Ignazio La Russa

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Ignazio La Russa
Ignazio La Russa nel 2022

Presidente del Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato13 ottobre 2022
PredecessoreMaria Elisabetta Alberti Casellati

Vicepresidente del Senato della Repubblica
Durata mandato28 marzo 2018 –
12 ottobre 2022
PresidenteMaria Elisabetta Alberti Casellati

Ministro della difesa
Durata mandato8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo del governoSilvio Berlusconi
PredecessoreArturo Parisi
SuccessoreGiampaolo Di Paola

Vicepresidente della Camera dei deputati
Durata mandato25 maggio 1994 –
8 maggio 1996
PresidenteIrene Pivetti

Presidente di Fratelli d'Italia
Durata mandato4 aprile 2013 –
8 marzo 2014
PredecessoreGuido Crosetto
SuccessoreGiorgia Meloni

Presidente di Alleanza Nazionale
(reggente)
Durata mandato12 maggio 2008 –
22 marzo 2009
PredecessoreGianfranco Fini
SuccessoreCarica abolita

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato23 marzo 2018
LegislaturaXVIII, XIX
Gruppo
parlamentare
Fratelli d'Italia
CircoscrizioneLombardia
CollegioXVIII: Rozzano
XIX: Cologno Monzese
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato23 aprile 1992 –
22 marzo 2018
LegislaturaXI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XI:
- Movimento Sociale Italiano
XII-XIII-XIV-XV:
- Alleanza Nazionale
XVI:
- Il Popolo della Libertà
XVII: - Fratelli d'Italia
CircoscrizioneXI: Milano-Pavia
XII-XIV; XVI: Lombardia 1
XV: Liguria
XVII: Puglia
CollegioXIII-XIV: Milano 2
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoFratelli d'Italia (dal 2012)
In precedenza:
MSI (1971-1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2012)
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
UniversitàUniversità degli Studi di Pavia
ProfessioneAvvocato

Ignazio Benito Maria La Russa (Paternò, 18 luglio 1947) è un politico italiano, dal 13 ottobre 2022 presidente del Senato della Repubblica nella XIX legislatura.

È parlamentare dal 1992, prima alla Camera dei deputati e dal 2018 al Senato della Repubblica. Ha militato dapprima nel Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (per il quale era stato a lungo dirigente della sezione giovanile il Fronte della Gioventù), e poi in Alleanza Nazionale, avendone anche ricoperto il ruolo di presidente reggente dal 2008. Nel 2009, con lo scioglimento di Alleanza Nazionale, è confluito nel Popolo della Libertà con il ruolo di coordinatore nazionale, per poi fondare Fratelli d'Italia insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto a dicembre 2012.

Dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 è stato Ministro della difesa nel governo Berlusconi IV. È stato inoltre vicepresidente della Camera nella XII legislatura (dal 25 maggio 1994 al 9 maggio 1996) e vicepresidente del Senato nella XVIII (dal 28 marzo 2018 al 12 ottobre 2022).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Di origine catanese (il padre Antonino La Russa, già segretario politico del Partito Nazionale Fascista di Paternò negli Anni 1940, fu nel dopoguerra senatore del Movimento Sociale Italiano), La Russa si è trasferito a Milano nell'adolescenza, dove ha conseguito gli studi liceali,[1] per poi studiare a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, e poi laurearsi in giurisprudenza all'Università di Pavia. Sua madre Concetta è morta a 93 anni nel 2004[2].

Fratello di Romano La Russa (1952), ex europarlamentare di AN ed ex assessore alla protezione civile della regione Lombardia (nella giunta Formigoni), e di Vincenzo La Russa (1938 - 2021), avvocato e parlamentare DC, ha tre figli: Antonino Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache.[3][4] Ha assolto il servizio militare di leva in qualità di ufficiale di complemento.[5] Prima di decidere di dedicarsi esclusivamente all'attività politica, intraprese la professione di avvocato e fu difensore di parte civile nei processi per l'assassinio di Sergio Ramelli a Milano.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Movimento Sociale Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Ignazio la Russa durante la militanza nel Movimento Sociale Italiano

Nel 1971 è responsabile del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. La Russa appare anche nel film di Marco Bellocchio Sbatti il mostro in prima pagina (1972), che si apre con alcune riprese reali di un comizio a Milano della maggioranza silenziosa, un movimento politico anti-comunista a cui aderivano esponenti democristiani, missini, liberali e monarchici.

