Stefano Dambruoso

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Stefano Dambruoso
Stefano Dambruoso - veDrò nuove energie 2012.jpg

Questore della Camera dei Deputati
In carica
Inizio mandato 21 marzo 2013
Presidente Laura Boldrini
Successore In carica
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Civici e Innovatori
Coalizione Con Monti per l'Italia
Circoscrizione Lombardia 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente (Dal 2016)

In precedenza:

Scelta Civica (2013-2016)

Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Sostituto procuratore

Stefano Dambruoso (Bari, 15 marzo 1962) è un magistrato e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È in magistratura dal 1990. Nel 1992 è stato nominato Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento. Dal 1994 al 1996, applicato alla procura distrettuale di Palermo. Ha indagato su associazioni mafiose e reati contro la Pubblica Amministrazione. È stato Pubblico ministero in vari maxiprocessi a Palermo.

Nel dicembre 1996 arriva alla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano, dove si occupa di indagini sulle brigate anarco-insurrezionaliste[1] ed indaga anche sull'omicidio di Fausto e Iaio[2]. Successivamente svolge indagini sul terrorismo internazionale.

Dal 2001 è componente della Direzione distrettuale antimafia di Milano per la quale svolge indagini in materia di organizzazioni dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti e di gruppi appartenenti ad organizzazioni criminali. Sei mesi prima degli attentati dell'11 settembre 2001, Dambruoso chiede e riesce ad ottenere l'arresto di un gruppo di cinque islamici, tra i quali Essid Sami Ben Khemais, che, con continui spostamenti in vari paesi europei e contatti con altre cellule, forse, preparava un attentato al Duomo di Strasburgo durante le festività natalizie del 2000-2001, per il quale era già tutto pronto se non fosse intervenuta la polizia locale grazie alle indagini collegate con Milano[3]. Prende inoltre contatti con la Law Enforcement americana e perfeziona nuovi strumenti investigativi e finalizzati a prevenire ed a combattere il crimine organizzato e il terrorismo islamico[non chiaro].

Nel 2003 il settimanale TIME inserisce Dambruoso nelle lista degli eroi moderni per il suo impegno nelle indagini sulla rete di al-qaida[4][5].

Da maggio al luglio 2003 è consulente dell'Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia, agenzia dell'ONU con sede a Torino, per la ricerca sulla lotta al crimine organizzato e terrorismo.

Il 20 aprile 2004 lascia Procura di Milano per assumere l'incarico di esperto giuridico presso la Rappresentanza permanente italiana dell'Onu a Vienna, continuando il suo impegno contro il terrorismo internazionale[6].

Nel 2007 è tornato alla Procura di Milano come Sostituto Procuratore[7].

Nel 2008 è stato nominato Capo dell'Ufficio per il Coordinamento dell'attività internazionale dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano[8].

Il 5 novembre 2010 è stato nominato membro del Consiglio Direttivo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare[9].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Elezione a deputato[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2012 chiede l'aspettativa al CSM[10] per poi candidarsi alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 nella lista di Scelta Civica con Monti per l'Italia nella circoscrizione Lombardia 1 della Camera come secondo e viene eletto deputato della XVII Legislatura.

Il 21 marzo 2013 viene eletto Questore della Camera dei Deputati per Scelta Civica per l'Italia con il maggior numero di preferenze pari a 343 voti.

È membro della Fondazione Italia USA.

A gennaio 2016 ha presentato, unitamente all’on. Andrea Manciulli (PD), la proposta di legge "Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo jihadista" (A.C.3558), in cui si disciplinano misure, interventi e programmi diretti a prevenire i fenomeni di radicalizzazione e di diffusione dell’estremismo a sfondo jihadista alla base degli eventi terroristici su scala internazionale

È stato relatore del decreto legge recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo, convertito con la legge 17 aprile 2015, n. 43 con il quale è stata data la competenza in materia di terrorismo al Procuratore Nazionale Antimafia.

A luglio 2016 è tra coloro i quali si schiera contro la fusione di Scelta Civica con Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) di Denis Verdini, pertanto abbandona il partito assieme ad altri 14 deputati fedeli montiani, dando vita al gruppo parlamentare Civici e Innovatori.

È Presidente delle seguenti associazioni interparlamentari:

  • Gruppo parlamentare di Amicizia Italia-Quebec;
  • Associazione parlamentare di Amicizia Italia Giappone;
  • Gruppo parlamentare di Amicizia Italia-Serbia;

Accuse di aggressione[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 gennaio 2014, all'interno dell'Aula di Montecitorio, aggredisce violentemente in modo inconfutabile[?] e incontrollato la deputata Loredana Lupo; sotto gli occhi delle telecamere.

Per queste ragioni è stato sospeso per quindici giorni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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