Alessandro Meluzzi

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Alessandro Meluzzi
Alessandro Meluzzi deputato.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 aprile 1994 –
8 maggio 1996
Legislature XII
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Coalizione Polo per le Libertà
Circoscrizione Piemonte 1
Collegio Torino 7
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 9 maggio 1996 –
29 maggio 2001
Legislature XIII
Gruppo
parlamentare
Forza Italia (dal 9 maggio 1996 al 9 marzo 1998)

Unione Democratica per la Repubblica (dal 25 marzo 1998 al 24 febbraio 1999)

Rinnovamento Italiano (dal 25 febbraio 1999 al 3 novembre 1999)

Gruppo Misto - Centro Riformatore (dal 4 novembre 1999 al 22 dicembre 1999)

Verdi - L'Ulivo (dal 23 dicembre 1999 al 10 febbraio 2000)

Unione Democratici per l'Europa (dal 16 febbraio 2000 al 29 maggio 2001)

Coalizione Polo per le Libertà
Circoscrizione Campania
Collegio Agropoli-Cilento
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2019)
In precedenza:
PCI (1970-1982)
PSI (1982-1993)
FI (1993-1998)
UDR (1998-1999)
RI (1999)
UpR (1999)
Verdi (1999-2000)
UDEUR (2000-2001)
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia; Specializzazione in Psichiatria
Università Università degli Studi di Torino
Professione Medico chirurgo specializzato in psichiatria, criminologo, docente universitario

Alessandro Meluzzi (Napoli, 9 ottobre 1955) è uno psichiatra, criminologo, saggista, accademico e politico italiano.

Eletto deputato per Forza Italia nel 1994 e senatore nel 1996, Meluzzi è stato anche membro della massoneria del Grande Oriente d'Italia. Dopo la sua conversione al cristianesimo è divenuto diacono cattolico di rito greco-melchita e poi presbitero della Chiesa ortodossa italiana autocefala (un ramo non riconosciuto dalle altre Chiese ortodosse). Lo stesso anno è diventato primate, metropolita e arcivescovo di tale Chiesa, con il nome ecclesiastico-patriarcale di Alessandro I.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi diplomato presso il Liceo Classico "Vittorio Alfieri" di Torino con votazione 60/60, si è laureato in Medicina e Chirurgia con 110/110 e lode presso l'Università degli Studi di Torino, dove si è poi specializzato in Psichiatria con 70/70 e lode. Ha poi lavorato come ricercatore presso il laboratorio del neurofisiologo Henri Laborit all'Hôpital Boucicaut e all'Istituto Pasteur di Parigi. Ha inoltre conseguito il baccellierato in Filosofia magna cum laude presso il Pontificio ateneo Sant'Anselmo di Roma. È sposato con Maria Ardiles[2] e ha una figlia, Maria Araceli. Risiede da molti anni ad Albugnano.[3]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

In gioventù militante prima nel Partito Comunista Italiano e successivamente nel Partito Socialista Italiano,[4] alle elezioni politiche italiane del 1994 è stato candidato alla Camera dei deputati dal Polo delle Libertà nel collegio di Torino 7, e ha sconfitto di poco Sergio Chiamparino, candidato dell'Alleanza dei Progressisti (35,59% contro 35,15%);[5] Ha aderito al gruppo di Forza Italia.

Alle successive elezioni del 1996 è stato candidato al Senato nel collegio di Agropoli dal Polo per le Libertà e ha sconfitto Pier Giovanni Maria Crocco dell'Ulivo.[6]

Nel marzo 1998 ha lasciato Forza Italia per aderire all'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) di Francesco Cossiga. Con lo scioglimento del partito, il 24 febbraio 1999, insieme agli altri "cossighiani" ha aderito al gruppo parlamentare di Rinnovamento Italiano;[7] e per quella lista è stato candidato alle elezioni europee del 1999 nella circoscrizione Italia nord-occidentale, ottenendo 1.416 preferenze (primo della lista), ma senza essere eletto.[8] Nel novembre dello stesso anno lascia Rinnovamento Italiano e segue Cossiga nella nuova Unione per la Repubblica (che in Senato forma la componente "Centro Riformatore" nel gruppo misto), che abbandona poche settimane dopo, il 21 dicembre 1999, alla vigilia della fiducia al governo D'Alema II, quando passa alla Federazione dei Verdi.[9]

Nel febbraio del 2000, infine, dà vita, insieme a Stefano Pedica (un altro ex UDR), ai "Cristiano Democratici Europei", un movimento di ispirazione centrista, presente soprattutto nel Lazio, che aderisce all'Unione Democratici per l'Europa (UDEUR) di Clemente Mastella. Nel 2001, con la fine della legislatura abbandona l'attività politica.