Il 12 aprile 1973, quando era uno dei capi del Fronte della Gioventù di Milano, nella manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano contro quella che veniva definita violenza rossa furono lanciate due bombe a mano SRCM Mod. 35, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. L'evento verrà ricordato come il giovedì nero di Milano. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci di bombe.[6][7]

Viene candidato alle elezioni regionali in Lombardia del 1985 dall'MSI, venendo eletto nel collegio di Milano con 24 096 preferenze in consiglio regionale della Lombardia. Viene poi riconfermato alle regionali lombarde del 1990 con 13 807 preferenze. Nel 1987 fu il legale della famiglia Ramelli al processo per l'omicidio del giovane militante missino.

Dal 1989 al 1994 è stato consigliere comunale di San Donato Milanese.

Dal Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale ad Alleanza Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 1992 viene candidato, ed eletto, contemporaneamente sia alla Camera dei deputati nella circoscrizione Milano-Pavia con 26.098 preferenze sia al Senato della Repubblica nella circoscrizione Lombardia nelle liste dell'MSI, optando per il seggio alla Camera.[8]

Venne riconfermato tra le liste di Alleanza Nazionale alla Camera nelle politiche del 1994 nella circoscrizione Lombardia 1, nonostante la sconfitta nel collegio uninominale Milano 1 (vinto da Umberto Bossi per il Polo delle Libertà), totalizzando l'8,96%. Fu eletto successivamente Vicepresidente della Camera[9].

Durante la Svolta di Fiuggi nel 1995, fu in prima linea nella fondazione di Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini. Venne rieletto nuovamente nel collegio uninominale Milano 2 nel 1996 per il Polo per le Libertà con il 47,77% (superando Carlo Paris dell'Ulivo con il 37,18%) e nel 2001 per la Casa delle Libertà con il 52,03%, sopravanzando Marco Lamonica dell'Ulivo (38,36%). È stato capogruppo di AN dal 4 giugno 2001 all'8 ottobre 2003.

Si è candidato alle elezioni amministrative del 2004 come consigliere della provincia di Milano nel collegio di Busto Garolfo, ma non è eletto.

Viene rieletto deputato nella circoscrizione Milano 1 alle elezioni del 2006 e del 2008, questa volta nelle liste del Popolo della Libertà. Nel marzo del 2008 inoltre assume il ruolo di difensore per i poliziotti accusati di tortura durante l'assalto alla scuola Diaz nel corso della manifestazione del G8 di Genova del 2001[10].

Ministro della difesa PdL[modifica | modifica wikitesto]

La Russa assieme al segretario della Difesa statunitense Leon Panetta nel 2011

Il 7 maggio 2008 viene nominato ministro della difesa all'interno del nuovo governo Berlusconi IV, giurando nelle mani del Capo dello Stato il giorno dopo, e l'11 maggio 2008 diviene reggente di AN; ha detenuto quest'ultima carica fino all'ingresso di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, fatto avvenuto il 29 marzo 2009, venendo poi nominato coordinatore nazionale del PdL assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini.

Si candida alle elezioni europee del 2009 nella circoscrizione Italia nord-occidentale e viene eletto con 223.986 preferenze, secondo solo a Silvio Berlusconi, ma decide di rinunciare al seggio in favore di quello alla Camera dei Deputati.

Nel novembre 2009 contestò la sentenza di 1º grado del caso Lautsi v. Italia della Corte Europea dei diritti dell'uomo che contestava l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, dichiarando: «Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla». A seguito di ricorso da parte dell'Italia la sentenza di 1º grado fu infine ribaltata[11].

