Francesco Saverio Romano

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Francesco Saverio Romano
Francesco Saverio Romano daticamera.jpg

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Durata mandato 23 marzo 2011 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giancarlo Galan
Successore Mario Catania

Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Roberto Rosso
Successore Rosa Rinaldi

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XIV

- XV

- XVI

- XVII

Gruppo
parlamentare
XIV:

UDC Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro (CCD-CDU)

XV:

UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro)

XVI:

- Popolo e Territorio (Dal 20/01/2011 a fine legislatura)

In precedenza:

- Unione di Centro (Da inizio legislatura al 28/09/2010)

- GRUPPO MISTO (Dal 28/09/2010 al 21/10/2010)

- GRUPPO MISTO - componente: Noi Sud Libertà e Autonomia - I Popolari di Italia Domani (Dal 21/10/2010 al 20/01/2011)

XVII:

- Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia-MAIE (Dal 13/10/2016-attualmente)

In precedenza:

- Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente (Da inizio legislatura al 23/09/2015)

- GRUPPO MISTO (Dal 23/09/2015 al 24/09/2015)

- GRUPPO MISTO - componente: Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) - Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE) (Dal 24 settembre 2015 al 13/10/2016)

Coalizione XIV:

Casa delle Libertà

XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Nessuna

XVII:

Coalizione di centro-destra del 2013

Circoscrizione Sicilia 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Dal 2015)

In precedenza:

Democrazia Cristiana (Fino al 1994)

Partito Popolare Italiano(1994)

Centro Cristiano Democratico (1994-2002)

Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (2002-2007)

Unione di Centro (2007-2010)

Popolari di Italia Domani (2010-2013)

Forza Italia (2013-2015)

Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato

Francesco Saverio Romano detto Saverio (Palermo, 24 dicembre 1964) è un politico italiano.

È stato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali[1] ed è membro della Camera dei Deputati[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 si laurea in giurisprudenza con tesi dal titolo “spunti di riflessione su progetto preliminare del nuovo codice di procedura penale”. Nel 1992 si abilita alla professione forense e si iscrive all'Albo degli avvocati e dei procuratori legali di Palermo.

Sposato, padre di Antonio, Giorgio e Chiara, inizia la sua carriera politica da giovanissimo all'interno dell'Università degli Studi di Palermo, ricoprendo dal 1985 al 1987 la carica di Consigliere di Amministrazione dell'Opera Universitaria come rappresentante degli studenti. Democristiano fin dai suoi primi passi in politica, diviene segretario regionale del movimento giovanile della Democrazia Cristiana[3][4].

Nel 1990 viene eletto al Consiglio della Provincia Regionale di Palermo, per poi ricoprire dal 1993 al 1994 la carica di assessore alla viabilità[4]. e contestualmente diviene capogruppo della Dc. Nel maggio del 1994 si candida e viene eletto nelle file PPI nel collegio elettorale di Bagheria, per il rinnovo del consiglio Provinciale di Palermo. Il 3 novembre del 1994 si dimette da Consigliere Provinciale per dedicarsi alla professione di avvocato.

Nel 1997 viene designato dal governo regionale di centrodestra quale presidente dell'IRCAC, l'Istituto regionale per il credito alla cooperazion.e Carica che ricopre fino al 2001[4], quando viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nella XIV Legislatura, in virtù di una candidatura nel collegio uninominale di Bagheria con la Casa delle Libertà e si iscrive al gruppo CCD-CDU. Durante il mandato parlamentare è stato componente delle Commissioni Giustizia, Bilancio, Finanze, Cultura, Trasporti e Vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti. Aderisce all'UDC, come tutta la componente di Cuffaro.

Il 9 novembre 2002 nel corso della discussione della Finanziaria 2002 redige un emendamento che, approvato, consente alla Regione Siciliana di incamerare le tasse versate dalle aziende che, non avendo sede legale nella Regione, hanno stabilimenti nel suo territorio[5].

Nel 2005, nel governo Berlusconi III, il suo partito lo indica come Sottosegretario di Stato al Lavoro.

Elezioni politiche del 2006

Confermato nel 2006 alla Camera nella XV Legislatura a seguito della candidatura nella lista dell'UDC per la circoscrizione Sicilia 1, ha ricoperto il ruolo di segretario della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa e di componente della Commissione Giustizia e della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea dell'Europa occidentale.

