Salvatore Cardinale

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Salvatore Cardinale
Salvatore cardinale.jpg

Ministro delle comunicazioni
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema,
Giuliano Amato
Predecessore Antonio Maccanico
Successore Maurizio Gasparri

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
CCD (1994-98)
UDR (1998-99)
UDEUR (1999)
PPI (2000-02)
DL (2002-07)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Dirigente d'azienda
on. Salvatore Cardinale
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito DC, CCD, UDR, UDEUR, PPI, DL, PD
Legislatura X, XI, XIII, XIV, XV
Gruppo CCD - CDU, CCD - CDR, Misto, UDEUR, La Margherita, L'Ulivo, Partito Democratico
Circoscrizione XXIV (SICILIA 1)
Collegio Palermo
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale

Salvatore Cardinale (Mussomeli, 20 giugno 1948) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza nel 1972, ha esercitato la professione di avvocato presso il tribunale e la Corte d'appello nissena ed ha iniziato la vita politica nel movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Dirigente d'azienda, negli anni ottanta divenne sindaco del suo paese e segretario provinciale dello Scudo Crociato a Caltanissetta.

Nel 1987 fu deputato nazionale per la DC e rieletto nel 1992, (fino al 1994) e dal 1992 al 1994 fu segretario del gruppo parlamentare democristiano a Montecitorio. Successivamente fu tra i fondatori del Centro Cristiano Democratico, con cui confermò il suo seggio parlamentare alle elezioni del 1994 e del 1996.

Per un breve periodo fu segretario regionale del CCD in Sicilia e non votò la fiducia al primo governo Prodi. Nel febbraio del 1998 partecipò alla nascita dell'Unione Democratica per la Repubblica e fu Ministro delle comunicazioni nel primo e nel secondo governo D'Alema.

Nel 1999 diede vita all'UDEUR insieme a Clemente Mastella ma nel 2000 prese la tessera del Partito Popolare Italiano e fu Ministro delle comunicazioni nel secondo governo Amato.

Nel 2001, il ministro Cardinale venne invitato al matrimonio di Francesco Campanella, poi pentito di Mafia. Ma, secondo le dichiarazioni dello stesso Campanella, Cardinale «mandò un telegramma dicendo che era fuori e non poteva partecipare»[1].

Con la nascita della Margherita, fa parte del triunvirato che curerà la costruzione del partito in Sicilia, assieme a Francesco Piro e Francantonio Genovese. Ciò fino alla sua elezione a segretario regionale del partito.

Ha aderito dunque al Partito Democratico seguendo la corrente veltroniana, tanto da diventare il massimo sponsor della candidatura alla guida regionale del Pd di Francantonio Genovese.

In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, ha rinunciato a porre la propria candidatura, ottenendo però la sesta posizione nella lista del Pd per la figlia Daniela.[2]

A livello locale ha dato vita al movimento "Democratici e Riformisti per la Sicilia" che hanno partecipato alle elezioni amministrative del giugno 2013.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Bianconi. Ribaltone e invito a Mastella: avrai la Camera. Corriere della Sera, 13 dicembre 2005
  2. ^ Massimo Lorello. Lista Pd, terremoto e polemiche. Fuori Lumia, una candidatura per la figlia di Cardinale. La Repubblica, 4 marzo 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro delle comunicazioni Successore Emblem of Italy.svg
Antonio Maccanico 21 ottobre 1998 - 11 giugno 2001 Maurizio Gasparri