A fine 2009, con la legge finanziaria 2010 La Russa avvia la Difesa Servizi S.p.A., società che nascerà con il compito di valorizzare i marchi della Difesa, dismettere beni non più utili alla difesa nazionale e per effettuare acquisti con il modello Consip.[12]

Fu lui a convincere Berlusconi a partecipare all'intervento militare in Libia del 2011, che pose fine al regime di Muʿammar Gheddafi.[13]

Inoltre era favorevole a un intervento di cessate il fuoco da parte dell'Italia nella seconda guerra in Ossezia del Sud, che vedeva un conflitto tra la Russia e la Georgia; emanò la legge 100/2009, in materia di contrasto alla pirateria, e istituì la giornata del ricordo dei caduti nelle missioni internazionali per la pace, oltre a ottenere il riconoscimento ufficiale del 17 marzo come festa nazionale in quanto festa della proclamazione del Regno d'Italia.

All'interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente minoritaria dei cosiddetti finiani non rispecchi più quelle che sono a suo parere le posizioni della destra.[14]

Suscitò clamore la sua decisione di acquistare, per il ministero, diciannove auto blu blindate.[15]

Dal PdL a Fratelli d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa alla presentazione del simbolo di Fratelli d'Italia nel dicembre 2012

Il 17 dicembre 2012 annuncia la sua uscita dal Popolo della Libertà e tre giorni dopo fonda, assieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto, il nuovo partito Fratelli d'Italia. Alle politiche del 2013 è rieletto deputato con Fratelli d'Italia, optando per il seggio nella circoscrizione Puglia.

Vicepresidente del Senato[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 26 anni trascorsi ininterrottamente alla Camera dei deputati (dal 1992 al 2018), alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale Lombardia - 04 (Rozzano) per la coalizione di centro-destra in quota Fratelli d'Italia, e viene eletto senatore con il 44,52% dei voti contro il candidato del Movimento 5 Stelle Daniele Pesco (26,3%) e del centro-sinistra, in quota Partito Democratico, Michela Fiorentini (23,44%).[16]

Il 28 marzo 2018 viene eletto Vicepresidente del Senato della Repubblica con 119 voti.[17]

Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene candidato per il Senato nel collegio uninominale Lombardia - 05 (Cologno Monzese) per il centro-destra, oltreché come capolista nel collegio plurinominale Lombardia - 02.[18] Vince il collegio uninominale con il 46,40%, superando Adriana Albini del centrosinistra (29,07%).[19]

Presidente del Senato[modifica | modifica wikitesto]

La Russa incontra il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella il 13 ottobre 2022, poco dopo la sua elezione alla Presidenza del Senato

