Mafia nigeriana

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« Vorrei attirare la vostra attenzione sulla nuova attività criminale di un gruppo di nigeriani appartenente a sette segrete, proibite dal governo a causa di violenti atti di teppismo: purtroppo gli ex membri di queste sette che sono riusciti ad entrare in Italia hanno fondato nuovamente l'organizzazione qui, principalmente con scopi criminali” »
(Informatica dell'ambasciata nigeriana a Roma del 2011[1])

La mafia nigeriana è un'organizzazione criminale di tipo mafioso sviluppatasi in Nigeria agli inizi degli anni ottanta, in seguito alla crisi del petrolio, risorsa chiave del paese, che portò i gruppi dirigenti a cercare l'appoggio della criminalità per mantenere i loro privilegi.

Così protetta, la criminalità organizzata ha potuto svolgere i propri traffici indisturbata o quasi, aiutata oltre che dall'appoggio di una parte del mondo politico del paese anche dallo scarso controllo che lo stato esercita sul vasto territorio nazionale.

Composta principalmente da persone di etnia Ibo o Yoruba con un elevato grado di istruzione, la mafia nigeriana si è conquistata un posto di livello internazionale nel mondo del crimine. Presente in molti paesi (Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Romania, Inghilterra, Austria, Stati Uniti, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Ucraina, Polonia, Russia, Brasile e Italia), gestisce oltre al traffico di eroina e di cocaina anche la prostituzione delle proprie connazionali.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Riti[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei riti di iniziazione più frequenti è il sottoporsi a frustate da parte del Boss dell'organizzazione

In Nigeria[modifica | modifica wikitesto]

In Nigeria operano più che altro confraternite e bande criminali sotto il controllo di un capo. Le prime (formate principalmente da studenti) si dedicano a intimidire i professori con minacce pesanti per avere buoni risultati a scuola; mentre le seconde sono dedite al traffico di droga, armi e alla prostituzione delle nigeriane. In seguito agli anni ottanta si è espansa in molti paesi tra cui l'Italia dove opera per lo più nelle zone meridionali (Campania e Sicilia).

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione dei Black Axe è nata negli anni '70 a benin City in Nigeria. Elementi di questa organizzazione criminale sono già stati rilevati a Brescia e Torino[1].

Il 15 gennaio 2007 con l'operazione Viola vengono arrestati 66 presunti appartenenti alla mafia nigeriana (di cui 23 già in ottobre 2007) associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di esseri umani e narcotraffico in Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Stati Uniti e Nigeria.[2] Il 18 febbraio 2010 vengono arrestati 5 nigeriani nell'operazione "Piovra nera" che gestiva un traffico di cocaina a Genova[3].

Nel 2009 a Brescia viene decapitata l'organizzazione capeggiata da Frank Edomwonyi con l'arresto di 12 persone[1].

A Torino nel 2010 vengono condannati per associazione mafiosa alcuni affiliati ai Black Axe e Eiye che si erano fatti la guerra già nel 2003[1].

Il 19 ottobre 2015 per la prima volta in Sicilia presunti membri di un'organizzazione criminale straniera vengono accusati del reato di associazione mafiosa, in particolare viene scoperta la confraternita nigeriana dei Black Axe che gestisce lo spaccio e la prostituzione nel quartiere Ballarò di Palermo sotto l'egida di Giuseppe Di Giacomo, boss del clan di Porta Nuova, ucciso poi il 12 marzo 2014[1].

L'Aisi, inoltre dal 2012 controlla il presunto capo della confraternita Eyie, Grabriel Ugiagbe, gestisce i suoi affari criminali da Catania, spostandosi poi in Nord Italia, Austria e Spagna[1][4].

La roccaforte dell'organizzazione è Castelvolturno.

In Spagna[modifica | modifica wikitesto]

In Austria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Mafia nigeriana: il patto con Cosa nostra, agguati con l'ascia e sangue bevuto. A Palermo prima inchiesta sulla ‘Cosa nera', in Fattoquotidiano, 19 ottobre 2015. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  2. ^ Maxi-blitz contro la mafia nigeriana Vendevano minori, 66 arresti - cronaca - Repubblica.it
  3. ^ Mafia nigeriana: cinque fermi a Genova, in Antimafia duemila.
  4. ^ cco il "Capo dei capi" nigeriano nuovo barone della droga in Italia, in repubblica.it, 15 novembre 2013. URL consultato il 22 ottobre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]