nazionale di partito del 26 maggio, a cui seguono le dimissioni del capogruppo alla Camera Romano e del capogruppo al Senato Susta. La successiva Assemblea del 4 giugno respinge le dimissioni della Giannini, che però vengono confermate; viene eletto Presidente reggente il deputato Renato Balduzzi, che avvia il percorso che porta a proclamare il primo Congresso nazionale per il 31 gennaio 2015[20] - adunanza successivamente posticipata all'8 febbraio a causa delle concomitanti elezioni del presidente della Repubblica. Presentano, inizialmente, candidature per la segreteria i deputati Enrico Zanetti e Irene Tinagli; quest'ultima, però, a inizio dicembre 2014 ritira la candidatura, in polemica con i meccanismi di tesseramento del partito[21].

Tra i gruppi parlamentari, nel settembre 2014 Balduzzi lascia la reggenza del partito e lo scranno da deputato, in quanto eletto membro laico del Consiglio superiore della magistratura, ed al suo posto entra alla Camera il piemontese Giovanni Falcone; inoltre, nei mesi precedenti il congresso, continua l'abbandono del partito da parte di numerosi esponenti: nell'autunno lasciano il i deputati Andrea Romano, che aderisce al Partito Democratico, ed Andrea Causin, che aderisce al gruppo Area Popolare, mentre il 6 febbraio 2015, due giorni prima il primo congresso nazionale, i senatori Susta, Maran, Ichino, Lanzillotta e Giannini, i deputati Borletti Buitoni e Tinagli, e il viceministro Calenda annunciano la fuoriuscita dal partito e l'adesione al gruppo parlamentare del Partito Democratico[22]. La fuoriuscita dei cinque senatori provoca lo scioglimento del gruppo parlamentare al Senato. Mario Monti aderisce al gruppo Misto.[23]

La segreteria Zanetti[modifica | modifica wikitesto]

L'8 febbraio 2015 si celebra il primo Congresso Nazionale del partito, dove vengono presentate tre mozioni: una di Luciana Cazzaniga, una del senatore e sottosegretario Benedetto Della Vedova, che tuttavia la ritirerà prima della votazione annunciando l'abbandono del partito[24][25][26], e una del deputato e sottosegretario, nonché unico candidato alla segreteria, Enrico Zanetti. Viene infine eletto segretario nazionale Enrico Zanetti, la cui mozione viene approvata con circa il 94% delle preferenze[27]. Tra le linee stabilite nella mozione Zanetti vi sono la riorganizzazione del partito e il consolidamento della base associativa.

Nel marzo 2015 due deputati ex Movimento 5 Stelle, Paola Pinna e Ivan Catalano, aderiscono al gruppo parlamentare di Scelta Civica. Rispetto alla deputata della Sardegna, Ivan Catalano non ha aderito al partito di Scelta Civica, ma solo al gruppo parlamentare.

Il 18 aprile 2015 nasce ufficialmente il movimento giovanile del partito: Primavera Civica.

Alle regionali del 2015, il partito in Campania decide di sostenere il candidato democratico Vincenzo De Luca e riesce a far eleggere uno dei propri candidati all'interno della lista comune con il Centro Democratico che ha ottenuto il 2,8%; nelle Marche il partito appoggia il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli e presenta un proprio candidato consigliere all'interno di una lista unitaria composta assieme a Verdi, IdV, PSI e alcuni esponenti di liste civiche locali; in Veneto, a sostegno della candidata del centrosinistra Alessandra Moretti, presenta una propria lista denominata Veneto Civico con cui riesce a portare in consiglio regionale una candidata indipendente dopo aver ottenuto l'1,5%; in Umbria decide invece di sostenere il candidato del centrodestra Ricci e crea una propria lista (Cambiare in Umbria) che ottiene il 2,7% ma nessun seggio; mentre in Puglia presenta alcuni suoi membri nella lista Emiliano per la Puglia (che col 4,1% riesce ad eleggere tre consiglieri), lista civica in appoggio al candidato del centrosinistra Michele Emiliano. Alle elezioni amministrative a Venezia appoggia, invece, assieme a una lista civica e a Fratelli d'Italia, la candidatura a sindaco dell'ex leghista Francesca Zaccariotto.

Durante la Direzione nazionale del partito dell'11 luglio 2015 è stata nominata la nuova presidenza del partito: Salvatore Matarrese è stato eletto presidente nazionale, Angelo Antonio D'Agostino vicepresidente vicario e Valentina Vezzali vicepresidente. Nella stessa occasione la direzione ha dato mandato al Segretario nazionale di elaborare e presentare una nuova iniziativa politica per le elezioni amministrative 2016, volta ad aprire, attraverso un simbolo ed una nuova denominazione, un processo costituente finalizzato alla costruzione di un movimento civico nazionale.