Nel luglio 2006 è nominato Segretario[4] dal Comitato Regionale, per poi essere eletto il 4 marzo 2007, per acclamazione, Segretario Regionale dell'UDC in Sicilia[6].

Nel dicembre 2007 viene incaricato dal segretario nazionale UDC Lorenzo Cesa a dirigere il dipartimento organizzativo, incarico che mantenne fino alla fuoriuscita dal partito stesso, nel settembre del 2010.

Elezioni politiche del 2008[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2008 è stato rieletto alla Camera dei deputati con l'UDC, dove dal 13 maggio 2008 è componente della VI Commissione (Finanze).

Elezioni europee del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009 è candidato come capolista dell'Unione di Centro nella Circoscrizione "Isole".

Tra Sicilia e Sardegna ha raccolto 110.403 voti di preferenza[7], risultando il più votato dell'UDC in tutta Italia, senza venire eletto.

Nel luglio 2009 è stato nominato, dal Segretario nazionale Lorenzo Cesa, commissario dell'UDC in Provincia di Catania[8].

Il passaggio ai responsabili[modifica | modifica wikitesto]

A settembre 2010, a seguito della nascita del quarto governo siciliano della Presidenza Lombardo[9], che vede una spaccatura interna sul rientro dell'Udc in giunta[10], Romano si dimette da segretario regionale siciliano dell'Udc e, in forte polemica col proprio partito, prospetta la sua uscita[11].

Di conseguenza, nel Parlamento nazionale, il 28 settembre 2010, insieme ai deputati meridionali Calogero Mannino, Michele Pisacane, Giuseppe Drago e Giuseppe Ruvolo aderisce al Gruppo misto, fondando con loro la componente I Popolari di Italia Domani (Pid)[12].

I 5 deputati rinnegano così il ruolo di opposizione, per il quale erano stati eletti nell'UDC, e si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra di Silvio Berlusconi; come primo atto votano favorevolmente il voto di fiducia al Governo[13].

Ministro delle politiche agricole Alimentari e Forestali[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante Romano avesse precedentemente escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento personale nell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi[14], il 23 marzo 2011 viene nominato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel Governo Berlusconi IV, determinando l'appoggio interno di Iniziativa Responsabile al governo. Rimane in carica fino al 16 novembre 2011.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso delle riserve sulla nomina, per via delle indagini penali pendenti su Romano, nominandolo tuttavia, ministro dell'agricoltura.[1].

In seguito alle gravi accuse che vedono Romano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa Pd,Idv e Fli presentano una mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti. In data 29 settembre la Camera vota la sfiducia che viene respinta con 315 no (PdL, LN, Pt, FdS,) 294 si Pd, IdV, Udc, Fli, Api, Mpa, LD, Pri, Svp, Ald) e nessun astenuto. I 6 Radicali eletti nel PD per protesta contro la situazione delle carceri italiane non hanno preso parte al voto[15].

Elezioni politiche del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Sicilia 1, all'interno delle liste del Popolo della Libertà, venendo rieletto deputato della XVII Legislatura.

Il 16 novembre di quell'anno, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia [16] e il 24 marzo 2014 ne diventa membro del Comitato di Presidenza.

Il 4 maggio 2015 Romano decide di non seguire l'indicazione di Forza Italia di uscire dall'aula in occasione dell'approvazione dell'Italicum, ma di rimanere seduto al proprio seggio e votare contro la nuova proposta di legge elettorale.[17]

A fine luglio 2015 abbandona Forza Italia ed aderisce ad Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA), progetto di Denis Verdini che mira a raccogliere tutti quei parlamentari che vogliono abbandonare Forza Italia per entrare in maggioranza e sostenere il governo Renzi.

Per tale motivo il 23 settembre 2015 abbandona anche il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, per passare, assieme ad altri sette deputati ex FI che hanno aderito ad ALA (Ignazio Abrignani, Massimo Parisi, Luca D'Alessandro, Giuseppe Galati, Giovanni Mottola, Monica Faenzi, Giorgio Lainati) al gruppo misto; il giorno successivo costituisce con gli altri sei deputati di ALA la componente interna al gruppo misto "Alleanza Liberalpopolare Autonomie (ALA) - Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE)", sancendo così l'ingresso in maggioranza.

Il 13 ottobre 2016, infine, assieme agli altri sette deputati di ALA, abbandona il gruppo misto per aderire al nuovo gruppo parlamentare di maggioranza "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia-MAIE", nato dall'unione di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie e Scelta Civica di Enrico Zanetti.

