Alessandro Meluzzi

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Alessandro Meluzzi
Alessandro Meluzzi deputato.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Coalizione Polo per le Libertà
Circoscrizione Piemonte 1
Collegio Torino 7
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIII
Gruppo
parlamentare
Forza Italia (dal 9 maggio 1996 al 9 marzo 1998)

Unione Democratica per la Repubblica (dal 25 marzo 1998 al 24 febbraio 1999)

Rinnovamento Italiano (dal 25 febbraio 1999 al 3 novembre 1999)

Gruppo Misto - Centro Riformatore (dal 4 novembre 1999 al 22 dicembre 1999)

Verdi - L'Ulivo (dal 23 dicembre 1999 al 10 febbraio 2000)

Unione Democratici per l'Europa (dal 16 febbraio 2000 al 29 maggio 2001)

Coalizione Polo per le Libertà
Circoscrizione Campania
Collegio Agropoli-Cilento
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2019)

In precedenza:
FI (1994-1998)
UDR (1998-1999)
RI (1999)
UpR (1999)
Verdi (1999-2000)
UDEUR (2000-2001)

Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia
Università Università degli Studi di Torino
Professione psichiatra, criminologo, docente universitario

Alessandro Meluzzi (Napoli, 9 ottobre 1955) è uno psichiatra, criminologo, saggista, accademico e religioso italiano.

Deputato di Forza Italia durante la XII legislatura della Repubblica Italiana e Senatore durante la XIII.

Meluzzi è stato anche membro della massoneria del Grande Oriente d'Italia, poi, in seguito alla sua conversione al cristianesimo è infine divenuto diacono cattolico di rito greco-melchita dal 2007 al 2015, venendo in seguito ordinato presbitero ortodosso in un ramo non riconosciuto dalle altre Chiese dell'ortodossia orientale greco-russe come la Chiesa ortodossa italiana, la Chiesa ortodossa italiana autocefala (piccola scissione locale della Chiesa assira d'Oriente), che segue anch'essa il rito greco-bizantino. Lo stesso anno è divenuto primate, metropolita e arcivescovo di tale Chiesa, con il nome ecclesiastico-patriarcale di Alessandro I.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato il Liceo Classico "Vittorio Alfieri" di Torino, si è laureato con 110/110 e lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Torino, dove si è poi specializzato in Psichiatria con 70/70 e lode. Ha poi lavorato come ricercatore presso il laboratorio del neurofisiologo Henri Laborit all'Hôpital Boucicaut e all'Istituto Pasteur di Parigi. Ha inoltre conseguito il baccellierato in Filosofia magna cum laude presso il Pontificio ateneo Sant'Anselmo di Roma. È sposato con Maria Ardiles[2] e ha una figlia, Araceli.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 1994 viene candidato alla Camera dei deputati dal Polo delle Libertà, sconfiggendo di poco, nel collegio di Torino 7, Sergio Chiamparino, candidato dell'Alleanza dei Progressisti (35,59% contro 35,15%);[3] aderisce quindi al gruppo di Forza Italia.

Alle successive elezioni del 1996 è candidato invece al Senato, nel collegio di Agropoli, in cui come rappresentante del Polo per le Libertà sconfigge Pier Giovanni Maria Crocco dell'Ulivo.[4]

Nel marzo 1998 esce da Forza Italia per aderire all'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) di Francesco Cossiga. Con lo scioglimento del partito, il 24 febbraio 1999, aderisce insieme agli altri "cossighiani" al gruppo parlamentare della Lista Dini - Rinnovamento Italiano;[5] alle elezioni europee del 1999 è quindi candidato per Rinnovamento Italiano nella circoscrizione Italia nord-occidentale, ottenendo 1.416 preferenze (primo della lista), ma non viene eletto.[6] Lascia poi Rinnovamento Italiano nel novembre dello stesso anno, quando segue Cossiga nella nuova Unione per la Repubblica (che in Senato forma la componente "Centro Riformatore" nel gruppo misto).

Un mese e mezzo dopo, il 21 dicembre 1999, alla vigilia della fiducia al governo D'Alema II, Meluzzi passa ai Verdi.[7]

Nel febbraio del 2000, infine, dà vita, insieme a Stefano Pedica (un altro ex UDR), ai "Cristiano Democratici Europei", un movimento di ispirazione centrista, presente soprattutto nel Lazio, che aderisce all'Unione Democratici per l'Europa (UDEUR) di Clemente Mastella. Con la fine della legislatura (2001), lascia ogni incarico nel movimento e l'attività politica.