Il 13 ottobre 2022 viene eletto Presidente del Senato alla prima votazione con 116 voti, a fronte di una necessaria maggioranza assoluta di 104 preferenze.[20]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2009, mentre rivestiva il ruolo di Ministro della Difesa, la Russa difese apertamente i carabinieri accusati di tortura e dell'omicidio di Stefano Cucchi affermando "La sola cosa di cui sono certo è il comportamento assolutamente corretto dei carabinieri". La Russa in più occasioni ha continuato a difendere la stessa posizione, tuttavia il proseguimento delle indagini confermò la colpevolezza degli imputati. Venne inoltre sottolineato da Ilaria Cucchi, sorella della vittima, come La Russa sia stato tra i principali responsabili della circolazione di fake news sulla morte del fratello[21].
  • Il 10 marzo 2010, durante una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'attivista politico Gian Rocco Carlomagno[22], disturbatore e contestatore[23] interruppe più volte i lavori togliendo la parola ai giornalisti presenti[24]. La Russa che lo aveva già invitato gentilmente una prima volta ad allontanarsi dalla sala, lo avvicinò una seconda volta questa volta strattonandolo e spingendolo verso l'uscita[22][24] mentre Carlomagno gli urlava contro "Lei è un picchiatore fascista"[24].
  • Il 12 febbraio 2011, presso la manifestazione In mutande ma vivi, La Russa scalcia e offende la sorella[25] di un giornalista di Annozero, Corrado Formigli, che avrebbe voluto rivolgergli alcune domande sui possibili scandali sessuali di Berlusconi. Il Ministro inizialmente si scusa, sostenendo di non essersi accorto del giornalista. Poi accusa il giornalista stesso di avergli lui rifilato dei calci alle spalle. Formigli viene allontanato dalla vigilanza.[26][27]
  • Il 30 marzo 2011, durante il dibattito in Parlamento sul processo breve, redarguito dal Presidente della Camera Gianfranco Fini per aver applaudito ironicamente Franceschini che lo accusava di aver fomentato una manifestazione contro il governo spintasi fin quasi all'entrata di Montecitorio, lo ha apostrofato con un «vaffanculo»[28]. Dopo essersi scusato con Fini ha negato di averlo insultato, affermando che il gesto sarebbe stato rivolto a Franceschini.[29]
  • La Russa è indagato dalla Corte dei conti per peculato in relazione all'utilizzo di voli di Stato per recarsi alla partita Inter-Schalke 04 del 5 aprile 2011[30].
  • Nel maggio 2011 affermò "Dicono che Berlusconi fa eleggere solo le donne belle. Non è vero, ci sono alcune elette non belle anche da noi, ma certo non raggiungono l’apice della sinistra, di donne di cui non faccio il nome" scatenando polemiche[31][32].
  • Il 24 gennaio 2013 La Russa ha affermato: «Noi diciamo no all'adozione per coppie gay. Crescere con due papà è un'induzione ingiustificata a crescere gay.»[33][34][35] Tuttavia, nel luglio 2014, presenta un disegno di legge a tutela delle coppie omosessuali, purché non vi sia la possibilità di adozione.[36]
  • Il 17 gennaio 2015, durante un convegno intitolato «Difendere la famiglia per difendere la comunità», patrocinato dalla Regione Lombardia, La Russa, presente nel pubblico, ha dato del «Culattone» a un ventiduenne, omosessuale - parte di un gruppo di contestatori all'esterno del Palazzo della Regione[37] - mentre questi, dopo essere riuscito ad accedere al palco, rivolgeva una domanda al pubblico in sala, anche se poi ha negato di aver pronunciato quel termine.[38][39]
  • Nel settembre 2017, durante la discussione alla Camera per il disegno di legge proposto da Emanuele Fiano sull'apologia di fascismo, La Russa, criticando aspramente il disegno di legge in un intervento, esegue provocatoriamente il saluto romano in segno di disapprovazione[40][41].
  • All'inizio della pandemia di COVID-19 aveva suggerito sui social network di rinunciare alla poco igienica stretta di mano per sostituirla con il saluto fascista.[42][43]
  • Il 18 aprile 2020, durante un suo intervento in Senato, propone di far diventare il 25 aprile il "giorno del ricordo delle vittime di tutte le guerre, comprese quelle del coronavirus".[44]
  • Il 15 settembre 2022, a una settimana dalle elezioni, durante un dibattito televisivo afferma: "Siamo tutti eredi del Duce".[45] Ciò suscita scalpore e innumerevoli reazioni nell'opinione pubblica.[46][47]