Nel 2018 si avvicina a Fratelli d'Italia diventandone militante l'anno successivo.

È stato anche console onorario del Paraguay.[10] Aderente alla massoneria, che ha abbandonato nel 2003,[11] è stato a lungo seguace del controverso ex sacerdote Pierino Gelmini.[12]

Attività professionale[modifica | modifica wikitesto]

Meluzzi sostiene di aver pubblicato oltre duecento pubblicazioni scientifiche (delle quali non vi è traccia su motori di riceca come PubMed o ResearchGate) e più di venti monografie in materia psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e antropologico-filosofica. È inoltre autore di varie pubblicazioni dedicate alla religione.

Come autore televisivo ha collaborato a diverse trasmissioni Rai (Rai Parlamento, Uno Mattina, Domenica In, L'Italia sul 2), Mediaset (Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque, Domenica Live, Quarta Repubblica, Quarto Grado) e Telelombardia.

Come criminologo è stato consulente della difesa di Rudy Guede (sostenendo l'estraneità di tutti gli indagati) e di Massimo Giuseppe Bossetti. Ha espresso posizioni di garantismo penale in molti processi.

Ha tenuto inoltre diverse docenze a contratto nella formazione universitaria.

Attività clericale[modifica | modifica wikitesto]

Meluzzi è stato membro della massoneria del Grande Oriente d'Italia sino alla conversione al cristianesimo.

Diacono cattolico greco-melchita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, presso l'Arcieparchia di Homs in Siria, è stato consacrato diacono della Chiesa cattolica greco-melchita, di rito orientale ma in comunione con il Papa.[13] Viene poi allontanato dalla Chiesa cattolica, a suo dire, per la sua passata adesione alla massoneria, che gli ha comportato anche una scomunica ipso facto ribadita anche nel 2011 dalla curia romana, dopo l'ordinazione diaconale.[14][15][16]

Alessandro I
arcivescovo della Chiesa ortodossa
 
Incarichi attualiPrimate e metropolita della Chiesa ortodossa italiana autocefala
 
Nato9 agosto 1955 (65 anni)
Ordinato presbitero6 novembre 2015
Consacrato vescovo6 novembre 2015
Elevato arcivescovo15 gennaio 2016
 

Ordinazione ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

A maggio del 2015, monsignor Leopoldo Adeodato Mancini in punto di morte ha ordinato Alessandro Meluzzi presbitero ortodosso della cosiddetta Chiesa ortodossa italiana autocefala[17], fondata dallo stesso Mancini. Si tratta di un ramo minore del cristianesimo ortodosso in Italia, un tempo associata alla Chiesa occidentale assiro-caldea, non riconosciuto dalla Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta, né dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e considerato scismatico dagli altri ortodossi italiani.[14] Il 6 novembre 2015, dopo la morte di Mancini, Alessandro Meluzzi si è autoproclamato primate (arcivescovo) e metropolita di questa Chiesa col nome di Alessandro I.[1][18] Ha dichiarato di voler proclamare santi di questa Chiesa Gianni Baget Bozzo e Pierino Gelmini.[19][20]

Posizioni controverse[modifica | modifica wikitesto]

Nelle più recenti apparizioni televisive Meluzzi ha spesso assunto posizioni cristiane conservatrici in materia di famiglia e società, soprattutto contro l'aborto, il matrimonio omosessuale e l'eutanasia. Ha definito gli omosessuali "disabili della procreazione" e dichiarato che "è evidente che alla base dell'omosessualità c'è quasi sempre un problema psicologico", subendo l'accusa di omofobia.[21][22]

Ha suscitato polemiche una sua intervista sulla pedofilia, toccando anche i casi coinvolgenti la Chiesa, affermando che il carcere non sempre compatibile con il soggetto pedofilo in quanto secondo la sua opinione professionale e religiosa "certi pedofili non commettono reato e nemmeno peccato".[23]

Meluzzi ha sostenuto l'esistenza e la veridicità della teoria del complotto sul piano Kalergi (sulla presunta sostituzione etnica degli europei voluta dalle élite) e che papa Francesco, eletto nel periodo dell'allontanamento di Meluzzi dalla Chiesa di Roma, fosse complice del piano: «Un Papa», ha detto in un'intervista, «che sta riducendo la dottrina cattolica all’idea che tutta l'Africa possa entrare in Europa come se questo dovesse riequilibrare le colpe del colonialismo occidentale».[24][25]

