Lega Italiana Federalista

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il nome alternativo usato dalla Lega Nord nell'Italia centromeridionale, vedi Lega Italia Federale.
Lega Italiana Federalista
LeaderSergio Cappelli
PresidenteMario Rosso
SegretarioRemo Andreoli
VicepresidenteEmilio Podestà
Biagio Dell'Uomo
Giovanni Binaghi
StatoItalia Italia
Fondazione1995
Dissoluzione1996
Confluito inPartito Federalista
IdeologiaFederalismo, Liberalismo
CoalizionePolo per le Libertà
Seggi massimi Camera
20 / 630
 (1995)
Seggi massimi Senato
10 / 315
 (1995)
Testatanessuna

La Lega Italiana Federalista è stato un partito politico italiano di tendenza federalista e liberale, attivo per un breve periodo a metà degli anni novanta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito fu fondato il 13 febbraio 1995 da alcuni esponenti della Lega Nord, tra i quali Luigi Negri, Enrico Hüllweck e Giorgio Vido. Sergio Cappelli fu designato coordinatore federale durante il congresso fondativo a Genova.[1] La maggior parte dei membri aveva lasciato Umberto Bossi in disaccordo con la sua decisione di affossare il governo Berlusconi I nel dicembre del 1994. Al momento della sua massima espansione la LIF aveva 30 parlamentari, di cui 20 deputati e 10 senatori.

All'epoca la Lega Nord era divisa tra coloro che appoggiavano il nuovo corso del partito e quelli che volevano continuare l'alleanza con Forza Italia guidata da Silvio Berlusconi. Tra questi ultimi figurava anche Roberto Maroni, Ministro dell'interno uscente e numero due del partito. La decisione di Bossi lo portò a prendere una pausa di riflessione l'11 febbraio. I membri della LIF speravano che Maroni avrebbe aderito al loro partito (per diventarne il leader) e cercarono di convincerlo a correre come loro candidato per la presidenza della Regione Lombardia[2]. Contrariamente a quanto molti si aspettavano, Maroni non lasciò la Lega Nord e ritornò alla politica attiva in luglio.

Questo, unito allo scarso risultato della LIF alle elezioni amministrative del 1995, fu un duro colpo per il movimento. Fu così che una parte consistente della LIF decise di aderire ai Federalisti e Liberaldemocratici (FLD) di Furio Gubetti e Raffaele Costa (leader dell'Unione di Centro); altri, tra cui Negri, aderirono all'Unione Federalista di Gianfranco Miglio[3][4][5].

Successivamente, il 20 dicembre 1995, la maggior parte dell'Unione Federalista, compreso Luigi Negri, si unì al gruppo parlamentare dei FLD alla Camera.[6] Nello stesso tempo, l'Unione Federalista si trasformò in Partito Federalista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]