  • Nel febbraio 2023 ha dichiarato di aver ceduto alla sorella un busto di Benito Mussolini che gli aveva regalato il padre e che per vari anni aveva tenuto in casa.[48]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ignazio La Russa è il presidente del Senato. Chi è, su MilanoToday. URL consultato il 17 ottobre 2022.
  2. ^ Lutto per Ignazio La Russa è morta la madre Concetta - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 7 novembre 2022.
  3. ^ Ignazio La Russa con la moglie e i figli, su quimamme.leiweb.it, Quimamme. URL consultato il 19 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2012).
  4. ^ I figli dei vip: nomi curiosi, in Corriere della Sera. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  5. ^ La Russia Ignazio, su governo.it, Governo italiano. URL consultato il accesso (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2011).
  6. ^ Articolo del La Stampa (PDF), su ilfattoquotidiano.it.
  7. ^ Articolo Il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it.
  8. ^ Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 17 febbraio 2019.
  9. ^ Ignazio Benito Maria La Russa: XII Legislatura della Repubblica italiana / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico, su storia.camera.it. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  10. ^ La Russa indossa la toga per i poliziotti, su ilGiornale.it, 20 marzo 2008. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  11. ^ Il Crocefisso resta a scuola, su Famiglia Cristiana. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  12. ^ Nasce Difesa Servizi SpA, su lastampa.it.
  13. ^ Libia, La Russa (FdI): "Nel 2011 convinsi B. a intervenire mentre eravamo all'Opera", su Il Fatto Quotidiano, 19 febbraio 2015. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  14. ^ Pdl, La Russa presenta 'La nostra destra': Ma non ho creato alcuna corrente, su adnkronos.com. URL consultato il 24 dicembre 2022 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2010).
  15. ^ Copia archiviata, su associazionedifesaconsumatori.it, 4 novembre 2011. URL consultato il 6 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2019).
  16. ^ Eligendo: Senato [Scrutini] Collegio uninominale 04 - ROZZANO (Italia) - Senato della Repubblica - 4 marzo 2018 - Ministero dell'Interno, su Eligendo. URL consultato il 28 marzo 2018.
  17. ^ Senato, voto l'ufficio presidenza: tensione tra Pd e M5s. Ai democratici un vice. Ma niente questori né segretari - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2018. URL consultato il 28 marzo 2018.
  18. ^ Elezioni Senato 2022: tutte le sfide uninominali, ecco i candidati delle 4 coalizioni, su la Repubblica, 23 agosto 2022. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  19. ^ Tutti i senatori eletti all'uninominale, in la Repubblica, 26 settembre 2022.
  20. ^ Ignazio La Russa è il nuovo presidente del Senato, su Pagella Politica. URL consultato il 27 ottobre 2022.
  21. ^ Quando La Russa difendeva i carabinieri del caso Cucchi, su www.editorialedomani.it, 13 ottobre 2022. URL consultato il 23 ottobre 2022.
  22. ^ a b Redazione online, Contestatore "placcato" da La Russa, in Corriere della Sera, 10 marzo 2010. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  23. ^ Chi è Rocco Carlomagno - la scheda | italia | Il Secolo XIX
  24. ^ a b c Berlusconi, battibecco in conferenza "Lei è un villano, si vergogni", in La Repubblica, 10 marzo 2010. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  25. ^ Il Fatto Quotidiano, La Russa, il ministro scalcia-giornalisti, 12 febbraio 2011. URL consultato il 1º maggio 2019.
  26. ^ La Russa, il ministro scalcia-giornalisti, su Il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2011. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  27. ^ La Russa, parapiglia con Formigli di Annozero - Italia - l'Unità Archiviato il 18 febbraio 2011 in Internet Archive.
  28. ^ Bagarre in aula, il 'vaffa' di La Russa, su tv.repubblica.it, Repubblica Tv, 31 marzo 2011. URL consultato il 31 marzo 2011.
  29. ^ Bagarre Fini-La Russa "Ma vaffa". "Fatti curare" Gianfry ferma la seduta, su ilgiornale.it, Il Giornale, 30 marzo 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.
  30. ^ Fiorenza Sarzanini, La Russa e il volo di Stato per l'Inter La Corte dei conti apre un'inchiesta, in Corriere della Sera, 12 maggio 2011. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  31. ^ La Russa: «A sinistra donne brutte»La Bindi: «Detto da lui...», su vanityfair.it. URL consultato il 24 gennaio 2021.
