Roberto Giachetti

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Roberto Giachetti
Roberto Giachetti 2017.jpg

Vicepresidente della Camera dei deputati
Durata mandato 21 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Presidente Laura Boldrini

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 30 maggio 2001
Legislature XIV, XV, XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XIV:
- La Margherita

XV - XVI - XVI - XVIII:
- Partito Democratico

Circoscrizione XIV:
Marche

XV - XVI - XVII:
Lazio 1

XVIII:
Toscana

Collegio XVIII:
3 (Sesto Fiorentino)
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Partito Radicale Transnazionale (dal 1989)
In precedenza:
PR (1979-1989)
FdV (1989-1999)
I Dem (1999-2002)
DL (2002-2007)
Tendenza politica Liberalismo sociale
Radicalismo
Titolo di studio Maturità scientifica
Professione Giornalista pubblicista

Roberto Giachetti (Roma, 24 aprile 1961) è un politico italiano, membro del Partito Democratico e del Partito Radicale Transnazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giachetti comincia a fare politica da giovane, nei movimenti studenteschi e poi a 18 anni nel Partito Radicale fino al 1989 (ha la doppia tessera); in quegli anni è anche redattore di Radio Radicale[1].

In seguito aderisce ai Verdi ed è eletto consigliere circoscrizionale a Roma[1].

Dal 1993 al 2001 è prima capo della segreteria e poi capo di gabinetto del sindaco di Roma Francesco Rutelli[2]. Viene allora incluso nel novero dei "Rutelli boys" assieme a Paolo Gentiloni, Michele Anzaldi e Filippo Sensi, in seguito sostenitori di Matteo Renzi.[3]

Nel 1999 lascia la Federazione dei Verdi e segue Rutelli nei Democratici.

Tra i fondatori della Margherita, nel 2002 ne diviene segretario cittadino di Roma e viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Viene confermato alle elezioni politiche del 2006 nelle liste dell'Ulivo e alle elezioni politiche del 2008 nelle liste del Partito Democratico, quando è sostenitore del partito a "vocazione maggioritaria" di Walter Veltroni.[4] Nella XV e XVI legislatura è segretario d'aula per il proprio gruppo parlamentare[1]. Come tale è considerato "un mago dei regolamenti parlamentari".[4]

È di nuovo eletto parlamentare nelle file del PD nel 2013. Il 21 marzo 2013 viene eletto Vicepresidente della Camera dei deputati per il PD con 253 preferenze.[5] Nel dicembre 2015 lascia l'incarico alla comunicazione della Camera dei Deputati in dissenso con la presidente Laura Boldrini.[6]

Ha attuato diverse volte lo sciopero della fame:

  • nel 2002 con Marco Pannella per sollecitare il Parlamento ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale il cui posto era vacante da tempo e così ripristinare il plenum;[7]
  • nel 2004 per sollecitare la calendarizzazione della legge sul conflitto di interessi ("ddl Frattini");[8]
  • nel 2007 affinché i dirigenti del PD indicassero una data certa per lo svolgimento dell'assemblea costituente del partito;[9]
  • nel 2008 per ottenere le elezioni primarie nella città di Roma.[10] Ignorato, si dimette dal PD ma non dal gruppo parlamentare;[3]
  • nel 2012 in segno di protesta contro le aule del Parlamento per la mancata approvazione di una nuova legge elettorale in sostituzione del cosiddetto porcellum;[11]
  • nell'ottobre 2013, a distanza di quattro mesi dalla bocciatura del suo stesso partito della cosiddetta "mozione Giachetti" con la quale si chiedeva l'abolizione del porcellum e un ritorno immediato al mattarellum, per sostenere ancora la causa della legge elettorale[12]. Giachetti sospende lo sciopero della fame nell'ottobre 2013;[13]
  • di nuovo per richiedere il plenum della Corte Costituzionale nel 2015.[4]
  • nel 2019 per salvare dalla chiusura Radio Radicale.[14]

A dicembre 2013 si è scusato con Beppe Grillo dopo averlo accusato per un commento violento apparso sul suo blog, poi ricondotto al militante PD Nilo Pacenza.[15] Il commento era sarcastico come più volte specificato dallo stesso autore, e si riferiva a una lista di deputati "proscritti" pubblicati dal Blog di Beppe Grillo perché ritenuti illegittimi. A seguito del fraintendimento, lo stesso Nilo Pacenza confermava a più riprese il senso delle sue parole, invitando a una maggiore cautela nell'utilizzo di contenuti web fuori dal loro contesto.

