Cartello di Sinaloa

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Cartello di Sinaloa
Area di origineChihuahua, Sinaloa, Sonora
Aree di influenzaMessico (Bassa California, Bassa California del Sud, Chiapas, Chihuahua, Coahuila, Colima, Distretto Federale, Durango, Guerrero, Jalisco, Nayarit, Nuevo León, Oaxaca, Puebla, Sinaloa, Sonora, Tamaulipas, Yucatán, Zacatecas[1]), Stati Uniti meridionali, Europa
PeriodoInizio 1989 - in attività
AlleatiCartello del Golfo
Caballeros Templarios
RivaliLos Zetas
Cartello di Juárez
Cartello di Beltrán Leyva
Cartello di Tijuana
Estensione del cartello dove ha una forte predominanza sino ad oggi
Gerarchia del cartello
Ubicazione dei capi del cartello

Il cartello di Sinaloa o cartello del Pacifico o organizzazione Guzmán-Loera è un cartello di trafficanti di droga messicani che opera nello Stato di Sinaloa, Sonora e Chihuahua. Gestisce un traffico di droga che negli ultimi anni ha iniziato ad estendersi anche in Europa (Francia, Regno Unito e Paesi Bassi), nel 2011 sono stati arrestati 3 presunti esponenti del cartello a Lipa City nelle Filippine per traffico di metanfetamine[2].

Il capo del cartello è attualmente Ismael Zambada Garcia e prima di lui furono Joaquín Guzmán ed Héctor Luis Palma Salazar ora entrambi in carcere. Gestiscono il traffico di droga colombiano, la marijuana messicana e l'eroina messicana e del sud-est asiatico. Sono anche produttori di oppio e marijuana. Alla fine degli anni ottanta la DEA americana credeva che il cartello del pacifico fosse la più grande organizzazione trafficante in droga operante in Messico. A metà degli anni novanta si credette fosse per dimensioni più grande il cartello di Medellín. Si pensa sia collegato con il Cartello di Juárez, in un'alleanza strategica seguendo l'alleanza dei loro rivali: il Cartello del Golfo e il Cartello di Tijuana.

La United States Intelligence Community la considera l'organizzazione più forte al mondo nel traffico di droga anche per il suo giro d'affari che si estende in tutti e 5 i continenti: Africa, America meridionale, Asia e Australia[3][4][5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Anni '80: Battaglie contro il Cartello di Tijuana[modifica | modifica wikitesto]

La guerra tra questi due cartelli è originata dal reciproco tentativo di assicurarsi il controllo del territorio e della distribuzione delle droghe. Questa guerra tra cartelli ebbe inizio già negli anni '80/'90, quando il cartello di Sinaloa decise di appropriarsi dei territori del cartello di Tijuana per avere uno sbocco nel golfo del Messico, in modo da facilitare gli scambi con la criminalità organizzata. Questa rivalità iniziò ad essere preoccupante quando all'interno delle città venivano ritrovati cadaveri, solitamente impiccati ai cavalcavia (tecnica utilizzata per impaurire la popolazione, le autorità e i cartelli). Attualmente il cartello di Tijuana è stato quasi sconfitto dai Los Zetas [6].

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2000 - La guarra con il Cartello di Beltrán-Leyva[modifica | modifica wikitesto]

Anni '10 - L'arresto di El Chapo[modifica | modifica wikitesto]

Accuse di collusione con le forze governative federali messicane[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo paramilitare dei Los Negros[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Los Negros.

Los Negros o Gruppo Beltran sono una unità narco-militare formata dal cartello per contrastare le operazioni del cartello del golfo: Los Zetas. Si è a conoscenza dell'assunzione di gruppi criminali come La Eme (sigla per Mafia Messicana) e Mara Salvatrucha per realizzare omicidi e altre attività illecite. Attualmente è in corso una lotta da parte de Los Negros nella regione di Nuevo Laredo per il controllo delle rotte del traffico di droga[7].

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

A luglio 2012 si viene a conoscenza che due modenesi: Elio e Bruno Gerardi, erano i mediatori del cartello per conto di alcune famiglie mafiose palermitane e del casertano[8][9]. Bruno sarebbe stato ucciso il 24 luglio 2014 per un carico di droga sequestrato dalle forze dell'ordine sull'A1 vicino a Terni, e di cui i messicani lo avrebbero ritenuto responsabile[10].

Il 1º giugno 2016 viene reso noto l'arresto da parte di Polaria per conto della DEA statunitense del narcotrafficante Olivas Felix detto Abc all'aeroporto di Milano-Malpensa. Resta ancora oscuro il motivo della sua presenza in Brianza ed in generale nel Nord Italia. Si attende ora la richiesta di estradizione negli Stati Uniti[11].

Australia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Localizzazione geografica dei principali gruppi criminali in Messico al 31 giugno 2013, Il circuito delle mafie, Limes Novembre 2013 p.96 di Edoardo Guerrero Gutierrez
  2. ^ (EN) Sinaloa Cartel now operating in Europe, su examiner.com. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  3. ^ (EN) Mexico’s Sinaloa Cartel Smuggling Cocaine into Australia, su laht.com. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  4. ^ (EN) Mexican Drug Cartels Join Forces with Italian Mafia to Supply Cocaine to Europe, su latino.foxnews.com. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  5. ^ Droga, “El Chapo” ammette di avere ucciso “due o tremila persone”, in Il fatto quotidiano, 25 febbraio 2014. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  6. ^ Killer vestiti da clown uccidono il boss di Tijuana, su lookoutnews.it.
  7. ^ U.S. Intelligence Says Sinaloa Cartel Has Won Battle for Ciudad Juarez Drug Routes, in CNS News, 9 aprile 2010.
  8. ^ L’Antimafia: Modena crocevia per gli affari dei narcos messicani e, in Gazzetta di Modena, 23 luglio 2014. URL consultato il 1 giugno 2016.
  9. ^ Mexican Drug Cartels Join Forces with Italian Mafia to Supply Cocaine to Europe, in foxnews.com, 21 giugno 2012. URL consultato il 1 giugno 2016.
  10. ^ «Gerardi è stato ucciso»: la vendetta del Cartello, in Gazzetta di Modena, 24 luglio 2016. URL consultato il 1 giugno 2016.
  11. ^ Andrea Galli, Quintali di cocaina e nuovi clienti La missione in Brianza di «Abc», in corriere.it, 1 giugno 2016. URL consultato il 1 giugno 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]