In luglio Luciano Cimmino si dimette da deputato e gli subentra Giovanni Palladino; Giovanni Falcone lascia Scelta Civica e aderisce al PD; Paolo Vitelli si dimette e chi gli subentra, Maurizio Baradello, aderisce al gruppo Democrazia Solidale - Centro Democratico.

Il 27 gennaio 2016 Matteo Renzi vara il primo rimpasto del suo governo: Zanetti è promosso viceministro, sempre del Ministero dell'economia e delle finanze, e Antimo Cesaro è nominato sottosegretario ai Beni culturali. A seguito del rimpasto, lasciano il partito Paola Pinna, che aderisce al PD, e Stefano Quintarelli e Ivan Catalano, che passano al Gruppo misto.

Il 13 marzo 2016 Michele Schiano, consigliere regionale della Campania, lascia Forza Italia per passare a Scelta Civica.

La fusione con ALA di Denis Verdini[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di 'Cittadini per l'Italia'[modifica | modifica wikitesto]

Già in occasione delle elezioni amministrative di giugno 2016 il partito, su iniziativa del segretario Zanetti, si presenta, all'interno della coalizione di centro-sinistra, nelle maggiori città chiamate al voto (tra cui Bologna, Varese, Napoli, Benevento, Cosenza, Cagliari, Olbia) con le liste "Cittadini per l'Italia", riscuotendo pessimi risultati.

Ad inizio luglio 2016, dopo numerosi indiscrezioni circa la fusione di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) (gruppo di parlamentari capeggiati da Denis Verdini che hanno abbandonato Forza Italia per entrare in maggioranza) con Scelta Civica, è lo stesso segretario Enrico Zanetti a confermare tale decisione.

Il 14 luglio 2016 alla Camera dei Deputati la maggioranza del gruppo di Scelta Civica per l'Italia, quindici deputati su venti, si dice contraria alla proposta di accorpamento con ALA, pertanto abbandona il partito, pur rimanendo nel gruppo di Scelta Civica per l'Italia alla Camera che, il 12 ottobre 2016, muta poi il nome in Civici e Innovatori.

Contestualmente Enrico Zanetti e gli altri quattro deputati di Scelta Civica (Giulio Cesare Sottanelli, Angelo Antonio D'Agostino, Valentina Vezzali e Mariano Rabino) passano al gruppo misto.[28]

La nascita del nuovo gruppo alla Camera[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 ottobre 2016 viene fondato alla Camera dei Deputati il nuovo gruppo "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia - MAIE", sancendo quindi la fusione tra Alleanza Liberalpopolare-Autonomie e Scelta Civica; del gruppo fanno parte 16 deputati: 5 di Scelta Civica (Zanetti, Sottanelli, D'Agostino, Vezzali e Rabino), 8 di ALA (Massimo Parisi, Giuseppe Galati, Monica Faenzi, Giovanni Mottola, Ignazio Abrignani, Giorgio Lainati, Francesco Saverio Romano e Luca D'Alessandro), 2 del Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE) (Ricardo Antonio Merlo e Mario Borghese) e un deputato indipendente ex Fare! (Marco Marcolin).

Il 7 luglio 2016 i gruppi parlamentare della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica mutano il nome in "ALA - Scelta Civica verso la Costituente Liberale e Popolare".

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

La formazione ha i propri riferimenti ideali nel liberalismo, mentre in politica estera adotta delle precise posizioni europeiste[1].

L'Agenda Monti[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della fondazione del partito e delle elezioni politiche del 2013, è stata la cosiddetta Agenda Monti[29] a costituire il manifesto di Scelta Civica:

  • in ambito economico italiano ed europeo, l'Agenda fa riferimento all'economia sociale di mercato e prevede il rispetto del Fiscal Compact, del pareggio di bilancio per l'Italia, la riduzione del debito pubblico e la dismissione di patrimonio pubblico funzionale a tale riduzione, un programma di revisione della spesa e del sistema tributario e fiscale, l'approvazione di nuove ulteriori liberalizzazioni nei mercati di beni e servizi;
  • per quel che riguarda la pubblica amministrazione, l'Agenda Monti propone di introdurre una legislazione simile al Freedom of Information Act in vigore nei paesi anglosassoni, nonché una riforma della legislazione su falso in bilancio e prescrizione;
  • nel campo dell'istruzione, il manifesto prevede di introdurre e potenziare i sistemi di valutazione dei docenti e dell'insegnamento (ad es. l'Invalsi) nonché della ricerca universitaria;
  • l'Agenda Monti inoltre propone sinergie pubblico-privato nell'ambito della gestione e della tutela del patrimonio culturale, forme di sostegno pubblico nazionale ed europeo ai settori dell'agricoltura in crisi, lo sviluppo di un'economia ecosostenibile, una riforma del Titolo V della Costituzione che riassegni allo stato centrale la potestà legislativa esclusiva sul settore energetico, l'approvazione di un piano energetico nazionale, l'introduzione in Italia dell'istituto del dibattito pubblico.

Scissioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 luglio 2016 - il segretario e vice ministro Enrico Zanetti, insieme a Mariano Rabino, Giulio Cesare Sottanelli e Angelo Antonio D'Agostino, lascia il gruppo Scelta Civica alla Camera portandosi dietro simbolo e insieme ai 10 deputati di ALA di Denis Verdini e un deputato di Fare! fonda il polo liberale "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia".[30]
  • 12 ottobre 2016 - L'ufficio di Presidenza della Camera, nonostante il veto di Mario Monti titolare del marchio Scelta Civica, delibera di togliere il nome Scelta Civica[31] ai quindici deputati del gruppo originario e di concedere l'uso del nome ai quattro fuoriusciti guidati dal segretario Zanetti che fondano così il gruppo "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia - MAIE" assieme ai deputati di ALA di Denis Verdini e del MAIE.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

I principali organi nazionali sono:

  • l'Assemblea nazionale, quale organo d'indirizzo politico-programmatico;
  • la Direzione nazionale, quale organo di esecuzione delle linee politiche programmatiche decise nel Congresso nazionale e dall'Assemblea nazionale;
  • il Comitato di presidenza, quale organo esecutivo del partito, guidato e convocato dal Presidente e composto dal Coordinatore politico, dai vicepresidenti, dai capogruppo parlamentari e da quattro a dieci eletti dall'Assemblea Nazionale;
  • il Collegio dei Revisori dei Conti;
  • il Collegio nazionale dei Probiviri;
  • il Congresso nazionale, convocato ogni tre anni dall'Assemblea e a cui vi partecipano i delegati eletti nei congressi provinciali.

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Vicepresidenti[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatore Politico/Segretario nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Vicesegretario nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Comitato di Presidenza/Segreteria nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il Comitato di Presidenza è l'organo esecutivo di Scelta Civica. È composto dal Presidente, dal Coordinatore politico/Segretario nazionale, dal/dai Vice presidenti/e, dai Capigruppo Parlamentari e dai componenti eletti dall'assemblea, in un numero da un minimo di quattro ad un massimo di dieci, tutti aventi diritto di voto. Partecipa al Comitato di Presidenza anche il Responsabile finanziario.

La sua composizione è stata formalizzata durante il I Congresso Nazionale dell'8 febbraio 2015:

Membri di Diritto

Membri Elettivi

Direzione Nazionale

La Direzione nazionale è composta dal Comitato di Presidenza e da 35 (trentacinque) componenti eletti dall'Assemblea nazionale, aventi diritto di voto, di cui almeno cinque Segretari regionali.

La sua composizione è stata formalizzata durante il I Congresso Nazionale dell'8 febbraio 2015.

Membri Elettivi

Paolo Ardito, Corrado Bonadeo, Stefano Dambruoso, Alberto Toldo, Riccardo Scattaretico, Antimo Cesaro, Giovanni Palladino, Bruno Molea, Roberto Orlandi, Blandina Cioffi, Riccardo Losi, Marco Speranza, Michele Ricciardi, Denis Sansuini, Giulio Cesare Sottanelli, Michele Scasserra, Pietro D'Addato, Nicola Didonna, Ettore Artioli, Roberta Oliaro, Tiziano Cucinella, Sergio Nucci, Daniele Mureddu, Roberto Biolchini, Luciana Cazzaniga, Mariangela Fogliardi, Maurizio Antoniazzi, Marco Cellai, Donato Valente, Marco Saporiti

Presidenti dei gruppi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[modifica | modifica wikitesto]

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatori regionali[modifica | modifica wikitesto]

Soggetti aderenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Riformatori Sardi
  • Cittadini per l'Italia (rete civica nazionale in riferimento a Scelta Civica)

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo "Scelta Civica Verso Cittadini per l'Italia - MAIE"

XVII legislatura
16 deputati

Congressi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei congressi svoltisi nel corso degli anni, con luogo e data:

  • I Congresso Nazionale - Roma, 8 febbraio 2015

Iscritti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 gli iscritti sono 3600, dimostrando un notevole calo rispetto al 2013 e al 2014.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Logo SC Voti % Seggi
Politiche 2013 Camera 2.824.065[34] 8,30[34] 37[34]
Senato Con Monti per l'Italia 14
Europee 2014 (in Scelta Europea) Scelta Europea 0