Nel 2014, in dissenso dal PD, si dichiara e vota a favore della responsabilità civile dei magistrati.[16]

Nel marzo 2015 ha invitato l'intera minoranza PD, che si trovava in dissenso rispetto alle scelte della segreteria Renzi, a uscire dal PD, e ha rinnovato l'invito a tornare alle urne.[17][18]

Candidatura a sindaco di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 gennaio 2016 si candida alle primarie PD per scegliere il candidato sindaco di Roma per le elezioni comunali, su invito diretto del Premier Matteo Renzi. Tra gli sfidanti l'ex assessore all'urbanistica della giunta Veltroni, appoggiato dalla minoranza Dem, il deputato Roberto Morassut, l'ex senatore IdV poi membro della direzione regionale PD Lazio Stefano Pedica, il sottosegretario alla difesa del governo Renzi, il generale Domenico Rossi, appoggiato dal Centro Democratico, il portavoce dei Verdi Roma ed ex leader del Popolo Viola e dei No B Day, Gianfranco Mascia, appoggiato dai Verdi e la giovane studentessa, affetta da autismo, già candidata non eletta nella Lista Marino nel 2013, Chiara Ferraro, vicina al Pd per sensibilizzare sul tema.[19][20]

Il 6 marzo 2016, con 47 317 voti, vince le primarie con il 64,1% (27 968) seguito da Morassut col 28,2% (12 281), da Rossi col 3% (1 320), Ferraro col 2,1% (915), Pedica col 1,4% (594) e Mascia col 1,2% (529) con 43 607 voti validi, 2 866 bianche, 843 nulle e una contestata. Giachetti si candida quindi per il Partito Democratico alla carica di Sindaco di Roma[21].

Si presenta quindi sostenuto oltre che dal PD anche dai Verdi con capolista il comico Giobbe Covatta, IdV, i Radicali, Democratici e Popolari - Lista Più Roma di Maria Fida Moro (figlia di Aldo) e Domenico Rossi, Una Rosa per Roma - Laici Civici Socialisti (PSI) di Aldo Forbice e la Lista civica Giachetti Sindaco capeggiata dalla nuotatrice Alessia Filippi.[22][23] Dopo aver ottenuto il 24,87% al primo turno del 5 giugno,[24] al ballottaggio raccoglie quasi il 33% [25] venendo sconfitto dalla sfidante Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 Stelle.[26]

Candidatura a segretario del PD[modifica | modifica wikitesto]

Rieletto in Parlamento alle elezioni politiche italiane del 2018 con la vittoria nel collegio uninominale Toscana - 03, il 12 dicembre 2018, in extremis, si candida alla carica di segretario del PD col supporto di Anna Ascani (candidata vicesegretaria) per rivendicare l'attività di governo degli anni 2014-2018 e rilanciare l'attività riformatrice del partito escludendo accordi con il Movimento 5 Stelle e con i fuoriusciti di Liberi e Uguali.

Nel voto fra gli iscritti di gennaio ottiene 20.887 voti, pari all'11,13%, e si qualifica alle primarie aperte del 3 marzo successivo. Arriverà terzo con il 12% pari a 188.355 voti dietro a Nicola Zingaretti (66%) e Maurizio Martina (22%) e si asterrà riguardo alla proposta di Paolo Gentiloni come presidente del partito.

Incarichi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

  • XVIII legislatura
    • Presidente provvisorio della Camera dei Deputati per la prima seduta
    • Componente della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea)
  • XVII legislatura
    • Vicepresidente della Camera dei deputati
    • Componente della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) dal 1º ottobre 2015 al 22 marzo 2018
    • Membro del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna dal 17 luglio 2013 al 22 marzo 2018
    • Presidente del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna dal 17 luglio 2013 al 2 dicembre 2015
    • Membro della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) dal 7 maggio 2013 al 1º ottobre 2015
  • XVI Legislatura
    • Componente della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni)
  • XV Legislatura
    • Giunta per il regolamento dall'8 maggio 2006 al 28 aprile 2008
    • Componente della II Commissione (Giustizia) dal 6 giugno 2006 al 26 febbraio 2008
    • Componente della IV Commissione (Difesa) dal 26 febbraio 2008 al 28 aprile 2008
    • Componente della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008
    • Componente della Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti legge dal 23 maggio 2006 al 7 giugno 2006
  • XIV Legislatura
    • Componente della VI Commissione (Finanze) dal 17 gennaio 2003 al 27 aprile 2006
    • Componente della IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) dal 30 novembre 2001 al 17 gennaio 2003
    • Componente della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) dal 21 giugno 2001 al 30 novembre 2001
    • Componente del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione ed il funzionamento della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen e di vigilanza sull'attività dell'unità nazionale Europol dal 15 novembre 2001 al 16 settembre 2002
    • Componente del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione dal 17 settembre 2002 al 27 aprile 2006