Nel 2019 sostiene Giorgia Meloni alle elezioni europee senza candidarsi in prima persona.

È stato anche console onorario del Paraguay.[8] Aderente alla massoneria, che ha abbandonato nel 2003[9], è stato a lungo seguace del controverso ex sacerdote Pierino Gelmini.[10]

Attività scientifica e culturale[modifica | modifica wikitesto]

Autore televisivo e collaboratore di servizi su programmi nazionali ed esteri. Attualmente collaboratore stabile di Quarto Grado Quarta Repubblica, - Rete4 Mediaset, ha collaborato stabilmente con “Rai Parlamento” – Rai, “Domenica In”, “Uno Mattina, Storie Vere”, “Uno Mattina, Storie Italiane”, “Torto o ragione? Il verdetto finale” - Rai1; “Mattino Cinque”, “Pomeriggio Cinque”, “Domenica Live” – Canale5 Mediaset, “Italia Sul Due” – Rai 2; “Medicine a confronto”, Rete 4 Mediaset; “Iceberg” - TeleLombardia.

È autore di varie pubblicazioni dedicate alla religione, tra le quali ricordiamo Neo Monasteri e RiEvoluzione (Marsilio, 2000), ErosAgape (OCD, 2006), Cristoterapia (con Pierino Gelmini, OCD, 2007), Abbracciare la croce (OCD, 2008), L'infinito mi ha cercato (con Paolo Gambi, PIEMME, 2009), Maranathà (OCD, 2010), Ho visto e ho creduto (con Paolo Gambi, PIEMME, 2010), e Ho seguito il mio Maestro (con Paolo Gambi, PIEMME, 2011).

Autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche e di più di venti monografie in materia psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e antropologico-filosofica. Tra le ultime pubblicazioni: “Follie - Storie di delitti e castighi” (Ed. Politeia - 2012), “Crimini e mass media” (Infinito Edizioni - 2014), “Il fascino del male” (Imprimatur Editore - 2014), “Il maschio fragile” (Cantagalli – 2015), “Madri assassine” (Imprimatur Editore – 2016), “La vergogna. Un’emozione antica” (Ed. Paoline – 2015), “Ammonire i peccatori” (Marcianum Press – 2016), “Dei delitti e delle pene, 2.0” (UniLink Editore - 2016), “I Dorostellati” (Marcianum Press – 2017), “Il se e il ma delle investigazioni” (Oligo – 2017), “Un solo Dio per tutti? Politica e Fede nelle Religioni del Libro” (Imprimatur Editore – 2017), "Il se e il ma delle investigazioni" (Oligo Editore, 2018), "Menti insolite (Oligo editore, 2018), "Il cryme analyst" (Oligo Editore, 2019), "Fantasmi in Vaticano" (Il Torchio, 2018), "Da Pietroburgo a Costantinopoli" (Ed. Bonanno, 2019), "Il sesto pilastro" (Edizioni Segno, 2019), "Italia, rivolta ideale" ( Edizioni Segno, 2019), "Mafia nigeriana" (Oligo Editore, 2019)

Come criminologo è stato consulente della difesa di Rudy Guede (sostenendo l'estraneità di tutti gli indagati) e di Massimo Giuseppe Bossetti. Ha espresso posizioni di garantismo penale in molti processi.

Docente titolare del corso di Psicologia di Comunità, Laurea Magistrale - Facoltà di Psicologia, Università Salesiana di Roma, sede di Torino – IUSTO.

Docente incaricato di Psichiatria forense – Master in Scienze Criminologico Forensi, Università Sapienza di Roma.

Docente incaricato di Comunicazione in Salute Mentale, Università degli Studi di Cagliari.

Docente del Master specialistico in Victim support counseling e Scienze vittimologiche, Dipartimento Culture, Politica e Società, Università degli Studi di Torino.

Direttore Master di II Livello in Criminologia e Diritto Penale – Analisi Criminale e Politiche per la sicurezza urbana – Unicusano Roma.

Docente Master di I Livello in Criminologia, Psicopatologia Criminale e Politiche per la Sicurezza Sociale – Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Direttore scientifico presso la Scuola di Umanizzazione della Medicina, Regione Piemonte.