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Wolfram Nordsieck, Parties and elections - Italy, parties-and-elections.eu. URL consultato il 6 aprile 2013.
  2. ^ (EN) Françoise Kadri, Italy's Monti to lead centrist coalition in February polls, AFP, 29 dicembre 2012. URL consultato il 6 aprile 2013.
  3. ^ Scelta Civica Una formazione politica diversa, sceltacivica.it. URL consultato il 17 novembre 2013.
  4. ^ Redazione, "Scelta civica", la lista di Monti. Alla Camera coalizione con Udc e Fli, in Il Fatto Quotidiano, 4 gennaio 2013. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  5. ^ I candidati di Udc e Scelta Civica per le Elezioni 2013, udc-italia.it. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  6. ^ enrico zanetti, Vi spiego le prossime tappe di scelta civica, formiche.net.
  7. ^ Redazione Online, Monti svela le carte per la «salita in campo» «Tre liste alla Camera, unica al Senato», in Corriere della Sera. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  8. ^ Ministero dell'Interno - ELEZIONI 2013 politiche e regionali del 24 e 25 febbraio - Italia - Camera.
  9. ^ Scelta Civica, nasce il comitato direttivo. Olivero coordinatore - Online-News, 12 marzo 2013.
  10. ^ Scelta civica, si a grande coalizione - Milano Finanza, 29 marzo 2013.
  11. ^ Scelta Civica: Monti presidente, eletto a unanimità da Assemblea, in ASCA, 16 maggio 2013. URL consultato il 12 giugno 2013.
  12. ^ Scelta Civica, le decisioni dell'Assemblea sull'organigramma - Il Velino, 23 maggio 2013.
  13. ^ Monti si dimette da Scelta Civica: "11 senatori più Mauro mi hanno sfiduciato".
  14. ^ AssembleaSC, Bombassei: "Da domani Scelta Civica torna ad essere Scelta Civica".
  15. ^ senato.it - Composizione del Gruppo Per l'Italia.
  16. ^ Scelta civica, è scissione. Giannini nuovo segretario, Bombassei presidente.
  17. ^ a b c d e Assemblea di Scelta Civica: Nuovi vertici e la conferma di una linea politica autonoma, europeista e riformatrice, sceltacivica.it. URL consultato il 17 novembre 2013.
  18. ^ senato.it - Composizione del Gruppo Scelta Civica.
  19. ^ Bombassei lascia presidenza Scelta Civica: ecco la lettera, in Repubblica.it, 10 aprile 2014. URL consultato il 12 febbraio 2015.
  20. ^ Scelta Civica: Il 31 Gennaio il nuovo Segretario. Tinagli e Zanetti i candidati, sceltacivica.it, 5 novembre 2014.
  21. ^ Irene Tinagli, Ritiro candidatura a segretario SC, irenetinagli.it, 9 dicembre 2014. URL consultato il 10 febbraio 2015.
  22. ^ Scelta Civica, otto lasciano per passare al PD. Renzi: “Ora abbiamo i numeri anche senza Fi”.
  23. ^ senato.it - Scheda di attività di Mario MONTI - XVII Legislatura.
  24. ^ AGI, SC: Della Vedova, esco dal partito ma non aderisco al PD, benedettodellavedova.com, 6 febbraio 2015. URL consultato il 10 febbraio 2015.
  25. ^ AGI, SC: Della Vedova, conclusa mia esperienza, sostegno a maggioranza, benedettodellavedova.com, 8 febbraio 2015. URL consultato il 10 febbraio 2015.
  26. ^ ANSA, SC: Della Vedova ritira sua mozione, me ne vado, benedettodellavedova.com, 8 febbraio 2015. URL consultato il 10 febbraio 2015.
  27. ^ Scelta civica: Zanetti segretario con il 94% dei voti - Politica - ANSA.it.
  28. ^ Sc, Zanetti esce e nasce 'Sc-Cittadini per Italia'
  29. ^ Mario Monti, Cambiare l'Italia, riformare l'Europa. Un'agenda per un impegno comune. Primo contributo ad una riflessione aperta (PDF), agendamonti.s3.amazonaws.com, 10 gennaio 2013. URL consultato il 10 febbraio 2015.
  30. ^ Sc, Zanetti esce e nasce 'Sc-Cittadini per Italia'
  31. ^ Mario Monti perde il marchio "Scelta Civica". E a Montecitorio rinasce con Verdini, in Repubblica.it, 12 ottobre 2016. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  32. ^ http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/25_elezioni/9_SCELTA_CIVICA_Camera_it.PDF.
  33. ^ Sc: Bombassei si dimette da presidenza.
  34. ^ a b c Elezioni 2013 Camera Italia, Ministero dell'Interno. URL consultato il 7 dicembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]