  32. ^ Le nostre elette mai brutte come quelle di sinistra - Bergamo News, su BergamoNews, 7 maggio 2011. URL consultato il 24 gennaio 2021.
  33. ^ La Russa sulle adozioni gay: "Dannose per i bambini", su HuffPost Italia, 25 marzo 2013. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  34. ^ fratelli-italia.org, http://fratelli-italia.org/attualita/comunicati-stampa/393-le-sacrosante-parole-di-ignazio-la-russa-sulle-adozioni-gay-lapidato-dai-perbenisti.html. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  35. ^ La Russa sulle adozioni dei gay: "I loro bambini crescono omosessuali", su liberoquotidiano.it. URL consultato il 20 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2013).
  36. ^ Unioni gay, da Berlusconi a Salvini Tutti i colori della destra arcobaleno, su Corriere della Sera, 3 luglio 2014. URL consultato il 22 aprile 2022.
  37. ^ Milano blindata per convegno su famiglia: polizia blocca primi contestatori pro gay, su video.repubblica.it, Repubblica.it, 17 gennaio 2015.
  38. ^ Convegno sui Gay | Studente contestato e portato via Video „Convegno famiglia, studente gay contestato. La Russa (FdI): "Culattone!"“, in Milano Today, 17 gennaio 2015.
  39. ^ Convegno su famiglia, studente gay fa domanda: contestato e portato via, in Corriere della Sera, 18 gennaio 2015.
  40. ^ Ddl Fiano, Ignazio La Russa e il gesto clamoroso in aula: saluto fascista a casa della Boldrini, su www.liberoquotidiano.it. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  41. ^ Fascismo, La Russa: "Ddl Fiano? Attenti ad alzare la mano e accentuare il mento come Mussolini". E simula il saluto romano, su Il Fatto Quotidiano, 12 settembre 2017. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  42. ^ «Pensate come state messi se vi devo dare io lezioni di democrazia», su Il Post, 30 aprile 2020. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  43. ^ Coronavirus, il tweet di La Russa (poi rimosso): "Per evitare contagi usate il saluto romano", su la Repubblica. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  44. ^ La Russa: «Il 25 Aprile diventi il giorno del ricordo delle vittime di Covid e tutte le guerre», su Corriere della Sera, 18 aprile 2020. URL consultato l'11 maggio 2020.
  45. ^ Ignazio La Russa contro Michele Emiliano: “Siamo tutti eredi del Duce”, su notizie.it, 15 settembre 2022. URL consultato il 18 settembre 2022.
  46. ^ La Russa: «Siamo tutti eredi del Duce». Poi chiarisce: «Anagraficamente», su Tag43.it, 15 settembre 2022. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  47. ^ Blog | La Russa ha detto 'siamo tutti eredi del Duce'? La storia della mia famiglia lo smentisce, su Il Fatto Quotidiano, 14 ottobre 2022. URL consultato il 28 ottobre 2022.
  48. ^ Belve, Ignazio La Russa: "A chi ho regalato il busto del Duce", su liberoquotidiano.it, 21 febbraio 2023.
  49. ^ Dario Di Noi, Soci Inter, quanta storia: Moratti, Facchetti e Fraizzoli. C’è un pezzo di Cagliari e tanta comicità, su FC Inter 1908. URL consultato il 26 aprile 2020.
  50. ^ Icona Digital, La Russa: «Dimettermi da presidente dell'Inter Club? Mai! Piuttosto...», su Inter-News, 18 ottobre 2022. URL consultato il 28 ottobre 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Senato della Repubblica Successore
Maria Elisabetta Alberti Casellati dal 13 ottobre 2022 in carica
Predecessore Ministro della difesa della Repubblica Italiana Successore
Arturo Parisi 8 maggio 2008 – 18 novembre 2011 Giampaolo Di Paola
Predecessore Capogruppo di Alleanza Nazionale alla Camera dei deputati Successore
Gustavo Selva 4 giugno 2001 – 8 ottobre 2003 Gian Franco Anedda I
Gian Franco Anedda 25 novembre 2004 – 27 aprile 2006 Ignazio La Russa II
Ignazio La Russa 3 maggio 2006 – 28 aprile 2008 - III
Predecessore Coordinatore nazionale di Alleanza Nazionale Successore
Publio Fiori 10 marzo 2003 – 19 novembre 2004
Predecessore Vicepresidente vicario di Alleanza Nazionale Successore
19 novembre 2004 - 22 aprile 2005 Altero Matteoli
Predecessore Presidente di Alleanza Nazionale Successore
Gianfranco Fini 11 maggio 2008 – 22 marzo 2009
(reggente)
nessuno
Predecessore Presidente di Fratelli d'Italia Successore
Guido Crosetto 4 aprile 2013 – 8 marzo 2014 Giorgia Meloni