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Con Alberto Gaffuri, Sigaro, politica e libertà, Roma, Rubbettino, 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Chi è Roberto Giachetti, su Sito ufficiale Roberto Giachetti. URL consultato il 21 marzo 2013.
  2. ^ Roberto Giachetti [collegamento interrotto], su Gruppo parlamentare Partito Democratico - Camera dei Deputati. URL consultato il 2 dicembre 2009.
  3. ^ a b Giachetti si candida a sindaco di Roma, vasto programma, la Repubblica, sabato 16 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2016).
  4. ^ a b c Gianluca Roselli, Elezioni Roma 2016, Giachetti: da Pannella a Renzi, chi è il pasionario dei diritti scelto dal Pd per battere il M5s, il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2016. URL consultato il 3 maggio 2016.
  5. ^ Questori, M5S prende solo Bottici al Senato. Alla Camera passano Pd, Pdl e Scelta Civica, in la Repubblica, 21 marzo 2013. URL consultato il 24 marzo 2013.
  6. ^ Scontro con Boldrini, Giachetti lascia guida Comunicazione Camera, su askanews.it, 2 dicembre 2015. URL consultato il 3 maggio 2016.
  7. ^ Entro martedì seggi e Csm, in La Repubblica, 14 luglio 2002, p. 20. URL consultato il 2 dicembre 2009.
  8. ^ Decreto Rete4 al voto dopo la maratona, in La Repubblica, 20 febbraio 2004, p. 22. URL consultato il 2 dicembre 2009.
  9. ^ Giovanna Casadio, In mille alla Costituente i parlamentari tutti delegati, in La Repubblica, 5 aprile 2007, p. 10. URL consultato il 2 dicembre 2009.
  10. ^ Giovanna Vitale, Pd, sfida a due per la segreteria, in La Repubblica, 20 novembre 2008, p. 6 sezione: Roma. URL consultato il 2 dicembre 2009.
  11. ^ Digiuno a staffetta contro il Porcellum [collegamento interrotto], in La Stampa, 8 agosto 2012. URL consultato il 16 agosto 2012.
  12. ^ Manolo Lanaro, L.Elettorale, Giachetti (Pd): ‘Sciopero fame ad oltranza. I partiti tradiscono gli elettori’, Il Fatto Quotidiano TV, 7 ottobre 2013. URL consultato il 9 ottobre 2013.
  13. ^ Giachetti:«Basta sciopero fame. Legge elettorale ora si può fare», l'Unità, 14 dicembre 2013. URL consultato il 3 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2016).
  14. ^ Ricovero per Giachetti in sciopero della fame e della sete per salvare Radio radicale. Domani scade la convenzione, su Repubblica.it, 20 maggio 2019. URL consultato il 6 giugno 2019.
  15. ^ Giachetti (Pd) si scusa con Grillo: Minacce di morte non erano sue, l'Unità, 10 dicembre 2013. URL consultato il 3 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2016).
  16. ^ Responsabilità civile. Il “dissidente” Pd Giachetti: «Non è una legge contro i magistrati, ma per la gente come Salim: dieci anni di processo e non era lui», Tempi, 13 giugno 2014.
  17. ^ Intervista a Roberto Giachetti «La minoranza ricatta Renzi e resta nel Pd per la visibilità», su robertogiachetti.it, 3 marzo 2015. URL consultato il 3 maggio 2016.
  18. ^ Gad Lerner, Giachetti, la strana vocazione del buttafuori dal Pd, su gadlerner.it, 2 marzo 2015. URL consultato il 3 maggio 2016.
  19. ^ Filmato audio Roberto Giachetti, Roma, Giachetti: mi candido alle primarie, su YouTube, 15 gennaio 2016. URL consultato il 3 maggio 2016.
  20. ^ Viola Giannoli, Primarie Roma, vince Giachetti col 64% dei voti: "Il mio programma nato tra la gente, ora lista di nomi puliti", la Repubblica, 6 marzo 2016. URL consultato il 3 maggio 2016.
  21. ^ Roma, risultati finali primarie Pd: 47.317 votanti, Giachetti 64%, su askanews.it, Roma, 7 marzo 2016.
  22. ^ Comunali Roma: le liste a sostegno di Giachetti, su termometropolitico.it.
  23. ^ Liste pulite, su robertogiachetti.it. URL consultato il 10 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2016).
  24. ^ Elezioni amministrative 2016, risultati: Roma, Raggi (35%) al ballottaggio con Giachetti; Bologna-Torino, Pd non sfonda, ilfattoquotidiano.it.
  25. ^ Ministero dell'interno, elezioni comunali 2016, su Ministero dell'Interno, 20 giugno 2016. URL consultato il 21 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2016).
  26. ^ Ballottaggio Roma 2016, Virginia Raggi (M5S) trionfa su Giachetti (Pd): oltre il 67% dei voti per i grillini, corriere.it, 19 giugno 2016.

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