Unione Democratica per la Repubblica

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Unione Democratica per la Repubblica
LeaderFrancesco Cossiga
PresidenteCarlo Scognamiglio,
Rocco Buttiglione
SegretarioClemente Mastella
StatoItalia Italia
AbbreviazioneUDR
Fondazione9 giugno 1998
Dissoluzione24 febbraio 1999
IdeologiaCristianesimo democratico
CollocazioneCentro
Seggi massimi Camera
27 / 630
(1998)
Seggi massimi Senato
24 / 315
(1999)

L'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) era una formazione politica di centro, ufficialmente ispirata ai valori del cristianesimo democratico e fondata, nel febbraio del 1998, dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

La nascita e la fine prematura[modifica | modifica wikitesto]

La sua nascita avvenne in Parlamento durante il governo dell'Ulivo guidato da Romano Prodi; l'obiettivo era l'affermazione di un soggetto autonomo rispetto alle due coalizioni, sul modello della Democrazia Cristiana.

Inizialmente l'UDR nacque come una federazione, alla quale aderirono:

Il gruppo in Parlamento assunse inizialmente il nome "CDU-CDR-Nuova Italia".

Con l'UDR collaborarono inoltre il Patto Segni (con a capo Mariotto Segni), il Partito Liberale di Stefano De Luca e Unità Repubblicana, guidata dal massone ex-PRI Armando Corona.

Dopo appena un mese il progetto dell'UDR entrò in crisi: Cossiga disse di voler abbandonare il progetto accusando i suoi seguaci di essere alla ricerca soltanto di poltrone. Ma la questione si ristabilizzò nel giro di poco tempo: le diverse anime dell'UDR trovarono l'accordo e costituirono un gruppo parlamentare unitario. L'alternativa di centro sembrava essere sulla buona strada, creandosi il suo spazio fra i due schieramenti ma guardando con favore al centrosinistra, ormai in crisi per la sottrazione dell'appoggio di Rifondazione Comunista al Governo: l'UDR, infatti, si disse pronta a votare per il governo Prodi nel caso ci fossero stati problemi con il partito guidato da Fausto Bertinotti.

Il 9 giugno 1998 l'UDR si costituì ufficialmente come partito: Mastella ne divenne il segretario, Buttiglione e Scognamiglio ne diventarono co-presidenti mentre Cossiga accettò la carica di presidente onorario.

Ad ottobre si aprì crisi per il Governo Prodi I. Rifondazione Comunista ritirò il suo appoggio alla maggioranza: al voto di fiducia, Prodi venne battuto per un solo voto (313 no, 312 sì). In breve tempo, il centrosinistra indicò Massimo D'Alema come probabile premier: l'UDR appoggiò D'Alema che si presentò in Parlamento ottenendo la fiducia (da qui la formazione del Governo D'Alema I). Molto critici furono Casini e Berlusconi, che accusarono: "Questo governo nasce con la rappresentanza di un milione di nostri elettori" (alludendo al fatto che la maggior parte dei parlamentari UDR erano stati eletti nel Polo per le Libertà.

L'UDR partecipò dunque alla costituzione del primo governo D'Alema, ma fu subito scontro fra la tripla leadership di Cossiga, Buttiglione e Mastella: nel febbraio 1999 Cossiga lasciò il partito e si iscrisse al gruppo Misto, e successivamente si consumò anche la rottura fra Buttiglione e Mastella.

Il partito non ebbe una vita lunga e dopo appena un anno si sciolse.

Buttiglione ricostituì i Cristiani Democratici Uniti (con la defezione però del ministro Gianguido Folloni); Mastella fondò invece l'Unione Democratici per l'Europa (UDEUR), con l'intento di proseguire l'esperienza dell'UDR, ma finendo poi per allearsi con la coalizione dell'Ulivo; Cossiga e i suoi fedelissimi decisero di creare nel novembre del 1999 l'Unione per la Repubblica, che nel 2000 partecipò alla formazione politica del Trifoglio.

Nel febbraio del 2000 alcuni esponenti dell'UDR, guidati dal senatore Alessandro Meluzzi e da Stefano Pedica, diedero vita ad un piccolo movimento, i Cristiano Democratici Europei, che seguirà un percorso autonomo dalle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Il Patto Segni, ridotto ormai a due soli deputati (Diego Masi e Giuseppe Bicocchi), scelse di collocarsi nel centrodestra, stringendo un accordo con Alleanza Nazionale per le elezioni europee del 1999. Il movimento Socialdemocrazia Liberale Europea di Enrico Ferri confluì in Forza Italia (Ferri sarà candidato alle elezioni europee del 1999 ed eletto europarlamentare). Il Partito Liberale di Stefano De Luca confluì anch'esso in Forza Italia. Unità Repubblicana si dissociò dall'UDR sin dal momento in cui il partito dichiarò il proprio sostegno al Governo D'Alema I; nel 2001 confluì nel Partito Repubblicano Italiano di Giorgio La Malfa, nel frattempo sganciatosi da centrosinistra e alleatosi col centrodestra. L'UDR, di fatto, partecipò a pochissime consultazioni elettorali, tra cui le elezioni regionali in Sardegna del 1999, nelle quali ottenne il 4,1% dei voti e 3 consiglieri regionali.