Domenico Rossi (generale)

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Domenico Rossi

Domenico Rossi (Roma, 15 maggio 1951) è un generale e politico italiano.

Generale di corpo d'armata dell'Esercito Italiano e già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, dal 2013 è deputato della XVII Legislatura e Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa nel Governo Renzi e nel Governo Gentiloni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in scienze strategiche, nel 2003 ha conseguito il Diploma di Laurea in scienze politiche.

Attività militare[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Rossi
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Esercito Italiano
Grado Sottocapo di Stato Maggiore
Studi militari Accademia militare di Modena
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Allievo del 151º corso dell'Accademia militare di Modena dal 1969 al 1971, frequenta quindi quale Sottotenente di fanteria, la Scuola di Applicazione di Torino, al termine della quale è stato nominato Tenente nel 1973[1]. Presta servizio al XXII Battaglione carri "Serenissima", a San Vito al Tagliamento. Dal 1983 a 1984 è stato Ufficiale addetto presso l'Ufficio Informatica dello Stato maggiore dell'Esercito[2], e fino al 1990 all'Ufficio Ordinamento e all'Ufficio Reclutamento[2].

Dal 1990 al 1991 è stato Comandante del Battaglione corazzato M. O. Butera presso L'Aquila[2]. Dal 1995 al 1996 è stato Comandante del Reggimento Corazzato di Teulada. Dal 1996 a1 1997 è stato Capo Ufficio Reclutamento, Stato ed Avanzamento dello Stato maggiore dell'Esercito[2] e fino al settembre 2000 è stato Capo Ufficio Reclutamento, Stato ed Avanzamento dello Stato maggiore della difesa. Dal 1997 al 2000 è stato inoltre membro del Comitato NATO per l'ingresso delle donne nelle Forze Armate della NATO e membro del Comitato consultivo del Capo di Stato Maggiore della Difesa per l'ingresso delle donne nelle Forze Armate Italiane[3].

Promosso generale di brigata, dal settembre 2000 al settembre 2001 è stato Comandante della Brigata meccanizzata "Granatieri di Sardegna"[2]. Dal 19 aprile 2002 al 7 giugno 2006 è stato inoltre Presidente del Consiglio Intermedio di Rappresentanza dell'Ispettorato per il Reclutamento e le Forze di Completamento del personale militare. Dal 10 marzo 2004 al 18 settembre 2007 è stato Capo Reparto Affari Giuridici ed Economici del Personale dello Stato Maggiore dell'Esercito.

Dal mese di agosto 2006 è presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza (COCER) dell'Esercito ed Interforze[1], carica che lascerà nel luglio del 2012[4].

Il 19 settembre 2007 ha assunto l'incarico di Comandante della Regione Militare Centro e del Comando militare della Capitale[5].

Il 1º gennaio 2008 è promosso Generale di corpo d'armata[6].

Nell'agosto 2010 è nominato dal ministro della difesa Ignazio La Russa Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito[1] restandolo fino all'aprile 2013.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Rossi

Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa
In carica
Inizio mandato 28 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Roberta Pinotti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Democrazia Solidale - Centro Democratico (Dal 10/12/2013); Scelta Civica per l'Italia (2013)
Coalizione Con Monti per l'Italia
Circoscrizione Lazio 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Centro Democratico (Dal 2016); Popolari per l'Italia (2013-2015); Scelta Civica per l'Italia (2013)
Titolo di studio Laurea in scienze strategiche
Professione Generale di Corpo d'Armata

Elezione a deputato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 è stato posto in licenza straordinaria[7] per partecipare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, come candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Lazio 1, nelle liste di Scelta Civica per l'Italia (in seconda posizione), venendo eletto deputato della XVII Legislatura.[8][9]

Successivamente alla sua elezione viene collocato d'ufficio in aspettativa senza assegni per la durata del mandato parlamentare[7].

Alla Camera dei Deputati è membro della Giunta per le autorizzazioni, della quale è anche segretario, della IV Commissione permanente (Difesa), del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, del quale è anche segretario, e della Delegazione Parlamentare Assemblea OSCE.

Il 10 dicembre 2013, insieme alla componente popolare di Scelta Civica, lascia il partito ed il gruppo parlamentare ed aderisce al gruppo Per l'Italia[10] ed al partito Popolari per l'Italia.

Il 27 gennaio 2014 è uno dei membri della Delegazione Parlamentare italiana che fa visita a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due militari italiani trattenuti in India a causa dell'incidente della Enrica Lexie[11].

Sottosegretario del governo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 febbraio 2014 è nominato Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa del governo Renzi[12] in quota Popolari per l'Italia.

In vista delle elezioni europee del 2014, è candidato nella lista Nuovo Centrodestra - Unione di Centro nella Circoscrizione Italia centrale, ottenendo 7.567 voti e non venendo eletto[13].

Il 3 giugno 2015 il suo partito Popolari per l'Italia decide di abbandonare il governo; Rossi abbandona il partito e rimane nella maggioranza, aderendo successivamente al Centro Democratico di Bruno Tabacci.

Ad inizio 2016 annuncia la sua candidatura alle primarie del PD per il candidato a sindaco di Roma. Ottiene 1.320 preferenze (il 3%). Alle successive elezioni comunali a Roma del 2016 Rossi viene candidato dal Centro Democratico nella lista Più Roma-Democratici e Popolari a sostegno del candidato PD Roberto Giachetti, senza essere eletto.