Il 14 novembre 2016 diventa Presidente del gruppo parlamentare "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia-MAIE", succedendo a Giulio Cesare Sottanelli.

Procedimenti giudiziari penali[modifica | modifica wikitesto]

Saverio Romano, nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione[18]. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura[19] con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l'indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella[3][4][20] che saranno così giudicate "...deve immediatamente osservarsi che le dichiarazioni di Francesco Campanella sono intaccate, per quel che specificamente attiene alla posizione di Romano, da non superabili rilievi critici sia in punto di credibilità personale, sia in punto di attendibilità intrinseca, sia in punto di attendibilità estrinseca..." (estratto della sentenza nei confronti di Romano)

Nel luglio 2011 il Giudice per le indagini preliminari chiede l'imputazione coatta di Romano[21] e conseguentemente la Procura di Palermo ne chiede il rinvio a giudizio, in quanto secondo i PM: "Nella sua veste di esponente politico di spicco avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell'associazione mafiosa"[22][23].

Nel 2009, il testimone di giustizia, dichiarante di mafia, Massimo Ciancimino (figlio dell'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino) lo accusa di avergli pagato tangenti per 100 000 euro per questo è iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell'Udc Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini[4][24][25][26]. L'accusa della direzione distrettuale antimafia è fondata su delle intercettazioni tra Romano e l'avvocato Gianni Lapis, prestanome della famiglia Ciancimino[27].

Nelle motivazioni della sentenza con cui, nel febbraio 2011, i Giudici della Corte Suprema di Cassazione hanno condannato Totò Cuffaro per favoreggiamento aggravato nei confronti di Cosa Nostra, Saverio Romano viene coinvolto attraverso delle dichiarazioni, rese da Angelo Siino, a più riprese, in periodi diversi e non sempre concordanti; in merito a un incontro tra lo stesso Siino, Romano e Cuffaro, per chiedere il sostegno elettorale, in occasione delle elezioni regionali siciliane del 1991[28][29], al suddetto Boss Angelo Siino soprannominato il ministro dei Lavori pubblici di Cosa Nostra.

In merito all'incontro di Saverio Romano con Siino, si legge nella sentenza di Romano: "...deve rilevarsi che le dichiarazioni di Angelo Siino, per quel che specificamente attiene alla posizione di Romano, non sono esenti da censure né in punto di credibilità personale, né in punto di attendibilità intrinseca. Esse inoltre difettano di sufficienti riscontri." inoltre "...Ma quel che qui più rileva è che Siino attribuisce proprio a Romano la responsabilità delle azioni esecutive poste in essere in suo pregiudizio, senza dissimulare, peraltro, nemmeno una certa acredine nei confronti dell'accusato, pur sapendo ormai che svolgeva la professione di avvocato, oltre a sedere da due anni in Parlamento... ...Tale rilievo incide evidentemente sulla credibilità personale di Angelo SIINO ed induce ad accostarsi con cautela alle dichiarazioni che il collaboratore rende sul conto dell'odierno imputato (Romano)".

Nel settembre 2011 anche il pentito Stefano Lo Verso accusa, con delle dichiarazioni vaghe e indefinite "...si segnalano per un notevole tasso di genericità ed indeterminatezza... " (estr. sentenza Romano) , Romano di essere legato alla cosca mafiosa di Villabate[30].

Nell'ottobre 2011 il giudice per le indagini preliminari di Palermo chiede alla Camera dei deputati di poter utilizzare delle intercettazioni telefoniche, nelle quali si evincerebbe che Romano fosse stato componente di un «comitato d'affari» impegnato a tutelare gli interessi del gruppo Gas, facente riferimento a Massimo Ciancimino e al tributarista Gianni Lapis, prestanome dei Ciancimino[31][32].

Il 14 dicembre 2011 La Giunta per le Autorizzazioni a procedere respinge la relazione Cassinelli (PdL) per negare l'uso delle intercettazioni nel processo a Palermo che vede indagato Romano per corruzione[33]. La relazione è stata respinta con 8 si (PdL e il radicale del PD Maurizio Turco) 9 no (PD, IdV, FLI e anche la Lega Nord), 2 astenuti (UdC) e 2 assenti (PT e PRI del Gruppo Misto). Il nuovo relatore è il Segretario e capogruppo del PD in Giunta Marilena Samperi.

