Linda Lanzillotta

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Linda Lanzillotta
Linda Lanzillotta.jpg

Vicepresidente
del Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato 21 marzo 2013
Presidente Pietro Grasso
Predecessore Domenico Nania

Senatrice della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Partito Democratico (Dal 18/02/2015-attualmente)

In precedenza:

- Scelta Civica per l'Italia (Da inizio legislatura al 17/02/2015)

Coalizione Con Monti per l'Italia
Circoscrizione Regione Umbria
Sito istituzionale

Deputata della Repubblica Italiana
Legislature - XV

- XVI

Gruppo
parlamentare
XV:

- Partito Democratico-L'Ulivo

XVI:

- Partito Democratico

Coalizione XV:

L'Unione

XVI:

PD-IdV

Circoscrizione Lombardia 1
Sito istituzionale

Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Enrico La Loggia (ministro per gli affari regionali)
Successore Raffaele Fitto (ministro per i rapporti con le regioni)

Dati generali
Partito politico PD (dal 2015)
SC (2013-2015)
ApI (2009-2012)
PD (2007-2009)
DL (2002-2007)
PSI (1979-1993)
UCI (1968-1978)
Titolo di studio Laurea in lettere e filosofia
Professione Docente universitaria

Linda Lanzillotta (Cassano all'Ionio, 7 settembre 1948) è una politica e funzionaria italiana.

È stata ministro per gli affari regionali e le autonomie locali nel secondo governo Prodi. Dal marzo 2013 è vicepresidente del Senato della Repubblica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Funzionario pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Durante la gioventù ha aderito alla sinistra extraparlamentare, e si laurea in lettere.

Dal 1971 al 1982 è stata funzionaria dell'ufficio legislativo del Ministero del bilancio e della programmazione economica e in quella data vince il concorso come consigliera parlamentare alla Camera dei deputati,[1] in cui è stata funzionaria responsabile per alcuni anni della Commissione bilancio.

Iscrittasi al Partito Socialista Italiano, ha avuto un'esperienza politica con l'incarico di assessore alla programmazione finanziaria del comune di Roma nella giunta Rutelli, che ha mantenuto dal 1993 al 1999. In quel periodo viene condannata dalla Corte dei conti per danno erariale per consulenze non giustificate mentre era assessore.[2] È sposata dal 1996 con l'ex ministro Franco Bassanini.

È stata Capo di gabinetto del ministro del Tesoro dal 1999 al 2000, durante il secondo governo Amato, e fino al 2001 segretaria generale della presidenza del Consiglio dei ministri.[3].

Carriera parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Deputata DL e ministro[modifica | modifica wikitesto]

Ha aderito nel 2002 alla Margherita e nel 2006 è stata eletta alla Camera dei deputati[4]. Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali dal 2006 al 2008 nel secondo governo Prodi.

Confluenza nel Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 è stata uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riuniva i leader delle componenti del costituendo partito. Nel 2007 è nominata responsabile nazionale Pubblica Amministrazione nella Segreteria nazionale di Walter Veltroni, è nominata responsabile per la Pubblica Amministrazione e Innovazione nel Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009. Alle politiche del 2008 tenutesi ad aprile è stata candidata nelle liste del Partito Democratico nella circoscrizione Lombardia I ed è stata rieletta deputata.[5].

Dal 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini (già vicesegretario di Veltroni nominato leader del PD dopo le sue dimissioni dalla segreteria nazionale) la nomina presidente nazionale del Forum pubblica amministrazione del PD.

Portavoce di Alleanza per l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'11 novembre 2009 ha lasciato il PD per aderire al nuovo partito di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia, del quale è stata la portavoce.

Il 2 giugno 2012, insieme all'ex sottosegretario del Ministero degli esteri del Governo Prodi Gianni Vernetti, abbandona l'API, di cui entrambi sono stati promotori e fondatori, denunciando troppo personalismo da parte del leader Francesco Rutelli ed il fallimento del progetto del Nuovo Polo per l'Italia, coalizione unitaria delle forze moderate e centriste che comprendeva UDC, FLI, API e MPA. La Lanzilotta era stata molto critica con Rutelli dopo lo scoppio dello scandalo che riguardava l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, accusato di appropriazione indebita dei rimborsi al partito per spese personali, parlando di omesso controllo da parte di Rutelli, allora presidente della Margherita. La Lanzilotta e Vernetti si iscrivono entrambi al gruppo misto della Camera senza aderire a nessuna componente.

Senatrice di Scelta Civica e ritorno al PD[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 è stata candidata al Senato per la lista Con Monti per l'Italia ed è stata eletta senatrice nella circoscrizione Umbria. Il 21 marzo 2013 viene eletta vicepresidente del Senato della Repubblica per Scelta Civica per l'Italia con 126 voti di preferenza.

A febbraio del 2015, insieme ad altri sette parlamentari di Scelta Civica, annuncia il passaggio nelle file del Partito Democratico, considerando ormai conclusa l'esperienza formatasi intorno a Mario Monti. Il passaggio al PD è favorito anche dalle dinamiche attivatesi in occasione dell'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, che ha visto gli esponenti di Scelta Civica appassionarsi per la candidatura di Mattarella ancora più degli stessi elettori del PD.[6]

Al Senato inoltre è componente della Commissione affari costituzionali e segretario della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo e della Giunta per il regolamento. Attualmente è membro delle commissioni del Senato: V (programmazione economica, bilancio), VI (finanze e tesoro) nonché della Giunta per il regolamento del Senato.

Attività scientifica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 è docente di programmazione e controllo delle pubbliche amministrazioni presso la facoltà di scienze politiche dell'Università di Roma Tre[7].

È presidente del think tank Glocus, vicepresidente della Fondazione Italia USA e collabora con think tank italiani e stranieri, tra questi Astrid, l'Istituto Bruno Leoni, il Policy NetWork (Labour), il Center American Progress (Democrats). Inoltre dal 2001 al 2006 è stata consulente, in via generale, della JP Morgan[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=LANZILLOTTA+Linda
  2. ^ Quanti condannati (ancora) in Parlamento..., su Chatta.it. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  3. ^ Quirinale
  4. ^ Linda Lanzillotta / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico
  5. ^ Governo ombra, tutti i nomi, Corriere della sera, 9 maggio 2008
  6. ^ Scelta Civica, otto lasciano per passare al Pd. Renzi: “Ora abbiamo i numeri anche senza Fi”.
  7. ^ Corriere
  8. ^ [1], Report, Il banco vince sempre, puntata del 14 ottobre 2007.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Successore
Enrico La Loggia 17 maggio 2006 ‒ 7 maggio 2008 Raffaele Fitto