Sottosegretario del governo Gentiloni[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 dicembre dello stesso anno viene confermato Sottosegretario alla Difesa nel Governo Gentiloni, e il 19 gennaio 2017 gli vengono attribuite le deleghe.[14]

Il 1° ottobre 2017, l'inviato Filippo Roma del programma televisivo Le Iene, svela che Rossi ha fatto assumere con regolare contratto il figlio Fabrizio, che poi non si sarebbe mai presentato al lavoro, come assistente parlamentare del deputato Mario Caruso — con cui condivide l'ufficio alla Camera dei deputati — il quale avrebbe continuato per un anno e mezzo a far lavorare con le stesse mansioni, ma senza contratto e senza stipendio, una ragazza che inizialmente era stagista. Rossi, davanti alle insistenze del giornalista, prima reagisce male sotto casa, e poi esce dalla Camera con la sua auto fatta entrare appositamente dentro il portone.[15][16] Inoltre, in un colloquio (registrato di nascosto) con la ragazza costretta a lavorare in nero, Caruso afferma che il contratto del figlio di Rossi, sebbene formalmente legale, serviva in realtà a mascherare il fatto che era il padre a pagare il figlio (in altre parole, attraverso questo meccanismo, Rossi avrebbe assunto il figlio nel suo stesso ufficio della Camera, senza che il figlio dovesse mai presentarsi al lavoro).[15] Già in precedenza Rossi aveva avuto degli screzi con il medesimo giornalista, che lo aveva ripreso a fare un uso discutibile dell'auto blu (come entrare su strade in divieto di transito, o farsi accompagnare allo stadio per la partita di calcio).[15] Due giorni dopo, Rossi rimette le deleghe affidategli dal ministro, restando sottosegretario, per “non coinvolgere l’amministrazione e per svolgere ogni azione in piena libertà e con maggiore serenità”, considerandole “accuse infondate e lesive della mia persona, insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione”.[17]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 1992 Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri[18].
Croce d'Oro per anzianità di servizio - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Oro per anzianità di servizio
— 1995[2]
Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno
— 2000[2]
Medaglia d'Argento al Merito della Croce Rossa Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Merito della Croce Rossa Italiana
— [2]
Medaglia Mauriziana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana
— [2]
Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2009 Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri[18].
immagine del nastrino non ancora presente Premio simpatia
«Premiato per la capacità di stabilire con l’Amministrazione Comunale e con il tessuto sociale romano relazioni e rapporti di assoluto rilievo, presupposti che hanno consentito, in piena collaborazione, il raggiungimento di obiettivi di elevata importanza tra le varie parti interessate.»
— 2011[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c È il generale Domenico Rossi di Arezzo il nuovo sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito - Agenzia Impress, 19 agosto 2013
  2. ^ a b c d e f g h i Ministero della Difesa
  3. ^ L'esordio delle donne soldato Siamo preparate a combattere - la Repubblica, 6 novembre 2001
  4. ^ COCER: cerimonia di avvicendamento del Presidente - Difesa, 20 luglio 2012
  5. ^ Nuovo comandante alla Regione militare centrale - Pagine di Difesa, 20 settembre 2007
  6. ^ Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri n. 83 del 21 dicembre 2007
  7. ^ a b ESERCITO: CANDIDATURA GENERALE DOMENICO ROSSI - AgenParl (comunicato dello Stato Maggiore dell'Esercito), 23 gennaio 2013
  8. ^ Camera e Senato, ecco i candidati - Il Messaggero, 21 gennaio 2013
  9. ^ I promossi e bocciati nelle liste - Corriere della Sera, 26 febbraio 2013
  10. ^ Nascono gruppi Per l'Italia: 20 deputati, 12 senatori scissi da Sc, in TMnews, 10 dicembre 2013. URL consultato il 27 gennaio 2014.
  11. ^ Marò, parlamentari italiani in India, in TGcom24, 27 gennaio 2014. URL consultato il 27 gennaio 2014.
  12. ^ Renzi parte con 5 indagati e 24 riciclati. Alla Giustizia nomi graditi a Berlusconi - Il Fatto Quotidiano
  13. ^ NItalia, Circ. III: ITALIA CENTRALE, in Interno, 26 maggio 2014. URL consultato il 1 giugno 2014.
  14. ^ Decreto del Ministro della Difesa in data 19 gennaio 2017 (PDF), difesa.it, 19 gennaio 2017. URL consultato l'08 ottobre 2017.
  15. ^ a b c Parentopoli e lavoro in nero in Parlamento, iene.mediaset.it, 1° ottobre 2017. URL consultato il 07 ottobre 2017.
  16. ^ Le Iene, il servizio sul deputato Mario Caruso: proposta indecente alla stagista, in Libero, 02 ottobre 2017. URL consultato il 07 ottobre 2017.
  17. ^ Sottosegretario Rossi rimette deleghe: "Ma da Iene accuse infondate", adnkronos.com, 03 ottobre 2017. URL consultato il 07 ottobre 2017.
  18. ^ a b Quirinale - Dettaglio decorato, Rossi Gen.C.A. Domenico
  19. ^ XLI EDIZIONE DEL "PREMIO SIMPATIA" - Stato Maggiore Esercito, 6 giugno 2011

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sottocapo dello Stato maggiore dell'Esercito Successore Sme scud.jpg
Carlo Gibellino 2010 - 2013 Enzo Stefanini