Il 21 dicembre 2011 anche la Camera dopo la Giunta concede con voto segreto chiesto dal gruppo Popolo e Territorio l'uso delle intercettazioni nel processo a Palermo che vede indagato Romano per concorso esterno in associazione mafiosa con 286 si, 260 no e 4 astenuti[34]. I gruppi che in dichiarazione di voto hanno espresso parere negativo all'autorizzazione sono stati Il Popolo della Libertà, Popolo e Territorio, Forza del Sud, Partito Repubblicano Italiano, Fareitalia e i deputati radicali del Pd, hanno invece espresso parere favorevole il Partito Democratico, l'Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia, Alleanza per l'Italia, Movimento per le Autonomie, Liberal Democratici, Autonomie Liberté Democratie e Lega Nord. Hanno lasciato libertà di voto i gruppi dell'Unione di Centro, del Südtiroler Volkspartei e dei Liberali per l'Italia[35].

Nel luglio 2012 la Procura di Palermo, dopo otto anni d'indagine e due richieste di archiviazione, modificando le precedenti conclusioni[senza fonte], chiede la condanna di Romano a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Per la Procura la sua candidatura alla Camera dei deputati avrebbe rappresentato l'espressione degli interessi mafiosi, in particolare delle famiglie mafiose di Villabate e Belmonte Mezzagno[36].
Il 17 luglio 2012 il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Palermo, al termine del processo svoltosi con rito abbreviato, assolve l'ex Ministro Romano dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa "perché il fatto non sussiste" applicando il secondo comma art. 530 c.p.p.(assoluzione poiché la prova manca, è incerta o contraddittoria)[37].

Nel gennaio del 2013 la Procura di Palermo chiede l'archiviazione nei confronti di Romano ed altri dall'accusa di corruzione aggravata[38].

Il 10 aprile seguente la sentenza di assoluzione emessa dal Gup a luglio dell'anno precedente è passata in giudicato, poiché né la Procura della Repubblica, né la Procura Generale presso la Corte di Appello hanno proposto alcuna impugnazione[39].