È sostenitore del leader russo Vladimir Putin in quanto rappresenterebbe "l’unico e ultimo argine della civiltà europea".[26]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Aldo Grasso, Riecco «zelig-Meluzzi»: ora è Alessandro I. Il medico diventato vescovo ortodosso adesso sia più indulgente (con gli altri), Corriere della Sera, 17 gennaio 2016. URL consultato il 20 gennaio 2016.
  2. ^ Nessuna vendetta contro Meluzzi - la Repubblica.it
  3. ^ Era uno dei criminologi più famosi della tv. Oggi, la vita di Alessandro Meluzzi è cambiata per sempre. "Il perché della mia scelta? Semplice..." | Caffeina Magazine, su caffeinamagazine.it. URL consultato il 18 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2018).
  4. ^ Marcenaro, l'addio può attendere - la Repubblica.it
  5. ^ Camera del 27 marzo 1994 - Collegio Torino 7, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  6. ^ Senato del 21 aprile 1996 - Collegio Agropoli, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  7. ^ Senato/ Nasce nuovo gruppo Rinnovamento Italiano - Cossighiani, Sudnews, 25 febbraio 1999. URL consultato il 27 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2014).
  8. ^ Europee del 13 giugno 1999 - Circoscrizione ITALIA NORD-OCCIDENTALE, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  9. ^ Riccardo Bruno, Meluzzi lascia Cossiga per i Verdi. Manconi: deve essere un equivoco, Corriere della Sera, 22 dicembre 1999, p. 5. URL consultato il 27 aprile 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  10. ^ Breve biografia, su ilgiardinodeilibri.it. URL consultato il 14 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2016).
  11. ^ Marco Bardesono, Lo psichiatra Meluzzi diventa vescovo (ortodosso) e primate d’Italia, Corriere della Sera, 15 gennaio 2016. URL consultato il 20 gennaio 2016.
  12. ^ Il massone «in sonno» che ha trovato la fede in sala vip - Corriere della Sera
  13. ^ Meluzzi si fa diacono, su magister.blogautore.espresso.repubblica.it. URL consultato il 3 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2013).
  14. ^ a b Alessandro Meluzzi, vescovo della Chiesa Ortodossa. Ma gli esponenti ufficiali: “Vicenda che ci espone al ridicolo. La sua organizzazione non è riconosciuta”
  15. ^ La Chiesa ortodossa italiana: "Ecco come stanno le cose con Meluzzi"
  16. ^ La dispensa, possibile in certi casi, non è però concessa a chi è nato all'esterno di una Chiesa Uniate come la Melchita o non è in essa accolto per criteri esclusivamente di parentela con un altro melchita prossimo. Questo è normato dai Canoni relativi del "Codex Iuris Ecclesiarum Orientalium", il diritto universale delle Chiese Orientali in comunione con Roma).
  17. ^ È morto Padre Adeodato Leopoldo Mancini, su newsfood.com, 16 giugno 2016. URL consultato il 20 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2016).
  18. ^ Eventi, su chiesaortodossaitaliana.org. URL consultato il 2 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2016).
  19. ^ Oliviero Marchesi, Alessandro Meluzzi: ora sono Sua Beatitudine Alessandro Primo, in Dipiù, 11 gennaio 2016, pp. 10-15.
  20. ^ (da NOTIZIE Archiviato il 24 novembre 2019 in Internet Archive.)
  21. ^ http://www.famigliearcobaleno.org/Evidenza.asp?id=38 Famiglie Arcobaleno.:. "Pomeriggio 5 sui figli delle coppie lesbiche, se questa è informazione" di Chiara Lalli] Archiviato il 25 giugno 2010 in Internet Archive.
  22. ^ Alessandro Meluzzi, su ioacquaesapone.it. URL consultato il 25 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2011).
  23. ^ Meluzzi: certi pedofili non commettono reato e nemmeno peccato - AgoraVox Italia, su agoravox.it. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2018).
  24. ^ Come ti smonto il piano Kalergi in sette punti, in Lettera43, 12 agosto 2018. URL consultato il 5 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2018).
  25. ^ “ Piano Kalergi ”: la fake news di chi, negli immigrati, vede un complotto, in VIVICENTRO, 24 aprile 2018. URL consultato il 5 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2018).
  26. ^ "Vescovo per rappresentare Putin in Italia"

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