Direttore scientifico e docente presso l’Istituto di Psicoterapia Analitico Esistenziale I.P.A.E.M. (ric. MIUR 2013).

Attività clericale[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro I
arcivescovo della Chiesa ortodossa
Incarichi attualiPrimate e metropolita della Chiesa ortodossa italiana autocefala
 
Nato9 agosto 1955 (64 anni)
Ordinato presbitero6 novembre 2015
Consacrato vescovo6 novembre 2015
Elevato arcivescovo15 gennaio 2016
 

Diacono cattolico greco-melchita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, presso l'Arcieparchia di Homs, in Siria,[11] Alessandro Meluzzi è stato consacrato da Teodoro Battista diacono della Chiesa cattolica greco-melchita, chiesa di rito orientale che riconosce il Papa.[9][12]

Scomunica cattolica e allontanamento dalla Chiesa romana[modifica | modifica wikitesto]

Viene allontanato dalla Chiesa cattolica, a suo dire, per la sua passata adesione alla massoneria (che gli ha comportato anche una scomunica ipso facto ribadita anche nel 2011 dalla curia romana, dopo l'ordinazione diaconale[13][14]), anche se l'ordinamento canonico concede in certi casi la dispensa, che invece non concede a chi non è nato all'interno di una Chiesa Uniate come la Melchita o non è in essa accolto per criteri esclusivamente di parentela con un altro melchita prossimo (questo è normato dai Canoni relativi del "Codex Iuris Ecclesiarum Orientalium", il diritto universale delle Chiese Orientali in comunione con Roma), come nel caso in oggetto.[15] [16]

Ordinazione ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di maggio del 2015, dopo circa 10 anni di studi teologici universitari[14], Alessandro Meluzzi è stato ordinato presbitero ortodosso della cosiddetta Chiesa ortodossa italiana autocefala, già parte della Chiesa occidentale assiro-caldea (non in comunione con la Chiesa greco-ortodossa, ad esempio con il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato di Costantinopoli alla cui dottrina è vicina, né con le Chiese ortodosse orientali), da monsignor Leopoldo Adeodato Mancini in punto di morte[11][17]; si tratta di un ramo minore del cristianesimo ortodosso in Italia, scissionista rispetto alla Chiesa ortodossa in Italia, e non riconosciuta dalla Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta (es. Chiesa ortodossa italiana), né dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. La comunità ortodossa italiana ufficiale non permette infatti al clero sposato di divenire vescovo[13]. Per gli altri ortodossi italiani del metropolita Basilio I, la Chiesa di Meluzzi è scismatica e i suoi titoli autoproclamati, benché si richiami alla dottrina dell'ortodossia greco-ortodossa russo-costantinopolitana. Fu fondata da Adeodato Mancini e associata all'inizio alla Chiesa assira senza seguirne però il nestorianesimo.

Il 6 novembre 2015, dopo la morte di Mancini, Alessandro Meluzzi si è autoproclamato primate (arcivescovo) e metropolita di questa Chiesa col nome di Alessandro I[1][18]. Ha dichiarato di voler proclamare santi di questa Chiesa Gianni Baget Bozzo e Pierino Gelmini[19].[20]

Polemiche, idee e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nelle apparizioni televisive ha spesso assunto posizioni di difesa del punto di vista dei cattolici sulla famiglia e la società, dell'autorità morale della Chiesa cattolica (in seguito comunque posizioni conservatrici di tipo cristiano), soprattutto contro l'aborto, il matrimonio omosessuale e l'eutanasia. Ha definito gli omosessuali "disabili della procreazione" e dichiarato che "è evidente che alla base dell'omosessualità c'è quasi sempre un problema psicologico", subendo l'accusa di omofobia.[21][22]

Ha suscitato polemiche una sua intervista sulla pedofilia, toccando anche i casi coinvolgenti la Chiesa, dove Meluzzi dichiara che ci sarebbero casi in cui la volontà del pedofilo non sarebbe controllabile, e che quindi il carcere non è sempre compatibile con la riabilitazione e il contenimento del soggetto[23], in quanto secondo la sua opinione professionale e religiosa "certi pedofili non commettono reato e nemmeno peccato".[24]