Il 29 luglio 2014 il giudice per le indagini preliminari Piergiorgio Morosini ha archiviato, su richiesta della stessa Procura, la posizione dell'ex ministro delle Politiche agricole Saverio Romano nell'inchiesta sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate a tre politici siciliani dalla società “Gasdotti azienda siciliana”, di cui fu socio occulto don Vito Ciancimino[40].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Romano ministro dell'Agricoltura via libera con riserve da Napolitano, in la Repubblica, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  2. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Scheda deputato - ROMANO Francesco Saverio
  3. ^ a b Marco Damilano, Se questo è un ministro, in L'espresso, 10 febbraio 2011. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  4. ^ a b c d e f Emanuele Lauria, L'erede di Mannino e Cuffaro indagato per mafia e corruzione, in la Repubblica, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  5. ^ Dalla tassa alle aziende 500 milioni all'anno, in La Repubblica, 10 novembre 2002, p. 3 sezione: PALERMO. URL consultato l'8 novembre 2009.
  6. ^ 2º Congresso Regionale dell'UDC della Sicilia, in Radio Radicale. URL consultato l'8 novembre 2009.
  7. ^ Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009, in Ministero dell'Interno. URL consultato il 14 luglio 2009.
  8. ^ Romano Commissario UDC della Provincia di Catania, in Sicilia on Line. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  9. ^ Massimo Lorello, Ecco la nuova giunta regionale Nasce sull'asse tra Pd e finiani, in La Repubblica, 21 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  10. ^ Patto con Lombardo, il Pd prende tempo, in La Repubblica, 20 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  11. ^ Saverio Romano si dimette da segretario dell'Udc, in La Repubblica, 22 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  12. ^ Romano: "Nasce Popolari per l'Italia di domani", in Giornale di Sicilia, 28 settembre 2010. URL consultato il 1 ottobre 2010.
  13. ^ Berlusconi ottiene la fiducia grazie ai voti di Mpa e Fli, in lineasicilia.it, 29 settembre 2010. URL consultato il 1 ottobre 2010.
  14. ^ Marco Pasqua, Quando Saverio si indignava per Silvio "Con lui una deriva plebiscitaria", in la Repubblica, 26 marzo 2011. URL consultato il 26 marzo 2011.
  15. ^ Lina Palmerini, La maggioranza salva Romano, in Il Sole 24 ORE, 29 settembre 2011. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  16. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  17. ^ Italicum, chi ha votato e chi no
  18. ^ Enzo Mignosi, Cuffaro accusato anche di corruzione. Il nuovo reato contestato anche al deputato dell'Udc Saverio Romano, per una presunta tangente da un imprenditore, in Corriere della Sera, 28 giugno 2003, p. 15. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  19. ^ Alessandra Ziniti, Cuffaro, niente 'concorso esterno' il giudice ha archiviato l'inchiesta, in La Repubblica, 02 aprile 2005, p. 4 sezione: Palermo. URL consultato l'8 novembre 2009.
  20. ^ Giuseppe Lo Bianco, Mafia, il gip non archivia Romano non può fare il ministro, in il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  21. ^ Mafia, il gip chiede l'imputazione coatta del ministro Romano, in Corriere della Sera, 8 luglio 2011. URL consultato il 17 luglio 2011.
  22. ^ Mafia, la richiesta della Procura "Processate il ministro Romano", in la Repubblica, 13 luglio 2011. URL consultato il 17 luglio 2011.
  23. ^ Mafia, chiesto processo per Romano Il ministro: «Non mi dimetto», in Corriere della Sera, 13 luglio 2011. URL consultato il 17 luglio 2011.
  24. ^ Alessandra Ziniti, Così Vizzini riciclava il mio denaro, in La Repubblica, 14 marzo 2009, p. 11. URL consultato l'8 novembre 2009.
  25. ^ Alessandra Ziniti, Indagini sul tesoro di Ciancimino. Vizzini si dimette dall'Antimafia, in La Repubblica, 11 giugno 2009. URL consultato l'8 novembre 2009.
  26. ^ L'accusa di Ciancimino jr a Vizzini e Romano, in liveSicilia.it, 14 marzo 2009. URL consultato l'8 novembre 2009.
  27. ^ Salvo Palazzolo, I magistrati sulle tracce di Romano "Chiederemo di usare le intercettazioni", in la Repubblica, 25 marzo 2011. URL consultato il 25 marzo 2011.
  28. ^ La Cassazione: "Cuffaro sapeva di aiutare Cosa Nostra", in la Repubblica, 19 aprile 2011. URL consultato il 22 aprile 2011.
  29. ^ Cuffaro, le motivazioni della Cassazione: "C'era accordo politico-mafioso col boss", in Corriere della Sera, 19 aprile 2011. URL consultato il 22 aprile 2011.
  30. ^ Mafia, l'ultimo pentito accusa Romano "Era legatissimo alla cosca di Villabate", in la Repubblica, 19 settembre 2011. URL consultato il 20 settembre 2011.
  31. ^ Nino Amadore, Romano in un comitato al servizio dei boss, in Il Sole 24 ORE, 15 ottobre 2011. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  32. ^ Manda il fax, cambio l'emendamento, in Corriere della Sera, 15 ottobre 2011. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  33. ^ Giunta, sì a uso intercettazioni per Saverio Romano: l'Udc si astiene, in Corriere del Mezzogiorno, 14 dicembre 2011. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  34. ^ Caso Romano, sì a uso delle intercettazioni Rinvio della Giunta sull'arresto di Cosentino, in la Repubblica, 21 dicembre 2011. URL consultato il 21 dicembre 2011.
  35. ^ http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111221&id=49783 Mafia, Da Aula Camera ok a pm, sì all'uso intercettazioni Romano
  36. ^ Alessandra Ziniti, Processo all'ex ministro Saverio Romano Il pm: "Patto tra lui e i clan". Chiesti 8 anni, in la Repubblica, 3 luglio 2012. URL consultato il 4 luglio 2012.
  37. ^ Assolto l'ex ministro Saverio Romano era imputato di concorso esterno, in la Repubblica, 17 luglio 2012. URL consultato il 17 luglio 2012.
  38. ^ Tangenti, chiesta archiviazione per Vizzini e Romano, in Giornale di Sicilia, 7 gennaio 2013. URL consultato il 7 gennaio 2013.
  39. ^ Saverio Romano è innocente La sentenza passa in giudicato, in livesicilia.it, 10 aprile 2013. URL consultato il 10 aprile 2013.
  40. ^ Tangenti dalla società Gas, archiviazione per i politici, in la Repubblica, 29 luglio 2014. URL consultato il 29 luglio 2014.

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