Meluzzi ha sostenuto l'esistenza e la veridicità della teoria del complotto sul piano Kalergi (sulla presunta sostituzione etnica degli europei voluta dalle elite) e che papa Francesco, eletto (2013) nel periodo dell'allontanamento di Meluzzi dalla Chiesa di Roma, fosse complice del piano: «Un Papa», ha detto in un'intervista, «che sta riducendo la dottrina cattolica all’idea che tutta l'Africa possa entrare in Europa come se questo dovesse riequilibrare le colpe del colonialismo occidentale».[25][26]

È ammiratore del leader russo Vladimir Putin.[27]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Aldo Grasso, Riecco «zelig-Meluzzi»: ora è Alessandro I. Il medico diventato vescovo ortodosso adesso sia più indulgente (con gli altri), Corriere della Sera, 17 gennaio 2016. URL consultato il 20 gennaio 2016.
  2. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/27/nessuna-vendetta-contro-meluzzi.html
  3. ^ Camera del 27 marzo 1994 - Collegio Torino 7, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  4. ^ Senato del 21 aprile 1996 - Collegio Agropoli, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  5. ^ Senato/ Nasce nuovo gruppo Rinnovamento Italiano - Cossighiani, Sudnews, 25 febbraio 1999. URL consultato il 27 aprile 2014.
  6. ^ Europee del 13 giugno 1999 - Circoscrizione ITALIA NORD-OCCIDENTALE, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  7. ^ Riccardo Bruno, Meluzzi lascia Cossiga per i Verdi. Manconi: deve essere un equivoco, Corriere della Sera, 22 dicembre 1999, p. 5. URL consultato il 27 aprile 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  8. ^ Breve biografia, su ilgiardinodeilibri.it.
  9. ^ a b Marco Bardesono, Lo psichiatra Meluzzi diventa vescovo (ortodosso) e primate d’Italia, Corriere della Sera, 15 gennaio 2016. URL consultato il 20 gennaio 2016.
  10. ^ Il massone «in sonno» che ha trovato la fede in sala vip - Corriere della Sera
  11. ^ a b Ignazio Dessì, Il professor Meluzzi diventa "vescovo" ortodosso: "La Chiesa non mi ha voluto", Tiscali News, 17 gennaio 2016.
  12. ^ Meluzzi si fa diacono, su magister.blogautore.espresso.repubblica.it.
  13. ^ a b Alessandro Meluzzi, vescovo della Chiesa Ortodossa. Ma gli esponenti ufficiali: “Vicenda che ci espone al ridicolo. La sua organizzazione non è riconosciuta”
  14. ^ a b La Chiesa ortodossa italiana: "Ecco come stanno le cose con Meluzzi"
  15. ^ Oliviero Marchesi, Alessandro Meluzzi: mi sono fatto prete, in Dipiù, 14 dicembre 2015, pp. 16-20.
  16. ^ Luca Telese intervista Alessandro Meluzzi vescovo ortodosso, su liberoquotidiano.it.
  17. ^ È morto Padre Adeodato Leopoldo Mancini, su newsfood.com, 16 giugno 2016. URL consultato il 20 gennaio 2016.
  18. ^ Eventi, su chiesaortodossaitaliana.org. URL consultato il 2 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2016).
  19. ^ Oliviero Marchesi, Alessandro Meluzzi: ora sono Sua Beatitudine Alessandro Primo, in Dipiù, 11 gennaio 2016, pp. 10-15.
  20. ^ (da [1])
  21. ^ Famiglie Arcobaleno .:. "Pomeriggio 5 sui figli delle coppie lesbiche, se questa è informazione" di Chiara Lalli Archiviato il 25 giugno 2010 in Internet Archive.
  22. ^ Alessandro Meluzzi
  23. ^ Pedofilia? Non sempre è voluta. Si valuti caso per caso. Il carcere non sempre compatibile con il soggetto pedofilo
  24. ^ Meluzzi: certi pedofili non commettono reato e nemmeno peccato - AgoraVox Italia
  25. ^ Come ti smonto il piano Kalergi in sette punti, in Lettera43, 12 agosto 2018. URL consultato il 5 settembre 2018.
  26. ^ “ Piano Kalergi ”: la fake news di chi, negli immigrati, vede un complotto, in VIVICENTRO, 24 aprile 2018. URL consultato il 5 settembre 2018.
  27. ^ "Vescovo per rappresentare Putin in Italia"

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